Il portiere del calcio Gianluigi Buffon è nato
il ventotto di gennaio del 1978 ed aveva vissuto
la prima delle controversie il ventisei di settembre del 1999,
durante la partita casalinga della sua squadra del tempo,
il Parma Calcio 1913,
contro la Società sportiva Lazio (S. s. Lazio),
avrebbe esibito sulla sua divisa di gioco la scritta a pennarello «Boia chi molla»,
un motto del fascismo e non piacciono a CMViaggiSport,
a CMViaggi;
poi si sarebbe scusato pubblicamente affermando che avrebbe voluto semplicemente dire di non mollare,
ma fu multato per cinque milioni di vecchie lire,
ed anche io avevo vissuto
gli anni delle lire.
Questa vicenda mi è occasione per ricordare un fatto storico,
mi fa pensare
ad un luogo storico di decenni prima per un altro uomo,
per Roberto Mieville,
un politico italiano.
La più antica testimonianza documentata del «Boia chi molla»
sarebbe
una delle lettere inviate da Roberto Mieville alla madre durante la ritirata dal deserto libico l'undici di aprile del 1943.
Mieville fu preso prigioniero per la durata della guerra,
fu recluso e detenuto
al campo di prigionia di Hereford,
nel Texas,
negli Usa,
negli Stati uniti.
Vorrei
occuparmi anche del soprannome «Superman»
attribuito e dato a Gianluigi Buffon nella stagione calcistica 1997 - 1998,
dopo avere parato
un calcio di rigore a Ronaldo,
nella trasferta del Parma calcio contro l'Inter.
Grazie alle categorie «Slogan fascisti»,
«Modi di dire italiani»,
al «Portale Calcio»,
al «Portale Storia d'Italia»,
al «Portale Fascismo»,
dell'enciclopedia in rete Wikipedia in italiano;
alle righe «Celebrità nate in questo giorno»
della rubrica «L'almanacco del giorno»
del sito internet d'informazione agrigentina «Scrivo libero».
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