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sabato 24 giugno 2023

«Libri in cortile» con «Il Dio che non c'è» di Dotto nella mia città sulla scalinata di Santa Sofia - non c'ero mai stato - Con Bruccoleri, Gucciardo ed Antonioli

Anche per me è iniziata la rassegna editoriale «Libri in cortile» - avevo partecipato alle edizioni precedenti dell'anno scorso e di due anni fa -

 

 

 

nel centro storico di Agrigento, che conosco abbastanza bene, 

 

 

 

sulla scalinata di Santa Sofia (non c'ero mai stato, ma ci ero passato molto vicino senza accorgernene), e potete leggere maggiori informazioni più sotto in questo mio testo,

 

 

 

dietro al Municipio di Agrigento, palazzo che è molto bello davanti 

 

 

 

e, soprattutto, mi affascina con la facciata dell'ingresso del Teatro Pirandello di piazza Pirandello

 

 

 

nel centro.

 

 

 

Stasera è stato presentato il libro «Il Dio che non c’è» (Gog edizioni) dell’autore, giornalista e scrittore Giancarlo Dotto - che mi era completamente sconosciuto, 

 

 

 

non lo avevo mai visto in televisione in trasmissioni sportive 

 

 

 

e non sapevo che fosse uno scrittore teatrale che è stato assistente alla regia e collaboratore artistico di Carmelo Bene - di cui ha scritto a quattro mani (proprio con questo autore teatrale), la biografia «Vita di Carmelo Bene» per la casa editrice Bompiani nel 1998.

 

 

 

Hanno moderato l’incontro il direttore artistico di «Libri in cortile», Roberto Bruccoleri, blogger di letteratura di viaggio e organizzatore di eventi letterari (che non conosco ed avevo visto in televisione presentare proprio questo appuntamento e questa rassegna agrigentina, il modo con cui ho saputo della nuova edizione), 

 

 

 

e Gaetano Gucciardo

 

 

 

docente, professore associato di Sociologia all’Università di Palermo, a me noto anche per questo motivo 

 

 

 

e poi perché ha partecipato ad attività di Legambiente Agrigento.

 

 

 

Ed era intervenuto anche Andrea Antonioli, direttore di Contrasti, una rivista sportiva italiana, a quanto pare.  


 

 

Sappiate anche che sulla copertina di questo saggio c'è Diego Maradona con il suo numero dieci di spalle trafitto da frecce e contornato fino al petto da una sorta di sole, giallo ovviamente, su sfondo verde. 



E, poi, una grafica davvero bella anche per questo manifesto di questa rassegna (complimenti a chi li disegna da due anni), anche se, in questo caso, hanno abbellito troppo il luogo dell'evento, che non ha nulla di speciale e mi ha reso abbastanza difficile girare i video. 




Più bello, invece, molto, ma molto più bello, un palazzo storico ristrutturato, in via S. Sofia, che fra pochi minuti vorrei mostrarvi sul mio profilo Tiktok. 




E volete visitare il centro storico di Agrigento insieme al mio blog CMTempoLibero?

 

 

 

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- se non cambierò un giorno impostazione grafica.

  

 

 

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Grazie ad Angelo Ruoppolo ed alla pagina 

 

 

 

«Cultura» 

 

 

 

della tv agrigentina Teleacras ed alla pagina «Eventi»

 
 
 
 
 
 

 

 

 

E sappiate anche che la scalinata di Santa Sofia non è lontanissima dal Bar Saito.


 

 

Buon successo - speriamo - ad «Agrigento capitale italiana della cultura 2025».

 

 

 

e buon lavoro, inoltre, al blog Blasco da Mompracem, al Comune di Agrigento

 

 

 

alla «Prostudios» di Christian Vassallo, ad Audi Meridiano, a «Sciabica soluzioni assicurative», 

 

 

 

ad Immagina Coworking e Sal8

 

 

 

a «Made al Sud Artisan Food», al bed & breakfast «Panoramica dei templi» (mai stato in questo b&b), alla farmacia Valle dei templi del dottor Bruccoleri ed alla tipografia Sarcuto. 




E, tornando a casa, sentivo musica rilassante qui in un ristorante della via Atenea, ma non so di chi: un ragazzo alle tastiere e la voce di una ragazza. 




Interpretazioni, cover, davvero piacevoli, gradevoli ed eleganti di «La musica non c'è» di Coez e, poi, «Amore disperato» di Nada, «Stand By Me» di Ben E. King e «L'emozione non ha voce» di Adriano Celentano. 




Al ristorante Màbel, Mabel. 




La presentazione di questo libro, di questo saggio, inoltre, per me oggi, sabato ventiquattro di giugno di questo 2023,

 

 

 

per gli altri dalle diciannove e trenta in poi, ma per me un po' dopo, ma non troppo tardi.



Non mi ricordo più a che ora ero arrivato, ma non è importante.

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