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domenica 16 agosto 2026

«Bionde, rosse, brune...» con Elvis Presley, la sua morte a Memphis il 16 agosto 1977, ed «A tutto gas» - anche con Nancy Sinatra, nata un 8 giugno - Le colonne sonore di Jeff Alexander e Leith Stevens, la sceneggiatura di Seaman Jacobs

«A tutto gas»,

 

 

 

una commedia musicale con soggetto cinematografico di Phillip Shuken.

 

 

 

Che firma anche la sceneggiatura cinematografica.




Colonna sonora cinematografica di Jeff Alexander,

 

 

 

nato

 

 

 

a Seattle il due di luglio del 1910,

 

 

 

morto

 

 

 

a Whidbey Island il ventitre di dicembre del 1989.




Anche con Nancy Sinatra,

 

 

 

nata

 

 

 

a Jersey City, 

 

 

 

nel New Jersey, 

 

 

 

l'otto di giugno del 1940.




Il film «Bionde, rosse, brune...»,

 

 

 

con il soggetto cinematografico di Si Rose;

 

 

 

la sceneggiatura cinematografica originale di Seaman Jacobs,

 

 

 

nato a Kingston,

 

 

 

nello Stato di New York,

 

 

 

il venticinque di febbraio del 1912,

 

 

 

deceduto

 

 

 

a Los Angeles l'otto di aprile del 2008.




Con la colonna sonora cinematografica di Leith Stevens, 

 

 

 

nato nel villaggio Mount Moriah del Missouri il tredici di settembre del 1909,




la sua data di morte il ventitre di luglio del 1970.




La morte di Elvis Presley a Memphis il sedici di agosto del 1977,

 

 

 

ne avevo già scritto qui.

 
 
 

Grazie alle righe «Scomparsi oggi» 

 

 

 

dell'almanacco del sito  

 

 

 

d'informazione agrigentino Scrivo libero;

 

 

 

a Wikipedia in italiano,

 

 

 

in inglese.

 

 

 

«Bionde, rosse, brune...» 

 

 

 

ed «A tutto gas» 

 

 

 

visti in parte su AgrigentoTv,

 

 

 

che non esiste più.




L'attrice cinematografica Nancy Sinatra è nata

 

 

 

nel 1940.

martedì 23 dicembre 2025

Il dolore del tradimento, il dirigente di un'industria importante - «Il tigre» di Dino Risi, nato il 23 dicembre 1916, con Vittorio Gassman, morto il 29 giugno 2000 - «Vacanze col gangster», del 1956, il primo lungometraggio del regista: il condannato a 20 anni di galera nel carcere dell'inventata Monteforte lavorerebbe a creare giocattoli per bimbi, il biglietto nel cavallino in cartapesta (lontanamente fa pensare al romanzo «Il fu Mattia Pascal», anche della tesi di laurea di CMRomanzi): sono stato imprigionato ingiustamente - L'appello a farlo evadere - «Goodbye Malinconia» di Caparezza con Tony Hadley e l'Al Bano di «Faccio quello che voglio» di Rovazzi - La raccolta a pezzi da parte di 5 ragazzini compagni di scuola - Il capobanda Gianni, interpretato da un Mario Girotti appena 12enne, poi il Terence Hill che è stato pure don Matteo - Ed Andrea, Mario, Ugo e Nino - Una trama che, letta tutta, incuriosisce moltissimo - Il piano per la promozione fra i banchi, il viaggio, la torta inviata anonimamente al galeotto, il pericoloso criminale che condivide la cella, l'ergastolano Jack Menotti, la bella cantante Amelia, che sembra far ricordare la Margaret Lee - Christine di «Un mostro e mezzo», del '64, con Franco e Ciccio - «I mostri» del 1963 - L'imbarcazione abbandonata, l'inganno, le manette, la libertà, i numeri 5823 e 6211 - Il nuovo matrimonio di Marc Lawrence ad oltre 90 anni - Maggiorani, l'attore già operaio - Bagolini il maestro ed il film di Chenal del 1937

Il ventinove di giugno del 2000 il  decesso di Vittorio Gassman,

 

 

 

che aveva recitato nel film «Il tigre»,

 

 

 

di cui vi scrivo fra alcune righe.

