Su di me - Scompaginando

venerdì 17 luglio 2026

Franco e Ciccio e Raffaello Sanzio, papa Leone X, nel film «Nel giorno del Signore» scritto e sceneggiato da Bruno Corbucci e Mario Amendola, con colonna sonora di Bruno Canfora, gli attori sono Bramieri, Robsahm, Sydney Chaplin, Ira von Fürstenberg, Franca Valeri, un irriconoscibile Lando Buzzanca, Erminio Macario, Mario Carotenuto, Gianfranco D'Angelo, Lino Banfi, Carlo Dapporto, Umberto D'Orsi, parodia della pellicola «Nell'anno del Signore» di Magni --- La «Storia d'Italia» di Guicciardini, «l’ira giusta d’Iddio», l'«empietá e sceleratezze degli altri uomini», la «somma liberalitá», lo «spendere eccessivo che passa ogni misura», il creduto «castissimo» e «quegli piaceri che con onestá non si possono nominare», la musica, le facezie, buffoni, sollazzi, il tenere «il piú del tempo immerso l’animo», «fini e faccende grandi, delle quali aveva lo intelletto capacissimo», il cugino Giulio

Il duo comico Franco e Ciccio, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, 

 

 

 

e Raffaello Sanzio, 

 

 

 

il papa Leone X, 

 

 

 

nato

 

 

 

l'undici di dicembre del 1475,

 

 

 

morto

 

 

 

il primo di dicembre del 1521,

 

 

  

ne avevo già scritto qui,




sepolto 




nella tomba del coro della chiesa di santa Maria sopra Minerva,




a Roma,




questi Raffaello e Leone X nel film «Nel giorno del Signore» 

 

 

 

scritto e sceneggiato da Bruno Corbucci, 

 

 

 

venuto al mondo il ventitre di ottobre del 1931,




deceduto

 

 

 

 

il sei di settembre del 1996,

 

 

 

da Mario Amendola, 

 

 

 

concepito 

 

 

 

l'otto di dicembre del 1910,

 

 

 

la sua fine vita il ventidue di dicembre del 1993;

 

 

 

con colonna sonora cinematografica di Bruno Canfora, 

 

 

 

i suoi natali il sei di novembre del 1924,

 

 

 

il decesso il quattro di agosto del 2017;

 

 

 

gli attori cinematografici sono Gino Bramieri, 

 

 

 

nato

 

 

 

il venti di giugno del 1928,

 

 

 

morto

 

 

 

il diciotto di giugno del 1996, Fred Robsahm, 

 

 

 

venuto al mondo il ventinove di giugno del 1943,

 

 

 

morto 

 

 

 

il ventisei di marzo del 2015; Sydney Chaplin, 

 

 

 

la sua data di nascita il trentuno di marzo del 1926,

 

 

 

di morte il tre di marzo del 2009; 

 

 

 

le attrici cinematografiche Ira von Fürstenberg, 

 

 

 

nata

 

 

 

il diciassette di aprile del 1940,

 

 

 

morta 

 

 

 

il diciannove di febbraio del 2024; Franca Valeri, 

 

 

 

venuta al mondo il trentuno di luglio del 1920,

 

 

 

deceduta

 

 

 

il nove di agosto del 2020.

 

 

 

Un altro attore cinematografico italiano, 

 

 

 

l'irriconoscibile Lando Buzzanca, 

 

 

 

nato 

 

 

 

il ventiquattro di agosto, 

 

 

 

oppure il venticinque di agosto, 

 

 

 

del 1935,

 

 

 

ci aveva lasciati 

 

 

 

il diciotto di dicembre del 2022, Erminio Macario, 

 

 

 

nato

 

 

 

il ventisette di maggio del 1902, 

 

 

 

l'ultimo suo giorno sulla Terra il ventisei di marzo del 1980, Mario Carotenuto, Gianfranco D'Angelo, Lino Banfi, Carlo Dapporto, 

 

 

 

con data di nascita il ventisei di giugno del 1911, 

 

 

 

di morte il primo di ottobre del 1989, 

 

 

 

quell'uno di ottobre, Umberto D'Orsi, 

 

 

 

nato

 

 

 

il trenta di luglio del 1929,

 

 

 

morto

 

 

 

il trentuno di agosto del 1976,

 

 

 

la parodia cinematografica della pellicola «Nell'anno del Signore» 

 

 

 

di Luigi Magni,

 

 

 

concepito 

 

 

 

il ventuno di marzo del 1928,

 

 

 

deceduto

 

 

 

il ventisette di ottobre del 2013.

