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venerdì 30 ottobre 2026

«Caino e Abele» di Tony Cucchiara, nato il 30 ottobre 1937, secondo Ariele Vincenti o «I ContemplAttivi» --- La Sannia, venuta al mondo il 15 febbraio

«Caino e Abele»
 
 
 
di Tony Cucchiara con la regia teatrale di Ariele Vincenti. 
 
 
 
«I ContemplAttivi» 
 
 
 
di Naro (Ag - provincia di Agrigento,
 
 
 
nel Libero consorzio comunale di Agrigento) 
 
 
 
avevano presentano il musical «Caino e Abele»
 
 
 
di Tony Cucchiara.
 
 
 
L'incipit teatrale del «Romeo e Giulietta»
 
 
 
di William Shakespeare, 
 
 
 
la tragedia citata in «Caino e Abele», 
 
 
 
con la regia teatrale di Ariele Vincenti, 
 
 
 
con coreografie teatrali di Dalila Frassanito, 
 
 
 
con Massimiliano Franco.
 
 
 
Ed il canto «Duetto d'amore», 
 
 
 
dal musical «Pipino il breve». 



Il primo arrangiatore del «Caino e Abele», Pippo Flora, 
 
 
 
il progetto culturale «I giardini culturali del Teatro Pirandello». 



In concomitanza con la prima di «Caino e Abele», 
 
 
 
che aveva inaugurato 
 
 
 
la stagione teatrale del Teatro Pirandello di Agrigento, 
 
 
 
era stata aperta 
 
 
 
nell’attigua Cappella di Santa Sofia la mostra «Passioni» 
 
 
 
 dell’artista agrigentino Nazareno Fichera. 
 
 
 
L’esposizione presentava diciassette opere in ceramica, non posso sapere se sia stato 
 
 
 
un vero e proprio inno alla Sicilia, 
 
 
 

se la mostra sia stata ricca di storia, 

 

 

 

di luoghi, 

 

 

 

di miti, 

 

 

 

di leggende, 

 

 

 

di racconti, 

 

 

 

tramandati 

 

 

 

da secoli.

 
 
 

Questa installazione fissa si poteva visitare 

 

 

 

fino al trentuno di gennaio del 2025.

 
 
 

La produzione teatrale di «Caino e Abele», invece, 

 

 

 

era caratterizzata 

 

 

 

dalla direzione musicale di Marco Iardella, 

 

 

 

da una scenografia teatrale curata 

 

 

 

da Alessandro Chiti.

 
 
 
Con «Caino e Abele» 
 
 
 
il Teatro Pirandello avrebbe cercato
 
 
 
di riflettere 
 
 
 

su temi universali, 

 

 

 

dalla creazione alle figure storiche fino a questioni attuali come l’immigrazione,

 
 
 
La stagione di uno dei teatri della mia città aveva, dunque, inizio  con il musical di Tony Cucchiara, Caino e Abele.

 

 

 

E lo spazio sovrastante la rovinata e deturpata «Porta dei Saccajoli/Arco chiaramontano»

 

 

 

in via Empedocle, 

 

 

 

nel mio centro storico di Agrigento, 

 

 

 

era stato intitolato 

 

 

 

a Tony Cucchiara. 

 

 

 

Lo aveva deliberato una giunta comunale di Agrigento del passato accogliendo 

 

 

 

l’istanza dei figli dell’artista agrigentino: 

 

 

 

di Valentina Cucchiara, 

 

 

 

di Annalisa Cucchiara, 

 

 

 

di Gianluca Cucchiara, 

 

 

 

di Martina Cucchiara, 

 

 

 

di Gianmarco Cucchiara. Tony Cucchiara era nato 

 

 

 

ad Agrigento il trenta di ottobre del 1937, 

 

 

 

ed era deceduto 

 

 

 

a Roma il due di maggio del 2018.

 

 

 

Ecco la motivazione:

 

 

 

“Artista eclettico, nel corso della sua lunga e variegata carriera è stato cantante, uomo di teatro e autore firmando musical e programmi televisivi di successo. Uno dei più grandi autori siciliani che va ricordato per l’amore con il quale ha rappresentato in teatro la nostra terra e per aver firmato numerose commedie musicali, con una chiave del tutto originale rispetto al genere in voga in quegli anni negli Stati Uniti, rivoluzionando lo stile del musical. A cominciare da Caino e Abele del 1973, con Marisa Sannia nei panni di Giovanna D’Arco, in cui affronta il tema della violenza attraverso i secoli e che incontra subito i gusti del pubblico giovanile. Seguono poi altri spettacoli di successo tra cui “Storie di periferia”, ancora con Marisa Sannia, Tragicomica con musiche, “La baronessa di Carini”, “Swing”, “Pipino il breve” del 1978 con Tuccio Musumeci nel ruolo del re di Francia, prodotto dal teatro Stabile di Catania che risulta essere quello di maggior successo, rimasto in cartellone per ben sette stagioni consecutivi e rappresentato anche a Broadway, in Sudamerica e in Australia. Nel ’90, sempre in collaborazione con lo Stabile di Catania, mette in scena “Don Chiosciotto di Girgenti” con Lando Buzzanca, e ancora “L’altra Cenerentola” e “Il Conte di Montecristo”, scritti entrambi insieme al figlio Gianluca, musicista. Per 15 anni è stato uno degli autori di Uno mattina e In famiglia, la trasmissione Rai del regista Michele Guardì”.

 

 

 

Non so se sia stato un artista eclettico dato che conosco pochissimo il suo lavoro.

 

 

 

Davvero uno dei più grandi autori siciliani,

 

 

 

si chiede CMLibri,

 

 

 

che non ha mai letto le sue opere? 




L'attrice teatrale Marisa Sannia era nata




ad Iglesias (provincia del Sulcis Iglesiente)




il quindici di febbraio del 1947,




era morta




a Cagliari il quattordici di aprile del 2008.




Buon lavoro a Giorgia Flora, 

 

 

 

alla Fondazione Teatro Pirandello, 

 

 

 

a Maria Vecchio, 

 

 

 

che scrive o scriveva anche sulla pagina «Teatro» 

 

 

 

di AgrigentoOggi, 

 

 

 

al fotografo Massimo Palamenghi.




«Caino e Abele» 




sia lo scorso 19 ottobre del 2024 sia,

 

 

 

secondo «I Contemplattivi»

 

 

 

di Naro il venerdì primo agosto del 2025,

 

 

 

alle ventuno.

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