Laudato sie mi signore cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual è iorno et allumini noi per loi.
Queste le parole,
dopo queste,
del «Cantico di frate Sole»
di san Francesco d'Assisi.
Dalla «Laudes creaturarum»
la seconda frase,
Laudatu si’, mi signore, cum tucte le tue creature,
Spetialmente messor lu frate sole,
Lo quale lu jorno allumeni per nui;
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
De te, altissimu, porta significatione.
Da «Audite poverelle»,
dopo le parole accessibili tramite il primo link qui sopra,
che vi ripeto qui:
Io ve prego per grand'amore
k'aiate discrecione de le lemosene ke ve dà el Segnore.
Come si può interpretare
la parola «discrezione»?
Le prossime righe lo spiegheranno e renderanno tutto più chiaro?
Si intende che le elemosine che «vi»
dà il Signore sono preziose?
Potrebbe essere.
Dai «Fioretti di s. Francesco»
di un anonimo,
di autore anonimo:
CAPITOLO I.
In prima è da considerare, che il glorioso san Francesco in tutti gli atti della vita sua fu conforme a Cristo benedetto: che come Cristo nel principio della sua predicazione elesse dodici Apostoli, a dispregiare ogni cosa mondana, a seguitare lui in povertà, e nell’altre virtù; così san Francesco elesse dal principio del fondamento dell’Ordine dodici Compagni, possessori dell’altissima povertà.
Da «Le stimmate e i miracoli di san Francesco d'Assisi»
di uno scrittore anonimo:
Francesco infiamato
facea oratione
che glie fosse mustrato
l'acerha Passione:
qual fosse l'acasione
poy che la carne prese.
Den 4. Oktober.
[...]
Heute, am Fest des heiligen Franziskus, war ich in seiner Kirche alle Vigne.
La commedia teatrale del Teatro San Luca, oggi Teatro stabile del Veneto Carlo Goldoni,
a Venezia,
la maschera veneziana di Pantalone,
«Der Verschlag»,
sulle gondole,
«auf den Gondeln»,
nella giornata del ricordo della morte di san Francesco,
la Chiesa alle Vigne,
la chiesa di San Francesco della Vigna,
di Venezia,
nel quattro di ottobre del 1786,
di cui vi avevo già scritto qui,
del «Viaggio in Italia»
di Johann Wolfgang von Goethe.
Per l'esame di abilitazione alla professione di guida turistica italiana devo
studiare
il Sistema monumentale di piazza San Marco a Venezia,
il cuore storico di Venezia;
l'insieme di ambienti naturali ed urbani della Laguna di Venezia,
del Canal Grande,
delle isole di Murano, Burano e Torcello;
le ville palladiane,
fra cui la Villa Foscari, detta «La malcontenta»,
a Mira (Ve - provincia di Venezia),
che sorge
lungo il Naviglio del Brenta,
del fiume Brenta;
le Gallerie dell'Accademia di Venezia,
che sembrerebbero
rappresentare
il cuore pulsante della pittura veneta.
Vi approfondirò
su «El escondido y la tapada»
di Pedro Calderón de la Barca,
nato a Madrid il diciassette di gennaio del 1600,
su Elisabetta Caminer Turra,
morta in provincia di Vicenza il sette di giugno del 1796?
Per la provincia di Vicenza,
oltre alle ville palladiane della provincia di Vicenza,
devo
studiare
il Duomo di Vicenza,
il Criptoportico di Vicenza,
la Basilica palladiana.
Ed eccovi l'Italia di Goethe, dunque;
un'Italia di Johann Wolfgang von Goethe.
Il musical «Forza venite gente»
di Mario Castellacci,
con la regia di Ariele Vincenti.
Altro su san Francesco d'Assisi,
sul bosco di san Francesco d'Assisi,
in una delle prossime righe.
Ad Agrigento,
un mercoledì ventidue di novembre,
era stato in visita ufficiale il console generale d’Ucraina a Napoli, Maksym Kovalenko,
in un gemellaggio di solidarietà ad un popolo martoriato
dal conflitto con la Russia.
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la Agrigento ed i suoi dintorni del francescanesimo,
del «Viaggio in Italia»
di Goethe,
visitare
il museo archeologico regionale siciliano Pietro Griffo della Valle dei templi di Agrigento,
il giardino della Kolymbethra,
nella Valle dei templi di Agrigento,
di cui vi scrivo fra pochissime righe o più in là nel mio testo?
