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lunedì 2 marzo 2026

«La bambina perduta» del telefilm «Ai confini della realtà» da un racconto di Matheson, «È lei o non è lei, questo è il problema?» di Serling, l'«Amleto» di Shakespeare con il soldato (sembra), rispondere e lo scoprirsi e disvelarsi, i 2 romanzi con Alice di Lewis Carroll, morto il 14 gennaio 1898, anche con lo sbirciare, immagini e conversazioni, i gattini bianco e nero, uno «innocente» e l'altro «colpevole» - «I Simpson»: «Homer³» da «La paura fa novanta VI» - Rhoda Williams e la Genoveffa del film d'animazione «Cenerentola» - La quarta e quinta dimensione - Aidman, «Il ladro» di Hitchcock, il «Re Lear», «Perry Mason», «Storia della marchesa De Sade», «Il ritratto di Dorian Gray», «Le nuove avventure di Heidi», «Garfield and Friends», la madre di Kevin in «Mamma, ho perso l'aereo», il Poltergeist

Nay answer me: Stand & vnfold your selfe.

 

 

 

Ecco cosa risponde il personaggio letterario di Francisco,

 

 

 

abbreviato con Fran.,

 

 

 

alla domanda di Barnardo che vi avevo già trascritto qui,

 

 

 

nell'Atto I, scena I,

 

 

 

della tragedia teatrale «Amleto»,

 

 

 

scritta e composta 

 

 

 

fra il 1599 ed il 1601,

 

 

 

di William Shakespeare,

 

 

 

in un facsimile del «First Folio»

 

 

 

del 1623.

   

 

 

La parola «nay»

 

 

 

è diventata anche arcaica e letteraria,

 

 

 

anche se sopravvive 

 

 

 

con altri significati:

 

 

 

significa anche «no»,

 

 

 

«anzi»,




«o piuttosto»,

 

 

 

«o meglio»,

 

 

 

forse queste ultime due potrebbero persino essere 

 

 

 

le traduzioni migliori,

 

 

 

a ragionarci,

 

 

 

se non mi sbaglio;

 

 

 

ma anche «beh»,

 

 

 

«ebbene».

 

 

 

Buona ricerca del significato di «unfold yourself».

 

 

 

Nella traduzione letteraria del 1858 di Carlo Rusconi,

 

 

 

dall'inglese,

 

 

 

la risposta di Francisco,

 

 

 

abbreviato 

 

 

 

con Franc.,  

 

 

 

è:

 

 

 

Rispondi tu prima, e datti a conoscere.  




Francisco sarebbe un soldato.




Nell'episodio tv «La bambina perduta» 

 

 

 

(in inglese «Little girl lost»),

 

 

 

trasmesso per la prima volta negli Usa,

 

 

 

negli Stati uniti d'America,

 

 

 

il sedici di marzo del 1962,

 

 

 

distribuito nella mia Italia per la prima volta soltanto il ventisei di settembre del 2004,

 

 

 

soprattutto scritto

 

 

 

da Richard Matheson,

 

 

 

tratto




dal suo racconto «Bambina smarrita»

 

 

 

(«Little Girl Lost»)

 

 

 

del 1953, 

 

 

 

parodiato

 

 

 

nel sottoepisodio «Homer³»

 

 

 

dell'episodio «La paura fa novanta VI»

 

 

 

(Treehouse of Horror VI),

 

 

 

in prima tv Usa il ventinove di ottobre del 1995,

 

 

 

in prima tv nella mia Italia il tredici di settembre del 1998,

 

 

 

della serie tv a fumetti «I Simpson».

 

 

 

Questo episodio televisivo statunitense «La bambina perduta» 

 

 

 

era stato diretto




dal regista tv Paul Stewart,




da questo regista televisivo,




un episodio della terza stagione televisiva del telefilm «Ai confini della realtà»

 

 

 

la consueta quasi - introduzione di Rod Serling usa 

 

 

 

le parole «È lei o non è lei, questo è il problema?» 

 

 

 

che ricorda moltissimo la tragedia teatrale «Amleto» 

 

 

 

di William Shakespeare, 

 

 

 

una storia ed una trama televisiva nell'episodio «La bambina perduta» 

 

 

 

con la bambina Tina, 

 

 

 

la piccola attrice televisiva era Tracy Stratford,

 

 

 

ma la voce televisiva era

 

 

 

di Rhoda Williams,

 

 

 

nata




il diciannove di luglio del 1930,




morta




l'otto di marzo del 2006,




colei che era stata




la doppiatrice cinematografica della Genoveffa del notissimo film d'animazione «Cenerentola»

 

 

 

della Disney.

 

 

 

Una attrice su cui vorrei




fare un approfondimento,




molto lentamente,




prima o poi.




Una bimba, Tina, 

 

 

 

che sparisce improvvisamente dalla sua stanza,

 

 

ma avevo ascoltato

 

 

 

le voci di questa bambina,

 

 

 

 

si sente 

 

 

 

la sua voce.

 

 

 

Più in là nel videoracconto della storia televisiva si fa riferimento,

 

 

 

un riferimento molto noioso,

 

 

 

alla quarta dimensione, addirittura alla quinta dimensione,

 

 

 

anche con un grafico scritto dal fisico.

