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martedì 1 settembre 2026

La prima volta del succo di pera e mela bio in bottiglietta di vetro con una purea italiana per la soddisfazione di «CMRicetteFrutta alla bottega» - Il controllo di Bologna e dei dintorni tramite la Torre degli Asinelli, la Garisenda e le paure di quella grande città - Paesana con due borghi a cavallo del Po ed il Monviso --- Volete comprare le perine?

Da agricoltura Ue,

 

 

 

da agricoltura non Ue, 

 

 

 

dunque sia da agricoltura dell'Unione europea,

 

 

 

che da agricoltura non dell'Unione europea,

 

 

 

il succo biologico, 

 

 

 

di pera e mela biologiche,




in bottiglietta di vetro, 

 

 

 

con la purea di pere italiane,




avevo già scritto qui di un altro succo differente, 

 

 

 

ma prodotto 

 

 

 

dalla stessa società,




questo succo bio alle mele e pere per «CMRicetteFrutta alla bottega»,




per CMRicetteFrutta,

 

 

 

per «CMRicette alla bottega»,

 

 

 

per CMRicette,

 

 

 

che ne è stato molto soddisfatto.

 

 

 

Da Paesana (Cn - provincia di Cuneo),

 

 

 

dai dintorni di via Giovanni Brugnoli, 

 

 

 

a Bologna,

 

 

 

da tutta Bologna,

 

 

 

da tutta Italia, 

 

 

 

da tutto il mondo, 

 

 

 

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tramite alcuni tag ed alcune etichette qui sotto a fine testo 

 

 

 

oppure attraverso tutti i tag alla fine della colonna destra di questo blog,

 

 

 

come Succhi di frutta,

 

 

 

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la Agrigento e dintorni 

 

 

 

del biologico

 

 

 

la Cammarata (Ag - provincia di Agrigento) 

 

 

 

delle mele cammaratesi?

 

 

 

Volete 

 

 

 

comprare 

 

 

 

le perine di Agrigento,

 

 

 

di Porto Empedocle,

 

 

 

di Siculiana (Ag - provincia di Agrigento),

 

 

 

 

dei loro dintorni?

 

 

 

La città di Paesana avrebbe 

 

 

 

 

 

 

due borghi attraversati 

 

 

 

dal fiume Po, 

 

 

 

a cavallo del Po, 

 

 

 

che nascerebbe 

 

 

 

sulle pendici della montagna del Monviso,

 

 

 

come sto studiando

 

 

 

per la sezione «Geografia»

 

 

 

dell'esame di abilitazione alla professione di guida turistica italiana,

 

 

 

sul manuale e libro «Guida turistica - Prova orale».

 

 

 

Devo studiare per questo esame anche la Riserva naturale delle Alpi marittime, 

 

 

 

il sito Unesco delle Langhe - Roero e Monferrato,

 

 

 

là in provincia di Cuneo.




Quanto a Bologna, 

 

 

 

devo

 

 

 

studiare

 

 

 

la Torre degli Asinelli,

 

 

 

che avrebbe avuto

 

 

 

la funzione del controllo dei dintorni;

 

 

 

la Torre della Garisenda, invece, 
 
 
 
narrerebbe



le paure della Bologna di secoli fa, chissà quali,
 
 
 
avevo già riferito qua su entrambi le torri bolognesi.
 
 
 

Lo avevo comprato, 

 

 

 

questo succo di pere e mele biologiche, per la prima volta, 

 

 

 

in una bottega biologica di via Alcide De Gasperi,

 

 

 

qui nel centro di Agrigento,

 

 

 

alla bottega Biomelograno,

 

 

 

con organismo di controllo biologico e di certificazione biologica con codice It Bio 006,

 

 

 

l'Icea,

 

 

 

l'Istituto per la certificazione etica e ambientale,

 

 

  

di via Giovanni Brugnoli,




a Bologna,



 

questo succo biologico di frutta prodotto 

 

 

 

in via Barge, 

 

 

 

a Paesana,

 

 

