Laudato sie mi signore cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual è iorno et allumini noi per loi.
Queste le parole,
dopo queste,
del «Cantico di frate Sole»
di san Francesco d'Assisi.
Dalla «Laudes creaturarum»
la seconda frase,
dopo la prima qua e qui:
Laudatu si’, mi signore, cum tucte le tue creature,
Spetialmente messor lu frate sole,
Lo quale lu jorno allumeni per nui;
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
De te, altissimu, porta significatione.
Da «Audite poverelle»,
dopo le parole accessibili tramite il primo link qui sopra,
che vi ripeto qui:
Io ve prego per grand'amore
k'aiate discrecione de le lemosene ke ve dà el Segnore.
Come si può interpretare
la parola «discrezione»?
Le prossime righe lo spiegheranno e renderanno tutto più chiaro?
Si intende che le elemosine che «vi»
dà il Signore sono preziose?
Potrebbe essere.
Dai «Fioretti di s. Francesco»
di un anonimo,
di autore anonimo:
CAPITOLO I.
Al
nome del nostro Signore Gesù Cristo Crocifisso, e della sua Madre
Vergine Maria. In questo Libro si contengono certi Fioretti, Miracoli ed
esempi divoti del glorioso poverello di Cristo San Francesco, e
d’alquanti suoi Santi Compagni a lode di Gesù Cristo. Amen.
In prima è da
considerare, che il glorioso san Francesco in tutti gli atti della vita
sua fu conforme a Cristo benedetto: che come Cristo nel principio della
sua predicazione elesse dodici Apostoli, a dispregiare ogni cosa
mondana, a seguitare lui in povertà, e nell’altre virtù; così san
Francesco elesse dal principio del fondamento dell’Ordine dodici
Compagni, possessori dell’altissima povertà.
Da «Le stimmate e i miracoli di san Francesco d'Assisi»
di uno scrittore anonimo:
Francesco infiamato
facea oratione
che glie fosse mustrato
l'acerha Passione:
qual fosse l'acasione
poy che la carne prese.
Den 4. Oktober.
Gestern war ich in der Komödie, Theater St. Lukas, die mir viel Freude
gemacht hat; ich sah ein extemporiertes Stück in Masken, mit viel
Naturell, Energie und Bravour aufgeführt. Freilich sind sie nicht
alle gleich; der Pantalon sehr brav, die eine Frau, stark und
wohlgebaut, keine außerordentliche Schauspielerin, spricht exzellent
und weiß sich zu betragen. Ein tolles Sujet, demjenigen ähnlich, das
bei uns unter dem Titel »Der Verschlag«
behandelt ist.
[...]
Heute, am Fest des heiligen Franziskus, war ich in seiner Kirche alle Vigne.
La commedia teatrale del Teatro San Luca, oggi Teatro stabile del Veneto Carlo Goldoni,
a Venezia,
la maschera veneziana di Pantalone,
«Der Verschlag»,
sulle gondole,
«auf den Gondeln»,
nella giornata del ricordo della morte di san Francesco,
la Chiesa alle Vigne,
la chiesa di San Francesco della Vigna,
di Venezia,
nel quattro di ottobre del 1786,
di cui vi avevo già scritto qui,
del «Viaggio in Italia»
di Johann Wolfgang von Goethe.
Per l'esame di abilitazione alla professione di guida turistica italiana devo
studiare
il Sistema monumentale di piazza San Marco a Venezia,
il cuore storico di Venezia;
l'insieme di ambienti naturali ed urbani della Laguna di Venezia,
del Canal Grande,
delle isole di Murano, Burano e Torcello;
le ville palladiane,
fra cui la Villa Foscari, detta «La malcontenta»,
a Mira (Ve - provincia di Venezia),
che sorge
lungo il Naviglio del Brenta,
del fiume Brenta;
le Gallerie dell'Accademia di Venezia,
che sembrerebbero
rappresentare
il cuore pulsante della pittura veneta.
Vi approfondirò
su «El escondido y la tapada»
di Pedro Calderón de la Barca,
nato a Madrid il diciassette di gennaio del 1600,
su Elisabetta Caminer Turra,
morta in provincia di Vicenza il sette di giugno del 1796?
