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venerdì 13 giugno 2025

Il «Prometeo incatenato» di Eschilo secondo Muscato, la «Medea» di Euripide per Tiezzi e «La pace» di Aristofane nella regia di Daniele Salvo che non avevo visto al Teatro greco di Siracusa - La Scizia - Un uomo che ha avuto una vita difficile e causato dolore e dispiacere faccia il bene ed insegni a farlo

La tragedia «Prometeo incatenato» 

 

 

 

di Eschilo aveva una scena teatrale tra cielo e mare,

 

 

 

scena irraggiungibile dagli umani.

 

 

 

I primi personaggi ad entrare sono Potere e Forza,

 

 

 

che conducono Prometeo.

 

 

 

Quindi entra Efesto, 

 

 

 

con le catene ed il maglio.

 

 

   

Il maglio sarebbe un martello di grandi dimensioni.

 

 

 

Le prime parole sono di Potere:

 

 

 

Ecco l'estrema plaga della terra, 

la Scizia solitaria, inaccessibile.

 

 

 

La Scizia era il territorio degli Sciti.

 

 

 

Questa tragedia greca antica era stata interpretata anche da Leo Muscato nella traduzione di Roberto Vecchioni.

 

 

 

E poi un'altra tragedia teatrale, 

 

 

 

la «Medea» 

 

 

 

di Euripide secondo Federico Tiezzi con traduzione di Massimo Fusillo.




E la commedia teatrale «La pace» 

 

 

 

di Aristofane per la regia teatrale di Daniele Salvo.




Erano queste le rappresentazioni classiche del 2023 al Teatro greco di Siracusa.




Non ero andato,




speravo di andare,

 

 

 

ma non era stato così.

 

 

 

Altro sulle catene, 

 

 

 

invece, 

 

 

 

nelle prossime righe.

 

 

 

Mi auguro, infatti, che la scelta anni fa di pentirsi, abbia portato inquieta serenità e tranquillità al Giovanni Brusca rinnovato,

 

 

 

con l'accento posto sulla serenità e tranquillità.

 

 

  

Vorrei che gli succeda ed accada un percorso di redenzione senza traumi,

 

 

 

con una forza fragile che è forte nella legge.




Faccia ancora i conti con il sé stesso migliore e più fiducioso facendo moltissima attenzione e proteggendo moltissimo.

 

 

 

Spero che i familiari delle vittime abbiano accettato o accetteranno le sue scuse e la sua richiesta di perdono,

 

 

 

se ci riusciranno,

 

 

 

se riusciranno ad averne il coraggio.

 

 

 

Chissà se lui, 

 

 

 

sua moglie, 

 

 

 

suo figlio,

 

 

 

abbiano piante e fiori a casa.

 

 

 

Che il dolore ed il dispiacere diventino speranza per un futuro differente da vivere bene e benissimo profondamente.

 

 

 

Se possibile, 

 

 

 

se non è troppo rischioso, 

 

 

 

dando più di un minimo di spiegazione ai tanti che cercano verità e giustizia.

 

 

 

Cerchi di dimenticare il disprezzo che ferisce. 

 

 

 

Faccia scelte morali ed umanamente buone e buonissime ed insegni a suo figlio questo.




Lo faccia studiare nella bontà,




lo aiuti nelle scelte della vita.




Continui a liberarsi della catena di morte,




della fabbrica di morte,

 

 

 

dell'agonia continua.




Grazie ad Ecosia, 

 

 

 

a Live University di Catania, 

 

 

 

a Blog Sicilia, Hermes Sicily, Teatro.it e Carteggi letterari;

 

 

 

ad Angelo Ruoppolo sulla pagina «Cronaca»

 

 

 

della tv agrigentina Teleacras.

venerdì 7 marzo 2025

«L'ispettore generale» di Gogol con la notizia molto sgradevole, «Una commedia degli equivoci», ma anche il film di Koster con un uomo a cavallo e le guardie che non lo fanno entrare in un luogo nelle prime scene

Ho visto due fotografie su una Storia ed Aggiornamento di WhatsApp sullo spettacolo teatrale «Una commedia degli equivoci»



dall'opera teatrale satirica e, proprio, commedia degli equivoci,



«L'ispettore generale»,



del 1836,



di Nikolaj Gogol in quel che chiamo PalaCultura del Villaggio Mosè ad Agrigento, 



al PalaCongressi del Villaggio Mosè,



ad Agrigento, 



per la regia teatrale di Leo Muscato e vi chiedo se, 



con la pagina CMLibri del blog CMTempoLibero, 



dopo avere visto il murales con le donne musulmane di questo PalaCongressi,



volete visitare la Agrigento del Teatro Pirandello. 



Ma Rocco Papaleo è Chlestakov,



il ritenuto e finto ispettore generale di San Pietroburgo nella Russia degli zar,



nella Russia zarista?!



Purtroppo non sono potuto andare a vedere questa satira perché non sono in territorio agrigentino.



Ed avete mai letto la biografia di Aleksandr Puškin,



i riferimenti biografici sulla sua vita?



Io non ancora.



A me risulta,



peraltro,



che il personaggio teatrale del governatore dia avvio a questo testo teatrale con le parole rivolte



al sovrintendente all'Opera di carità,



al direttore delle scuole,



al giudice,



al soprintendente della polizia,



ad un dottore,



a due poliziotti,



proprio nella stanza del direttore:



«Vi ho chiamato assieme, gentiluomini, per ricevere una notizia molto sgradevole: c'è un ispettore generale che viene.»



E chissà quando vedrò tutto il film «L'ispettore generale»,



del 1949,



oramai di pubblico dominio,



del regista cinematografico Henry Koster,



con sceneggiatura cinematografica non originale di Harry Kurnitz,



di Philip Rapp,



con la colonna sonora di Sylvia Fine,



di Johnny Green,



con un uomo a cavallo 🐴 che cavalca nella scena iniziale in un paesaggio naturale,



che subito dopo riesce a sfuggire a due guardie,



che arriva in un luogo in cui un uomo maturo delle forze dell'ordine lo ferma con le prime parole del film,



con la frase «You can't go on in»,



«Non puoi andare avanti ed entrare»,



se ho capito bene.



Chissà se un giorno approfondirò sullo scambio di persona dell'ispettore scolastico Mario Rossi,



interpretato dall'attore cinematografico Alberto Lionello,



con il Matteo Rossi di Aroldo Tieri,



nel film comico italiano «Chi si ferma è perduto»,



con soggetto cinematografico e sceneggiatura cinematografica originale di Bruno Corbucci,



di Giovanni Grimaldi,



di Mario Guerra,



di Luciano Martino,



di Dino De Palma,




scenetta del film che sarebbe ispirata a momenti della trama di quest'opera teatrale.




Buona visione dei film ispirati a questa commedia gogoliana:



«Gli anni ruggenti», 



con soggetto del suo regista, 



di Luigi Zampa, 



di Sergio Amidei, 



di Vincenzo Talarico, 



con sceneggiatura cinematografica originale proprio di Zampa, 



ma anche di Ettore Scola, 



di Ruggero Maccari;



e buona visione anche di «Baci e abbracci», 



con soggetto e sceneggiatura originale del suo regista, 



di Paolo Virzì, 



ma anche di Francesco Bruni. 



Grazie ad Internet Archive,



al «Portale Cinema»



dell'enciclopedia Wikipedia in italiano, 



alla biblioteca in rete Wikisource in inglese, 



alla pagina «Teatro» 



del sito d'informazione agrigentina AgrigentoOggi.