TO
M. TALLEYRAND-PÉRIGORD,
LATE BISHOP OF AUTUN.
SIR,
Questa è la «Dedication»,
la «Dedica»,
del saggio «A Vindication of the Rights of Woman»,
del 1792,
«Una rivendicazione dei diritti della donna»,
di Mary Wollstonecraft,
la madre di Mary Godwin Shelley,
di cui era stato pubblicato
soltanto dopo la morte, postumo,
nel 1959,
ma scritto
fra il quattro di agosto ed il dodici di settembre del 1819,
un romanzo,
il romanzo epistolare «Matilda»
(«Mathilda»
in lingua originale inglese),
dopo la morte del figlio di Percy Bysshe Shelley, William Shelley,
deceduto
il sette di giugno del 1819,
su un tema difficilissimo e delicatissimo su cui scrivere,
un amore incestuoso padre - figlia:
Chap. I
Florence, Nov. 9th 1819
It is only four o'clock; but it is winter and the sun has already set: there are no clouds in the clear, frosty sky to reflect its slant beams, but the air itself is tinged with a slight roseate colour which is again reflected on the snow that covers the ground.
In questo incipit romanzesco e letterario,
in queste prime parole del romanzo «Matilda»,
nel «Capitolo I»
(«Chapter I»),
il participio passato «set»
si traduce
con «tramontato».
Sappiate
che «frosty»
potrebbe
significare
anche «gelido».
L'aggettivo «slant»
significa
«obliquo».
Il participio passato «tinged»
ha tre traduzioni simili:
«tinta»,
«sfumata»,
«colorata leggermente».
L'aggettivo «roseate»
significa
«roseo».
Di Mary Godwin Shelley era stata pubblicata
anche la tragedia teatrale,
il dramma teatrale in versi,
«Proserpine»,
composto
nel 1820,
pubblicato
nel 1832,
«Proserpina»:
Scene.—The plain of Enna, in Sicily.
Act I.
[Scene;—a beautiful plain, shadowed on one side by an overhanging rock, on the other a chesnut wood. Etna at a distance.]
PROSERPINE.
- Dear Mother, leave me not! I love to rest
- Under the shadow of that hanging cave
- And listen to your tales. Your Proserpine
- Entreats you stay; sit on this shady bank,
- And as I twine a wreathe tell once again
- The combat of the Titans and the Gods;
- Or how the Python fell beneath the dart
- Of dread Apollo; or of Daphne's change,–
- That coyest Grecian maid, whose pointed leaves
- Now shade her lover's brow. And I the while
- Gathering the starry flowers of this fair plain
- Will weave a chaplet, Mother, for thy hair.
- But without thee, the plain I think is vacant,
- Its blossoms fade,–its tall fresh grasses droop,
- Nodding their heads like dull things half asleep;–
- Go not, dear Mother, from your Proserpine.
La pianura di Enna mi fa pensare
ad un ennese «collinare/montanaro»,
vive nella città di Enna,
così come là abita
una mia ex compagna di scuola al liceo classico di Agrigento,
con suo marito ed i suoi due figli maschi,
e mi fa pensare anche alla coppia di uomini saccensi,
di Sciacca (Ag - provincia di Agrigento),
uno non di Sciacca per nascita,
che ho conosciuto la scorsa estate sulla spiaggia ed in mare a Capo Bianco,
quasi accanto ad Eraclea Minoa,
a Cattolica Eraclea,
nell'Agrigentino.
Spero che mi risponda su un'app questo ennese,
che risponda al messaggio che gli avevo scritto mesi fa.
O che lo incontri di nuovo.
Con i due saccensi sono ancora in contatto da mesi,
spero di vederli prima o dopo la mia serata al Carnevale di Sciacca,
meglio prima;
in uno dei giorni di scuola,
se insegnerò all'iis Crispi di Ribera,
qui in provincia di Agrigento,
ammesso che riesca ad insegnare là per circa venti giorni fra febbraio e marzo;
prima o dopo la mostra di opere d'arte di Francisco Goya,
probabilmente a marzo.
L'aggettivo «overhanging»
lo traduco
con «sovrastante».
Il «chestnut wood»
è
il «castagneto».
Il verbo «to entreat»
può
avere
tre traduzioni e traduzioni letterarie,
«pregare»,
«implorare»,
«supplicare».
Difficile da tradurre «bank»,
ma aiuta moltissimo
l'aggettivo «shady»,
«in ombra»:
sembra
significare
«lunga panca»,
non sembra l'«argine»,
non la «riva»,
non la «sponda»,
potrebbe persino essere possibile in caso di fiume o lago,
ma sembra improbabile;
non tanto probabilmente sembra
la «scarpata»
oppure la «pendenza»,
il «pendio»,
anche se c'è
la roccia lì vicino.
Il verbo più articolo indeterminativo e nome «to twine a wreath»
lo tradurrei
con «intrecciare una ghirlanda»
oppure «intrecciare una corona».