Per la provincia di Vicenza,
oltre alle ville palladiane della provincia di Vicenza,
devo
studiare
il Duomo di Vicenza,
il Criptoportico di Vicenza,
la Basilica palladiana.
Ed eccovi l'Italia di Goethe, dunque;
un'Italia di Johann Wolfgang von Goethe.
Il musical «Forza venite gente»
di Mario Castellacci,
con la regia di Ariele Vincenti.
Altro su san Francesco d'Assisi,
sul bosco di san Francesco d'Assisi,
in una delle prossime righe.
Ad Agrigento,
un mercoledì ventidue di novembre,
era stato in visita ufficiale
il console generale d’Ucraina a Napoli, Maksym Kovalenko,
in un gemellaggio di solidarietà ad un popolo martoriato
dal
conflitto con la Russia.
Volete,
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la Agrigento ed i suoi dintorni del francescanesimo,
del «Viaggio in Italia»
di Goethe,
visitare
il museo archeologico regionale siciliano Pietro Griffo della Valle dei templi di Agrigento,
il giardino della Kolymbethra,
nella Valle dei templi di Agrigento,
di cui vi scrivo fra pochissime righe o più in là nel mio testo?
Il console, infatti,
era stato
al Museo Griffo,
dove l'ex presidente del Polo territoriale universitario di
Agrigento, Giovanni Francesco Tuzzolino,
buon lavoro a lui,
lo aveva condotto in visita guidata alla mostra,
già inaugurata poco tempo addietro,
dedicata alla
Scalinata di Odessa,
una mostra che avevo visto,
che mi era piaciuta,
qualcosa di temporaneo ovviamente.
Il console ucraino aveva incontrato
l'ex prefetto di Agrigento Filippo
Romano,
l'ex sindaco di Agrigento Francesco Miccichè,
l‘arcivescovo Alessandro Damiano,
il direttore del Parco Valle dei templi, Roberto Sciarratta,
un proficuo buon lavoro a tutti loro.
Si trattava di una abbastanza importante piccola mostra dedicata alla storia ed al mito
della scalinata di Odessa,
la città d’arte sul Mar Nero,
che non avevo mai visitato,
rinominata
dalla
cultura popolare la «Scalinata Potëmkin»
in seguito alla fortuna del famosissimo e celeberrimo film di Sergej Michajlovič Ėjzenštejn,
«La corazzata
Potëmkin»
del 1925,
che non ho ancora visto,
su cui dovrei cominciare a scrivere.
La mostra era stata inaugurata
un lunedì sedici di ottobre al Museo archeologico regionale Pietro Griffo,
non credo sia andato quel giorno.
La mostra internazionale «Odessa Steps La Scalinata Potëmkin fra cinema e architettura»,
su questi cosiddetti scalini di Odessa,
promossa dal Polo territoriale di Agrigento,
dell’Università degli
studi di Palermo,
lì ho studiato al master universitario in Giornalismo professionale,
in collaborazione con l’Università politecnica di
Lviv (Ucraina),
non ne so nulla,
con l’Archivio di Stato di Odessa,
non lo conosco,
e con il Man_Museo
di arte contemporanea di Nuoro,
mi è completamente sconosciuto,
non sono mai stato in questa città.
Per la provincia di Nuoro devo
studiare
il complesso di Su Romanzesu,
uno dei santuari nuragici della Sardegna,
a Bitti (Nu - provincia di Nuoro).
La realizzazione dell’esposizione è
a cura del presidente del Polo universitario,
di Giovanni Francesco Tuzzolino,
di Federico Crimi,
che non conosco,
con il
contributo di Paolo De Marco,
non so chi sia.
Per fortuna è finita da tempo Agrigento capitale italiana della cultura 2025....
