«Colpire al cuore»,
non lo ho ancora visto,
è il film che aveva proposto cinque - sei anni fa una televisione.
Sarebbe una pellicola drammatica,
un film drammatico,
del 1983,
una produzione cinematografica italiana,
sarebbe stato
il primo lungometraggio di uno dei maestri del cinema italiano,
di Gianni Amelio,
che firma
il soggetto cinematografico,
nato
il venti di gennaio del 1945.
Nel cast cinematografico ci sarebbero Johnny Dorelli,
venuto al mondo e nato
il venti di febbraio del 1937,
che avevo apprezzato in un film «svizzero», Giuliana De Sio,
nata
il due di aprile,
e Bernard Blier.
Il personaggio cinematografico di Emilio sarebbe
un giovane milanese introverso e spensierato,
mi ricorderebbe lontanamente ed alla lontana i miei anni da studente universitario a Milano.
Assisterebbe alla morte di uno studente in uno scontro a fuoco con la polizia, ahi ahi ahi ahi ahi.
Quel ragazzo sarebbe stato ospitato dal padre,
un docente universitario,
e lui inizierebbe a pensare che il genitore sia implicato nel terrorismo.
Comincerebbe
le sue personali indagini,
studiando da vicino e con insistenza la vita dell'uomo.
Questo particolare mi fa pensare lontanamente ad un film che avevo amato molto,
che amo molto,
che faceva quasi incollare gli occhi al grande schermo cinematografico,
al giudice e padre Vittorio Bardi interpretato dall'attore cinematografico, regista cinematografico e sceneggiatore cinematografico Nanni Moretti,
nato
il diciannove di agosto del 1953,
al figlio Andrea Bardi,
la cui parte cinematografica era di Alessandro Sperduti,
alla madre e giudice Dora Simoncini,
vestiva i panni di questo personaggio cinematografico l'attrice Margherita Buy,
nata
il quindici di gennaio,
al figlio ubriaco alla guida,
nel film «Tre piani»
(2021)
che voleva evitare la galera ed il carcere grazie ai genitori,
al padre che dice sì ad un giudizio con verità,
no all'evitare.
Molto interessante che questo film di Gianni Amelio sia stato sceneggiato con Vincenzo Cerami,
nato
il due di novembre del 1940,
morto
il diciassette di luglio del 2013,
che la rappresentazione,
anche la rappresentazione cinematografica,
del terrorismo in Italia degli anni Settanta,
forse anche degli anni Ottanta,
sembrerebbe non essere legata
ad uno specifico episodio dei cosiddetti anni di piombo.
Il padre del film di Amelio si chiamerebbe Dario,
sarebbe, appunto,
un docente universitario,
intepretato dall'attore francesce Jean-Louis Trintignant,
nato
l'undici di dicembre del 1930,
morto
il diciassette di giugno del 2022;
il figlio avrebbe
il nome Emilio (Fausto Rossi),
pedinerebbe
il genitore,
se non sbaglio il figlio non lo fa nei confronti del padre giudice nel film di Moretti,
e saggiandone le convinzioni ideologiche e morali,
per quel che ricordo questo aspetto abbonda nel film morettiano.
Tra gli interpreti del film c'era Laura Morante,
venuta al mondo e nata
il ventuno di agosto.
Da un certo punto di vista benissimo
che sia stato girato con scarsissimi mezzi in otto settimane,
sarebbe stato ambientato tra Milano e Bergamo,
e sarei curioso di vederle in questo film italiano perché sono già stato in entrambe le città.
E guardate il Televideo?
Lo guardo molto raramente.
La colonna sonora cinematografica di questa pellicola italiana di Gianni Amelio era
di Franco Piersanti,
nato
il dodici di gennaio del 1950.
Quanto a Gianni Amelio,
vorrei occuparmi nuovamente del libro «La città del sole»
di Tommaso Campanella.
Grazie alle righe «Celebrità nate in questo giorno»
della rubrica giornalistica «L'almanacco del giorno»
del sito internet d'informazione agrigentina «Scrivo libero»;
al «Portale Cinema»
dell'enciclopedia in rete Wikipedia in italiano.
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