 

con marchio commerciale Achillea bio,

 

 

 

da una società a responsabilità limitata, 

 

 

 

l'Achillea srl.

lunedì 31 agosto 2026

Il riso parboiled integrale da agricoltura bio per la prima volta sulla tavola di «CMRicette al supermercato», che è soddisfatto del prodotto - Matteotti ed i fratelli Cervi

Il riso parboiled integrale da agricoltura biologica per la prima volta sulla tavola di «CMRicetteRiso al supermercato»,

 

 

 

di CMRicetteRiso,

 

 

 

di «CMRicette al supermercato», 

 

 

 

di CMRicette,

 

 

 

che è soddisfatto del prodotto alimentare acquistato.




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la provincia di Agrigento che si apre al riso biologico,




la Grotte (Ag - provincia di Agrigento) 

 

 

 

che si apre al riso biologico,




la Agrigento delle insalate di riso,




la Agrigento dei cavatelli all'agrigentina?




Avevo acquistato




questa confezione in cartone di riso biologico ai supermercati Decò di via Giacomo Matteotti,




nel centro di Grotte,

 

 

 

con organismo di controllo biologico di questo riso con codice It Bio 007,

 

 

 

confezionato

 

 

 

per una società cooperativa a responsabilità limitata,

 

 

 

per la Decò Italia scarl,

 

 

 

di Palazzo Bernini Mi2,

 

 

 

in via Fratelli Cervi,

 

 

 

a Segrate (Mi - provincia di Milano),

 

 

 

con cap,

 

 

 

con codice d'avviamento postale, 20054,

 

 

 

da una società a responsabilità limitata,

 

 

 

di via Stazione,

 

 

 

a Valle Lomellina (Pv - provincia di Pavia),

 

 

 

con cap 20054.

 

 

 

La via Giacomo Matteotti grottese prende il nome dal deputato socialista Giacomo Matteotti,

 

 

 

nato

 

 

 

a Fratta Polesine (Ro - provincia di Rovigo),

 

 

 

il ventidue di maggio del 1885,

 

 

 

morto

 

 

 

a Roma il dieci di giugno del 1924,

 

 

 

che sto studiando

 

 

 

per l'esame di abilitazione alla professione di guida turistica italiana. 




I fratelli Cervi erano stati sette fratelli antifascisti fucilati

 

 

 

dai repubblichini a Reggio Emilia il ventotto di dicembre del 1943,

 

 

 

fra loro Agostino Cervi,

 

 

 

nato

 

 

 

l'undici di gennaio del 1916.

 

 

 

Nella cascina della famiglia Cervi aveva trovato rifugio il soldato sovietico dell'Armata rossa Anatolij Makarovič Tarasov, 

 

 

 

questo partigiano sovietico.

domenica 30 agosto 2026

I «pirciati ch'abbruscianu» del Montalbano di Camilleri in «Tambasiannu dintra casa» secondo Giugiù Gramaglia in una piazza

Se CMGastroRicette, CMRicettePasta, CMRicette

 

 

 

riuscisse

 

 

 

a trovarla, 

 

 

 

volete

 

 

 

la ricetta dei «pirciati ch'abbruscianu», 

 

 

 

dovrebbe 

 

 

 

essere

 

 

 

una ricetta con la pasta,

 

 

 

della serie letteraria del commissario Salvo Montalbano di Andrea Camilleri, 

 

 

 

dopo che CMTeatro, CMLibri

 

 

 

ne ha sentito 

 

 

 

parlare 

 

 

 

nello spettacolo teatrale «Tambasiannu dintra casa» 

 

 

 

secondo l'attore teatrale Giugiù Gramaglia nella piazza Umberto I di Cattolica Eraclea (Ag - provincia di Agrigento).

 

 

 

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la Porto Empedocle, 

 

 

 

nell'agrigentino, 

 

 

 

dei «pirciati ch'abbruscianu»




oppure della cucina camilleriana,

 

 

 

la Cattolica Eraclea che cucina bene?