L’architetto Francesco Carlo Boffo,
che aveva progettato la monumentale
scalinata di Odessa,
sarebbe una figura di grande interesse,
sia per la
sperimentazione architettonica di temi legati allo spazio urbano,
sia
per il suo ruolo di interprete della cultura architettonica italiana,
già vivissima fra Russia e Ucraina sin dalla ricostruzione del Cremlino
di Mosca nel Rinascimento,
e che ha conferito ad una Odessa che sarebbe multiculturale,
non so se lo sia,
perché non sono mai stato lì,
non la ho studiata,
sarebbe
un crogiolo di varie culture e città cosmopolita oltre che porto
franco,
non so se lo sia,
avrebbe, se è vero,
persino un inconfondibile volto classico espresso, altresì,
dalla
scelta di un nome greco per la città.
Non ne so nulla,
chissà che origine abbia.
La mostra,
ad ingresso gratuito,
non avevo completamente pagato,
era visitabile tutti i giorni fino
ad un venti di novembre.
L’iniziativa era realizzata dal Polo territoriale universitario di Agrigento,
dell’Università degli studi di
Palermo,
in collaborazione con il Museo Man di Nuoro,
con la National
University Lviv Polytechnic,
con la Cineteca Milano,
credo di esserci stato,
con la Regione Siciliana,
con il Comune
di Agrigento,
con Agrigento capitale della cultura 2025,
con il Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei templi,
con l'Ordine degli architetti della provincia di Agrigento,
una buona attività a tutti loro.
Della provincia di Palermo devo
studiare
la testimonianza della Palermo arabo - normanna,
della provincia di Milano il capolavoro dell'architettura gotica che è
il Duomo di Milano;
il Teatro alla Scala,
il punto di riferimento internazionale per l'opera lirica;
la Pinacoteca di Brera,
uno dei musei più prestigiosi d'Europa;
il Cenacolo vinciano,
nel refettorio del convento di Santa Maria delle grazie,
a Milano.
L’esposizione si arricchiva, poi,
di immagini d’epoca,
dei disegni
forniti eccezionalmente dall’Archivio di Stato di Odessa,
dalle carte
originali in prestito da prestigiosi istituti italiani,
fra cui la Biblioteca nazionale centrale di Firenze,
l’Archivio storico di Torino,
non me li ricordo molto,
me li ricordo vagamente questi fogli,
una proficua attività anche a questi altri.
Della provincia di Firenze devo
studiare
la basilica di Santa Maria Novella,
a Firenze,
uno degli edifici religiosi più significativi dell'arte gotica italiana;
il Duomo di Firenze,
la cattedrale di Santa Maria del fiore;
l'arte rinascimentale italiana del Battistero di Firenze;
il Ponte vecchio di Firenze,
uno dei simboli di Firenze;
il Palazzo vecchio di Firenze, davvero non troppo uno dei simboli di Firenze;
il Chianti,
uno dei luoghi più celebri della Toscana,
una delle regioni storico - geografiche più celebri della regione italiana della Toscana;
il complesso monumentale delle Cappelle medicee di Firenze;
la Galleria degli Uffizi,
uno dei simboli davvero più importanti dell'arte italiana;
la Galleria dell'Accademia di Firenze,
uno dei musei più visitati d'Italia;
il Palazzo Pitti,
questa residenza rinascimentale;
il Giardino di Boboli,
una delle testimonianze più importanti del potere della famiglia dei Medici;
le ville medicee,
fra cui le ville medicee della provincia di Firenze,
la villa di Careggi,
la villa di Castello,
la villa La Petraia,
la villa di Poggio Imperiale,
la villa La Quiete,
tutte a Firenze,
sono ville pubbliche,
la villa di Cerreto Guidi,
a Cerreto Guidi,
in provincia di Firenze,
una villa pubblica,
il parco mediceo di Pratolino,
a Vaglia,
nella città metropolitana di Firenze,
un parco pubblico,
la villa L'Ambrogiana,
a Montelupo Fiorentino (Fi),
una villa pubblica;
la villa di Cafaggiolo,
a Barberino di Mugello (Fi - provincia di Firenze,
nella città metropolitana di Firenze),
una villa privata;
la villa del Trebbio,
a Scarperia e San Piero,
nel Fiorentino,
un'altra villa privata;
la Villa di Fiesole,
nel territorio della provincia di Firenze,
una terza villa privata;
la villa di Mezzomonte,
ad Impruneta,
nel Fiorentino,
una quarta villa privata;
la Villa Il Palagio,
a Monedomini,
in provincia di Firenze,
una quinta villa privata,
la Fattoria medicea di Stabbia,
a Cerreto Guidi,
nel Fiorentino,
una fattoria privata;
la villa della Topaia,
a Firenze,
una sesta villa privata,
la villa di Marignolle,
una settima villa privata;
la villa di Lappeggi,
a Firenze,
un'ottava villa privata,
la villa di Lilliano,
a Bagno a Ripoli (Fi),
una nona villa privata.
