S’accomodi. Vado ad annunziarla subito.
sono le prime parole,
In una città dell’Italia centrale
con questa descrizione della scena teatrale
Elegante salotto in casa Renni. Uscio laterale a destra. Finestre a sinistra.
dell'«Atto primo»,
«Scena prima»,
con Maurizio Setti,
la cameriera,
che pronuncia queste parole,
poi la signora Maddalena,
con quest'ulteriore descrizione della scena
Al levarsi della tela la scena è mota. S’apre l’uscio di fondo, entra la cameriera e dà passo a Maurizio Setti.
della commedia teatrale «Il piacere dell'onestà»,
dell'aprile - maggio del 1917,
di Luigi Pirandello,
con le attrici teatrali Debora Bernardi, Anastasia Caputo, Francesca Ferro,
che interpreta
il personaggio teatrale di Agata;
con gli attori teatrali Riccardo Maria Tarci, Giampaolo Romania (lui anche regista teatrale collaboratore), Aldo Toscano, Giuseppe Parisi;
con la regia teatrale di Guglielmo Ferro;
con le scene teatrali di Salvo Manciagli;
con i costumi teatrali della Sartoria Pipi di Palermo;
con il direttore di scena teatrale Franco Sardo;
con l'addetto alle luci e datore di luci Santi Rapisarda;
con la sarta teatrale Isabella Sturniolo;
con la produzione teatrale dell'associazione culturale Progetto Teatrando;
con «una pura formalità»
l'astrazione,
per «CMLibri a teatro»,
per CMLibri,
le «buone lenti per la mia filosofia»,
di Angelo Baldovino.
Avete pensato anche voi al film «Una pura formalità»
del 1994,
di Giuseppe Tornatore,
con sceneggiatura cinematografica anche di Pascal Quignard,
nato
il ventitre di aprile del 1948,
con il doppiaggio cinematografico di Leo Gullotta del personaggio del commissario,
interpretato
dall'attore cinematografico Roman Polański,
nato
il diciotto di agosto del 1933?
L'attore teatrale Leo Gullotta era stato
il protagonista di una messa in scena e rappresentazione di questa commedia teatrale pirandelliana,
«Il piacere dell'onestà»,
quella volta con la regia teatrale del suo compagno di vita,
di Fabio Grossi,
nel 2008.
Il codice dei Borgognoni nell'«Atto secondo».
I Borgognoni,
la casata di Borgogna,
un duca di Borgogna, Giovanni di Borgogna, Giovanni senza Paura,
nato
il ventotto di maggio del 1371,
morto
il dieci di settembre del 1419,
ma anche il duca Filippo II l'Ardito di Borgogna,
venuto al mondo il diciassette di gennaio del 1342,
deceduto
il ventisette di aprile del 1404;
il fratello del re, Luigi I di Valois-Orléans, Luigi d'Orléans,
secondo la voce e diceria dei cronisti di parte borgognona sembrava fosse diventato
l'amante della regina,
nato e venuto al mondo
il tredici di marzo del 1372,
morto e deceduto
il ventitre di novembre del 1407.
La regina è Isabella di Baviera,
morta
il ventiquattro di settembre del 1435.
La regione storica della Guienna,
in Francia,
e la città di Calais,
nel nord della Francia.
La vedova di Luigi I di Valois-Orléans, Valentina Visconti,
deceduta e morta
il quattro di dicembre del 1408.
Il successore di Luigi I di Valois-Orléans, Carlo di Valois-Orléans,
nato
il ventiquattro di novembre del 1394,
morto
il cinque di gennaio del 1465;
la figlia Bona d'Armagnac del conte Bernardo VII d'Armagnac,
morto
il dodici di giugno del 1418;
il duca Filippo III di Borgogna il Buono,
nato
il trentuno di luglio del 1396,
morto
il quindici di giugno del 1467,
che si fece riconoscere l'indipendenza dal re Carlo VII di Francia,
nato
il ventidue di febbraio del 1403,
morto
il ventidue di luglio del 1461;
il duca Carlo I di Borgogna il Temerario,
nato
il dieci di novembre del 1433;
morto
il cinque di gennaio del 1477;
il re Luigi XI di Francia,
nato
il tre di luglio del 1423,
morto
il trenta di agosto del 1483;
il vescovo cattolico francese Pierre Cauchon,
morto
il diciotto di dicembre del 1442.
