venerdì 17 agosto 2018

Il «ritmo incantatorio», il «vivere davvero» ed il «sapore della vita» di padre Ermes Ronchi

La vita eterna è già qui, nella carne e nel sangue di Gesù. è il commento di frate Ermes in cui scrive che Altro è vivere, altro è sopravvivere. E noi viviamo o sopravviviamo? A ciascuno la risposta. Pensandoci benissimo e dubitando moltissimo.  



 

 La vita eterna è una vita [...] che fa cose che meritano di non morire.  

E pensiamo, allora, a fare cose che meritano di non morire!
 

 Sangue e carne è parola che indica la piena umanità di Gesù, le sue mani di carpentiere con il profumo del legno, le sue lacrime, le sue passioni, i suoi abbracci, i piedi intrisi di nardo e la casa che si riempie di profumo e di amicizia. 

Molta vita di ogni giorno in questa frase! 

Nutritevi del mio modo di essere umano, come un bimbo che è ancora nel grembo della madre si nutre del suo sangue.

Forse una frase pienamente comprensibile soltanto alle mamme. Io sono uomo e non ho figli.  

Gesù non sta parlando del sacramento dell'Eucaristia, ma del sacramento della sua esistenza: mangiate e bevete ogni goccia e ogni fibra di me.  

Frase un po' difficile da comprendere veramente. E, se non si è cattolici, ancora meno.

Vuole che nelle nostre vene scorra il flusso caldo della sua vita [...].

Di calore ce n'è tanto nell'estate italiana, soprattutto all'estremo Sud. Buon flusso caldo!

Parole che mi sorprendono ogni volta, come una dichiarazione d'amore: “io voglio stare nelle tue mani come dono, nella tua bocca come pane, nell'intimo tuo come sangue, farmi cellula, respiro, pensiero di te. Tua vita”.

 Per riassumere: Ancora un commento vitalistico di padre Ermes Ronchi!