Della provincia di Torino devo
studiare
il monumento riconoscibile della Mole Antonelliana;
la Valle di Susa,
uno dei territori più ricchi di testimonianze storiche del Nord Italia;
le vestigia dell'Anfiteatro di Susa;
le Mura romane di Susa,
che costituivano
un'importante difesa militare;
la Venaria Reale,
l'espressione dell'architettura sabauda;
il monumento architettonico della Sacra di San Michele;
il Museo egizio di Torino,
per gli appassionati di storia;
i Musei reali di Torino,
con la loro storia.
Il famoso massacro di Odessa e le video installazioni a cura di Storyville,
erano davvero interessanti,
non li conosco.
Nel testo a catalogo del critico cinematografico Roberto Nepoti,
abbastanza famoso,
si
legge: «È un segno indiscutibile di iconicità il fatto che la sequenza
sia in assoluto la più citata di tutta la storia del cinema, sia in
forma di omaggio sia in forma di parodia, da parte di innumerevoli
emuli del maestro russo. Tanto che, alla fine degli anni Novanta, il
noto critico Roger Ebert scrisse: “… il famoso massacro sulla scalinata
di Odessa è così citato, che è probabile che molti spettatori abbiano
visto la parodia prima dell’originale”».
Non so nulla di queste parodie.
Cambio argomento.
Sapete che è legata ad un giardino della Valle dei templi della mia Agrigento la piazza San Marco a Venezia?
Davvero affascinante nel film «Assassinio a Venezia»
- che sto vedendo in via XXV aprile,
proprio qui ad Agrigento
- nome del cinema a fine testo.
E da piazza San Marco,
da tutta Venezia e dal mondo intero
volete visitare insieme al mio blog CMTempoLibero il Giardino della Kolymbethra?
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Ed
ottimo che dal 2020 il progetto del Fai – Fondo ambiente italiano «Bene
Fai per tutti»
volto a rendere la cultura un bene accessibile alle
persone con disabilità intellettiva - ideato e realizzato
dall’Associazione «L’abilità onlus»
con la Fondazione De Agostini e,
purtroppo reso possibile grazie al sostegno di una società che ha il tabacco nel nome,
la Jti (Japan Tobacco International) -
si era ampliato ed era arrivato a coinvolgere due beni culturali del Fai,
per un totale di undici in tutta Italia - di cui ho visto soltanto la Kolymbethra.
Infatti si possono scaricare da un sito le guide in linguaggio semplificato sul «Negozio Olivetti»
in piazza San Marco a Venezia,
e
non so se sia un capolavoro dell’architettura del Novecento progettato
da Carlo Scarpa e affidato in concessione al Fai da Generali Italia nel
2011,
e il Giardino della Kolymbethra ad Agrigento,
che, vi assicuro, è davvero un gioiello,
non archeologico,
ma agricolo,
nel cuore della Valle dei Templi,
in concessione al Fai dalla Regione Sicilia,
regione autonoma,
concesso dal 1999.
Testi che vogliono essere «facili da leggere»
- «easy to read»
in inglese -
arricchiti,
a quanto pare,
con fotografie,
con
illustrazioni e mappe, che vogliono rendere la visita un’esperienza
inclusiva e piacevole e che permetteranno agli ospiti e ai loro
accompagnatori,
«caregiver» in inglese,
coloro che si occupano ed hanno cura dei diversamente abili psichici (i genitori,
gli insegnanti,
in generale gli accompagnatori)
di familiarizzare con i luoghi e apprenderne la storia,
le caratteristiche e le curiosità in un modo che intende essere coinvolgente,
con
strumenti di comunicazione studiati per ridurre lo stress della persona
con disabilità e la sua difficoltà di comprensione del contesto.