 

 

 

Il dolore del tradimento, 

 

 

 

di cui volevo scrivervi nel giugno di due anni fa, 

 

 

 

proprio con questo mio testo qui, 

 

 

 

che finalmente sto riuscendo a pubblicare,

 

 

 

ma due anni fa non c'ero riuscito ed ora lo sto rielaborando notevolmente,

 

 

 

il dolore del tradimento, scrivevo, 

 

 

 

proprio in questo film dato che un quarantacinquenne,

 

 

 

un dirigente di un'industria importante,

 

 

 

perde la testa per una ventenne compagna di scuola di suo figlio,

 

 

 

mettendo a rischio la vita in famiglia ed al lavoro. 

 

 

 

Ci sarebbe il tentativo di mandare a rotoli tutto e fuggire a Parigi,

 

 

 

la decisione di tornare a casa,

 

 

 

i familiari che fingono.

 

 

 

Sarebbero alcuni momenti della trama cinematografica del film «Il tigre», appunto, 

 

 

 

di Dino Risi, 

 

 

 

nato il ventitre di dicembre del 1916, 

 

 

 

un film, dunque, 

 

 

 

con Vittorio Gassman, 

 

 

 

morto il ventinove di giugno del 2000. 

 

 

 

«Vacanze col gangster», ugualmente di Dino Risi, invece,

 

 

 

 

del 1956, 

 

 

 

è il primo lungometraggio del regista cinematografico: 

 

 

 

quale sarebbe 

 

 

 

la trama? 

 

 

 

Un condannato a vent'anni di galera nel carcere dell'inventata Monteforte lavorerebbe a creare giocattoli per bambini, 

 

 

 

ci sarebbe un biglietto nel cavallino in cartapesta (lontanamente mi fa pensare allo strappo nel cielo di carta, 

 

 

 

al buco,

 

 

 

ad Oreste, 

 

 

 

alla tragedia teatrale antica,

 

 

 

ad Amleto, 

 

 

 

alla tragedia teatrale moderna,

 

 

 

del capitolo XII «L'occhio e Papiano»

 

 

 

del romanzo «Il fu Mattia Pascal» 

 

 

 

di Luigi Pirandello, 

 

 

 

ed anche su questo romanzo in italiano CMRomanzi, CMLibri, 

 

 

 

aveva scritto 

 

 

 

la sua tesi di laurea. 

 

 

 

Il condannato e detenuto scriverebbe sul biglietto che sarebbe stato imprigionato ingiustamente.

 

 

 

Scriverebbe lassù anche l'appello a farlo evadere,

 

 

 

che mi fa venire in mente un tentativo di evasione nel videoclip della canzone «Goodbye Malinconia»

 

 

 

di Caparezza con Tony Hadley, 

 

 

 

dall'album musicale «Il sogno eretico»,

 

 

 

del 2011,

 

 

 

ed all'Al Bano della canzone «Faccio quello che voglio»

 

 

 

di Fabio Rovazzi,

 

 

 

entrambi compagni di cella con il numero scritto sull'uniforme carceraria. 

 

 

 

Nel film avverrebbe 

 

 

 

la raccolta del biglietto, 

 

 

 

diventato a pezzi, 

 

 

 

da parte di cinque ragazzini compagni di scuola fra loro. 

 

 

 

Il capobanda, Gianni, 

 

 

 

è interpretato da un Mario Girotti appena dodicenne, 

 

 

 

che sarebbe poi diventato 

 

 

 

quell'attore cinematografico ed attore televisivo Terence Hill che nella sua vita è stato 

 

 

 

anche don Matteo. 

 

 

 

E gli altri compagni di scuola sarebbero Andrea, Mario, Ugo e Nino. 

 

 

 

Una trama cinematografica che, 

 

 

 

letta tutta, 

 

 

 

incuriosisce moltissimo ed invita a vedere il film per la prima volta:

 

 

 

ci sarebbero nel copione cinematografico il piano e progetto per la promozione a scuola, 

 

 

 

fra i banchi, 

 

 

 

da parte dei ragazzini,

 

 

 

il viaggio e la vacanza estiva a Monteforte, 

 

 

 

la torta inviata anonimamente al galeotto, 

 

 

 

per CMRicetteDolci,

 

 

 

per CMRicette,

 

 

 

ci sarebbe pure un pericoloso criminale che condivide la cella con quel detenuto, 

 

 

 

quest'altro è 

 

 

 

l'ergastolano Jack Menotti, 

 

 

 

un cognome molto importante per la cultura italiana,

 

 

 

persino il nome potrebbe avere un significato,

 

 

 

un personaggio cinematografico femminile di questo film sarebbe 

 

 

 

la bella cantante Amelia, 

 

 

 

che sembra far ricordare 

 

 

 

il personaggio cinematografico femminile di Christine, 

 

 

 

interpretato dall'attrice cinematografica Margaret Lee nel film «Un mostro e mezzo»,

 

 

 

del 1964,

 

 

 

con Franco e Ciccio.

