Il duo comico Franco e Ciccio, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia,
e Raffaello Sanzio,
il papa Leone X,
nato
l'undici di dicembre del 1475,
morto
il primo di dicembre del 1521,
ne avevo già scritto qui,
sepolto
nella tomba del coro della chiesa di santa Maria sopra Minerva,
a Roma,
questi Raffaello e Leone X nel film «Nel giorno del Signore»
scritto e sceneggiato da Bruno Corbucci,
venuto al mondo il ventitre di ottobre del 1931,
deceduto
il sei di settembre del 1996,
da Mario Amendola,
concepito
l'otto di dicembre del 1910,
la sua fine vita il ventidue di dicembre del 1993;
con colonna sonora cinematografica di Bruno Canfora,
i suoi natali il sei di novembre del 1924,
il decesso il quattro di agosto del 2017;
gli attori cinematografici sono Gino Bramieri,
nato
il venti di giugno del 1928,
morto
il diciotto di giugno del 1996, Fred Robsahm,
venuto al mondo il ventinove di giugno del 1943,
morto
il ventisei di marzo del 2015; Sydney Chaplin,
la sua data di nascita il trentuno di marzo del 1926,
di morte il tre di marzo del 2009;
le attrici cinematografiche Ira von Fürstenberg,
nata
il diciassette di aprile del 1940,
morta
il diciannove di febbraio del 2024; Franca Valeri,
venuta al mondo il trentuno di luglio del 1920,
deceduta
il nove di agosto del 2020.
Un altro attore cinematografico italiano,
l'irriconoscibile Lando Buzzanca,
nato
il ventiquattro di agosto,
oppure il venticinque di agosto,
del 1935,
ci aveva lasciati
il diciotto di dicembre del 2022, Erminio Macario,
nato
il ventisette di maggio del 1902,
l'ultimo suo giorno sulla Terra il ventisei di marzo del 1980, Mario Carotenuto, Gianfranco D'Angelo, Lino Banfi, Carlo Dapporto,
con data di nascita il ventisei di giugno del 1911,
di morte il primo di ottobre del 1989,
quell'uno di ottobre, Umberto D'Orsi,
nato
il trenta di luglio del 1929,
morto
il trentuno di agosto del 1976,
la parodia cinematografica della pellicola «Nell'anno del Signore»
di Luigi Magni,
concepito
il ventuno di marzo del 1928,
deceduto
il ventisette di ottobre del 2013.
Il pittore e ritrattista Raffaello Sanzio ed il ritratto di Leone X, esposto alla Galleria degli Uffizi di Firenze,
della Fornarina,
lo si può vedere alla Galleria nazionale di Roma,
si ipotizza che la modella fosse Margherita Luti, presumibilmente l'amante di Raffaello Sanzio,
dei quali aveva scritto lo storico dell'arte Giorgio Vasari,
nato
il trenta di luglio del 1511,
morto
il ventisette di giugno del 1574.
Lo storico Francesco Guicciardini,
nato
il sei di marzo del 1483,
un uomo politico al servizio dei papi medicei Leone X e Clemente VII,
morto
il ventidue di maggio del 1540,
la «Storia d'Italia»
del 1561,
con il capitolo I del Libro I:
Proposito e fine dell’opera. Prosperitá d’Italia intorno al 1490. La politica di Lorenzo de' Medici ed il desiderio di pace de’ principi italiani. La confederazione de’ príncipi e l’ambizione de’ veneziani.
Io ho deliberato di scrivere le cose accadute alla memoria nostra in
Italia, dappoi che l’armi de’ franzesi, chiamate da’ nostri príncipi
medesimi, cominciorono con grandissimo movimento a perturbarla: materia,
per la varietá e grandezza loro, molto memorabile e piena di
atrocissimi accidenti; avendo patito tanti anni Italia tutte quelle
calamitá con le quali sogliono i miseri mortali, ora per l’ira giusta
d’Iddio ora dalla empietá e sceleratezze degli altri uomini, essere
vessati.
Sia Dio sia l'empietà e le scelleratezze dunque.
Diversitá dei caratteri di Leone decimo e di Giulio de’ Medici; stima
generale delle doti di Giulio e grande attesa per la sua elezione a
pontefice; sua incertezza nel deliberare e nell’eseguire. Suoi
consiglieri e loro modo d’agire. Il pontefice giá deciso alla
confederazione contro Cesare sospende gli accordi per la notizia
dell’arrivo d’un ambasciatore cesareo.
Lione, che portò primo grandezza ecclesiastica nella casa de’ Medici,
e con l’autoritá del cardinalato sostenne tanto sé e quella famiglia,
caduta di luogo eccelso in somma declinazione, che e’
potetteno aspettare il ritorno della prospera fortuna, fu uomo di somma
liberalitá; se però si conviene questo nome a quello spendere eccessivo
che passa ogni misura.
[...]
Il medesimo fu deditissimo alla musica alle facezie e a’ buffoni; ne’
quali sollazzi teneva il piú del tempo immerso l’animo, che altrimenti
sarebbe stato volto a fini e faccende grandi, delle quali aveva lo
intelletto capacissimo. Credettesi per molti, nel primo tempo del pontificato, che e’ fusse
castissimo; ma si scoperse poi dedito eccessivamente, e ogni dí piú
senza vergogna, in quegli piaceri che con onestá non si possono
nominare. Ebbe costui, tra le altre sue felicitá, che furono grandissime, non
piccola ventura di avere appresso di sé Giulio de’ Medici suo cugino;
quale, di cavaliere di Rodi, benché non fusse di natali legittimi,
esaltò al cardinalato.
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