Su di me - Scompaginando

martedì 27 gennaio 2026

San Teodorico di Orleans, l'ecclesiastico, mi fa soltanto pensare al re degli Ostrogoti, di religione ariana, condannata come eretica al Primo concilio di Nicea del 325 - Lui fece arrestare papa Giovanni I, il quale morì in prigione a Ravenna il 18 maggio 526 - Il sovrano era deceduto pochi mesi dopo, il 30 agosto - I Vandali avevano invaso la Sicilia; quando il regnante lasciò il mondo apparteneva, invece, al regno barbaro, come si vede sulla mappa di Bukkia - La leggenda della cerva dalle corna d'oro avvistata nei boschi, l'arco e le frecce (che mi fanno pensare ad un'immagine con l'Eros «armato» inviatami decenni fa da un critico d'opera), la corsa del cavallo imbizzarritosi lungo l'intera penisola italiana, il salto spettacolare sullo stretto di Messina, la fine per loro 2 dentro il cratere dell'Etna; di Vulcano, sull'isola delle Eolie, secondo Carducci - C'è anche un'altra variante?

Uno dei cinque santi del giorno del ventisette di gennaio è san Teodorico di Orleans, 

 

 

 

sarebbe stato un vescovo,

 

 

 

dunque un ecclesiastico, 

 

 

 

un particolare da approfondire negli anni che seguiranno;

 

 

 

questo santo mi fa soltanto pensare a Teodorico, 

 

 

 

al re degli Ostrogoti, 

 

 

 

di religione ariana, 

 

 

 

condannata come eretica al Primo concilio di Nicea del 325 dopo Cristo.

 

 

 

Il sovrano Teodorico fece arrestare papa Giovanni I, 

 

 

 

il quale morì in prigione a Ravenna il diciotto di maggio del 526. 

 

 

 

Il re e sovrano era, invece, deceduto il trenta di agosto dello stesso anno, 

 

 

 

del 526 dopo Cristo. 

 

 

 

I Vandali avevano invaso la Sicilia tempo prima, 

 

 

 

ma quando il regnante Teodorico lasciò il mondo e morì, 

 

 

 

la Sicilia apparteneva 

 

 

 

al regno barbaro degli Ostrogoti di Teodorico, 

 

 

 

come ho visto sulla mappa di Bukkia pubblicata

 

 

 

dall'enciclopedia in rete Wikipedia in italiano.

 

 

 

Esiste pure la leggenda della cerva dalle corna d'oro avvistata nei boschi, 

 

 

 

dell'arco e delle frecce, 

 

 

 

che erano le armi che Teodorico aveva preso (che mi fanno pensare 

 

 

 

ad un'immagine con un Eros «armato» 

 

 

 

inviatami decenni fa da un critico d'opera), 

 

 

 

la leggenda che continua con la corsa di un cavallo, 

 

 

 

che si era imbizzarrito, 

 

 

 

lungo l'intera penisola italiana, 

 

 

 

del salto spettacolare sullo stretto di Messina, 

 

 

 

della fine per loro due, 

 

 

 

il cavallo in corsa e Teodorico, 

 

 

 

dentro il cratere dell'Etna in questa versione, 

 

 

 

dentro il cratere di Vulcano, 

 

 

 

sull'isola delle Eolie, 

 

 

 

per Giosuè Carducci,  

 

 

 

nel poemetto «La leggenda di Teodorico»,

 

 

 

dalla raccolta «Rime nuove»,

 

 

 

con liriche composte 

 

 

 

tra il 1861 ed il 1867.

 

 

 

C'è anche un'altra variante?




Grazie allo spazio «Re d'Italia»,

 

 

 

alla categoria «Sovrani del VI secolo»,

 

 

 

al «Portale Antica Roma»,

 

 

 

al «Portale Medioevo»,

 

 

 

dell'enciclopedia in rete Wikipedia in italiano.

Nessun commento:

Posta un commento