domenica 28 aprile 2019

Il «Viaggio in Italia» di Goethe in Sicilia e la Cattedrale di Agrigento «grecheggiante»

#CMViaggi Fra diciotto anni saranno duecentocinquanta... Ventiquattro aprile del 2037. Johann Wolfgang von Goethe arrivò a Girgenti al levar del sole di martedì 24 aprile del 1787. E, dopo i momenti iniziali, il cicerone, un bravo preticello, è sensibile alle richieste più o meno espresse dei suoi interlocutori e, per soddisfare la loro indole artistica, li condusse alla cattedrale

Com'era «differente» rispetto al duomo di oggi! Un sarcofago ben conservato, custodito come altare, che raffigura Ippolito con i suoi compagni di caccia e i cavalli, trattenuto dalla nutrice di Fedra che vuol consegnargli una tavoletta. La cultura classicheggiante tedesca che predomina?  

Scopo precipuo dell'autore fu quello di raffigurare un bel gruppo di adolescenti; si spiega così che la vecchierella, dalla personcina di nana, stia in mezzo ad essi come un elemento accessorio che non turba l'insieme. Armonia classica non modificata significativamente dal particolare che «stravolge» senza stravolgere. 

In fatto di bassorilievi, non credo d'aver mai visto nulla di più ammirevole e di meglio conservato al tempo stesso. Finora non avevo conosciuto un simile esempio del più bel periodo dell'arte greca. E se lo scrive Goethe... 

Ad epoche più remote ci sentimmo trasportati ammirando un prezioso vaso di notevoli dimensioni, in perfetto stato di conservazione. Entro la nuova chiesa si ravvisano pure, celati qua e là, vari resti dell'architettura antica. Non meglio precisati. Il sarcofago ed il vaso non sono più nella cattedrale. 

Infine dopo un po' di storia su un momento settecentesco del monumento eccovi i miei video - su MobyPicture ed altrove - girati all'interno ed anche all'esterno, da via Duomo o dintorni. 




E il mio testo principale sulla Agrigento letteraria o quanto scrivevo sulla cappella di San Bartolomeo dello stesso duomo o su una delle facciate durante la festa di San Calogero.

Gli archi e l'affresco della cappella di San Bartolomeo

Sono belli gli archi di questo gioiellino, forse non molto appariscente. O no? E peccato che non si veda molto degli affreschi.


E questa chiesa agrigentina è stata protagonista del programma tv Kilimangiaro di Rai3 anni fa con un riferimento a Stefania Battistini.

«Horcynus Orca» di Stefano D'Arrigo e Caucana

Horcynus Orca di Stefano D'Arrigo fu composto nella villa del suo amico ed imprenditore Cesare Cipelli sulla costa ragusana di Caucana, come ci ha riferito un servizio di Tgr Mediterraneo di Rai3. Spero di potere leggere il libro presto in biblioteca. Intanto eccovi il mio testo principale su questo blog sulla letteratura siciliana