Nella scena I dell'atto primo della tragedia teatrale «Otello»,
di William Shakespeare,
venuto al mondo e nato
il ventitre di aprile del 1564,
deceduto lo stesso giorno, ma del 1616,
in questa scena teatrale,
nella traduzione letteraria dall'inglese all'italiano di Carlo Rusconi,
nel 1858,
una tragedia teatrale con trama teatrale sviluppata
dalla novella «Il Moro di Venezia»,
dalla raccolta di novelle «Ecatommiti»
di Giambattista Giraldi Cinzio,
nato
il dodici di novembre del 1504,
morto
il trenta di dicembre del 1573,
il personaggio teatrale del gentiluomo veneziano Rodrigo invita
l'alfiere Jago,
l'altro personaggio teatrale con lui sulla scena,
a tacere,
esprime
una sua opinione sul trovare indegno,
sulle sostanze,
sull'avere permesso.
Il drappo rosso,
un cenno di musica pop rock contemporanea,
lo sfondo teatrale tutto specchi,
la Venezia,
anche delle gondole,
nell'«Otello»,
da William Shakespeare,
secondo Giorgio Pasotti,
con l'attore teatrale Giacomo Giorgio,
con l'attrice teatrale Claudia Tosoni.
Otello: «Non è il tradimento che voglio cancellare, ma la malafede e il rimorso».
Iago ad Otello: «Io ti odio, vi disprezzo tutti quanti».
Il padre, Brabanzio,
alla figlia, Desdemona:
«Lui non è il tipo che ragiona e che riflette», Otello,
sarebbe un uomo d'azione secondo Brabanzio.
Ci sarebbe
un cenno all'ipotetica bisessualità del drammaturgo britannico,
del tragediografo britannico, William Shakespeare?
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Ho visto l'«Otello»
secondo Giorgio Pasotti al Teatro Pirandello di Agrigento,
questo sabato trentuno di gennaio del 2026,
dopo le ventuno,
le nove di sera invernali.
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