Il partito dei Borgognoni era alleato
con il regno d'Inghilterra:
fra i comandanti della guerra civile contro gli Armagnacchi ci furono
il re Enrico IV d'Inghilterra,
nato
il tre di aprile del 1367,
morto
il venti di marzo del 1413;
il re Enrico V d'Inghilterra,
nato o il nove di agosto del 1387 oppure il sedici di settembre del 1387 oppure nell'estate del 1386,
morto
il trentuno di agosto del 1422,
eternato nel dramma storico «Enrico V»
(«Henry V»)
questo re Enrico V stipulò
con l'imperatore Sigismondo di Lussemburgo,
nato
il quindici di febbraio del 1368,
morto
il nove di dicembre del 1437,
il trattato di Canterbury;
infine il comandante e re Enrico VI d'Inghilterra,
nato
il sei di dicembre del 1421,
morto
il ventuno di maggio del 1471,
il protagonista della trilogia di drammi storici «Enrico VI, parte I»
(«King Henry VI, Part I»),
«Enrico VI, parte II»
(«King Henry VI, Part II»),
«Enrico VI, parte III»
(«King Henry VI, Part III»),
del drammaturgo William Shakespeare.
Questo «Il piacere dell'onestà»
con le contraddizioni dell'animo umano,
con le maschere teatrali della società borghese,
con il repertorio teatrale pirandelliano,
di Luigi Pirandello,
con le convenzioni sociali,
con le ipocrisie,
con i compromessi,
con le vicende dei protagonisti teatrali,
sul valore dell'integrità morale,
sull'uomo disilluso ed ai margini della società Angelo Baldovino,
sul suo rigore morale,
sul ribaltamento delle convenzioni borghesi,
sulla reputazione di Agata,
su una sfida morale,
su quest'uomo disincantato,
sull'onestà,
sui rapporti di potere,
con un linguaggio teatrale davvero sobrio,
con un linguaggio classicamente contemporaneo,
una rappresentazione da otto e mezzo su dieci,
che inscena l'attualità del testo pirandelliano,
la forza del testo pirandelliano per decenni e decenni,
sul matrimonio di facciata,
proprio la bordata riferitami indirettamente e lanciata contro un signore che conoscevo,
ma io non ci credo per niente ed affatto per quanto riguarda lui ed esseri umani che dovrebbero cercare la pace,
ma sembra
che io non possa forse aiutarli,
potrebbero e dovrebbero far da sé;
con l'equilibrio tra verità ed apparenza,
sulla tensione fra ciò che mostriamo agli altri e ciò che siamo davvero,
che mi fanno pensare
a Charlie Chaplin,
ad un'immagine con il suo volto vista in una bottega,
nella bottega dei fratelli Gino e Pietro Feliciani nel centro di Agrigento,
circa a settembre dello scorso anno,
con sua citazione di Charlie Chaplin sull'apparenza,
sull'essere,
forse quando avevo conosciuto un Nino di Agrigento,
del mio luogo di nascita.
Quest'immagine c'è ancora in questa bottega.
«Il piacere dell'onestà»
è stato ispirato dalla novella «Tirocinio»,
del 1905,
di Luigi Pirandello,
pubblicata
nel volume «La giara»
di «Novelle per un anno»,
una novella con queste prime parole,
con questo incipit letterario:
Da una settimana vedevamo Carlino Sgro per il Corso, per Via Nazionale, per Via Ludovisi, passare in botte, di galoppo, accanto a un enorme mammifero in gonnella.
Grazie
al «Portale Teatro»,
al «Portale Letteratura»,
al «Portale Cinema»,
al «Portale Storia»,
al «Portale Medioevo»,
al «Portale Biografie»,
al «Portale Guerra dei cent'anni»,
dell'enciclopedia in rete Wikipedia in italiano;
alla categoria «Testi di Luigi Pirandello»
della biblioteca in rete WikiSource in italiano.
Ho visto
«Il piacere dell'onestà»
con Pippo Pattavina,
con la regia di Guglielmo Ferro,
questo sabato diciotto di aprile del 2026,
dalle ventuno,
dalle nove della sera primaverile.