Tra gli spettacoli in cartellone che avevo visto in un teatro della mia città anche «Mine vaganti»
di Ferzan Özpetek,
nato
il tre di febbraio del 1959,
che era stato anche un pittore madonnaro,
aveva avuto pure questa parte cinematografica nel film «Son contento»,
del 1983.
«Mine vaganti» a teatro con l'attore teatrale Francesco Pannofino,
con le attrici teatrali Iaia Forte e Simona Marchini.
Era un adattamento teatrale del film del 2010,
ed avevo visto anche questo.
A teatro nel ruolo dei coniugi Cantone c'erano Francesco Pannofino e Iaia Forte,
mentre in quello dei figli Edoardo Purgatori e Carmine Recano.
Accanto a loro anche Simona Marchini o Simona Marchesini con il personaggio della nonna.
Il film sarebbe stato vincitore di due David di Donatello,
cinque Nastri D’Argento,
quattro Globi d’oro.
Che sentimenti provate più spesso?
Io credo di amore, chissà.
Avete numerosi momenti malinconici?
Non credo troppi, chissà.
Quante risate vi fate,
anche nella sala cinematografica,
accanto al palcoscenico teatrale,
da spettatori teatrali?
Io credo abbastanza,
se non molte,
talvolta no,
diverse volte no.
Buon lavoro al produttore cinematografico Domenico Procacci.
agli attori ed alle attrici ed ai lavoratori di quel film,
che facevano parte del cast cinematografico,
a chi faceva parte del cast teatrale,
al regista italo-turco.
Credete nell'umoristico alla Luigi Pirandello,
nel senso del saggio «L'umorismo»
di Luigi Pirandello?
Preferivate le scene cinematografiche di «Mine vaganti»
o le scene teatrali?
L’ambientazione nel Salento nel film perciò o Gragnano o lì vicino a teatro?
Se siete omosessuali o bisessuali,
com'è stato il vostro cosiddetto coming out,
la venuta allo scoperto?
Uno scandalo?
La mia no,
lo avevo detto ai miei genitori in auto,
in automobile,
e c'era stato silenzio.
Anche perché so rispondere,
e lo ho scoperto con l'età.
I problemi sono subentrati anni dopo.
Ma so rispondere,
cerco di sapere risolvere
i problemi.
Siete per le radicate tradizioni culturali alto - borghesi?
Non credo di conoscerle direttamente.
Siete mai stati definiti piccolo - borghesi?
Io sì,
da un critico d'opera.
Chissà se si sia mai accorto della presenza di una forza spirituale nella sua vita.
Io sì,
chissà se glielo scriverò mai un giorno,
se riuscirò ad essere un po' più veloce.
Siete padri o madri?
Non sono padre.
Vi occupate di direzione d’azienda?
Io no.
Siete figli?
Io sì.
Avete fratelli omosessuali?
Io no.
Avete fratelli minori o sorelle minori?
Io sì,
essendo il primo di numerosi figli.
Siete stati
a Roma?
Io sì,
più volte.
Buon lavoro all'agenzia di stampa Ansa.
Chi è un Luigi Ferrigno che si occuperebbe di
movimenti con i tendaggi?
Buon lavoro con le luci teatrali ad un tale Pasquale Mari,
con i costumi teatrali ad un altro signore,
che si chiama Alessandro Lai.
Vi piacciono i vestiti colorati e
sgargianti?
Sognate di diventare un giorno un regista teatrale,
un regista cinematografico?
Io no.
Mi piacerebbe essere
uno sceneggiatore cinematografico.
Grazie alle pagine «Teatro»
e «Cultura»
del sito d'informazione agrigentina AgrigentoOggi;
al Tgr della Sicilia,
che vedo più raramente,
al sito Rai News,
che non vedo mai o quasi;
alla categoria «Registi trattanti tematiche lgbt»,
al «Portale Cinema»,
al «Portale Lgbt»,
dell'enciclopedia in rete Wikipedia in italiano.
Buon lavoro al Teatro Abc della provincia di Catania.
«Mine vaganti»
era andato in scena al Teatro Pirandello della mia Agrigento un martedì ventiquattro ed
un mercoledì venticinque di gennaio del 2023,
tre anni fa (il primo turno era stato quel martedì alle ventuno,
il secondo turno
quel mercoledì alle diciassette e trenta e chissà a quale spettacolo avevo preso parte da spettatore).