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giovedì 20 agosto 2026

Una Giornata mondiale ogni 19 agosto ed «Uno, nessuno e centomila» di Pirandello, la narice del naso ed il dolorino --- La mostra «Leonardo Sciascia e la fotografia» con immagini che erano inedite! --- Il dagherrotipo, Arago, Daguerre, Joseph ed Isidore Nicéphore Niépce --- Evi Maltagliati e «Ma non è una cosa seria»

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per il sostegno di questo blog.
 
 
  
La Giornata mondiale della fotografia ogni diciannove di agosto,
 
 
 
dato che il diciannove di agosto del 1839 fu presentata al pubblico all'Académie des Sciences ed all'Académie des Beaux Arts dallo scienziato François Arago, 
 
 
 
nato
 
 
 
in Occitania,
 
 
 
in Francia,
 
 
 
il ventisei di febbraio del 1786,
 
 
 
morto
 
 
 
a Parigi il due di ottobre del 1853,
 
 
 
la dagherrotipia,
 
 
 
il primo procedimento fotografico per lo sviluppo di immagini,
 
 
 
messa a punto da Louis Jacques Mandé Daguerre,
 
 
 
venuto al mondo nella regione dell'Île-de-France il diciotto di novembre del 1787,
 
 
 
deceduto
 
 
 
nella stessa regione il dieci di luglio del 1851,
 
 
 
la messa a punto da un'idea di Joseph Nicéphore Niépce,
 
 
 
la sua data di nascita il sette di marzo del 1765,
 
 
 
di morte il cinque di luglio del 1833,
 
 
 
da un'idea anche del figlio Isidore. 
 
 
 
Nel romanzo «Uno, nessuno e centomila» 
 
 
 
di Luigi Pirandello ci sarebbe 
 
 
 
il riferimento alla macchina fotografica,
 
 
 
alla fotografia istantanea.
 
 
 
Questo romanzo italiano,
 
 
 
dopo queste prime parole qui,
 
 
 
questo incipit letterario,
 
 
 
continua con 
 
 
 
— Niente, — le risposi, — mi guardo qua, dentro il naso, in questa narice. Premendo, avverto un certo dolorino. — 
 
 
 
Passo a «Leonardo Sciascia e la fotografia». 
 
 
 
Una serie di fotografie inedite fino a poco tempo fa, 
 
 
 
che rappresenterebbero 
 
 
 
lo scrittore siciliano Leonardo Sciascia per una mostra curata 
 
 
 
da un signore che non conosco,
 
 
 
da Diego Mormorio. 
 
 
 
Buon lavoro a Rosalba Cimino, già componente della Commissione Cultura, 
 
 
 
suppongo della Camera dei deputati;
 
 
 
all'ex sindaco di Racalmuto (Ag - provincia di Agrigento), 
 
 
 
a Vincenzo Maniglia; 
 
 
 
alla Fondazione Sciascia.



Grazie al giornalista Nino Ravanà su AgrigentoOggi sulla app Agrigento notizie gratis;
 
 
 

al Cnsp,

 

 

 

al Centro nazionale italiano studi pirandelliani,

 

 

 

sul gruppo PirandelloWeb su Facebook;

 

 

 

alle categorie «Romanzi di Luigi Pirandello»,

 

 

 

«Romanzi del 1926»,

 

 

 

al «Portale Letteratura»,

 

 

 

dell'enciclopedia in rete Wikipedia in italiano;
 
 
 

alle categorie «Testi di Luigi Pirandello»,

 

 

 

«Romanzi»,

 

 

 

della biblioteca in internet WikiSource in lingua italiana;
 
 
 
allo spazio Overviews di Chatbot IA sul motore di ricerca Ecosia.



Nel post e testo del Cnsp su quella rete sociale ho visto



una fotografia con l'attrice teatrale Evi Maltagliati,
 
 
 
nata
 
 
 
a Firenze l'undici di luglio del 1908,
 
 
 
morta 
 
 
 
a Roma il ventisette di aprile del 1986,
 
 
 
al Teatro Quirino di Roma,
 
 
 
per «Ma non è una cosa seria».

giovedì 16 aprile 2026

La Imola di Senna, nato il 21 marzo 1960, morto l'1 maggio 1994 - Frank Williams, venuto al mondo il 16 aprile 1942, deceduto il 28 novembre 2021 - Il Team Lotus - La mia città, i suoi dintorni, l'Emilia ed il basket maschile

Contro Imola aveva perso sessantacinque ad ottantasette la partita di basket di serie B maschile la squadra di pallacanestro della mia città, 
 
 
 
la Fortitudo Agrigento. 
 