 

 

 

Soltanto un anno prima, 

 

 

 

nel 1963, 

 

 

 

il nostro regista Dino Risi aveva girato 

 

 

 

un altro suo film, 

 

 

 

«I mostri».

 

 

 

Seguirebbero nello svolgimento della trama cinematografica della pellicola un'imbarcazione abbandonata, 

 

 

 

l'inganno, 

 

 

 

le manette, 

 

 

 

la libertà, 

 

 

 

i numeri 5823 e 6211. 

 

 

 

Quanto agli attori cinematografici ho letto del nuovo matrimonio di Marc Lawrence, 

 

 

 

nel film sarebbe Jack Menotti,

 

 

 

ad oltre novant'anni. 

 

 

 

avrebbe recitato il ruolo cinematografico del galeotto n. 5823 Lamberto Maggiorani, 

 

 

 

diventato un attore cinematografico al lavoro per decenni, 

 

 

 

ma prima era stato un operaio vero e proprio. 

 

 

 

Sarebbe l'attore cinematografico Silvio Bagolini il maestro in questo «Vacanze col gangster»

 

 

 

ed avrebbe già recitato nel film «Il fu Mattia Pascal»

 

 

 

con la regia cinematografica di Pierre Chenal, 

 

 

 

un film del 1937,

 

 

 

ma anche - lo ho visto - 

 

 

 

era stato 

 

 

 

il notaio del film «Il lungo, il corto, il gatto»

 

 

 

con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia.

 

 

 

Grazie alle righe «Celebrità nate in questo giorno»

 

 

 

e «Scomparsi oggi»

 

 

 

della rubrica «L'almanacco del giorno»

 

 

 

del sito d'informazione agrigentina «Scrivo libero»;

 

 

 

alle categorie «Film commedia all'italiana»,

 

 

 

«Film d'avventura»,

 

 

 

«Film comici»,

 

 

 

«Film commedia fantascientifica»,

 

 

 

«Film diretti da Dino Risi»,

 

 

 

al «Portale Cinema»,

 

 

 

dell'enciclopedia in rete Wikipedia in italiano;

 

 

 

al motore di ricerca Ecosia.




Avevo visto 




«Il tigre»

 

 

 

su Rete 4.

La Fed nasce il 23 dicembre 1913 quando il Congresso Usa approva la legge d'istituzione

La Riserva federale, 

 

 

 

la Fed, 

 

 

 

la Federal Reserve statunitense nasce 

 

 

 

il ventitre di dicembre del 1913 quando il Congresso degli Stati uniti approva 

 

 

 

il cosiddetto «Federal Reserve Act»,

 

 

 

la legge d'istituzione della banca centrale degli Statu uniti d'America.

 

 

 

Grazie al «Portale Economia»

 

 

 

dell'enciclopedia in rete Wikipedia in italiano e ad altri siti elencati nei tag e nelle etichette.

sabato 24 dicembre 2022

Il dicembre di «Antiche tradizioni popolari di Agrigento» di La Sorsa da Molfetta

«Antiche tradizioni popolari di Agrigento» 

 

 

 

di Saverio La Sorsa (di Molfetta - Ba, provincia di Bari)

 

 

 

anche sul diciassette, diciotto, diciannove, venti, ventuno, ventidue e ventitre di dicembre.

 

 

 

E da Molfetta, dalla provincia di Bari e da tutto il mondo volete visitare 
 
 
 
la Agrigento dei libri insieme al mio blog CMTempoLibero?
 
 
 

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venerdì 27 dicembre 2019

Giuseppe, Canetti, Ermes Ronchi: sognare, andare, custodire

Buona libertà, intelligenza, creatività e tenacia a tutti con il commento di Ermes Ronchi al Vangelo della domenica! 
 
 

Ciò che Dio indica, però, è davvero poco, indica la direzione verso cui fuggire, 
solo la direzione; poi devono subentrare la libertà e l'intelligenza dell'uomo, 
la creatività e la tenacia di Giuseppe. 
Tocca a noi studiare scelte, strategie, itinerari, riposi, misurare la fatica. 
Il Signore non offre mai un prontuario di regole per la vita sociale o individuale, 
lui accende obbiettivi e il cuore, poi ti affida alla tua libertà e alla tua intelligenza. 

