Lettori fissi

You Tube: CMMusica, CMLibri, CMViaggi e CMGiardinaggio!

Seguite CMViaggi su Pinterest

Spotify for Podcasters - CMViaggi, CMLibri, CMRicette, CMMusica e CMSalute

CMViaggi CMLibri CMRicette CMMusica CMSalute

CMLibri su Tumblr

CMLibri su Tumblr

Bloglovin' - CMTempoLibero - CMRicette

Bloglovin' Follow Follow
Visualizzazione post con etichetta 23 febbraio 2024. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 23 febbraio 2024. Mostra tutti i post

venerdì 23 febbraio 2024

«Vestire gli ignudi» di Pirandello in un circolo del mio centro città - probabilmente con Laspiga, forse con il «grande scaffale di libri», le finestre, la casaccia vecchia ed il cappellino

Probabilmente con il personaggio Franco Laspiga,
 
 
 
un ex tenente di vascello,
 
 
 

«già tenente di vascello»,

 

 

 

come scriveva l'autore teatrale, Luigi Pirandello,

 

 

 
chissà se stasera vedrò - ne dubito moltissimo - 
 
 
 
la commedia in tre atti «Vestire gli ignudi», 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
di piazza San Giuseppe 9,

 

 

 
qui nel mio centro di Agrigento,  
 
 
 
con Maria Grazia Castellana, 
 
 
 
ma anche Giuseppe Cavaleri, 
 
 
 
e poi Maria Fantauzzo, 
 
 
 
ed inoltre Alfonso Marchica, 
 
 
 
in aggiunta Lillo D’Aleo e Giuseppe - detto Giugiù - Gramaglia.   
 
 
 
Ed Ersilia Drei sul mio blog
 
 
 
 
 
 

Dopo lo scrittoio ed i vecchi mobili, 

 

 

 

dei quali vi avevo scritto su questa pagina,

 

 

 

nell'atto primo,

 

 

 

«un grande scaffale di libri».

 

 

 

«Nella parete di fondo».

 

 

 

Precisamente:

 

 

 

«Nella parete di fondo, un grande scaffale di libri».

 

 

 

Le prime parole del primo atto di «Vestire gli ignudi»

 

 

 

sono del vecchio romanziere Ludovico Nota:

 

 

 

«Eccomi qua! Comoda, comoda... Dio mio, queste finestre (si precipita a chiuderle) sono una vera dannazione! Ma se per poco non tengo aperto, si rifà qua dentro un tanfo così acre di rinchiuso... Casacce vecchie. Si levi, si levi il cappellino!»

 

 

 

In questo spettacolo che non ho visto l'adattamento e la regia teatrale sono stati, come al solito, di Mario Gaziano. 

 

 

 

Hanno collaborato Alfonso Mossuto, Salvatore Cucchiara, Enzo Fallea, Lillo Rizzuto e Lillo Inguanta.

 

 

 

La regia televisiva, in maniera usuale ed abituale, di Diego Romeo.

 

 

 

E volete visitare, insieme al mio blog CMTempoLibero, 

 

 

 

la Agrigento letteraria pirandelliana?




Vi basta scrivermelo su CMLibri su X, 

 

 

 

già Twitter (profilo qui), 




e su Pinterest (pagina qua),




su Facebook (profilo),




 
 
 

 

 

 

e sulle altre reti sociali, sui social network, 

 

 

 

su Swarm e Foursquare,

 

 

 

su TikTok,

 

 

 

seguirmi 

 

 

 

sia lì 

 

 

 

sia qui su Blogger/Blogspot

 
 
 

e leggere moltissimo altro 

 

 

 

sia attraverso alcune etichette a conclusione di questo testo 

 

 

 

sia tramite tutti i tag alla fine della colonna destra di questo blog

 

 

 

- se non cambierò le impostazioni grafiche,

 

 

 

il che è, comunque, molto improbabile,

 

 

 

anche se possibile.

 
 
 
Grazie al libro «Maschere nude» 
 
 
 
di Luigi Pirandello per «I Mammut Gold» 
 
 
 
della Newton Compton Editori, 
 
 
 
a cura di Sergio Campailla, 
 
 
 
ed alla pagina «Teatri» 
 
 
 
di «Eventi» 
 
 
 
su «Cosa fare in città» 
 
 
 
su Agrigento Notizie. 
 
 
 
Il «Vestire gli ignudi» pirandelliano con Maria Grazia Castellana stasera, venerdì ventitre di febbraio di questo 2024,
 
 
 
per me molto dopo le diciotto e quindici, 
 
 
 
le sei ed un quarto della sera invernale.