Buon lavoro a Carlo Riva, chissà se sia ancora il direttore di una organizzazione senza fini di lucro,
«L’abilità onlus»:
a tutti i beni Fai,
per i beni accessibili alle persone con disabilità intellettiva;
con le
nuove proposte,
con l’azione educativa inclusiva,
con il lavoro non troppo teorico,
ma anche di vita,
con i tipi di pubblico,
per far scoprire
il valore della natura,
della storia millenaria del Giardino della
Kolymbethra,
per l'avvicinamento alla filosofia imprenditoriale di
Adriano Olivetti,
ai suoi prodotti nel negozio di piazza San Marco,
a
Venezia;
con la sfida culturale di «Beni Fai per tutti»
con l'analisi,
la fruizione di concetti che diventano vita,
di azioni,
di opere,
per rendere possibili
visite ed esperienze di crescita per le persone con disabilità
intellettiva.
Siete mai stati
al Castello e parco di Masino,
a Caravino (To - provincia di Torino),
alla Villa dei Vescovi,
a Luvigliano di Torreglia (Pd - provincia di Padova)
ed alla Torre e casa Campatelli,
a San Gimignano (Si - provincia di Siena),
al Parco Villa Gregoriana,
a Tivoli (Rm - provincia di Roma)
ed al Bosco di San Francesco,
ad Assisi (Pg - provincia di Perugia)?
Io no.
Della provincia di Padova devo
studiare
la Basilica di sant'Antonio,
il Prato della Valle,
la Cappella degli Scrovegni,
questo polo fondamentale per comprendere
la storia religiosa di Padova,
tutti a Padova;
le ville palladiane,
le due ville palladiane della provincia di Padova,
la Villa Pisani,
a Montagnana,
la Villa Cornaro,
a Piombino Dese.
Della provincia di Siena devo
studiare
le Torri di San Gimignano,
sarebbero
nel cuore della campagna toscana;
la città etrusca di Chiusi,
che raggiunse
l'apice del suo splendore tra il VI ed il V secolo avanti Cristo,
tra il sesto ed il quinto secolo prima di Cristo;
la piazza del Campo di Siena,
srebbe
un luogo importante di Siena,
ma non lo so perché non ci sono mai stato,
il duomo di Siena,
anche questo sembrerebbe
un luogo importante di Siena;
la val d'Orcia,
uno dei luoghi più celebri e noti della Toscana;
la città di Pienza,
una delle città più note e celebri della Toscana.
Della provincia di Roma devo
studiare
la basilica di San Giovanni in Laterano,
sarebbe stata definita
«madre e capo di tutte le chiese di Roma e del mondo»;
il Circo Massimo,
una testimonianza della Roma imperiale,
le terme di Caracalla,
un'altra testimonianza della Roma imperiale;
il parco archeologico del Colosseo,
uno dei luoghi più emblematici della civiltà romana;
la necropoli di Cerveteri,
famosa e nota anche come necropoli della Banditaccia;
il parco archeologico di Ostia antica,
sarebbe
una delle testimonianze più affascinanti del mondo romano,
ma non credo di esserci mai stato;
il Pantheon di Roma,
sarebbe
uno dei monumenti meglio conservati dell'antichità;
i Fori imperiali,
uno dei complessi archeologici più significativi dell'antichità;
la basilica di San Pietro in Vaticano;
il parco archeologico dell'Appia antica,
lungo il tracciato dell'antica via Appia;
la Roma barocca monumentale,
che rappresenterebbe
una delle fasi più spettacolari della storia urbanistica di Roma;
i Musei vaticani,
che non sarebbero soltanto una raccolta di opere d'arte;
la Galleria Borghese di Roma,
nella Villa Borghese Pinciana;
la fortezza di Castel Sant'Angelo,
lungo il Tevere,
a Roma;
la Galleria nazionale italiana d'arte moderna e contemporanea di Roma,
la Gnam di Roma,
il più grande museo italiano dedicato alla produzione artistica tra il XIX ed il XXI secolo;
il Museo nazionale italiano romano,
fra le sedi il Palazzo Massimo;
il Museo nazionale italiano etrusco di Villa Giulia,
la più importante istituzione al mondo dedicata alle culture dell'Italia preromana;
i Musei capitolini,
con la storia;
l'edificio storico del Palazzo Barberini;
l'edificio storico del Palazzo Corsini.