 
 
Una delle letture è Siracide 3, 3 - 7 e 14 - 17.  



 



 
 
Altre due letture sono il Salmo 127 e la Lettera ai Colossesi di San Paolo (Colossesi 3, 12 - 21). 
 
 
 
Su questo blog in riferimento ai Colossesi ho anche in primo luogo 1, 12 - 20 nel commento sul buon ladrone, 
 
 
 
in secondo luogo 1, 24 - 28 e in terzo luogo 
 
 
 



Infine il Vangelo di Matteo (Matteo 2, 13 - 15 e 19 - 23) 
 
 
 
con i re Magi, l'angelo del Signore, l'Egitto, Erode. 
 
 
 
Frate Ermes Ronchi fa riferimento ad Erode il Grande e ad Archelao, ma questi riferimenti non sono molto chiari: c'è anche un Erode il Piccolo? E chi è Archelao? Compiti per casa per tutti i suoi lettori... Frate Ronchi spiega, invece, il significato del verbo sognare:



È il verbo di chi non si accontenta del mondo così com'è. Un granello di sogno,
caduto dentro gli ingranaggi duri della storia, è sufficiente a modificarne il corso.
 


Ronchi ripete le parole sui quattro sogni del padre di Gesù con gli annunci parziali dell'angelo. E buon racconto a tutti noi, anche se non abbiamo mogli o mariti o figli!



Abbiamo il racconto di un padre, una madre e un figlio: 
le sorti del mondo si decidono dentro una famiglia.
È successo allora e succede sempre. Dentro gli affetti,
dentro lo stringersi amoroso delle vite, nell'umile coraggio di una,
di tante, di infinite creature innamorate e silenziose.

 
 
E ripete anche Compito supremo di ogni vita è custodire delle vite con la propria vita di Elias Canetti, già citato nei suoi commenti al Vangelo Giuseppe, modello di ogni credente di giovedì ventitre di dicembre 2010 
 
 
 
e In quella Famiglia le sorti del mondo di giovedì ventisette dicembre 2007 (che potete leggere su CMLibri su Mix) con le stesse letture. 
 
 
 
Aggiungendo questa volta alla frase dello scrittore di lingua tedesca - sono i particolari che fanno la differenza - , senza contare fatiche e senza accumulare rimpianti.



Giuseppe rappresenta tutti i giusti della terra, uomini e donne che, 
prendendo su di sé vite d'altri, vivono l'amore senza contare fatiche e paure; 
tutti quelli che senza proclami e senza ricompense, in silenzio, 
fanno ciò che devono fare; tutti coloro il cui «compito supremo nel mondo è 
custodire delle vite con la propria vita» (E. Canetti). E così fanno: 
concreti e insieme sognatori, inermi eppure più forti di ogni faraone.



E c'è un vangelo semilaico, in fin dei conti adatto anche a chi non crede:



è Vangelo di Dio ogni uomo e ogni donna che camminano insieme, dietro a un sogno.



Beh, poi ci sono anche due uomini che camminano insieme, dietro a un sogno o due donne che camminano insieme, dietro a un sogno. 
 
 
 
Ma lasciamo perdere. 
 
 

Ed è Parola di Dio colui che oggi mi affianca nel cammino, 
è grazia di Dio che comincia e ricomincia sempre dal volto di chi mi ama. 
 
 

Giuseppe, un padre concreto e sognatore su Avvenire di oggi, venerdì ventisette di dicembre 2019. 
 
 
 
 
 
 
E questa lettura della pagina internet del giornale dei vescovi italiani mi ha fatto scoprire anche due articoli, uno di Alfonso Berardinelli salvato in Sociologia #CMSaggistica e uno di Angela Calvini su Ficarra e Picone, salvato in Salvo Ficarra e Valentino Picone #CMViaggiSicilia #CMViaggi.  
 
 
 
Ed un ottimo 2020 a tutti noi! 
 
 
 
Sappiate anche che Elias Canetti, 
 
 
 
nato a Ruse, 
 
 
 
nel nord della Bulgaria,
 
 
 
era deceduto, morto, a Zurigo, città in cui sono stato, 
 
 
 
ci aveva lasciati nel 1994.



Grazie alle righe «Scomparsi oggi» 

 

 

 

dell'almanacco del sito  

 

 

 

d'informazione agrigentino Scrivo libero.