 
 
Non ero potuto andare perché vivevo a Lampedusa: 
 
 
 
due punti per Nicolas Morici in Fortitudo Agrigento - Imola, 
 
 
 
una delle città, 
 
 
 
in provincia di Bologna,
 
 
 
di colui che è stato un pilota automobilistico brasiliano, del Brasile, Ayrton Senna, 
 
 
 
le sue corse automobilistiche per la scuderia britannica della Formula 1, 
 
 
 
di proprietà del Formula One Group, 
 
 
 
di St. James's Market,
 
 
 
a Londra,
 
 
 
che la organizza,
 
 
  
fondato da Bernie Ecclestone, 
 
 
 
nato 
 
 
 
il ventotto di ottobre del 1930, 
 
 
 
ancora più precisamente di proprietà della Liberty Media Corporation, 
 
 
 
fondata 
 
 
 
da John C. Malone, 
 
 
 
da John Carl Malone, 
 
 
 
nato il sette di marzo del 1941.
 
 
 
Ayrton Senna è stato un pilota della scuderia McLaren, 
 
 
 
fondata 
 
 
 
da Bruce McLaren,
 
 
 
nato 
 
 
 
il trenta di agosto del 1937, 
 
 
 
morto il due di giugno del 1970, 
 
 
 
ma anche della Atlassian Williams F1 Team, 
 
 
 
 
di Grove, 
 
 
 
nel Regno unito,
 
 
 
fondata 
 
 
 
da Frank Williams, 
 
 
 
nato 
 
 
 
il sedici di aprile del 1942, 
 
 
 
morto 
 
 
 
il ventotto di novembre del 2021; 
 
 
 
da sir Patrick Head, 
 
 
 
nato 
 
 
 
il cinque di giugno del 1946. 
 
 
 
Ayrton Senna è stato anche un pilota del Team Lotus, 
 
 
 
era stato fondato ad Hethel, 
 
 
 
nel Regno unito,
 
 
 
una scuderia non più esistente, 
 
 
 
fondata 
 
 
 
da Colin Chapman, 
 
 
 
nato 
 
 
 
il diciannove di maggio del 1928, 
 
 
 
morto 
 
 
 
il sedici di dicembre del 1982.
 
 
 
Imola una delle città di Senna così come Siculiana.
 
 
 
Ma torno ora al basket:
 
 
 
nella pallacanestro risultato finale di settanta a sessantanove in un'altra partita di anni fa di cui non ricordo nulla, 
 
 
 
suppongo della Fortitudo Agrigento contro l'Imola,
 
 
 
ma è soltanto una supposizione,
 
 
 
mentre zero punti per Riccardo Rizzo.
 
 
 
11.07.20 Buon lavoro all’asd Real Basket Agrigento, 
 
 
 
all'allenatore, 
 
 
 
in inglese coach, Francesco Anselmo,
 
 
 
eventualmente anche con le chiusure delle stagioni agonistiche di pallacanestro, 
 
 
 
con i progetti sportivi e cestistici, 
 
 
 
con il settore giovanile ed i settori giovanili, 
 
 
 
una proficua attività cestistica e sportiva alla società che dovrebbe essere ancora gestita 
 
 
 
dal presidente Alessandro Bazan.
 
 
 
Dunque un augurio di successi alla società agrigentina ed al tecnico o ex tecnico, 
 
 
 
al responsabile del settore giovanile o all'ex responsabile del settore giovanile. 
 
 
 
Ogni bene al suo assistente e pupillo, Alessio Bazan. 
 
 
 
Buona pallacanestro a tutti e tutte alle scuole elementari, 
 
 
 
alle scuole superiori.
 
 
 
Alle associazioni sportive dilettantistiche e professioniste contro le crisi cestistiche, 
 
 
 
contro le crisi sportive,
 
 
 
contro le crisi di risultati,
 
 
 
contro le crisi economiche; 
 
 
 
sia nelle categorie senior, 
 
 
 
un augurio alla Pistoia del basket, 
 
 
 
all'Imola della pallacanestro, 
 
 
 
alla Fortitudo Agrigento, 
 
 
 
affrontando 
 
 
 
le rinunce ai costi rilevanti, 
 
 
 
la gestione dei costi rilevanti,
 
 
 
la riscossione dei vantaggi economici prima dei costi rilevanti, 
 
 
 
se si può. 
 