 

 

 

Non sapevo 

 

 

 

che il papà Chris Miller, 

 

 

 

l'attore televisivo è Robert Sampson,

 

 

 

e la mamma Ruth Miller, 

 

 

 

l'attrice tv Sarah Marshall,

 

 

 

questi genitori, disperati, 

 

 

 

si fossero rivolti proprio ad un fisico, 

 

 

 

interpretato

 

 

 

dall'attore tv Charles Aidman,

 

 

 

nato

 

 

 

il ventuno di gennaio del 1925,

 

 

 

morto

 

 

 

il sette di novembre del 1993,

 

 

 

un altro attore su cui vorrei approfondire,

 

 

 

da attore cinematografico aveva recitato 

 

 

 

nel film «Il ladro»

 

  

 

(«The Wrong Man»),

 

 

 

del 1956,

 

 

 

con la regia cinematografica di Alfred Hitchcock;

 

 

 

in «The Tragedy of King Lear»,

 

 

 

del 1982,

 

 

 

con la regia cinematografica di Alan Cooke.

 

 

 

Ma era stato attore tv statunitense anche in un episodio televisivo della serie «Perry Mason»,

 

 

 

nel 1960;

 

 

 

nel film tv «Storia della marchesa De Sade»

 

 

 

(«The Picture of Dorian Gray»),

 

 

 

nel 1973,

 

 

 

e mi chiedo cosa c'entri 

 

 

 

questa marchesa con il personaggio letterario del Dorian Gray di Oscar Wilde;

 

 

 

persino nel film televisivo «Le nuove avventure di Heidi»

 

 

 

(«The New Adventures of Heidi»),

 

 

 

del 1978;

 

 

 

in un episodio tv della serie televisiva «Garfield and Friends»,

 

 

 

del 1992.

 

 

 

Mi chiedevo chi fosse quel personaggio televisivo a cui si erano rivolti il papà e la mamma statunitensi,

 

 

 

lei sembrava riecheggiare la madre di Kevin in «Mamma, ho perso l'aereo»,

 

 

 

con l'apprensione e la paura della mamma americana,

 

 

 

me l'ero chiesto 

 

 

 

non sapendo che fosse 

 

 

 

un fisico.

 

 

  

E chi è 

 

 

 

il cosiddetto poltergeist?

 

 

 

Sarebbe 

 

 

 

uno spirito rumoroso.

 

 

 

Quest'episodio televisivo forse fa pensare

 

 

 

al romanzo «Alice nel paese della meraviglie»,

 

 

 

in lingua inglese originale «Alice's Adventures in Wonderland»,

 

 

 

«Le avventure di Alice nel paese della meraviglie»,

 

 

 

pubblicato 

 

 

 

nel 1865,

 

 

 

che comincia con queste prime parole, 

 

 

 

con questo incipit letterario, 

 

 

 

del capitolo 1,

 

 

 

del «Chapter 1»,

 

 

 

«Down the Rabbit-Hole»:

 

 

 

Alice was beginning to get very tired of sitting by her sister on the bank, and of having nothing to do: once or twice she had peeped into the book her sister was reading, but it had no pictures or conversations in it, "and what is the use of a book," thought Alice, "without pictures or conversations?"  




La «bank»




può 

 

 

 

essere

 

 

 

la «lunga panca»,

 

 

 

la «fila di sedili»,

 

 

 

ma pure l'«argine»,

 

 

 

la «riva»,

 

 

 

la «sponda»

 

 

 

di un fiume,

 

 

 

di un canale,

 

 

 

di un lago, eccetera;

 

 

 

ed anche la «scarpata»,

  

 

 

il «pendio»;

 

 

 

potrebbe 

 

 

 

essere

 

 

 

il «banco»

 

 

 

di sabbia, eccetera.

 



Il verbo «to peep into»

 

 

 

si traduce 

 

 

 

con il verbo italiano «sbirciare dentro».

 

 

 

Nella traduzione letteraria dall'inglese,

 

 

 

del 1914,

 

 

 

di Silvio Spaventa Filippi,

 

 

 

di questo capitolo primo tradotto con «Nella conigliera»:

 

 

 

Alice cominciava a sentirsi assai stanca di sedere sul poggetto accanto a sua sorella, senza far niente: aveva una o due volte data un’occhiata al libro che la sorella stava leggendo, ma non v’erano né dialoghi né figure, — e a che serve un libro, pensò Alice, — senza dialoghi né figure?

 

 

 

E, soprattutto, 

 

 

 

l'episodio tv statunitense «La bambina perduta» 

 

 

 

fa pensare

 

 

 

al romanzo fantastico «Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò»,

 

 

 

del 1871,

 

 

 

di Lewis Carroll, 

 

 

 

nato

 

 

 

il ventisette di gennaio del 1832,

 

 

 

morto 

 

 

 

il quattordici di gennaio del 1898,

 

 

 

un romanzo che comincia 

 

 

 

con queste prime parole:

 

 

 

One thing was certain, that the white kitten had had nothing to do with it:——it was the black kitten's fault entirely.

 

 

 

Il nome «kitten»

 

 

 

definisce il «gattino»,

 

 

 

il «micino»

 

 

 

e subito ho inviato su Telegram sulla rete fissa il link della pagina internet che stavo vedendo

 

 

 

ad un mio amico a Landquart,

 

 

 

nei Grigioni tedeschi,

 

 

 

nella Svizzera tedesca,

 

 

 

in Svizzera.

 

 

 

Nella traduzione letteraria dalla lingua inglese,

 

 

 

del 1914,

 

 

 

di Silvio Spaventa Filippi,

 

 

 

di questo capitolo primo tradotto con «Lo specchio»:

 

 

 

Una cosa era certa: che il micino bianco non c’entrava affatto: la colpa era tutta del nero.

 

 

 

Volete

 

 

 

frequentare

 

 

 

un corso a pagamento in lingua italiana nel mio centro città,

 

 

 

con riferimenti all'inglese,

 

 

 

sull'«Amleto» scespiriano,

 

 

 

su questi due romanzi «britannici»

 

 

 

di Lewis Carroll?

 

 

 

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