Su di me - Scompaginando

martedì 18 agosto 2026

Il topo e l'uomo, la trappola, la legge, lo stare fermo, il corpo e l'anima, la mattina di agosto per i clienti sudati, annoiati, mangiati dalle mosche, nella sala d'attesa dell'avvocato Zummo nella «Casa del Granella» di Pirandello ed i fantasmi in un libro - La molteplicità all'Acqua Acetosa il diciotto di agosto del 1787 nell'almanacco sul «Viaggio in Italia» di Goethe su CMLibri --- Federico III di Sicilia, sarebbe nato un 13 dicembre e con lui ho in comune il giorno, non il mese --- Don Pietro Carrera, morto a Messina il 18 settembre 1647 --- Un Palazzo Bellacera, il castello, lavorare in 2 città, il liuto per CMMusica, il marito geloso

«I topi non sospettano l'insidia della trappola. Vi cascherebbero, se la sospettassero? Ma non se ne capacitano neppure quando vi son cascati. S'arrampicano squittendo sú per le gretole; cacciano il musetto aguzzo tra una gretola e l'altra; girano; rigirano senza requie, cercando l'uscita.
L'uomo che ricorre alla legge sa, invece, di cacciarsi in una trappola. Il topo vi si dibatte. L'uomo, che sa, sta fermo. Fermo, col corpo, s'intende. Dentro, cioè con l'anima, fa poi come il topo, e peggio.
E così facevano, quella mattina d'agosto, nella sala d'aspetto dell'avvocato Zummo i numerosi clienti, tutti in sudore, mangiati dalle mosche e dalla noja».
 

 

 

Dalla novella «La casa del Granella»

 

 

 

di Luigi Pirandello.
 

 

 

Spero

 

 

 

di scrivervi prima o poi del paesaggio all'Acqua Acetosa il diciotto di agosto del 1787 nell'almanacco sul «Viaggio in Italia» di Goethe su CMLibri.

 

 

 

Eccovi le prime parole goethiane in tedesco su questa Acqua Acetosa:

 

 

 

Gestern fuhr ich vor Sonnenaufgang nach Acqua acetosa; es ist wirklich zum Närrischwerden, wenn man die Klarheit, die Mannigfaltigkeit, duftige Durchsichtigkeit und himmlische Färbung der Landschaft, besonders der Fernen ansieht.

 

 

 

La «Mannigfaltigkeit»

 

 

 

è 

 

 

 

la «molteplicità»,

 

 

 

la «multiformità»,

 

 

 

la «varietà»,

 

 

 

la «diversità».

 

 

 

Buon lavoro con le fotografie ad Angelo Pitrone.




Mi erano sfuggiti,

 
 
 
pochissimo resi pubblici, 
 
 
 
il sabato nove di settembre dello scorso 2023, 
 
 
 
dalle diciassette e trenta, 
 
 
 
dalle cinque e mezza del tardissimo pomeriggio estivo,
 
 
 
una passeggiata storica dedicata ai luoghi che avevano ispirato le più famose novelle pirandelliane
 
 
 
 

 
 
Siamo mai stati in luoghi misteriosi in cui antiche leggende narrano che vi abbiano dimorato 
 
 
 
ed abitato fantasmi?
 
 
 
Avete letto libri sui fantasmi, 
 
 
 
magari usciti
 
 
 
a maggio
 
 
 
magari pubblicati 
 
 
 
dalla casa editrice il Palindromo, 
 
 
 
avete letto 
 
 
 
libri sull’isola spettrale della Sicilia oppure una guida ai fantasmi? 
 
 
 
Se li avete letti, 
 
 
 
cosa 
 
 
 
ne pensate 
 
 
 
dei prezzi di copertina? 
 
 
 
Questi libri devono 
 
 
 
costare 
 
 
 
tredici euro o di meno o di più? 
 
 
 
Avete mai visto
 
 
 
una regia teatrale di qualcuno o qualcuna che si è occupato o occupata
 
 
 
di fantasmi? 
 
 
 
I fantasmi in Sicilia dunque.
 
 
 
Avete letto
 
 
 
un racconto sui fantasmi?
 
 
 
Le pagine CMRacconti, CMLibri, forse sì.
 
 
 
Avete sentito 
 
 
 
le leggende della tradizione orale sui fantasmi? 
 
 
 
Io no.
 