 
 
Auguro perseveranza ai ragazzi di Agrigento, 
 
 
 
di Porto Empedocle (Ag - provincia di Agrigento),
 
 
 
che giocano a pallacanestro, 
 
 
 
ai loro genitori di seguirli ed accompagnarli benissimo, 
 
 
 
nel settore giovanile,
 
 
 
sia fra gli esordienti, 
 
 
 
sia fra i così scritti e cosiddetti u. 16,
 
 
 
gli under 16,
 
 
 
coloro che hanno 
 
 
 
meno di sedici anni. 
 
 
 
Non so cosa sia 
 
 
 
il Centro tecnico federale siciliano ed aggiungo anche un augurio di vittorie alla nazionale italiana u. 14, under 14, di pallacanestro, 
 
 
 
se esiste;
 
 
 
alla pallacanestro italiana, 
 
 
 
alla pallacanestro siciliana,
 
 
 
alla pallacanestro agrigentina; 
 
 
 
alle grandi società, 
 
 
 
alle piccole società. 
 
 
 
Buoni pomeriggi e serate alla Real Basket con il minibasket, 
 
 
 
nei campionati giovanili regionali siciliani. 
 
 
 
Noto e conosciuto
 
 
 
il dirigente responsabile Gianni Portannese.
 
 
 
Grazie ad AgrigentoOggi,
 
 
 
alla pagina Sport di Teleacras,
 
 
 
al «Portale Sport»,
 
 
 
al «Portale Automobilismo», 
 
 
 
al «Portale Automobili»,
 
 
 
al «Portale Formula 1»
 
 
 
di Wikipedia in italiano; 
 
 
 
alla categoria «Formula One» 
 
 
 
di Wikipedia in inglese;
 
 
 
alla app Agrigento notizie gratis. 

martedì 14 aprile 2026

«Penne nere» con il Pieri di Mastroianni, la colonna sonora di Mander e la direzione musicale di Ferrara, nato nella mia Sicilia, Marina Vlady, Celano, l'ex bimbo Staiola, la diga, i cosacchi, la canzone del «vecchio alpin», la sceneggiatura di Giuseppe Berto, della traduttrice Ojetti, di Alberto Albani Barbieri, Salvator Gotta, del regista Biancoli, il soggetto anche di Driussi, nel Friuli Venezia Giulia della Seconda guerra mondiale, anche durante l'armistizio dell'8 settembre 1943 - Siete mai stati nei luoghi storici della mia città che aveva vissuto la fine di quel conflitto?

Questo film in bianco e nero (b/n),

 

 

 

«Penne nere»,

 

 

 

del 1952,

 

 

 

ha 

 

 

 

la colonna sonora cinematografica di Francesco Mander,


 

 

venuto al mondo il ventisei di ottobre del 1915,

 

 

 

deceduto

 

 

 

il due di settembre del 2004,

 

 

 

con direzione musicale di Franco Ferrara,

 

 

 

nato

 

 

 

a Palermo il sei di luglio del 1911,

 

 

 

morto

 

 

 

il sette di settembre del 1985;

 

 

 

con i personaggi cinematografici di Pierino, 

 

 

 

di Gemma Vianello, 

 

 

 

il ruolo cinematografico è interpretato

 

 

 

dall'attrice cinematografica Marina Vlady,

 

 

 

nata

 

 

 

il dieci di maggio del 1938;

 

 

 

un altro personaggio cinematografico è Olinto Cossutti, 

 

 

 

non Olindo dunque,

 

 

 

l'attore cinematografico che recita 

 

 

 

è Guido Celano,

 

 

 

nato

 

 

 

il diciannove di aprile del 1904,

 

 

 

morto

 

 

 

il sette di marzo del 1988;

 

 

 

di Tonino, 

 

 

 

la parte cinematografica era andata 

 

 

 

ad Enzo Staiola,

 

 

 

nato e venuto al mondo

 

 

 

il quindici di giugno del 1939,

 

 

 

deceduto e morto 

 

 