Della provincia di Perugia devo
studiare
la basilica di san Francesco d'Assisi,
la basilica di santa Chiara,
la basilica di santa Maria degli angeli con la Porziuncola,
tutte ad Assisi;
la cattedrale di san Lorenzo,
a Perugia.
Non sembra mi faccia simpatia JTI (Japan Tobacco International),
perché sembra avere a che fare con il tabacco,
mai stato
a Casa Noha,
a
Matera, chissà cosa sia,
e neanche all’Abbazia di Santa Maria di Cerrate,
a Lecce,
buon lavoro al Fai con la realizzazione di
due guide turistiche per la visita semplificata al Negozio Olivetti,
a Venezia,
ed al
Giardino della Kolymbethra,
ad Agrigento.
Della provincia di Matera devo
studiare
il complesso archeologico di Metaponto,
a Bernalda (Mt - provincia di Matera);
il Parco nazionale del Pollino, anche in provincia di Matera;
i Sassi di Matera.
Della provincia di Lecce devo
studiare
la basilica di Santa croce di Lecce,
sarebbe
il capolavoro del barocco leccese,
il Palazzo dei Celestini di Lecce,
l'ex Convento dei Celestini;
il Castello aragonese di Otranto (Le - provincia di Lecce),
uno dei simboli del patrimonio fortificato del Salento.
Film giallo visto nella Sala rossa del Cinema Ciak.
Ed «Il secondo tragico Fantozzi»,
del 1976,
da due libri,
dai romanzi «Fantozzi»,
del 1971,
da «Il secondo tragico libro di Fantozzi»,
del 1974,
con sceneggiatura cinematografica non originale di Leonardo «Leo» Benvenuti,
di Piero De Bernardi,
del regista cinematografico Luciano Salce,
dell'attore cinematografico Paolo Villaggio,
con proiezione del film «La corazzata Potëmkin»,
con riferimenti ai film di Franco e Ciccio,
con citazione,
fra le altre, del nobile superstizioso Alfonso De Vita,
interpretato da Gianni Agus,
in «Il lungo, il corto, il gatto»,
del 1967,
con soggetto cinematografico,
con sceneggiatura cinematografica originale,
di Gian Paolo Callegari,
di Roberto Gianviti,
di Amedeo Sollazzo,
di Marino Girolami.
In «Il secondo tragico Fantozzi»,
anche con citazioni esplicite del film e commedia cinematografica «L'esorciccio»,
del 1975,
e di Giovannona Coscialunga,
superstizioso il duca conte Piercarlo ingegner Semenzara,
interpretato da Antonino Faà di Bruno.
«L'esorciccio» nomina,
nelle parole dell'attore cinematografico Lino Banfi, Cimabue.
Nella sezione sulla pittura del capitolo «L'arte gotica»
della sezione «Storia dell'arte»
di questo esame di abilitazione devo
studiare Cimabue,
il secolo XIII,
il Duecento.
Grazie alla pagina «Cultura»
di Grandangolo e ad Angelo Ruoppolo su Teleacras.
Ho visto «Il secondo tragico Fantozzi»
su una tv palermitana,
su Tvm,
questa televisione palermitana.
«Forza venite gente»
al Palacongressi di Agrigento.
Grazie alle categorie «Testi di Francesco d'Assisi»,
«Opere di Francesco d'Assisi»,
della biblioteca in rete WikiSource in italiano;
a Wikipedia in italiano.