Roberta Pitrone di Agrigento, già Miss Italia, lavorerà su opere di Pirandello e Camilleri o su Empedocle? Andrò da spettatore a questo concorso stasera, ma soltanto siciliano?

La ragazza Roberta Pitrone di Agrigento, 

 

 

 

già al concorso di Miss Italia, 

 

 

 

lavorerà 

 

 

 

su opere letterarie di Luigi Pirandello ed Andrea Camilleri o sul filosofo Empedocle?

 

 

 

Potrei 

 

 

 

andare 

 

 

 

alla finale regionale siciliana di Miss Italia nella mia città perché gratis.

 

 

 

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il luogo di questa serata finale di Miss Italia in Sicilia,

 

 

 

il Teatro dell’Efebo di Agrigento?




Grazie al motore di ricerca Ecosia;

 

 

 

a Visit Agrigento su Facebook.

sabato 29 agosto 2026

Gli «spitàli di Vigàta, di Montelusa» nel racconto «Catarella risolve un caso» di Camilleri, chissà se questi 2 nosocomi di fantasia anche nell'episodio «Par condicio» della serie tv «Il commissario Montalbano» - Esisteva un ospedale di Porto Empedocle il 17 giugno 1918, quando sarebbe morto per paralisi cardiaca Antonio Bortolotti, di Castelfranco Emilia, della brigata Girgenti? L'ospedale civico di Agrigento, Martino II di Trinacria ed il diploma del 7 gennaio 1397 - L'atto notarile del 23 marzo 1541 -- L'1 aprile e Pietro Tagliavia d'Aragona -- Il 25 marzo 1542 e 2 giorni dopo, i risultati economici delle prediche alla cattedrale di San Gerlando di Agrigento dell'«influencer» Tommaso Fazello di Sciacca (avevo visto una dedica a lui pochi mesi fa quando ero andato nella sua città), che minacciavano l'inferno ai peccatori sia popolani che notabili a meno che non avessero pagato e scucito soldi per il bene, soprattutto della struttura sanitaria... -- «E io pago... e io pago!» dell'avarissimo barone Antonio Peletti di Totò nel film «47 morto che parla», con i campi sulfurei quasi danteschi, il fantasma, la mongolfiera, la costruzione della scuola -- Franco e Ciccio, le nebbie paradisiache e la guerra d'Etiopia in «Un mostro e mezzo», i voli nelle pellicole «I figli del leopardo», «I 2 pompieri», «Le spie vengono dal semifreddo», «Volare» di Domenico Modugno e «Mollare, oh oh» con la m... -- L'11 giugno ed il 10 novembre 1555 - Il testamento del 21 novembre 1562 -- Il 21 aprile 1566 - - Le visite di Gioeni il 25 marzo 1732 ed il 24 aprile 1747 -- La sentenza vescovile del 12 dicembre 1815 - L'invio il 16 settembre 1851 -- Il regio decreto 21 dicembre 1857 -- La cessazione dell'ammissione dei militari dall'1 ottobre 1881

Nel racconto «Catarella risolve un caso»,



nella raccolta di racconti e libro «Gli arancini di Montalbano»,

 

 

 

del settembre del 1999,

 

 

 

di Andrea Camilleri,

 

 

 

gli «spitàli di Vigàta, di Montelusa».

 

 

 

Esisteva un ospedale di Porto Empedocle (Ag - provincia di Agrigento) 

 

 

 

il 17 giugno 1918, 

 

 

 

quando sarebbe morto per paralisi cardiaca Antonio Bortolotti, 

 

 

 

di Castelfranco Emilia, 

 

 

 

della brigata Girgenti? 

 

 

 

L'ospedale civico di Agrigento, 

 

 

 

il re Martino I di Aragona, 

 

 

 

e Martino II di Sicilia,

 

 

 

o Martino II di Trinacria,

 

 

 

oppure Martino il vecchio,

 

 

 

il re di Sicilia dal 1409 al 1410,




nato

 

 

 

il ventinove di luglio del 1356,

 

 

 

morto

 

 

 

il trentuno di maggio del 1410,

 

 

 

ed il diploma del 7 gennaio 1397. 