 

il quattro di giugno del 2025;

 

 

  

con lo zio Pieri - Pietro Cossutti, 

 

 

 

di Marcello Mastroianni,

 

 

 

venuto al mondo e nato

 

 

 

il ventisei di settembre del 1924,

 

 

 

con le passerelle della diga, 

 

 

 

con la guerra contro i cosacchi, 

 

 

 

con la canzone alla fine del film italiano su «un vecchio alpin»,

 

 

 

con sceneggiatura cinematografica di Giuseppe Berto,

 

 

 

nato

 

 

 

il ventisette di dicembre del 1914,

 

 

 

deceduto

 

 

 

il primo di novembre del 1978,

 

 

 

pochi anni dopo che CMCinema, CMColonneSonore, CMMusica

 

 

 

nascesse;

 

 

 

di Paola Ojetti,

 

 

 

venuta al mondo il sette di novembre del 1911,

 

 

 

morta 

 

 

 

il trentuno di agosto del 1978,

 

 

 

pure una traduttrice;

 

 

 

di Alberto Albani Barbieri,

 

 

 

venuto al mondo

 

 

 

il ventidue di maggio del 1907,

 

 

 

morto

 

 

 

il ventuno di marzo del 1984;

 

 

 

di Salvator Gotta,

 

 

 

nato 

 

 

 

il diciotto di maggio del 1887,

 

 

 

morto

 

 

 

il sette di giugno del 1980;

 

 

 

del regista cinematografico Oreste Biancoli,

 

 

 

nato

 

 

 

il venti di ottobre del 1897,

 

 

 

morto

 

 

 

il venticinque di novembre del 1971,

 

 

 

che firma anche il soggetto cinematografico,

 

 

 

insieme a Giuseppe Driussi,

 

 

 

per questa pellicola ambientata nel Friuli Venezia Giulia della Seconda guerra mondiale,

 

 

 

dell'armistizio dell'otto di settembre del 1943.

 

 

 

Grazie allo spazio televisivo «Film story»

 

 

 

della televisione Euro Tv sull'emittente televisiva Canale 97 nella Sicilia occidentale e centrale;

 

 

   

al motore di ricerca Ecosia,




che dovrebbe piantare alberi;




al «Portale Cinema»

 

 

 

dell'enciclopedia in rete Wikipedia in italiano.

giovedì 2 aprile 2026

L'incipit del «Richiamo all'obbligo» pirandelliano con la farmacia, Lovico e lo sgabello - La risposta di Totò a Rosaria in «L'uomo, la bestia e la virtù» - «L'almanacco di CMLibri» e la morte di Sergio Leone - «Clitennestra, il processo» a «Teatri di pietra» ad Eraclea Minoa - Kubrick, quel 7 marzo 1999

Questa volta ho scelto un film

 

 

 

con crticihe di stravolgimento, 

 

 

 

da parte della famiglia di Luigi Pirandello,

 

 

 

poco tempo dopo l'uscita nelle sale cinematografiche, 

 

 

 

dell'opera teatrale «L'uomo, la bestia e la virtù», 

 

 

 

rappresentata per la prima volta,

 

 

 

al Teatro Olimpia di Milano,

 

 

 

vivevo nella città di Milano e mi risulta che non esista più,

 

 

 

il due di maggio del 1919,

 

 

 

dalla Compagnia di Antonio Ganduscio,

 

 

 

a sua volta tratta da una novella pirandelliana,




«Richiamo all'obbligo»,

 

 

 

del 1906,

 

 

 

dalla raccolta «Novelle per un anno».

 

 

 

Nel cui film e commedia cinematografica «L'uomo, la bestia e la virtù»,

 

 

 

del 1953,

 

 

 

il giovane Sergio Leone aveva un ruolo.  

 

 

 

Era, infatti, segretario di edizione del film.

 

 

 

Tutto ciò per ricordare la morte di Sergio Leone il trenta di aprile del 1989.

 

 

 

Comincio dall'incipit della novella pirandelliana:

 

 

 

«Paolino Lovico si buttò per morto su uno sgabello davanti la farmacia Pulejo in piazza Marina.»

 

 

 

Nella scena prima dell'atto primo dell'apologo in tre atti «L'uomo, la bestia e la virtù» pirandelliano, 

 

 

 

della quale vi comincio l'analisi, 

 

 

 

la donna che per prima parla è il personaggio teatrale «Rosaria, governante del signor Paolino»;

 

 

 

l'uomo che parla per primo è subito dopo «Il signor Totò, farmacista, suo fratello».