Ma vale davvero l'arte contemporanea del «Museo delle trame mediterranee» della mia regione alla mostra «Innesti» in uno dei musei del territorio in cui vivo, nel suo centro storico? Soprattutto per chi ama i classici?

Vado a piedi il più presto possibile all'inaugurazione della mostra «Innesti», 

 

 

 

con opere di arte contemporanea dal «Museo delle trame mediterranee»

 

 

 

di Gibellina (Tp - provincia di Trapani), 

 

 

 

a cura di Enzo Fiammetta.

 

 

 

Lui è il direttore di questo museo.

 

 

 

E chissà cosa ne penserò delle opere della Fondazione Orestiadi di Gibellina.

 

 

 

Io amo i classici dell'arte e chissà se mi colpirà qualche opera esposta.

 

 

 

Volete, inoltre, visitare da Gibellina, 

 

 

 

dalla provincia di Trapani, 

 

 

 

dalla Sicilia, 

 

 

 

dall'Italia,

 

 

 

dall'Unione europea, 

 

 

 

dall'Europa e da tutto il mondo, 

 

 

 

insieme a questo blog CMTempoLibero, 

 

 

 

la via Duomo e tutto il - quasi mio - centro storico di Agrigento,

 

 

 

persino i dintorni?

 

 

 

La mia città, dunque, 

 

 

 

visto che vivo vicinissimo al centro storico,

 

 

 

ed il suo comprensorio.

 

 

 

Vi basta scrivermelo su X, 
 
 
 
già Twitter, 
 
 
 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 



su Hubhopper (mio audioprofilo),






su Instagram (qui),

  

 

 

su You Tube (videoprofilo),

 

 

 

su Google Maps,

 
 
 

su Mix (eccovi la mia collezione di pagine internet),

 

 

 

su Threads (il mio profilo), 

 
 
 

sul gruppo CMViaggi, 

 

 

 

su questa pagina,

 

 

 

su Linkedin,

 
 
 
e sulle altre reti sociali, 
 
 
 
su Swarm e Foursquare,

 

 

 

su TikTok, 



seguirmi 
 
 
 
sia lì

 

 

 

sia qui su Blogger/Blogspot 
 
 
 
e leggere moltissimo altro 
 
 
 
attraverso alcune etichette a conclusione di questo articolo 
 
 
 
- come CMViaggiAg - 
 
 
 
o tramite tutti i tag alla fine della colonna destra di questo blog 
 
 
 
(se non cambio impostazione grafica,
 
 
 
ma mi sembra abbastanza improbabile).

 

 

 

Grazie al motore di ricerca Ecosia ed al giornalista Angelo Ruoppolo sulla pagina «Cultura»

 

 

 

della televisione agrigentina Teleacras.

 

 

 

Buon lavoro all’arcivescovo di Agrigento, 

 

 

 

ad Alessandro Damiano; 

 

 

 

a Calogero Pumilia, 

 

 

 

al presidente della Fondazione Orestiadi di Gibellina;

 

 

 

a Domenica Brancato, 

 

 

 

alla direttrice del Museo Diocesano agrigentino.

 

 

 

Mostra agrigentina di arte contemporanea al Mudia - Museo diocesano, 

 

 

 

in via Duomo 96.

 

 

 

Per me, 

 

 

 

se riesco ad arrivare,

 

 

 

in una serata con altri due eventi culturali,

 

 

 

dopo più di un'ora quest'inaugurazione,

 

 

 

questo vernissage,

 

 

 

almeno alle diciotto e quindici,

 

 

 

alle sei e un quarto della sera invernale,

 

 

 

probabilmente anche un quarto d'ora o mezz'ora dopo,

 

 

 

e non alle diciassette di questo venerdì ventitre di febbraio del 2024. 




E potrei avere ancora tempo per visitarla, 

 

 

 

essendo, appunto, visitabile fino al ventisei di aprile 2024, 

 

 

 

anche con alcuni manufatti della sezione di arte decorativa. 

 

 

 

Gli orari di apertura del Mudia di Agrigento?

 

 

 

Dal martedì alla domenica dalle dieci del mattino alle tredici,

 

 

 

all'una del pomeriggio,

 

 

 

fino a marzo.

 

 

 

Ed in questi giorni della settimana dallo stesso orario di apertura fino alle diciannove,

 

 

 

fino alle sette della sera primaverile ad aprile.




Forse dal martedì al sabato anche dalle sedici alle diciotto in inverno e nei primi giorni primaverili di marzo?




Forse, chissà.




E potete fare riferimento al mio blog, 

 

 

 

per leggere moltissimo altro,

 

 

 

e non soltanto al loro sito ufficiale.