 

 

 

L'atto notarile del 23 marzo 1541,

 

 

 

deve essere interessante consultare gli atti notarili del notaio Matteo Capizzi all'Archivio di Stato di Agrigento al volume 2905. 

 

 

 

L'1 aprile 1541,

 

 

 

l'arcivescovo cattolico italiano Pietro Tagliavia d'Aragona,

 

 

 

deceduto

 

 

 

il cinque di agosto del 1558,

 

 

 

era stato

 

 

 

il vescovo di Agrigento dal 1537 al 1544. 

 

 

 

Il 25 marzo 1542 e due giorni dopo, 

 

 

 

il ventisette di marzo del 1542,

 

 

 

quando 

 

 

 

diedero offerte per l'ospedale di Agrigento numerosi uomini,

 

 

 

i risultati economici delle prediche alla cattedrale di San Gerlando di Agrigento dell'«influencer» Tommaso Fazello di Sciacca (avevo visto 

 

 

 

una dedica a lui pochi mesi fa quando ero andato nella sua città), 

 

 

 

che minacciavano 

 

 

 

l'inferno ai peccatori sia popolani che notabili a meno che non avessero pagato 

 

 

 

e scucito soldi per il bene, 

 

 

 

soprattutto della struttura sanitaria... 

 

 

 

«E io pago... e io pago!» 

 

 

 

dell'avarissimo barone Antonio Peletti di Totò nel film «47 morto che parla», 

 

 

 

con i campi sulfurei quasi danteschi, 

 

 

 

alla Dante Alighieri,

 

 

 

«La divina commedia»,

 

 

 

il fantasma, 

 

 

 

la mongolfiera, 

 

 

 

la costruzione della scuola; 

 

 

 

gli attori cinematografici Franco e Ciccio, 

 

 

 

le nebbie paradisiache in «Un mostro e mezzo», 

 

 

 

i voli in mongolfiere nelle pellicole «I figli del leopardo», 

 

 

 

«I 2 pompieri», 

 

 

 

«Le spie vengono dal semifreddo».

 

 

 

«Mollare, oh oh»

 

 

 

ed il nome del cantautore Domenico Modugno nel film «I 2 pompieri»,

 

 

 

il «Volare, oh oh»

 

 

 

della canzone «Nel blu, dipinto di blu»,

 

 

 

pubblicata 

 

 

 

l'uno di febbraio del 1958,

 

 

 

quel primo di febbraio,

 

 

 

nota 

 

 

 

come «Volare»,

 

 

 

la M di Modugno in questo film italiano.

 

 

 

Nel film «Un mostro e mezzo»

 

 

 

un riferimento alla guerra d'Etopia,

 

 

 

che devo 

 

 

 

studiare

 

 

 

per la sezione «Storia»

 

 

 

dell'esame di abilitazione alla professione di guida turistica italiana.

 

 

 

Vorrei 

 

 

 

andare 

 

 

 

alla biblioteca Pirro Marconi della mia città di Agrigento,

 

 

 

capire 

 

 

 

se si possa 

 

 

 

consultare

 

 

 

la carpetta 10 AC. 

 

 

 

L'undici di giugno ed il dieci di novembre del 1555, 

 

 

 

chissà 

 

 

 

se potrò 

 

 

 

accedere

 

 

 

agli atti notarili del notaio Giovanni Montefreddo al volume 3656 all'Archivio di Stato di Agrigento.

 

 

 

Il testamento del ventuno di novembre del 1562. 

 

 

 

Il ventuno di aprile del 1566. 

 

 

 

Le visite del vescovo di Agrigento Lorenzo Gioeni il venticinque di marzo del 1732 ed il ventiquattro di aprile del 1747. 

 

 

 

La sentenza vescovile del 12 dicembre 1815. 

 

 

 

L'invio il 16 settembre 1851. 

 

 

 

Il regio decreto del ventuno di dicembre del 1857. 