  

 

 

L'azione è ambientata «In una città di mare, non importa quale. Oggi.»

 

 

 

Precisamente «Stanza modesta da studio e da ricevere in casa del signor Paolino. Scrivania, scaffali di libri, canapè, poltrone, ecc. La comune è a sinistra. A destra, un uscio; un altro in fondo, che dà in uno sgabuzzino quasi bujo»;

 

 

 

dunque una stanza da studio e per ricevere, 

 

 

 

una scrivania,

 

 

 

gli scaffali di libri,

 

 

 

il canapè,

 

 

 

le poltrone, 




gli usci, 

 

 

 

lo sgabuzzino quasi bujo e la comune dovrebbe essere,

 

 

 

me lo auguro,

 

 

 

la stanza comune.

 

 

 

Sul palco teatrale non è presente Rosaria - ed apparirà con la cuffia sulla testa, 

 

 

 

sul capo, 

 

 

 

con i bigodini,

 

 

 

e non c'è neanche il signor Totò,

 

 

 

che entrerà in scena con il cappello.

 

 

 

Si aggiungono le seggiole capovolte: 

 

 

 

«Al levarsi della tela, la stanza è in disordine. Parecchie seggiole in mezzo alla scena, le une sulle altre, capovolte; le poltrone fuori di posto, ecc. Entra dalla comune Rosaria con la cuffia in capo e ancora i diavolini attorti tra i capelli ritinti d'una quasi rosea orribile manteca. Ha l'aspetto e l'aria stupida e petulante d'una vecchia gallina. La segue il signor Totò col cappello in capo, collo torto da prete, aspetto e aria da volpe contrita. Si stropiccia di continuo le mani sotto il mento, quasi per lavarsele alla fontana della sua dolciastra grazia melensa.»

 

 

 

Cosa sono i diavolini?

 

 

 

Appunto i bigodini, 

 

 

 

e grazie ad un'enciclopedia in rete,

 

 

 

in internet,

 

 

 

ad un vocabolario ugualmente sulla rete mondiale,

 

 

 

ad un sito web.

 

 

 

E cos'è la manteca?

 

 

 

Grazie a questo vocabolario on-line ho scoperto che è la sostanza grassa, 

 

 

 

la sostanza profumata,

 

 

 

come una crema o una pomata,

 

 

 

con la quale si ungevano i capelli.

 

 

  

Le prime parole sono di Rosaria:




«Ma scusi, ma perché vuole entrarmi in casa ogni mattina? Non vede che è ancora in disordine?»

 

 

 

Quindi la risposta e la motivazione di Totò:

 

 

 

«E che fa? Oh, per me, cara Rosaria...»

 

 

 

«Clitennestra, il processo», invece, 

 

 

 

a «Teatri di pietra» 

 

 

 

ad Eraclea Minoa,

 

 

 

ci sono stato numerose volte,

 

 

 

a Cattolica Eraclea (Ag - provincia di Agrigento),

 

 

 

anche l' numerose volte.

 

 

 

Il venti di agosto del 2023 chissà. 




E si ricorderebbe il primo di giugno del 1984, 

 

 

 

l'uno di giugno, 

 

 

 

per «C'era una volta in America».

 

 

 

Grazie alle righe «Accadde oggi»

 

 

 

della rubrica «L'almanacco del giorno»

 

 

 

del sito d'informazione agrigentina Scrivo libero.

 

 

 

La rassegna «Teatri di pietra»

 

 

 

era tornata nell’area archeologica di Eraclea Minoa anche il sabato sei di agosto del 2022 e la domenica sette di agosto del 2022. 

 

 

 

Il sei «Di sabbia e di mare»

 

 

 

ed il sette «Plays Ennio Morricone». 

 

 

 

«Di Sabbia e di mare»

 

 

 

 sarebbe 

 

 

 

uno spettacolo diretto da Manuel Giliberti , 

 

 

 

non lo conosco,

 

 

 

non so chi sia,

 

 

 

con musiche di Antonio di Pofi, 

 

 

 

con movimenti di Serena Cartia. 

