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sabato 3 gennaio 2026

Quando per Ayrton Senna la cittadinanza onoraria di Scisciano? La casa della bisnonna Giovanna Magro in via Scalia, in una città a CMViaggiSport familiare da parte paterna - Il matrimonio il 16 aprile 1875 - La partenza per il Brasile nel novembre 1894

Non crede di avere mai visto CMViaggiSport, CMViaggi

 

 

 

la casa della bisnonna dell'ex pilota di Formula 1 Ayrton Senna,

 

 

 

morto

 

 

 

il primo di maggio del 1994,

 

 

 

quell'uno di maggio. 

 

 

 

Non sapevo del primo matrimonio, 

 

 

 

il sedici di aprile del 1875, 

 

 

 

della partenza per il Brasile nel novembre del 1894, 

 

 

 

potrei 

 

 

 

non essere mai passato 

 

 

 

accanto alla casa di via Scalia, 

 

 

 

al civico 7,

 

 

 

in una città a me familiare da parte di padre.

 

 

 

Insieme al mio blog CMTempoLibero, 

 

 

 

dal Brasile,

 

 

 

da Scisciano,




da tutto il mondo,




scrivendomelo 

 

 

 

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sia tramite alcune etichette a conclusione di questo mio testo 

 

 

 

sia attraverso tutti i tag alla fine della colonna destra di questo blog

 

 

 

- se non modificherò 

 

 

 

le impostazioni grafiche,

 

 

 

il che è molto difficile,

 

 

 

ma possibile,

 
 
 
condividendo
 
 
 
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grazie ai cancelletti #CMViaggi #CMViaggiSport #CMTempoLibero,
 
 
 
facendo 
 
 
 
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se volete,
 
 
 
al mio blog per sostenerlo,

 

 

 

volete visitare Siculiana (Ag - provincia di Agrigento)

 

 

 

la città da cui la sua antenata, Giovanna Magro,

 

 

 

emigrò e partì,

 

 

 

vivendo 

 

 

 

il turismo delle radici?




Ringrazio 

 

 

 

il «Portale Biografie»

 

 

 

di Wikipedia.




Grazie alla pagina «Buone notizie (Gusto e bontà)»,

 

 

 

ma anche alla pagina «Centro storico di Siculiana» su Facebook.




Fin quando potrò visitare questa mostra su Senna? 




Un percorso che si concluderà il sette di gennaio del 2026.

sabato 4 maggio 2024

Dopo «'A vilanza» di Pirandello e Martoglio si berrebbe assai? La capra che mi ricorda la mucca del film «I due vigili» con Franco e Ciccio - E «Lu matrimoniu 'ntra la civita» a teatro e su una tv catanese e siciliana

«In una cittadina di Sicilia - Ai tempi nostri» in parte violenza.

 

 

 

Sicuramente tragedia in questa «'A Vilanza» 

 

 

 

(«La bilancia»

 

 

 

in siciliano,

 

 

 

in lingua siciliana)

 

 

 

di Nino Martoglio, 

 

 

 

di Luigi Pirandello,

 

 

 

per me a teatro

 

 

 

vicino alla salita Giambertoni,

 

 

 

nel mio centro di Agrigento.

 



Il primo personaggio teatrale maschile a parlare è Saru Mazza, 

 

 

 

un agrimensore di trent'anni,

 

 

 

e prima di lui Ninfa, 

 

 

 

la moglie di ventotto anni di Oraziu Pardu, 

 

 

 

un perito agronomo di trentacinque anni.

 

 

 

Che dice: 

 

 

 

«Biviti 'n'autru tanticchia!... Vaia, cumpari!...»

 

 

 

Dopo di lei parla Anna, 

 

 

 

la moglie di Saru,

 

 

 

di venticinque anni.

 

 

 

Anna le risponde:
 
 

«No, ppi carità, n' 'o faciti biviri chiù!... N' 'o viditi ca ci leva?...»

 

 

 

e non mi sono assolutamente accorto che fosse sulle spine,

 

 

 

anzi, sembrava quasi ci fosse un clima cordiale e non falso,

 

 

 

un clima gentile.

 

 

 

Nell'atto primo si comincia con il «Tinello in casa Pardu. - Comune in fondo, uscio sulla sinistra e finestra a destra».
 
 
 

La regia teatrale, 

 

 

 

l'adattamento teatrale di Camillo Mascolino, 

 

 

 

rispetta abbastanza il copione teatrale pirandelliano e di Martoglio,

 

 

 

ma non era presente la finestra.