 
 
Avete letto fonti storiche, 
 
 
 
avete sentito 
 
 
 
di memorie popolari?
 
 
 
Le pagine CMViaggiStoria, CMViaggi, no.
 
 
 
Chissà se entrerò mai in un luogo culturale agrigentino considerato infestato, 
 
 
 
la casa del Granella, 
 
 
 
di una novella di Luigi Pirandello
 
 
 
una storia già raccontata, dunque, 
 
 
 
 
 
 
Lo scrittore Luigi Pirandello questa casa la avrebbe descritta così: 
 
 
 
La casa sorgeva nel quartiere più alto della città, in cima al colle. La città aveva lassù una porta, il cui nome arabo, divenuto stranissimo nella pronunzia popolare: Bibirrìa, voleva dire Porta dei Venti. Fuori di questa porta era un largo spiazzo sterrato; e qui sorgeva solitaria la casa del Granella. Dirimpetto aveva soltanto un fondaco abbandonato, il cui portone imporrito e sgangherato non riusciva più a chiudersi bene, e dove solo di tanto in tanto qualche carrettiere s’avventurava a passar la notte a guardia del carro e della mula. Un solo lampioncino a petrolio stenebrava a mala pena, nelle notti senza luna, quello spiazzo sterrato. Ma, a due passi, di qua dalla porta, il quartiere era popolatissimo, oppresso anzi di troppe abitazioni. La solitudine della casa del Granella non era dunque poi tanta, e appariva triste (più che triste, ora, paurosa) soltanto di notte. Di giorno, poteva essere invidiata da tutti coloro che abitavano in quelle case ammucchiate. Invidiata la solitudine, e anche la casa per se stessa, non solo per la libertà della vista e dell’aria, ma anche per il modo com’era fabbricata, per l’agiatezza e i comodi che offriva, a molto minor prezzo di quelle altre, che non ne avevano né punto né poco.
 
 
 
Ho scritto del vento freddo della tramontana del nord proprio non molte ore fa.
 
 
 
Insieme al mio blog CMTempoLibero da fuori, 
 
 
 
scrivendomelo
 
 
 
su CMLibri sulle reti sociali, 
 
 
 
volete
 
 
 
vedere 
 
 
 
le persiane chiuse, 
 
 
 
i balconi,
 
 
 
della casa del Granella,
 
 
 
visitare 
 
 
 
la Agrigento goethiana,
 
 
 
lo scrittore tedesco era stato
 
 
 
nella mia città di Agrigento,
 
 
 
nei suoi dintorni,
 
 
 
volete
 
 
 
visitarli 
 
 
 
con me? 
 
 
 
Contattatemi
 
 
 
su CMLibri,
 
 
 
effettuate
 
 
 
e fate
 
 
 
una donazione in soldi,
 
 
 
in denaro,
 
 
 
ad offerta libera,
 
 
 
per il sostegno di questo blog.
 
 
 
Ed i magazzini al pianterreno, 
 
 
 
le pareti di tufo, 
 
 
 
gli archi, 
 
 
 
una caffetteria, 
 
 
 
un negozio di ceramica, 
 
 
 
un centro liturgico che vende articoli religiosi?
 
 
 
Chissà se ci sia ancora il fantasma in quella casa… 
 
 
 
Avete mai vissuto 
 
 
 
nel centro storico di Girgenti
 
 
 
Io quasi, lì vicino. 
 
 
 
Volete
 
 
 
visitare
 
 
 
con CMTempoLibero il palazzo Bellacera?
 
 
 
Allora scrivetemi e contattatemi.
 
 
 
Non sapevo 
 
 
 
del fantasma di Palazzo Bellacera a Comitini (Ag - provincia di Agrigento). 
 
 
 
Non conoscevo 
 
 
 
l’antica leggenda sull’anima in pena del fantasma di Federico II d’Aragona, 
 
 
 
di Federico III di Sicilia,
 
 
 
di questo re, 
 
 
 
nato
 
 
 
il tredici di dicembre del 1272
 
 
 
o del 1273,
 
 
 
o del 1274,
 
 
 
con lui ho in comune il giorno, 
 
 
 
non il mese,
 
 
 
morto
 
 
 
tra Paternò (Ct - provincia di Catania)
 
 
 
e Catania il venticinque di giugno del 1337,
 
 
 
il fantasma che nel 1577 don Pietro Carrera, 
 
 
 
venuto al mondo a Militello in val di Noto,
 
 
 
a Militello in val di Catania (Ct - provincia di Catania),
 
 
 
il dodici di luglio del 1573,
 
 
 
deceduto
 
 
 
a Messina il diciotto di settembre del 1647,
 
 
 
disse di aver visto. 
 