 

 

 

Protagonisti sarebbero stati Deborah Lentini, Simonetta Cartia, Giulia Valentini, Gabriele Crisafulli, Lorenzo Ficara, Claudia Bellia, Davide Sbrogiò.

 

 

 

«Plays Ennio Morricone»

 

 

 

 con Giuseppe Milici, 

 

 

 

con il suo quartetto, 

 

 

 

con la voce narrante di Sergio Vespertino, 

 

 

 

per rendere omaggio al «Maestro». 

 

 

 

Sul palco sarebbero saliti anche Valeria Busdraghi, Carlotta Bruni, Elisa Carta Carosi, Lucia Cinquegrana, Arianna Di Palma, Matteo Gentiluomo, Claudia Morello e Sebastiano Tringali. 

 

 

 

I biglietti li si poteva acquistare su Live ticket, 

 

 

 

credo di non averli mai comprati là,

 

 

 

neanche con l’app.

 

 

 

Le prenotazioni erano possibili su Whatsapp, 

 

 

 

ad un numero di telefonino 351.

 

 

 

L'uomo e l'artista: il musicista e compositore Premio Oscar da una parte, il padre, il marito e il giocatore di scacchi, dall'altra. 

 

 

 

La nuova performance ideata da Vito Meccio, 

 

 

 

il direttore artistico del Teatro Agricantus di Palermo, 

 

 

 

è dedicata

 

 

 

al maestro Ennio Morricone, 

 

 

 

al suo patrimonio umano e culturale musicale.

 

 

 

Lo spettacolo musicale aveva proposto 

 

 

 

alcune tra le più famose colonne sonore composte da Ennio Morricone, 

 

 

 

da «Gabriel’s Oboe»

 

 

 

(dal film «Mission», 

 

 

 

candidata all'Oscar come miglior colonna sonora nel 1986) 

 

 

 

a «Once Upon a Time in America»

 

 

 

(«C'era una volta in America»,

 

 

 

diretto da Sergio Leone) 

 

 

 

fino a «Cinema Paradiso»

 

 

 

per rendere omaggio, 

 

 

 

attraverso questo repertorio musicale,

 

 

 

ad uno dei più grandi compositori del nostro tempo, 

 

 

 

diventato leggenda musicale, 

 

 

 

diventato classico musicale, 

 

 

 

uno dei classici degli autori, 

 

 

 

dei compositori, 

 

 

 

delle colonne sonore cinematografiche nel panorama musicale internazionale.

 

 

 

Sul palco musicale, 

 

 

 

al fianco di Giuseppe Milici all’armonica, 

 

 

 

c'erano Nicola Pannarale alle tastiere, Filippo De Salvo al basso e Saverio Petruzzellis alla batteria. 

 

 

 

La voce narrante era stata, invece, 

 

 

 

quella di Sergio Vespertino, 

 

 

 

che aveva dato voce allo stesso Ennio Morricone, 

 

 

 

per raccontare la persona oltre che l’artista: 

 

 

 

il suo amore imperituro ed immortale per la Sicilia - suggellato 

 

 

 

nel 1956 dal matrimonio con la messinese Maria Travia, 

 

 

 

dunque di Messina - 

 

 

 

e dall’adozione artistica del suo Giuseppe «Peppuccio» Tornatore; 

 

 

 

la crescita artistica, 

 

 

 

la grande umiltà musicale, 

 

 

 

di quello che a livello universale è considerato un gigante della composizione,

 

 

 

anche della composizone di colonne sonore,

 

 

 

di colonne sonore cinematografiche.

 

 

 

Grazie ad una pagina «Cosa fare in città»

 

 

 

e, per avere scritto della stima che avrebbero mostrato registi cinematografici di Hollywood, 

 
 
 
come Stanley Kubrick, 
 
 
 
morto
 
 
 
il sette di marzo del 1999,
 
 
 
come Quentin Tarantino, 
 
 
 
come Martin Scorsese, 
 
 
 
come Clint Eastwood,
 
 
 
per colui che sarebbe stato definito il «padre»

 

 

 

degli spaghetti - western,
 
 
 
per Sergio Leone,
 
 
 
alle righe «Scomparsi oggi»
 
 
 
della rubrica «L'almanacco del giorno» 
 
 
 
del sito d'informazione agrigentina Scrivo libero




Grazie all'enciclopedia in rete Wikipedia in italiano,

 

 

 

al vocabolario in internet della Treccani,

 

 

 

al sito web Sapere.it della De Agostini.