Il console, infatti,
era stato
al Museo Griffo,
dove l'ex presidente del Polo territoriale universitario di Agrigento, Giovanni Francesco Tuzzolino,
buon lavoro a lui,
lo aveva condotto in visita guidata alla mostra,
già inaugurata poco tempo addietro,
dedicata alla Scalinata di Odessa,
una mostra che avevo visto,
che mi era piaciuta,
qualcosa di temporaneo ovviamente.
Il console ucraino aveva incontrato
l'ex prefetto di Agrigento Filippo Romano,
l'ex sindaco di Agrigento Francesco Miccichè,
l‘arcivescovo Alessandro Damiano,
il direttore del Parco Valle dei templi, Roberto Sciarratta,
un proficuo buon lavoro a tutti loro.
Si trattava di una abbastanza importante piccola mostra dedicata alla storia ed al mito della scalinata di Odessa,
la città d’arte sul Mar Nero,
che non avevo mai visitato,
rinominata
dalla cultura popolare la «Scalinata Potëmkin»
in seguito alla fortuna del famosissimo e celeberrimo film di Sergej Michajlovič Ėjzenštejn,
«La corazzata Potëmkin»
del 1925,
che non ho ancora visto,
su cui dovrei cominciare a scrivere.
La mostra era stata inaugurata
un lunedì sedici di ottobre al Museo archeologico regionale Pietro Griffo,
non credo sia andato quel giorno.
Per la provincia di Nuoro devo
studiare
il complesso di Su Romanzesu,
uno dei santuari nuragici della Sardegna,
a Bitti (Nu - provincia di Nuoro).
La realizzazione dell’esposizione è
a cura del presidente del Polo universitario,
di Giovanni Francesco Tuzzolino,
di Federico Crimi,
che non conosco,
con il contributo di Paolo De Marco,
non so chi sia.
Non ne so nulla,
chissà che origine abbia.
La mostra,
ad ingresso gratuito,
non avevo completamente pagato,
era visitabile tutti i giorni fino ad un venti di novembre.
L’iniziativa era realizzata dal Polo territoriale universitario di Agrigento,
dell’Università degli studi di Palermo,
in collaborazione con il Museo Man di Nuoro,
con la National University Lviv Polytechnic,
con la Cineteca Milano,
credo di esserci stato,
con la Regione Siciliana,
con il Comune di Agrigento,
con Agrigento capitale della cultura 2025,
con il Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei templi,
con l'Ordine degli architetti della provincia di Agrigento,
una buona attività a tutti loro.
Della provincia di Palermo devo
studiare
la testimonianza della Palermo arabo - normanna,
della provincia di Milano il capolavoro dell'architettura gotica che è
il Duomo di Milano;
il Teatro alla Scala,
il punto di riferimento internazionale per l'opera lirica;
la Pinacoteca di Brera,
uno dei musei più prestigiosi d'Europa;
il Cenacolo vinciano,
nel refettorio del convento di Santa Maria delle grazie,
a Milano.
L’esposizione si arricchiva, poi,
di immagini d’epoca,
dei disegni forniti eccezionalmente dall’Archivio di Stato di Odessa,
dalle carte originali in prestito da prestigiosi istituti italiani,
fra cui la Biblioteca nazionale centrale di Firenze,
l’Archivio storico di Torino,
non me li ricordo molto,
me li ricordo vagamente questi fogli,
una proficua attività anche a questi altri.
