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venerdì 10 aprile 2026

L'incipit del romanzo «Il grande Gatsby» di Francis Scott Fitzgerald, pubblicato il 10 aprile 1925: i «miei anni più giovani e vulnerabili», il «padre», il dare «alcuni consigli», il "present perfect continuous" con "phrasal verb", la «mente» ed il «da allora» - La meditazione e riflessione, le considerazioni attente - Il «balzare» di Parke D'Invilliers, «Di qua dal Paradiso», il bisex Brooke, «Il libro dei bambini» di A. S. Byatt, «Punto contro punto» di Aldous Huxley, la presunta visione idealistica della guerra - La prefazione di Henry James a «Lettere dall'America»: «alla luce della letteratura», l'imparare come il poeta sia giunto al suo ceto, abbia asserito ed affermato e preservato la sua identità ed abbia così potuto raggiungerci e toccarci

In my younger and more vulnerable years my father gave me some advice that I’ve been turning over in my mind ever since.  

 

 

 

I «miei anni più giovani e vulnerabili», 

 

 

 

il «padre», 

 

 

 

il dare «alcuni consigli», 

 

 

 

il present perfect continuous, probabilmente con phrasal verb, 

 

 

 

la «mente», 

 

 

 

il «da allora»,




nelle prime parole,

 

 

 

nell'incipit, 

 

 

 

del romanzo «Il grande Gatsby»

 

 

 

(«The Great Gatsby»),

 

 

 

ne avevo già scritto qui,

 

 

 

dello scrittore e romanziere Francis Scott Fitzgerald, 

 

 

 

avevo già citato il suo nome qua,

 

 

 

un romanzo pubblicato 

 

 

 

il dieci di aprile del 1925 dalla casa editrice statunitense «Charles Scribner's Sons»,

 

 

 

«Figli di Charles Scribner»,

 

 

 

fondata 

 

 

 

nel 1846,

 

 

 

ancora esistente,

 

 

 

la casa editrice di Don DeLillo,

 

 

 

di Stephen King.

 

 

 

Dunque una citazione letteraria dal Capitolo I,

 

 

 

dal Capitolo 1.

 

 

 

Il phrasal verb «to turn over»

 

 

 

significa anche «considerare attentamente»,

 

 

 

«meditare su»,

 

 

 

«riflettere su».

 

 

 

Ah, 

 

 

 

ho dimenticato e tralasciato

 

 

 

l'epigrafe,

 

 

 

la citazione posta all'inizio di un testo,   

 

 

 

di questo romanzo «Il grande Gatsby»,

 

 

 

una citazione di una poesia di Thomas Parke D'Invilliers,

  

 

 

che è stato

 

 

 

un «pen name»,

 

 

 

uno pseudonimo,

 

 

 

un nome d'arte,

 

 

 

dello stesso Francis Scott Fitzgerald:

 

 

 

Then wear the gold hat, if that will move her;
If you can bounce high, bounce for her too,
Till she cry “Lover, gold-hatted, high-bouncing lover,
I must have you!”
Thomas Parke D’Invilliers.

 

 

 

Il verbo «bounce»

 

 

 

significa

 

 

 

«balzare»,

 

 

 

«slanciarsi».

 

 

 

Ma Thomas Parke D'Invilliers è anche un personaggio del primo romanzo quasi autobiografico di Francis Scott Fitzgerald, 

 

 

 

«Di qua dal Paradiso»

 

 

 

(«This Side of Paradise»),

 

 

 

del 1920,

 

 

 

con una citazione letteraria, 

 

 

 

prima dell'inizio del romanzo,

 

 

 

del poeta, saggista e drammaturgo Rupert Brooke,

 

 

 

nato

 

 

 

il tre di agosto del 1887,

 

 

 

morto

 

 

 

il ventitre di aprile del 1915,

 

 

 

un bisessuale:

 

 

 

. . . Well this side of Paradise! . . .
There's little comfort in the wise.

 

 

 

Questa citazione letteraria dalla poesia «Tiare Tahiti»,

 

 

 

da «The Collected Poems of Rupert Brooke»,

 

 

 

del 1918,

 

 

 

di Rupert Brooke.

 

 

  

Lo scrittore Rupert Brooke farebbe apparizioni periodiche in un circolo sociale del romanzo «Il libro dei bambini»

 

 

 

(«The Children Book»),

 

 

 

del 2009,

 



della scrittrice e romanziera Antonia Susan Byatt,




nata




il ventiquattro di agosto del 1936,




morta




il sedici di novembre del 2023.




Nel romanzo «Punto contro punto»

 

 

 

(«Point Counter Point»),

 

 

 

del 1928,

 

 

 

dello scrittore e romanziere Aldous Huxley,

 

 

 

venuto al mondo il ventisei di luglio del 1894,

 

 

 

deceduto

 

 

 

il ventidue di novembre del 1963,

 

 

 

un personaggio del romanzo criticherebbe Rupert Brooke per la sua visione idealistica della guerra.

 

 

   

Dalla prefazione di Henry James alla prosa «Lettere dall'America»

 

 

 

(«Letters from America»),

 

 

 

del 1916,

 

 

 

proprio di Rupert Brooke:

 

 

 

Nothing more generally or more recurrently solicits us, in the light of literature, I think, than the interest of our learning how the poet, the true poet, and above all the particular one with whom we may for the moment be concerned, has come into his estate, asserted and preserved his identity, worked out his question of sticking to that and to nothing else; and has so been able to reach us and touch us as a poet, in spite of the accidents and dangers that must have beset this course.

 

 

 

L'«estate»

 

 

 

può essere 

 

 

 

lo «stato»,

 

 

 

inteso come «classe sociale»,

 

 

 

il «ceto».

 

 

 

Grazie 

 

 

 

al «Portale Letteratura»,

 

 

 

al «Portale Grande guerra»,

 

 

 

al «Portale Editoria»,

 

 

 

dell'enciclopedia in rete Wikipedia in italiano;

 

 

 

all'enciclopedia in internet Wikipedia in inglese;




alla libreria in rete WikiSource in inglese;

 

 

 

al dizionario inglese - italiano Il nuovo Ragazzini;




ad Archive.org.

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