Il Pitone sarebbe
nella mitologia uno spirito diabolico o uomo che prevede
il futuro,
un indovino.
L'espressione linguistica con la preposizione più articolo determinativo e nome «beneath the dart»
la traduco con «sotto il dardo».
L'aggettivo letterario «dread»
significa molto probabilmente «solenne»,
«maestoso»,
più improbabilmente «temuto»,
«terribile»,
«spaventoso».
Il nome piuttosto letterario «maid»
significa
«fanciulla»,
«donzella»,
«giovinetta»,
«pulzella».
L'aggettivo «coy»
ha due significati:
«modesta»,
«riservata»,
«ritrosa»,
«timida»,
«schiva»,
ma anche «falsamente modesta»,
«leziosa»,
«civettuola».
Il verbo «to shade»
si può
tradurre
con «fare ombra a».
Il nome «brow»
probabilmente
è
la «fronte».
L'espressione «the while»,
con nome,
significa
«nel frattempo».
Il verbo «to gather»
significa
«raccogliere».
L'aggettivo «starry»
può
significare
«luminoso come una stella»,
«brillanti».
L'aggettivo «fair»
si può
tradurre anche
con «favorevole».
Il nome «chaplet»
significa
«corona di fiori»,
«to weave»
è anche l'«intrecciare».
Il nome comune «blossom»
si riferisce
al «fiore».
Specialistico
il verbo «to fade»,
«appassire»,
«avvizzire».
Ancora più specialistico
il nome al plurale «grasses»,
le «graminacee».
Il verbo «to droop»
significa
«chinarsi»,
«curvarsi»,
«inclinarsi»,
«piegarsi».
Il verbo transitivo «to nod the head»
significa
«muovere la testa dall'alto verso il basso».
L'aggettivo «dull»
sembra
avere
la sua migliore traduzione letteraria con «smorte».
Era stato completato
nel 1833 e pubblicato
nel 1835 il romanzo «Lodore»:
CHAPTER I.
Absent or dead, still let a friend be dear,
A sigh the absent claims, the dead a tear.
Pope.
Un miglio corrisponde
a 1.609,344 metri.
La citazione in questo capitolo I è tratta
da Alexander Pope,
nato
il ventuno di maggio del 1688,
morto
il trenta di maggio del 1744.
Il «sigh»
è
il «sospiro»,
il «lamento».
L'aggettivo «agreeable»
significa
«piacevole»,
«amabile».
L'incipit del racconto «The Invisible Girl»
(«La ragazza invisibile»)
di Mary Shelley:
This slender narrative has no pretensions on the regularity of a story, or the development of situations and feelings; it is but a slight sketch, delivered nearly as it was narrated to me by one of the humblest of the actors concerned: nor will I spin out a circumstance interesting principally from its singularity and truth, but narrate, as concisely as I can, how I was surprised on visiting what seemed a ruined tower, crowning a bleak promontory overhanging the sea, that flows between Wales and Ireland, to find that though the exterior preserved all the savage rudeness that betokened many a war with the elements, the interior was fitted up somewhat in the guise of a summer-house, for it was too small to deserve any other name.
L'aggettivo «slender»
si traduce
«snella».
Il verbo «to spin out»
significa
«raccontare».
L'aggettivo «bleak»
significa
«tetro»,
«desolato»,
«brullo»;
«overhanging»
«a strapiombo su».
La «rudeness»
è anche l'«asprezza».
Il verbo «betoken»
si traduce
con «fare presagire»,
«minacciare».
Il participio passato ed aggettivo «fitted up»
con «equipaggiato».
La «summer-house»
è
la «casa di campagna per l'estate».
Uno spettacolo teatrale con Veronica Pivetti a cui non sono andato,
ho risparmiato questi soldi.
Sarebbe una Mary Shelley,
nata
il trenta di agosto del 1797,
morta
il primo di febbraio del 1851,
in quell'uno di febbraio nel quale non sono riuscito a scrivere su lei quest'anno,
l'attrice teatrale Veronica Pivetti,
il cui spettacolo teatrale «L'inferiorità mentale della donna»
sembrerebbe
occuparsi
del libro «L'inferiorità mentale della donna»
(«Über den physiologischen Schwachsinn des Weibes»),
del 1900,
di Paul Julius Möbius,
nato
il ventiquattro di gennaio del 1853,
morto
l'otto di gennaio del 1907;
di Cesare Lombroso,
nato
il sei di novembre del 1835,
morto
il diciannove di ottobre del 1909,
chissà se dei libri,
presumibilmente saggi,
«La donna criminale»,
del 1895,
«La donna delinquente»,
del 1927.
Buon lavoro «musicale» ad Anselmo Luisi,
che avrebbe suonato
nello spettacolo teatrale «L'inferiorità mentale della donna»
con Veronica Pivetti.
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