Nel discorso sul cinquantenario della morte di Luigi Pirandello,
letto a Palermo,
che non ho mai letto,
che dovrei leggere,
lo scrittore Leonardo Sciascia avrebbe indicato
tre punti da cui partire per una lettura,
per una più «acuta lettura»,
dello scrittore e drammaturgo agrigentino e mio concittadino.
E sarebbero questi
i tre punti:
la Sicilia,
la «religiosità»
ed il rapporto con Michel de Montaigne (Montaigne),
nato
il ventotto di febbraio del 1533,
e con Blaise Pascal,
venuto al mondo e nato
il diciannove di giugno del 1623,
morto
il diciannove di agosto del 1662.
Dei tre punti indicati da Sciascia,
eccovi direttamente il...
Terzo. Il rapporto con Montaigne sarebbe stato poco scrutato,
poco analizzato e studiato ed osservato,
Sono stati estratti
dall’opera pirandelliana i «momenti diciamo
pascaliani, di sentimento e sgomento cosmico particolarmente»?
Di Montaigne,
nulla si è trovato
nella biblioteca di Luigi Pirandello;
e neppure di Pascal,
il cognome che Pirandello dà al suo Mattia (in siciliano, Matteo,
suppongo non soltanto in siciliano),
a Mattia Pascal.
Se riesco,
vorrei
occuparmi
di un passaggio di Leonardo Sciascia:
«umoristicamente – secondo Sciascia – come a rovesciarlo, come a dargli immediato riflesso del contrario».
Vorrei occuparmi della mattia intesa come follia blanda, innocua,
del protagonista della novella Quand’ero matto…,
di cui vi avevo già scritto qui,
con citazione delle prime parole,
dell'incipit letterario,
di questa novella,
a cui seguono
queste altre:
Oh, per questo anche povero.
La mattia di quell'uomo oppure di Mattia
Pascal stesso, che si fa credere morto senza esserlo.
Vorrei occuparmi della «momentanea vacanza»
dal forte pensiero di Pascal,
delle «fenditure»
e degli «abissi cosmici».
Dello scrittore Montaigne vorrei
occuparmi degli Essais,
dei «Saggi»,
di un autore, Montaigne,
che sarebbe
molto presente nell’opera letteraria di Leonardo Sciascia.
Il «Chapitre 1»
(«Capitolo 1»)
del «Livre I»
(«Libro I»),
ha il titolo «Par diuers moyens l'on arriue à pareille fin».
«Par le moyen de»
significa
«per mezzo di».
Il significato di «pareil»
è «simile»,
«uguale».
Chissà quando mi occuperò
del libretto «La sentenza memorabile»
di Leonardo Sciascia,
che prenderebbe spunto dal capitolo XI del III libro degli Essais.
Avete rapporti con la cultura francese?
Avete letto
gli illuministi?
Io poco.
Provate adorazione per lo scrittore Stendhal?
In quale libro, eventualmente, Gesualdo Bufalino ci farebbe notare
che solo in apparenza Sciascia era apostolo d’un razionalismo alla francese:
in realtà agiva in lui la lezione di Pirandello?
Volete
su Spreaker (qua la pagina),
sia qui su Blogger/Blogspot,
Grazie al sito Pirandelloweb;
alle righe «Celebrità nate in questo giorno»
della rubrica giornalistica «L'almanacco del giorno»
del sito d'informazione agrigentina Scrivo libero;
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