 

 

 

Uno di questi spettacoli il sei di agosto del 2022.

sabato 7 marzo 2026

«I Beati Paoli» di Linares - «Maria e Giorgio o Il cholera in Palermo» da Manzoni, nato il 7 marzo 1785 - «Il conte di Carmagnola», i «guerrier d'Italia», Firenze, Milano, Venezia, la «pace» che è inonorata, «improvida, tradita» - Aristotele e la «Lezione X» del «Corso di letteratura drammatica» di August Wilhelm Schlegel nella «Prefazione», il 12 maggio 1845 - «L'umorismo» pirandelliano, l'ironia, la retorica, il «giocare con la bellezza», la parola «essere umano», il patetico, la coscienza dell'irrealtà delle sue creazioni, lo zimbello dei fantasmi evocati da lui, il sorridere al lettore, il lasciarsi prendere, il 10 marzo 1772 - Luigi Natoli, Giovanni Meli

Sala del Senato, in Venezia.

IL DOGE e SENATORI seduti.

il doge.


   È giunto il fin de’ lunghi dubbi, è giunto,
Nobiluomini, il dì che statuito
Fu a risolver da voi. Su questa lega,
A cui Firenze con sì caldi preghi
Incontro il Duca di Milan c’invita,
Oggi il partito si porrà. Ma pria,
Se alcuno è qui cui non sia noto ancora
Che vile opra di tenebre e di sangue
Sugli occhi nostri fu tentata, in questa
Stessa Venezia, inviolato asilo
Di giustizia e di pace, odami: al nostro
Deliberar rileva assai che alcuno
Qui non l’ignori. Un fuoruscito al Conte
Di Carmagnola insidiò la vita;
Fallito è il colpo, e l’assassino è in ceppi.
Mandato egli era; e quei che a ciò mandollo
Ei l’ha nomato, ed è.... quel Duca istesso
Di cui abbiam gli ambasciatori ancora
A chieder pace, a cui più nulla preme
Che la nostra amistà. Tale arra intanto
Ei ci dà della sua. Taccio la vile
Perfidia della trama, e l’onta aperta
Che in un nostro soldato a noi vien fatta.
Due sole cose avverto; egli odia dunque
Veracemente il Conte; ella è fra loro
Chiusa ogni via di pace; il sangue ha stretto
Tra lor d’eterna inimicizia un patto.
L’odia.... e lo teme: ei sa che il può dal trono
Quella mano sbalzar che in trono il pose;

E disperando che più a lungo in questa
Inonorata, improvida, tradita
Pace restar noi consentiamo, ei sente
Che sia per noi quest’uom; questo tra i primi
Guerrier d’ Italia il primo, e, ciò che meno
Forse non è, delle sue forze istrutto
Come dell’arti sue; questo che il lato
Saprà tosto trovargli ove più certa,
E più mortal sia la ferita. Ei volle
Spezzar quest’arme in nostra mano; e noi
Adoperiamla, e tosto. Onde possiamo
Un più fedele e saggio avviso in questo,
Che dal Conte aspettarci? Io l’invitai;
Piacevi udirlo?

                        (segni di adesione)
                           S’introduca il Conte.

 
 
 
Ci sono Firenze,
 
 
 
il duca di Milano,
 
 
 
ma anche Venezia,
 
 
 
ovviamente il personaggio teatrale del duca di Carmagnola,
 
 
  

«E disperando che più a lungo in questa / Inonorata, improvida, tradita / Pace restar noi consentiamo, ei sente / Che sia per noi quest’uom»;

 

 

 

 
c'è «questo tra i primi / guerrier d'Italia»;
 
 
 
nelle parole del doge Francesco Foscari, 
 
 
 
le prime parole dell'Atto primo, scena I,
 
 
 
della scena prima,
 
 
 
le prime parole della tragedia «Il conte di Carmagnola»,
 
 
 
del 1820,
 
 
 
di Alessandro Manzoni.
 
 
 
Nella prefazione della tragedia «Il conte di Carmagnola»
 
 
 
la pagina CMTeatro, CMLibri
 
 
 
legge:
 
 
 
L’unità di tempo ebbe origine da un passo di Aristotele¹, il quale, come benissimo osserva il signor Schlegel², non contiene un precetto, ma la semplice notizia di un fatto; cioè della pratica più generale del teatro greco.
 