 

 

 

 Nella Scena I,

 

 

 

nella scena prima,

 

 

 

«(La tavola è ancora apparecchiata e i quattro personaggi sono alla fine del desinare - Ninfa versa da bere a Saru, che è acceso in volto e imbambolato, non tanto per il vino bevuto quanto per lo stordimento della passione aizzosa e sfacciata di Ninfa, che lo tiene come sotto un fascino - Anna è sulle spine, più per la paura di Oraziu e per la vergogna dello spettacolo di audacia della donna, che per gelosia del marito. - Oraziu - che in realtà nota tutto - finge di non accorgersi di nulla e con un sorriso sardonico pare che inciti i due a compromettersi di più agli occhi di Anna, verso la quale si mostra rispettoso).»

 



Nella rappresentazione che ho visto la tavola era molto in parte ancora apparecchiata 

 

 

 

in quanto c'erano soltanto i bicchieri e non si capiva assolutamente che i quattro personaggi teatrali fossero alla fine del mangiare e non si notava 

 

 

 

che il Saru, 

 

 

 

ritratto dall'attore teatrale Paolo Di Noto, 

 

 

 

fosse acceso in volto ed imbambolato

 

 

 

né per il vino bevuto

 

 

 

né per lo stordimento della passione di Ninfa,

 

 

 

mentre, invece, del cast teatrale l'attrice Ilaria Bordenca rende benissimo la passione aizzosa e sfacciata di Ninfa.

 

 

 

Anna, invece, 

 

 

 

interpretata dall'attrice teatrale Rosa Maria Montalbano,

 

 

 

non sembra sulle spine,

 

 

 

mentre Oraziu, 

 

 

 

nell'interpretazione teatrale di Francesco Maria Naccari,

 

 

 

potrebbe anche notare tutto

 

 

 

e fingere di non accorgersene.

 

 

 

Non lo posso escludere.




Saru ribatte: «Si, veru è, grazii, cummari, basta... assai haiu vivutu...»

 

 

 

Il personaggio di Donna Rachela, 

 

 

 

la zia di Anna,

 

 

 

nei suoi panni l'attrice Lia Cipolla,

 

 

 

ha un ruolo secondario.

 

 

 

Mentre la novità dell'adattamento di Mascolino è costituita dall'apparizione dell'attrice Anna Grazia Montalbano,

 

 

 

da dietro,

 

 

 

e per me non è stato facile girarmi 

 

 

 

perché ero in prima fila 

 

 

 

e preferivo ascoltare 

 

 

 

più che vedere lei

 

 

 

che, in un certo senso,

 

 

 

introduceva o commentava, 

 

 

 

faceva il commento finale su quanto era accaduto e sul triste finale.

 

 

 

Poco da notare sui costumi di Donatella Giannettino, 

 

 

 

mentre l'impianto scenografico della Giannettino è degno di nota perché,

 

 

 

seguendo le indicazioni teatrali del regista,

 

 

 

sceglie una cornice che,

 

 

 

come spiegava in parte Anna Grazia Montalbano sulla scena all'inizio,

 

 

 

basta un po' di interpretazione,

 

 

 

un pizzico di interpretazione,

 

 

 

rende il palco teatrale una sorta di quadro in 3d,

 

 

 

un quadro a tre dimensioni ed in movimento. 

 

 

 

E, come al solito in questo teatro, 

 

 

 

c'erano il suono e le luci di Tony Bruccoleri.

 

 

 

Quel che mi aveva colpito di questo spettacolo teatrale era avere scoperto la vicinanza del riferimento di Donna Rachele alla capra che mi aveva fatto pensare alla mucca nel film «I due vigili»

 

 

 

- o «I 2 vigili» -

    

 

 

con il personaggio cinematografico di Francesco Lo Cascio,

 

 

 

che, spero sullo schermo cinematografico,

 

 

 

sullo schermo televisivo,

 

 

 

sullo schermo del computer,

 

 

 

prende forma grazie a Franco Franchi,

 

 

 

con il soggetto cinematografico di Giorgio Bianchi,

 

 

 

con la sceneggiatura cinematografica originale di Roberto Gianviti,

 

 

 

mucca la quale dorme sul letto di Lo Cascio.

 

 

 

E volete visitare,

 

 

 

insieme al mio blog CMTempoLibero,




 la Agrigento di Luigi Pirandello, 

 

 

 

la sua città natale? 

 

 

 

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