 
 
Non ho mai visto 
 
 
 
il fantasma e lo spettro dell’anima del re, 
 
 
 
chissà se cambierà 
 
 
 
l'eventuale volere divino, 
 
 
 
l'eventuale volere di Dio,
 
 
 
non lo ho mai visto perché non sono mai stato
 
 
 
nelle sale di questo palazzo comitinese, 
 
 
 
ci stavo quasi arrivando settimane fa... 
 
 
 
E non ho capito 
 
 
 
se l'eventuale volere divino di condanna a vagare da spettro e fantasma sia durato soltanto duecento e settant'anni,
 
 
 
considerando anche che 1337, 
 
 
 
la data di morte di Federico III di Sicilia,
 
 
 
più 270 è uguale
 
 
 
a 1607. 
 
 
 
Da palazzo Bellacera al castello di Naro (Ag - provincia di Agrigento),
 
 
 
non ci sono mai stato, 
 
 
 
sia a Comitini sia a Naro ho lavorato.
 
 
 
Chissà se saprò mai di più della cosiddetta e così scritta castellana dalle chiome nere,
 
 
di Madonna Giselda, 
 
 
 
dagli occhi azzurri, 
 
 
 
che non ho, 
 
 
 
chissà se saprò mai di più del paggio Beltrando. 
 
 
 
Avete mai vissuto 
 
 
 
le notti di luna piena?
 
 
 
In questi giorni ho visto soltanto spicchi di luna,
 
 
 
altro che luna piena.
 
 
 
Cantate mai in terrazza d'amore? 
 
 
 
Vi piace 
 
 
 
il liuto, 
 
 
 
come piace a CMEtnoMusica, 
 
 
 
 
 
 
Avete 
 
 
 
un marito geloso?
 
 
 
Io sono single,
 
 
 
non sono sposato, dunque neanche con una donna, 
 
 
 
non ho 
 
 
 
una moglie.



Chissà se saprò mai di più di Pietro Giovanni Calvello, 
 
 
 
che sarebbe stato 
 
 
 
un signore di Naro,
 
 
 
dunque un governante di Naro. 
 
 
 
Tremendo 
 
 
 
essere ucciso e gettato dall’alto della torre;
 
 
 
essere rinchiuso o richiusa in una fredda e buia cella. 
 
 
 
Non sono mai stato 
 
 
 
sulla terrazza del castello. 
 
 
 
Cantate mai una canzone a casa?
 
 
 
Triste o allegra?
 
 
 
Chissà se ero stato alla presentazione di un libro sui fantasmi oppure no, 
 
 
 
credo di averne letti 
 
 
 
di alcune case editrici
 
 
 
sono stato 
 
 
 
a presentazioni di libri, 
 
 
 
anche a giugno, 
 
 
 
nella mia Agrigento
 
 
 
Buone tournèe letterarie, 
 
 
 
magari in tutta la Sicilia,
 
 
 
in tutta Italia,
 
 
 
in tutta Europa,
 
 
 
a chi scrive libri.



Grazie ad un articolo di Valentina Alaimo sul sito d'informazione agrigentina AgrigentoOggi;
 
 
 
all'enciclopedia in rete Wikipedia in italiano;
 
 
 
al Progetto Gutenberg. 
 
 
 
Potete 
 
 
 
leggere 
 
 
 
numerosi altri testi di questo mio blog grazie al tag Scrittori agrigentini.  



Il sabato nove di settembre di questo 2023, 
 
 
 
dalle diciassette e trenta, 
 
 
 
dalle cinque e mezza del tardissimo pomeriggio estivo,
 
 
 
una passeggiata storica.
 
 
 
Auguro 
 
 
 
una proficua attività a Beniamino Biondi
 
 
 
il poeta, 
 
 
 
lo scrittore, 
 
 
 
il saggista agrigentino, 
 
 
 
di fantasmi ne aveva scritto, 
 
 
 
aveva dedicato 
 
 
 
un suo libro proprio a loro.

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