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martedì 19 maggio 2026

Colonne sonore di Ennio Morricone per «Todo modo» di Elio Petri dal romanzo di Leonardo Sciascia e «7 pistole per i MacGregor», con la direzione di Nicolai, le interpretazioni di Woods e Zarzo, l'armonica e la cornamusa, la sceneggiatura di Fernando Di Leo e Tessari

La colonna sonora cinematografica di Ennio Morricone, 

 

 

 

nato

 

 

 

il dieci di novembre del 1928,

 

 

 

morto




il sei di luglio del 2020,




per «Todo modo» di Elio Petri dal romanzo di Leonardo Sciascia.




Ennio Morricone aveva composto pure un'altra delle sue numerose colonne sonore cinematografiche,

 

 

 

per il film western «7 pistole per i MacGregor»,

 

 

 

con la direzione dell'orchestra musicale e dei musicisti di Bruno Nicolai,

 

 

  

nato




il ventisei di maggio del 1926;




con il personaggio di Gregor MacGregor, 

 

 

 

interpretato 

 

 

 

dall'attore cinematografico Robert Woods, 

 

 

 

con un altro attore, Manolo Zarzo, 

 

 

 

o Manuel Zarzo,

 

 

 

che era diventato David MacGregor;

 

 

 

ed avevo visto un'armonica,

 

 

 

una cornamusa;

 

 

 

con la sceneggiatura cinematografica originale di Fernando Di Leo,

 

 

 

venuto al mondo l'undici di gennaio del 1932,

 

 

 

deceduto

 

 

 

il due di dicembre del 2003,

 

 

 

di Duccio Tessari,

 

 

 

morto e deceduto 

 

 

 

il sei di settembre del 1994.




Grazie alla pagina «Web»

 

 

 

del motore di ricerca Ecosia;

 

 

 

al «Portale Cinema»,

 

 

 

al «Portale Musica»,

 

 

 

dell'enciclopedia in rete Wikipedia in italiano.




Film visto in televisione,




nello spazio cinematografico «Film Story»




del canale «Euro Tv».

sabato 28 febbraio 2026

Pirandello e Sciascia, i «Saggi» di Montaigne, nato il 28 febbraio 1533, e Blaise Pascal, Mattia, «Quand'ero matto...» - Il «Per diversi mezzi si arriva a fine simile» - «La sentenza memorabile», gli illuministi, Stendhal, Bufalino

Nel discorso sul cinquantenario della morte di Luigi Pirandello, 

 

 

 

letto a Palermo, 

 

 

 

che non ho mai letto,

 

 

 

che dovrei leggere,

 

 

 

lo scrittore Leonardo Sciascia avrebbe indicato 

 

 

 

tre punti da cui partire per una lettura, 

 

 

 

per una più «acuta lettura»,

 

 

 

dello scrittore e drammaturgo agrigentino e mio concittadino. 




E sarebbero questi 

 

 

 

i tre punti: 

 

 

 

la Sicilia, 

 

 

 

la «religiosità»

 

 

 

ed il rapporto con Michel de Montaigne (Montaigne),

 

 

 

nato

 

 

 

il ventotto di febbraio del 1533,

 

 

 

e con Blaise Pascal,

 

 

 

venuto al mondo e nato

 

 

 

il diciannove di giugno del 1623,

 

 

 

morto

 

 

 

il diciannove di agosto del 1662. 




Dei tre punti indicati da Sciascia, 

 

 

 

eccovi direttamente il...

 

 

 

Terzo. Il rapporto con Montaigne sarebbe stato poco scrutato,

 

 

 

poco analizzato e studiato ed osservato,




Sono stati estratti 

 

 

 

dall’opera pirandelliana i «momenti diciamo pascaliani, di sentimento e sgomento cosmico particolarmente»?