Della provincia di Firenze devo
studiare
la basilica di Santa Maria Novella,
a Firenze,
uno degli edifici religiosi più significativi dell'arte gotica italiana;
il Duomo di Firenze,
la cattedrale di Santa Maria del fiore;
l'arte rinascimentale italiana del Battistero di Firenze;
il Ponte vecchio di Firenze,
uno dei simboli di Firenze;
il Palazzo vecchio di Firenze, davvero non troppo uno dei simboli di Firenze;
il Chianti,
uno dei luoghi più celebri della Toscana,
una delle regioni storico - geografiche più celebri della regione italiana della Toscana;
il complesso monumentale delle Cappelle medicee di Firenze;
la Galleria degli Uffizi,
uno dei simboli davvero più importanti dell'arte italiana;
la Galleria dell'Accademia di Firenze,
uno dei musei più visitati d'Italia;
il Palazzo Pitti,
questa residenza rinascimentale;
il Giardino di Boboli,
una delle testimonianze più importanti del potere della famiglia dei Medici;
le ville medicee,
fra cui le ville medicee della provincia di Firenze,
la villa di Careggi,
la villa di Castello,
la villa La Petraia,
la villa di Poggio Imperiale,
la villa La Quiete,
tutte a Firenze,
sono ville pubbliche,
la villa di Cerreto Guidi,
a Cerreto Guidi,
in provincia di Firenze,
una villa pubblica,
il parco mediceo di Pratolino,
a Vaglia,
nella città metropolitana di Firenze,
un parco pubblico,
la villa L'Ambrogiana,
a Montelupo Fiorentino (Fi),
una villa pubblica;
la villa di Cafaggiolo,
a Barberino di Mugello (Fi - provincia di Firenze,
nella città metropolitana di Firenze),
una villa privata;
la villa del Trebbio,
a Scarperia e San Piero,
nel Fiorentino,
un'altra villa privata;
la Villa di Fiesole,
nel territorio della provincia di Firenze,
una terza villa privata;
la villa di Mezzomonte,
ad Impruneta,
nel Fiorentino,
una quarta villa privata;
la Villa Il Palagio,
a Monedomini,
in provincia di Firenze,
una quinta villa privata,
la Fattoria medicea di Stabbia,
a Cerreto Guidi,
nel Fiorentino,
una fattoria privata;
la villa della Topaia,
a Firenze,
una sesta villa privata,
la villa di Marignolle,
una settima villa privata;
la villa di Lappeggi,
a Firenze,
un'ottava villa privata,
la villa di Lilliano,
a Bagno a Ripoli (Fi),
una nona villa privata.
Della provincia di Torino devo
studiare
il monumento riconoscibile della Mole Antonelliana;
la Valle di Susa,
uno dei territori più ricchi di testimonianze storiche del Nord Italia;
le vestigia dell'Anfiteatro di Susa;
le Mura romane di Susa,
che costituivano
un'importante difesa militare;
la Venaria Reale,
l'espressione dell'architettura sabauda;
il monumento architettonico della Sacra di San Michele;
il Museo egizio di Torino,
per gli appassionati di storia;
i Musei reali di Torino,
con la loro storia.
Il famoso massacro di Odessa e le video installazioni a cura di Storyville,
erano davvero interessanti,
non li conosco.
Nel testo a catalogo del critico cinematografico Roberto Nepoti,
abbastanza famoso,
si legge: «È un segno indiscutibile di iconicità il fatto che la sequenza sia in assoluto la più citata di tutta la storia del cinema, sia in forma di omaggio sia in forma di parodia, da parte di innumerevoli emuli del maestro russo. Tanto che, alla fine degli anni Novanta, il noto critico Roger Ebert scrisse: “… il famoso massacro sulla scalinata di Odessa è così citato, che è probabile che molti spettatori abbiano visto la parodia prima dell’originale”».
Io no.
Della provincia di Padova devo
studiare
la Basilica di sant'Antonio,
il Prato della Valle,
la Cappella degli Scrovegni,
questo polo fondamentale per comprendere
la storia religiosa di Padova,
tutti a Padova;
le ville palladiane,
le due ville palladiane della provincia di Padova,
la Villa Pisani,
a Montagnana,
la Villa Cornaro,
a Piombino Dese.
Della provincia di Siena devo
studiare
le Torri di San Gimignano,
sarebbero
nel cuore della campagna toscana;
la città etrusca di Chiusi,
che raggiunse
l'apice del suo splendore tra il VI ed il V secolo avanti Cristo,
tra il sesto ed il quinto secolo prima di Cristo;
la piazza del Campo di Siena,
srebbe
un luogo importante di Siena,
ma non lo so perché non ci sono mai stato,
il duomo di Siena,
anche questo sembrerebbe
un luogo importante di Siena;
la val d'Orcia,
uno dei luoghi più celebri e noti della Toscana;
la città di Pienza,
una delle città più note e celebri della Toscana.
«L'esorciccio» nomina,
nelle parole dell'attore cinematografico Lino Banfi, Cimabue.
Nella sezione sulla pittura del capitolo «L'arte gotica»
della sezione «Storia dell'arte»
di questo esame di abilitazione devo
studiare Cimabue,
il secolo XIII,
il Duecento.
Grazie alla pagina «Cultura»
di Grandangolo e ad Angelo Ruoppolo su Teleacras.
Ho visto «Il secondo tragico Fantozzi»
su una tv palermitana,
su Tvm,
questa televisione palermitana.
«Forza venite gente»
al Palacongressi di Agrigento.
Grazie alle categorie «Testi di Francesco d'Assisi»,
«Opere di Francesco d'Assisi»,
della biblioteca in rete WikiSource in italiano;
a Wikipedia in italiano.
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