 

 

 

La cessazione dell'ammissione dei militari dall'uno di ottobre del 1881,

 

 

 

da quel primo di ottobre.




Grazie al libro e manuale «Guida turistica - Prova orale».

«Piedone a Honk Kong» --- «U mafiusu», «a mafiusa» - Il francobollo con il generale Dalla Chiesa --- Singapore nominato nel film «I due evasi di Sing Sing» con Franco e Ciccio, l'Attanasia di Dominici --- «Colazione da Tiffany» con la Hepburn, la sceneggiatura di Axelrod dal romanzo dell'omo Capote --- «Lassù qualcuno mi ama» con il Frankie Peppo di Loggia e su un pugile --- L'ambasciatore del Giappone, i 2 vigili

Il film «Piedone a Honk Kong»,

 

 

 

con soggetto cinematografico di Lucio De Caro.

 

 

 

Altro su Honk Kong fra alcune righe.

 

 

 

Non mi sono mai sentito mortificato 

 

 

 

dalla vendita del souvenir dell'«U mafiusu»,

 

 

 

della «A mafiusa»,

 

 

 

della «A famiglia mafiusa»,

 

 

 

«A famigghia mafiusa».

 

 

 

Sono, peraltro, ben realizzati,

 

 

 

non mi risulta che facciano guadagnare la mafia,

 

 

 

sono 

 

 

 

una forma di economia,

 

 

 

di espressione sociale, 

 

 

 

anche e persino contro la mafia,

 

 

 

a favore della cultura della legalità,

 

 

 

non inneggiano assolutamente alla mafia, 

 

 

 

io sono per la libertà, 

 

 

 

per la libertà di espressione, 

 

 

 

anche dei film di Franco e Ciccio,

 

 

 

di Franco Franchi,

 

 

 

di Ciccio Ingrassia, 

 

 

 

sulla mafia, 

 

 

 

sui mafiosi.

 

 

 

Perché non si deve discutere 

 

 

 

e parlare 

 

 

 

della mafia, 

 

 

 

della criminalità organizzata, 

 

 

 

anche con «u mafiusu»,

 

 

 

con «a mafiusa»,

 

 

 

con «a famiglia mafiusa»,

 

 

 

perché devono essere proibiti 

 

 

 

questi souvenir,

 

 

 

perché non si deve 

 

 

 

e può dire,

 

 

 

scrivere, 

 

 

 

che la Sicilia è stata anche terra di mafia?

 

 

 

Nell’ordinanza di divieto di vendita di questi souvenir sul territorio di Agrigento l'ex sindaco della mia città scriveva: 

 

 

 

«Ritenuto che la vendita di tali prodotti nel territorio di Agrigento mortifica la comunità agrigentina, da anni impegnata nella diffusione della cultura della legalità, si ordina il divieto di vendita di qualsiasi tipo di oggetto che inneggi, o richiami in qualunque modo e forma, alla mafia e alla criminalità organizzata».

 
 
 
Non concordo neanche con la Cgil di Agrigento,
 
 
 
con questo sindacato.
 
 
 
Ed i turisti di Singapore, 
 
 
 
degli Stati Uniti, 
 
 
 
degli Usa, 
 
 
 
di Honk Kong,
 
 
 
ad Agrigento, 
 
 
 
ammesso che ci siano, 
 
 
 
cosa ne pensano,
 
 
 
quali sono le loro opinioni?
 
 
 

Mi auguro che ci siano ricorsi alla magistratura contro questo provvedimento dell'ex primo cittadino della mia città di Agrigento,

 

 

 

che questi ricorsi siano vinti.