 

 

 

Di Montaigne, 

 

 

 

nulla si è trovato 

 

 

 

nella biblioteca di Luigi Pirandello; 

 

 

 

e neppure di Pascal, 

 

 

 

il cognome che Pirandello dà al suo Mattia (in siciliano, Matteo,

 

 

 

suppongo non soltanto in siciliano),

 

 

 

a Mattia Pascal.

 

 

 

Se riesco, 

 

 

 

vorrei 

 

 

 

occuparmi

 

 

 

 

di un passaggio di Leonardo Sciascia: 

 

 

 

«umoristicamente – secondo Sciascia – come a rovesciarlo, come a dargli immediato riflesso del contrario». 




Vorrei occuparmi della mattia intesa come follia blanda, innocua, 

 

 

 

del protagonista della novella Quand’ero matto…, 

 

 

 

di cui vi avevo già scritto qui, 

 

 

 

con citazione delle prime parole,

 

 

 

dell'incipit letterario,

 

 

 

di questa novella,

 

 

 

a cui seguono 

 

 

 

queste altre:

 

 

 

Oh, per questo anche povero.

 

 

 

La mattia di quell'uomo oppure di Mattia Pascal stesso, che si fa credere morto senza esserlo.

 

 

 

Vorrei occuparmi della «momentanea vacanza»

 

 

 

dal forte pensiero di Pascal, 

 

 

 

delle «fenditure»




e degli «abissi cosmici». 

 

 

 

Dello scrittore Montaigne vorrei

 

 

 

occuparmi degli Essais,

 

 

 

dei «Saggi»,

 

 

 

di un autore, Montaigne, 

 

 

 

che sarebbe 

 

 

 

molto presente nell’opera letteraria di Leonardo Sciascia.

 

 

 

Il «Chapitre 1»

 

 

 

(«Capitolo 1»)

 

 

 

del «Livre I»

 

 

 

(«Libro I»),

 

 

 

ha il titolo «Par diuers moyens l'on arriue à pareille fin».

 

 

«Par le moyen de»

 

 

 

significa

 

 

 

«per mezzo di».

 

 

 

Il significato di «pareil»

 

 

 

è «simile»,

 

 

 

«uguale».

 

 

 

Chissà quando mi occuperò 

 

 

 

del libretto «La sentenza memorabile»

 

 

 

di Leonardo Sciascia,

 

 

 

che prenderebbe spunto dal capitolo XI del III libro degli Essais. 




Avete rapporti con la cultura francese?

 

 

 

Avete letto 

 

 

 

gli illuministi? 

 

 

 

Io poco.

 

 

 

Provate adorazione per lo scrittore Stendhal?




In quale libro, eventualmente, Gesualdo Bufalino ci farebbe notare 

 

 

 

che solo in apparenza Sciascia era apostolo d’un razionalismo alla francese: 

 

 

 

in realtà agiva in lui la lezione di Pirandello?




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sabato 10 gennaio 2026

«Cadaveri eccellenti» di Francesco Rosi, nato il 15 novembre 1922, morto il 10 gennaio 2015, regista nel 2008 con la «Filumena Marturano» di De Filippo

Non soltanto «Cadaveri eccellenti» 

 

 

 

di Francesco Rosi,

 

 

 

nato 

 

 

 

il quindici di novembre del 1922, 

 

 

 

morto 

 

 

 

il dieci di gennaio del 2015, 

 

 

 

ma anche la «Filumena Marturano» 

 

 

 

di Eduardo De Filippo, 

 

 

 

da regista teatrale per Rosi, 

 

 

 

nel 2008.

 

 

 

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sabato 6 dicembre 2025

Il film «A ciascuno il suo» di Elio Petri da Sciascia con Volonté, nato il 9 aprile 1933, morto il 6 dicembre 1994, e Randone e una colonna sonora delicata o Anni Settanta

Il film «A ciascuno il suo» 

 

 

 

di Elio Petri, 

 

 

 

dal romanzo di Leonardo Sciascia, 

 

 

 

con Gian Maria Volonté, 

 

 

 

nato il nove di aprile del 1933,

 

 

 

con Salvo Randone, 

 

 

 

con una colonna sonora cinematografica delicata o Anni Settanta.

