Il frate francescano san Pasquale Baylón,
ricordato il diciassette di maggio,
era nato il sedici di maggio del 1540.
E CMViaggiFede, CMViaggi,
vi aggiunge
una citazione del religioso e santo:
«Bisogna avere per Dio, un cuore di figlio; per il prossimo, un cuore di madre; per sé stesso, un cuore di giudice».
Era cresciuto
in una famiglia povera,
avrebbe posseduto
l'umiltà,
lo spirito di sacrificio,
avrebbe anche svolto e portato a termine
un lavoro da portinaio,
si sarebbe dedicato
alla preghiera,
avrebbe subito
gli insulti e le minacce in Francia da parte dei calvinisti,
nonché purtroppo vissuto
il rischio della vita ad Orléans dopo una disputa teologica sull'Eucaristia.
Avrebbe comunicato
il rimedio alle penitenti per ridare vigore ai mariti:
l'uovo sbattuto con zucchero e vino (leggete
altro
su ,
su CMRicette)
lo avrebbe reso
l'inventore dello zabaione,
con una ricetta popolare fra le torinesi,
in dialetto lui sarebbe stato chiamato San Bajon,
questo sarebbe diventato il nome della crema.
La sua vita è associata
ai papi Alessandro VIII e Leone XIII,
da quest'ultimo avrebbe ottenuto
il titolo di patrono dei congressi eucaristici.
Le spoglie del santo spagnolo sarebbero state profanate e non rispettate
durante la Guerra civile spagnola,
iniziata il diciassette di luglio del 1936,
conclusa
l'uno di aprile del 1939,
quel primo di aprile,
in parte disperse,
alcune reliquie recuperate e ridate alla comunità.
Lui, questo santo,
era stato protettore dei cuochi e delle donne in cerca di marito,
«San Pasquale Baylonne, protettore delle donne, fammi trovare marito, bianco, rosso e colorito, come te, tale quale, o glorioso san Pasquale.»
sarebbe
la preghiera a Napoli ed in Campania in dialetto (permettetemi di scherzare leggermente:
manco fosse il Carlo Verdone del film «Bianco, rosso e Verdone»...).
Esisterebbe
la danza della fertilità di Obando,
nelle Filippine,
con le preghiere frenetiche in chiesa,
il voto,
la richiesta di grazia.
Esisterebbe
una tela con estasi a Taranto,
dove avevo svolto la visita militare in Marina nei giorni del campionato del mondo di calcio di Usa '94,
al ritorno anticipato avevamo preso molto velocemente il treno ed alla stazione ferroviaria di Termini Imerese (Pa - provincia di Palermo)
non potevamo più continuare per la stazione dei treni di Agrigento Centrale,
avevamo dormito
sulle panchine là nella stazione ferroviaria di Termini Imerese, all'aperto,
ed eravamo partiti con il primissimo collegamento.
Grazie
al «Portale Storia»,
al «Portale Cattolicesimo»,
dell'enciclopedia in rete Wikipedia in italiano;
a WikiQuote.