 

 

 

Ecco la nota della Cgil: 

 

 

 

La CGIL di Agrigento interviene sulla questione del divieto di vendere oggetti che inneggiano alla mafia, apprezzando tale scelta, una pratica purtroppo diffusa in alcune zone turistiche della Sicilia. Il sindacato ha espresso preoccupazione per la presenza di questi oggetti, che non solo banalizzano la gravità del fenomeno mafioso, ma rischiano anche di alimentare una cultura di omertà e di glorificazione della criminalità organizzata. La CGIL ha chiesto il potenziamento e, di conseguenza, un rafforzamento dei controlli da parte dei vigili urbani e delle altre autorità competenti, affinché si assicuri il rispetto delle normative che vietano la vendita di tali prodotti. L’obiettivo è quello di tutelare l’immagine della città e promuovere una cultura della legalità, sensibilizzando i cittadini e i turisti sull’importanza di combattere ogni forma di criminalità organizzata. La CGIL ha chiesto il potenziamento e, di conseguenza, un rafforzamento dei controlli da parte dei vigili urbani e delle altre autorità competenti, affinché si assicuri il rispetto delle normative che vietano la vendita di tali prodotti. L’obiettivo è quello di tutelare l’immagine della città e promuovere una cultura della legalità, sensibilizzando sia i cittadini che i turisti sull’importanza di combattere ogni forma di apologia della mafia. Questo intervento si inserisce in un più ampio contesto di lotta alla mafia e alla diffusione di messaggi che ne minimizzano la pericolosità, sottolineando l’importanza di un’azione coordinata tra le istituzioni e la società civile per contrastare questo fenomeno. Il sindacato ha sottolineato l’importanza di un monitoraggio costante da parte delle forze dell’ordine per garantire il rispetto delle normative e prevenire la diffusione di messaggi che possono alimentare una cultura mafiosa.

 
 
  

L’ex procuratore della Repubblica di Agrigento, Luigi Patronaggio,

 

 

 

attualmente sarebbe procuratore generale a Cagliari, a quanto mi risulta, 

 

 

 

era intervenuto 

 

 

 

sul divieto di vendita di souvenir turistici a tema mafia imposto dall'ex sindaco Franco Miccichè ad Agrigento. 

 

 

 

Ed affermava: 

 

 

 

Lodevole iniziativa quella del sindaco di Agrigento, che ha vietato la vendita di gadgets che rimandano ad una immagine della mafia folcloristica e per certi versi rassicurante. Iniziativa che non brilla certo per ironia anche se ha il pregio di essere a ‘costo zero’ per l’amministrazione. Ma proprio perché attraverso questi, invero, pacchiani oggettini viene veicolata una immagine della mafia più folcloristica che reale, ben altre dovevano essere le iniziative antimafia, a partire dalla denuncia dei vecchi e nuovi ladri delle risorse idriche, tanto pubblici che privati, e rilanciare un’amministrazione della Cosa pubblica attenta allo sviluppo del territorio scevra da condizionamenti ambientali e clientelari. Ma mi rendo conto che una iniziativa di tal fatta ha costi economici, ma soprattutto umani e culturali, ancora purtroppo, insostenibili in questa Isola”.

 

 

 

E chissà com'era, 
 
 
 
nella ricorrenza esatta del centenario della nascita, 
 
 
 
nel 2020,
 
 
 
il francobollo commemorativo del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa,
 
 
 
nato
 
 
 
a Saluzzo (Cn - provincia di Cuneo)
 
 
 
il ventisette di settembre del 1920,
 
 
 
morto
 
 
 
in via Isidoro Carini,
 
 
 
a Palermo, 
 
 
 
il tre di settembre del 1983. 
 
 
 
Il francobollo, 
 
 
 
valido per la posta ordinaria, 
 
 
 
mostrava 
 
 
 
un ritratto del generale su uno scorcio di Saluzzo (in provincia di Cuneo), 
 
 
 
la citta' natale di Carlo Alberto Dalla Chiesa: 
 
 
 
si verebbero 
 
 
 
l'antico Palazzo comunale di Saluzzo, 
 
 
 
l'attigua e vicina Torre civica di Saluzzo. 
 
 
 
Il bollettino illustrativo dell'emissione era stato firmato 
 
 
 
dal sindaco di Saluzzo a quel tempo, Mauro Calderoni, 
 
 
 
chissà se lo sia ancora, 
 
 
 
e dal figlio del generale, 
 
 
 
da Nando Dalla Chiesa. 
 
