Su di me - Scompaginando

domenica 4 dicembre 2016

«I Medici» «siciliani»: Giusy Buscemi, Miriam Leone e la colonna sonora di Paolo Buonvino

Vorrei concentrarmi nei prossimi mesi e nei prossimi anni su visite guidate nei luoghi di personaggi siciliani noti. Come Giusy Buscemi, nata e vissuta nella mia provincia; Miriam Leone ed il compositore di colonne sonore Paolo Buonvino. Visite ai luoghi dove hanno vissuto. Spero di scrivervi prossimamente sulle due ex miss Italia. Ed ecco le mie impressioni sulla colonna sonora di Buonvino.


Peraltro, se le sue lezioni di musica per film non costassero moltissimo (se una sua singola lezione non costasse troppo), vorrei - forse - proporgli lezioni da tenere nella mia Agrigento. Ammesso che lo faccia. Progetto ancora tutto da sviluppare. Magari destinato a studenti della scuola musicale di Ribera (provincia di Agrigento).


Skin e «Renaissance». Il pianoforte di Buonvino. Un paio di note e quasi subito il fascino della voce in carta vetrata di Skin. Parole introduttive che non vanno subito al punto e, forse, non colpiscono molto. Nel videoclip, invece, una finestra che lascia entrare un po' di luce, più speranzosa (vi ricordo che la mia pagina You Tube è CMMusica qualora vogliate iscrivervi lì). Partono le immagini della fiction, della serie tv. Forse troppe borchie e troppo abbigliamento di oggi per Skin. Un segno della croce tratto dal programma televisivo. Il pathos aumenta con Let me cure these blackened hearts / Let me show you one last time / Let me show you one last sign. Testo della canzone sospeso fra le vicende amorose e socio-politiche: cuori anneriti da vicende amorose burrascose e, probabilmente, da cattiveria. Nel frattempo, intorno al quarantesimo secondo, è arrivata anche l'orchestra Nuova Roma Sinfonietta. Da I know the whispers / they hurt sometimes. Cambiamenti di inquadrature per Skin. 

L'inglese. Sono un insegnante di inglese alla scuola media ed alla scuola superiore e le parole più difficili di questo inizio testo sono spill (verso nel senso di voce del verbo versare), spitting ambers (ambre sputate - che particolare raffinato, prezioso e "pulp"!) e smolders (terza persona singolare di smolder, cova, brucia senza fiamma).

I tacchi a spillo di Skin. Si vedono Dustin Hoffman nel filmato - l'attore ben noto per Il laureato, Hook e Tootsie - ed anche la città di Firenze. Frati, disegni di architetti, un uovo. Pieno stile di Skin (firma il testo come Ann Deborah Dyer) fatto proprio dal compositore siciliano di colonne sonore, ma il latino torna a ricordarci che la tessitura è quella tipica di una composizione per un film televisivo, con stilemi tipici da brani per lo schermo. E che tacchi a spillo ha la cantante britannica degli Skunk Anansie! Come l'ho amata fin dai primi classici e successi del gruppo. 

Mani giunte da sicilianissimi Matri mia e Figghiuzzu. O no? Abilissima e bravissima anche con il mezzo-ritornello/mezzo-tormentone: paroloni come cambiare il mondo per noi. Impennate vocali da Skin a cui segue la musica. Abiti tipici (forse) di quell'epoca. Poi la quiete dopo la tempesta con Sono qui. Mani giunte della cantante anglo-sassone. Vapori da terme. Vocalizzi urlati stupendi. Si prende un po' il respiro con Qualche volta giustifico le parole eccetera. Ed immagini rallentate ed intimiste a concludere il video.

Miriam Leone, Giusy Buscemi, Andrea Tidona. Grazie alla Big Light Productions ed al programma Sensi contemporanei per il cinema. Ed Alessandro Preziosi ha avuto il ruolo di Brunelleschi. Una volta Preziosi era stato nella mia Agrigento, ma non mi aveva fatto un'impressione positivissima. E le ex Miss Italia, Miriam Leone e Giusy Buscemi, avevano rispettivamente i ruoli di Bianca e di Ginevra, mentre non so quale sia stato il ruolo di un altro siciliano, Andrea Tidona. Magari ve ne scriverò prossimamente rivedendo tutta la serie tv.

Laus Veris. Interessanti anche Ah lasso ed O rosa bella eseguite dall'ensemble Laus Veris. Pubblicate in cd del gruppo. La prima da Pinturicchio musicam pinxit; la seconda da L'anima e 'l core.

Cover. Soltanto una su You Tube, una versione di Gianluca Del Monaco. Che non mi piace troppo perché sembra quasi una versione da piano bar ed è anche registrata mentre l'esecutore simula il suonare durante il tutorial video.

I protagonisti. Quanto al resto del testo della canzone l'unica parola "difficile" è il verbo rejoice (rallegrarsi). Infine gli altri protagonisti della canzone: il contraltista Antonello Dorigo, la chitarra ed il basso di Alessandro Chimienti, la batteria di Marco Rovinelli, il quintetto Prisca Amori, Paolo Marchi, Lorenzo Rundo e Luca Pincini, registrazioni e/o mixaggi ai Digital Records e al Forum Music Village; mastering alla Fonoprint Bologna. Produzione della Cam del gruppo Sugar.