Il quadro «Filottete a Lemno»
del pittore Jean-Germain Drouais,
la poesia «Amore dipinge paesaggi»
(«Amor als Landschaftsmaler»
in tedesco,
in lingua tedesca)
nel ventidue di febbraio del 1788 del resoconto di viaggio e saggio «Viaggio in Italia»
di Johann Wolfgang von Goethe.
I primi quattro versi poetici di «Amor als Landschaftsmaler»:
Saß ich früh auf einer Felsenspitze,
Sah mit starren Augen in den Nebel;
Wie ein grau grundiertes Tuch gespannet,
Deckt’ er alles in die Breit und Höhe.
E, poi,
la poesia continua.
L'aggettivo «starr»
può avere
tre significati letterari:
«fissi»,
«immobili»,
ma anche «rigidi»,
«duri»,
«inflessibili»,
anche se questa traduzione letteraria mi sembra
molto improbabile;
«sbalorditi»,
«stupefatti»,
una traduzione più probabile.
Probabilmente «fissi»?
Un altro aggettivo,
«gespannt»,
significa
«teso».
Il verbo «grundieren»,
qui al participio passato con funzione di aggettivo,
si traduce
con «dare il colore di fondo».
E quel giorno anche Hans Sachs,
la poesia «Chiarimento su un'antica silografia che rappresenta la vocazione poetica di Hans Sachs»
(«Erklärung eines alten Holzschnittes, vorstellend Hans Sachsen poetische Sendung»),
con questi primi versi poetici:
In seiner Werkstatt sonntags früh
Steht unser teurer Meister hie:
Sein schmutzig Schurzfell abgelegt,
Einen saubern Feierwams er trägt,
Läßt Pechdraht, Hammer und Kneipe rasten,
Die Ahl steckt an dem Arbeitskasten;
Er ruht nun auch am siebten Tag
Von manchem Zug und manchem Schlag.
Qui la forma «teurer»
viene dall'aggettivo «teuer»,
che ha
come sinonimo
«lieb».
«Das Schurzfell»,
plurale «Schurzfelle»,
viene da «das Fell»,
«la pelliccia»,
«il pelo»,
«il pelame»,
e «die Schürze»,
il plurale «die Schürzen»,
è
«il grembiule»,
«il camice».
Il verbo separabile «ablegen»
indica l'azione del «deporre»,
«levarsi»,
«togliersi».
«Das Wams»,
il plurale «die Wämser»,
è
un nome storico,
«il corsetto»,
«il guardacore».
Il corsetto è
un busto ed un indumento,
evidentemente non soltanto femminile,
di tessuto rafforzato
da stecche.
Il guardacore sarebbe
un farsetto,
che sarebbe
un indumento maschile corto e leggermente imbottito,
tipico per gli uomini del quindicesimo e del sedicesimo secolo,
del Quattrocento,
del Cinquecento,
ed Hans Sachs era nato
nel 1494,
era morto
nel 1576.
Il verbo «rasten»
significa
«riposare»,
«fare una pausa».
Molto specialistica la parola «der Pechdraht»,
riguarda il linguaggio del calzolaio,
«lo spago impeciato».
Un nome maschile «der Hammer»,
con plurale «die Hämmer».
«Die Ahle»,
il plurale «Ahlen»,
sarebbe
«la lesina»,
un attrezzo impiegato ed usato
dai calzolai,
per creare
i buchi in cui si inserisce
lo spago per cucire
le suole alle cosiddette tomaie delle scarpe.
«Der Kasten»,
il plurale è
«die Kästen»,
è
«la cassetta».
Lo «Zug»
può
essere
la «vita»,
lo «slancio»,
la «vivacità»,
la «verve»,
ma anche
il «moto».
Altra poesia di questa giornata «Sulla morte di Mieding»
(«Auf Miedings Tod»):
Welch ein Getümmel füllt Thaliens Haus?
«Das Getümmel»
è
«il trambusto»,
«il parapiglia»,
«la confusione»,
ma anche il «Tumult»,
«il tumulto»,
«la baraonda»,
«la mischia».
Le Talie sono
la musa della commedia,
una delle Grazie.
Nel ventidue di febbraio del 1788 goethiano anche
la Piramide di Caio Cestio,
il Cimitero dei protestanti a Porta San Paolo e le musiche antiche - anche della Settimana santa -
alla Cappella Pontificia.
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