 
 
Vi si ricorderebbe 
 
 
 
il sacrificio di questo servitore dello Stato:
 
 
 
il 3 settembre 1982, pochi mesi dopo il ritorno in Sicilia, mentre cercava di onorare senza poteri la sua sfida al servizio dello Stato e del popolo italiano, fu assassinato da un commando mafioso in Via Carini a Palermo; morirono assieme a lui la moglie Emanuela Setti Carraro e l'agente di scorta Domenico Russo. 
 
 
 
Si ricorderebbe anche una frase di Dalla Chiesa, 
 
 
 
riportata sul monumento che sarebbe stato inaugurato 
 
 
 
a Saluzzo: 
 
 
 
se e' vero che esiste un potere, questo potere è solo quello dello Stato, delle sue istituzioni e delle sue leggi; non possiamo oltre delegare questo potere né ai prevaricatori, né ai prepotenti, né ai disonesti.
 
 
 
Lo Stato di Singapore nominato 
 
 
 
nel film «I due evasi di Sing Sing» 
 
 
 
con Franco e Ciccio,
 
 
 
con Franco Franchi,
 
 
 
con Ciccio Ingrassia,
 
 
 
anche su Sing Sing,
 
 
 
anche con il personaggio cinematografico di Alfred Attanasia,
 
 
 
la parte cinematografica è stata interpretata
 
 
 
dall'attore cinematografico Arturo Dominici, 
 
 
 
venuto al mondo a Palermo il due di gennaio del 1916,
 
 
 
 
deceduto
 
 
 
a Roma il sette di settembre del 1992.
 
 
 
Alla prigione di Sing Sing va il parsonaggio femminile di Holly (Audrey Hepburn,
 
 
 
nata
 
 
 
ad Ixelles,
 
 
 
nella regione di Bruxelles - Capitale il quattro di maggio del 1929),



nel film «Colazione da Tiffany»,
 
 
 
con sceneggiatura cinematografica non originale di George Axelrod,
 
 
 
la sua data di nascita il nove di giugno del 1922,
 
 
 
il luogo di nascita New York;
 
 
 
la data di morte il ventuno di giugno del 2003,
 
 
 
la città del decesso era stata Los Angeles;
 
 
 
dal romanzo «Colazione di Tiffany» 
 
 
 
dell'omosessuale Truman Capote,
 
 
 
nato
 
 
 
a New Orleans il trenta di settembre del 1924,
 
 
 
morto
 
 
 
nel quartiere residenziale di Bel Air,
 
 
 
a Westside Los Angeles,
 
 
 
a Los Angeles,
 
 
 
il venticinque di agosto del 1984.
 
 
 
Il carcere di Sing Sing sarebbe nominato
 
 
 
nel film «Lassù qualcuno mi ama»,
 
 
 
del 1956,
 
 
 
come la prigione di Frankie Peppo (l'attore cinematografico Robert Loggia,
 
 
 
 
nato nel distretto di Staten Island,
 
 
 
a New York,
 
 
 
il tre di gennaio del 1930,
 
 
 
morto
 
 
 
a casa nel quartiere di Brentwood,
 
 
 
a Los Angeles, 
 
 
 
il quattro di dicembre del 2015),
 
 
 
un film sul pugile Rocky Graziano.



Il condannato a morte Umberto Anastasio,



avrebbe trascorso diciotto mesi nel braccio della morte del carcere di Sing Sing,



ma la sentenza sarebbe stata annullata,
 
 
 
lui sarebbe stato liberato.
 
 
 
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I libri dell'omo Randi, morto in Florida il 20 ottobre 2020

I libri dell'omosessuale scrittore, illusionista, divulgatore scientifico e personaggio televisivo James Randi, 

 

 

 

nato

 

 

 

a Toronto il sette di agosto del 1928,

 

 

 

morto a Plantation, 

 

 

 

in Florida, 

 

 

 

il venti di ottobre del 2020.

 

 

 

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