 

 

 

Fra gli scomparsi oggi anche Volonté,

 

 

 

era, infatti, morto 

 

 

 

il sei di dicembre del 1994 l'attore cinematografico Gian Maria Volonté.

 

 

 

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sabato 22 novembre 2025

Gide, morto il 19 febbraio 1951, nato il 22 novembre del 1869, «Ritorno dall'Urss», Kruscev, «I nutrimenti terrestri» del '97, «Il trattato di Narciso», l'omosessualità, il premio Nobel

L'isolamento di André Gide, 

 

 

 

nel mondo comunista,

 

 

 

dopo essere nato il ventidue di novembre del 1869 a Parigi, 

 

 

 

dopo aver scritto quel Ritorno dall’Urss in cui pur avrebbe anticipato le cose dette da Nikita Kruscev. 

 

 

 

Per Leonardo Sciascia, 

 

 

 

questo scrittore, 

 

 

 

questo libro,

 

 

 

questa solitudine, 

 

 

 

sarebbe uno dei «modelli più alti d’impegno».

 

 

 

Un tema centrale dell'opera letteraria e della vita di Gide sarebbe stato accettare 

 

 

 

la propria omosessualità senza venir meno 

 

 

 

ai propri valori.




Fra i libri di Gide «Il trattato di Narciso»

 

 

 

(«Le Traité de Narcisse»

 

 

 

in lingua originale francese),

 

 

 

del 1891;

 

 

 

il saggio «I nutrimenti terrestri» 

 

 

 

(«Les Nourritures terrestres»

 

 

 

in lingua originale francese),

 

 

 

del 1897.




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mercoledì 27 agosto 2025

Sciascia e «La scomparsa di Patò» di Camilleri, Topolino, «la voce del mandorlo», «il ferro di Orlando» e Topalbano

Avete letto i libri di Leonardo Sciascia, 

 

 

 

il romanzo «La scomparsa di Patò» 

 

 

 

di Andrea Camilleri?

 

 

 

La Pensione Patò di un fumetto della rivista settimanale di fumetti Topolino,

 

 

 

che CMRomanzi, CMLibri, 

 

 

 

comprerà,

 

 

 

gli fa pensare proprio a questo romanzo camilleriano.

 

 

 

In quella vignetta ci sono il signor Patò e Vigatta,

 

 

 

la Vigata camilleriana che è Porto Empedocle (Ag - provincia di Agrigento).




Il commissario Montalbano - Topalbano torna




con la storia inedita «Topolino e la voce del mandorlo»,

 

 

 

scritta 

 

 

 

da Francesco Artibani per i testi,

 

 

 

disegnata 

 

 

 

dalla matita fumettistica di Giampaolo Soldati,

 

 

 

dovrebbe essere un disegnatore abbastanza nuovo;

 

 

 

mentre Artibani è 

 

 

 

già noto.

 

 

 

Mi incuriosisce 

 

 

 

anche

 

 

 

«Topolino e il ferro di Orlando»

 

 

 

e lo acquisterò.

 

 

 

Grazie ad AgrigentoOggi.

venerdì 5 luglio 2024

Carmelo Baio e Calogero Reale di Montaperto ed «Alfio Calabrò, di Agrigento» in «Lu trenu di lu suli» di Buttitta

Sia Carmelo Baio sia Calogero Reale di Montaperto, 



del borgo di Agrigento, 



sono state le due vittime della tragedia della miniera di Marcinelle, 



mentre il verso «Alfio Calabrò, di Agrigento» 



corrisponde alla finzione nella poesia «Lu trenu di lu suli»,
 
 
 
del 1963,



di Ignazio Buttitta,
 
 
 
con introduzione di Leonardo Sciascia. 



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