 

 

 

Il pittore e ritrattista Raffaello Sanzio ed il ritratto di Leone X, esposto alla Galleria degli Uffizi di Firenze,

 

 

 

della Fornarina, 

 

 

 

lo si può vedere alla Galleria nazionale di Roma,

 

 

 

si ipotizza che la modella fosse Margherita Luti, presumibilmente l'amante di Raffaello Sanzio, 

 

 

 

dei quali aveva scritto lo storico dell'arte Giorgio Vasari,

 

 

 

nato

 

 

 

il trenta di luglio del 1511,

 

 

 

morto

 

 

 

il ventisette di giugno del 1574.

 

 

 

Lo storico Francesco Guicciardini,




nato




il sei di marzo del 1483,




un uomo politico al servizio dei papi medicei Leone X e Clemente VII,




morto




il ventidue di maggio del 1540,




la «Storia d'Italia»

 

 

 

del 1561,

 

 

 

con il capitolo I del Libro I:




I

Proposito e fine dell’opera. Prosperitá d’Italia intorno al 1490. La politica di Lorenzo de' Medici ed il desiderio di pace de’ principi italiani. La confederazione de’ príncipi e l’ambizione de’ veneziani. 
 
Io ho deliberato di scrivere le cose accadute alla memoria nostra in Italia, dappoi che l’armi de’ franzesi, chiamate da’ nostri príncipi medesimi, cominciorono con grandissimo movimento a perturbarla: materia, per la varietá e grandezza loro, molto memorabile e piena di atrocissimi accidenti; avendo patito tanti anni Italia tutte quelle calamitá con le quali sogliono i miseri mortali, ora per l’ira giusta d’Iddio ora dalla empietá e sceleratezze degli altri uomini, essere vessati.
 
 
 

Sia Dio sia l'empietà e le scelleratezze dunque.

 

 

 

XII

Diversitá dei caratteri di Leone decimo e di Giulio de’ Medici; stima generale delle doti di Giulio e grande attesa per la sua elezione a pontefice; sua incertezza nel deliberare e nell’eseguire. Suoi consiglieri e loro modo d’agire. Il pontefice giá deciso alla confederazione contro Cesare sospende gli accordi per la notizia dell’arrivo d’un ambasciatore cesareo.

Lione, che portò primo grandezza ecclesiastica nella casa de’ Medici, e con l’autoritá del cardinalato sostenne tanto sé e quella famiglia, caduta di luogo eccelso in somma declinazione, che e’ potetteno aspettare il ritorno della prospera fortuna, fu uomo di somma liberalitá; se però si conviene questo nome a quello spendere eccessivo che passa ogni misura.

 

 

 

[...]

 

 

 

Il medesimo fu deditissimo alla musica alle facezie e a’ buffoni; ne’ quali sollazzi teneva il piú del tempo immerso l’animo, che altrimenti sarebbe stato volto a fini e faccende grandi, delle quali aveva lo intelletto capacissimo. Credettesi per molti, nel primo tempo del pontificato, che e’ fusse castissimo; ma si scoperse poi dedito eccessivamente, e ogni dí piú senza vergogna, in quegli piaceri che con onestá non si possono nominare. Ebbe costui, tra le altre sue felicitá, che furono grandissime, non piccola ventura di avere appresso di sé Giulio de’ Medici suo cugino; quale, di cavaliere di Rodi, benché non fusse di natali legittimi, esaltò al cardinalato.

 

 

 

Grazie ad Ecosia, 

 

 

 

a Wikipedia in italiano,

 

 

 

a WikiSource, 

 

 

 

a Giovanni Dall'Orto,




a Tele One.

Nessun commento:

Posta un commento