 
 

¹ Sono differenti in questo (l’Epopea e la Tragedia), che quella ha il verso misurato semplice, ed è raccontativa, e formata di lunghezza; e questa si sforza, quanto può il più, di stare sotto un giro del sole, o di mutarne poco; ma l’Epopea è smoderata per tempo, ed in ciò è differente dalla Tragedia. Traduzione del Castelvetro.

  


² Corso di Letteratura drammatica, Lezione X.

 
 
 
L'osservazione nella «Lezione X» 
 
 
 
del «Corso di letteratura drammatica» 
 
 
 
di August Wilhelm von Schlegel,
 
 
 
morto
 
 
 
il dodici di maggio del 1845.
 
 
 
Il mio prossimo testo su questo argomento potrebbe essere
 
 
 
sull'atto primo, scena II.
 
 
 
Avevo già fatto 
 
 
 
la mia prima citazione dalle pagine "La parola «umorismo»" 
 
 
 
del saggio «L'umorismo»
 
 
 
di Luigi Pirandello con il cognome di Manzoni;
 
 
 
eccola qui.
 
 
 
Queste le parole che seguono:
 
 
 
Nè d’altra parte si può attribuire al Manzoni quell’altra ironia, la retorica, giacché nessuna contradizione fittizia si trova mai in lui tra quel che dice e quel che vuole sia inteso, contradizione frutto di sdegno.
 
 
 
Un'altra citazione del cognome di Manzoni nel saggio pirandelliano «L'umorismo»
 
 
 
seguirà,
 
 
 
probabilmente la prossima volta.
 
 
 
Queste, invece, 
 
 
 
le parole che precedono:



Ma il signor Federico Schlegel prese alla lettera le parole: «der Mensch soll mit der Schöneit nur spielen, und er soll nur mit der Schöneit spielen. Denn, um es endlich auf einmal herauszusagen, der Mensch spielt nur, wo er in voller Bedeutung des Worts Mensch ist, und er ist nur da ganz Mensch, wo er spielt»,5 e disse che per il poeta l’ironia consiste nel non fondersi mai del tutto con l’opera propria, nel non perdere, neppure nel momento del patetico, la coscienza della irrealità delle sue creazioni, nel non essere lo zimbello dei fantasmi da lui stesso evocati, nel sorridere del lettore che si lascerà prendere al giuoco e anche di sè stesso che la propria vita consacra a giocare.6
 
 

5 Lettera XV.
 
 
   
6 Vedi Victor Basch, La poëtique di F. Schiller (Paris, Alcan, 1902).
 
 
 
Il verbo separabile «heraussagen»
 
 
 
significa
 
 
 

«dire (francamente)».

 
 
 
Lo scrittore Friedrich Schlegel era nato
 
 
 
il dieci di marzo del 1772.
 
 
 
«I Beati Paoli», invece,
 
 
 
dello scrittore licatese Vincenzo Linares, 
 
 
 
nato 
 
 
 
il sei di aprile del 1804,
 
 
 
morto
 
 
 
il diciotto di gennaio del 1847,
 
 
 
di Licata (Ag - provincia di Agrigento),
 
 
 
dal primo volume dei «Racconti popolari» 
 
 
 
(Palermo, 1840).
 
 
 
Fa pensare al romanzo «I Beati Paoli» 
 
 
 
di Luigi Natoli,
 
 
 
morto 
 
 
 
il venticinque di marzo del 1941.

 

 

 

Il poeta,

 

 

 

il drammaturgo, Giovanni Meli, 

 

 

 

morto

 

 

 

il venti di dicembre del 1815,

 

 

 

collaborò 

 

 

 

con il periodico «Il vapore» 

 

 

 

di Vincenzo Linares.

 

 

 

Nel 1838 Linares diede alle stampe Maria e Giorgio o Il cholera in Palermo

 

 

 

un romanzo storico che potrebbe essere 

 

 

 

ricco di suggestioni,

 

 

 

da Alessandro Manzoni, 

 

 

 

nato il sette di marzo del 1785 (questo romanzo storico siciliano ed italiano pubblicato 

 

 

 

a Palermo nel 1838; 

 

 

 

a Bologna nel 1838; 

 

 

 

a Torino nel 1840).

 

 

 

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