Sarebbe morto povero ed in solitudine,
in uno dei padiglioni dell’ex ospedale psichiatrico della mia Agrigento, poveretto.
Venne sepolto nel cimitero di Bonamorone,
ad Agrigento,
in una tomba a ridosso del muro di cinta con una «finestrella» aperta,
per poter continuare a guardare la «sua» Valle dei tempi,
ed avevo visto
la sua tomba.
A più di cento e cinquanta anni dalla nascita di sir Alexander Hardcastle (Londra, il venticinque di ottobre del 1872)
si era ricordato,
con una serie di visite,
non con un convegno,
il mecenate inglese,
sarebbe
il cittadino onorario di Agrigento,
innamorato davvero delle bellezze archeologiche dell’antica Akragas,
che spese
tutti i suoi denari per riuscire
a valorizzare
i templi greci,
suppongo
che siano stati spesi un po' bene.
Quando arrivò per la prima volta nella città dei templi,
tra il 1920 ed il 1921,
dopo un inquieto peregrinare tra l’Europa,
l’Africa, l’India,
chissà dove era stato là,
il capitano dell’esercito inglese Alexander Hardcastle venne subito colpito dall’intensità della luce e dai tramonti accesi che infiammavano i monumenti,
toccando con mano l’irresistibile bellezza della classicità greca, chissà dove lo abbia scritto.
Avete visto
i tramonti sul mio blog?
Già all’epoca soffriva
di disturbi nervosi e proprio per cercare
di sfuggire alle sue ansie,
alle sue depressioni,
me ne dispiace moltissimo,
decise di stabilirsi in questo angolo della Sicilia.
Invogliato,
in questa sua decisione,
dalla mitezza del clima,
dal lento incedere della vita,
ancora oggi:
elementi che gli permisero di coltivare i suoi interessi culturali,
la sua passione per l’archeologia,
si dovrebbe
approfondire molto di più.
Riuscendo anche ad intrecciare,
in quel particolare periodo storico,
denso di tensioni economiche e politiche,
un forte legame tra l’Italia e la Gran Bretagna,
che io conosco,
c'ero stato.
Nei dodici anni che trascorse ad Agrigento, sir Alexander Hardcastle,
davvero numerosi anni,
questo discendente di una famiglia della buona borghesia londinese con ricche partecipazioni minerarie,
decise di portare avanti,
sacrificando il suo tempo e il suo patrimonio,
l’ambizioso progetto di far rifiorire la bellezza della mitica Akragas.
Il capitano spese
tutto quello che possedeva
per la realizzazione di un sogno estetico:
il recupero e la valorizzazione del grande giacimento archeologico,
perseguendo con tenacia l’obiettivo di scoprire,
tra i tesori ancora nascosti nella millenaria Valle dei templi,
il sito del teatro che l’antica città non poteva non possedere,
ci sono riusciti i suoi successori nell'impresa.
Approfittando di un invito dell’albergatore Cesare De Angelis,
proprietario dell’albergo Belvedere,
di Girgenti (Agrigento)
soggiornò nella mia città.
Sarebbe stato ammaliato
dalla bellezza della Valle dei templi da spingerlo a fissare
la sua dimora tra il tempio della Concordia e il tempio d’Ercole acquistando Villa Aurea, notissima qui.
Tre anni dopo,
il ventisette di giugno del 1933,
moriva
all’ospedale psichiatrico.
Durante l’azione funebre il professore Sinatra avrebbe elencato
tutte le opere finanziate dal capitano Alexander Hardcastle a partire dall’innalzamento delle colonne del tempio di Ercole.
Nato il venticinque di ottobre del 1872 a Londra da una ricca famiglia borghese, Alexander Hardcastle era stato avviato
alla vita militare ed avrebbe frequentato
la prestigiosa pensione The Grove,
una «boarding house»,
una pensione, probabilmente un pensionato studentesco,
della Harrow School, The Grove,
ad Harrow on the Hill,
ad Harrow,
nel Nord - ovest di Londra,
designato edificio di interesse artistico - storico,
un «listed building»
del Regno unito,
di grado II,
il venti di settembre del 1951,
mentre i cancelli e le mura del giardino della strada di fronte al Grove sono stati designati costruzione di interesse artistico - storico il ventiquattro di maggio del 1983.
Dal 1895 al 1898 aveva operato
in Malesia,
poi in Sud Africa,
dove aveva partecipato
ad una guerra anglo - boera, chissà se alla Prima guerra anglo - boera,
svoltasi tra il venti di dicembre del 1880 ed il ventitre di marzo del 1881,
oppure alla Seconda guerra anglo - boera,
che era stata combattuta
dall'undici di ottobre del 1899 fino al trentuno di maggio del 1902,
ma per Alexander Hardcastle sicuramente prima del ventidue di gennaio del 1901,
guadagnandosi la medaglia della regina Vittoria del Regno unito,
per il valore dimostrato sul campo di guerra,
dato che la regina Vittoria del Regno unito era morta, appunto, proprio il ventidue di gennaio del 1901,
a Cowes,
sull'isola di Wight.
Nel 1903 era stato promosso
al grado di capitano.
Nel 1917,
per gravi motivi di salute,
era stato congedato.
Nel 1929 il crollo di Wall Street:
in un chissà se tranquillo giovedì di ottobre,
nel pieno di un periodo che dovrebbe essere stato
di grande prosperità economica per il Paese,
per gli Stati uniti,
l’America si sarebbe risvegliata bruscamente dal sogno di ricchezza per ritrovarsi
a vivere
quello che potrebbe
essere stato
uno dei peggiori incubi della sua storia,
della storia americana,
della storia statunitense.
Per questo fu battezzato il giovedì nero della Borsa.
In questa data si sarebbe materializzato
l’inizio di quella crisi di Wall Street.
Grazie al giornalista Lorenzo Rosso,
che ne aveva scritto
sulla pagina «Valle dei templi»
di AgrigentoOggi ed a Diego Romeo,
che ne aveva riferito
sulle pagine «Agrigento»
e «Costume»
di Grandangolo ed alle righe «Accadde oggi»
dell'«Almanacco»
di Scrivo libero;
a Wikipedia in inglese,
in italiano.
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