Il ballo,
la musica,
il canto,
della lambada nel film «Sciatunostro»
del regista cinematografico Leandro Picarella,
della mia città,
di Agrigento,
per «CMEtnoMusica al cinema»,
per CMEtnoMusica,
per «CMMusica al cinema»,
per CMMusica,
per «CMPopIt al cinema»,
per CMPopIt.
Vi voglio ancora scrivere
della lambada,
del brano musicale «Lambada»,
del gruppo musicale dei Kaoma,
dall'album musicale «Worldbeat»,
uscito
il sedici di dicembre del 1989.
Del gruppo musicale dei Kaoma,
della Francia,
del Brasile,
del Portogallo,
faceva parte la cantante brasiliana Loalwa Braz,
nata
il tre di giugno del 1953,
morta
il diciannove di gennaio del 2017.
«Lambada»
dei Kaoma sarebbe stata
un'interpretazione musicale della canzone «Llorando se fue»
del gruppo musicale Los Kjarkas,
della Bolivia.
In questo film agrigentino c'è anche una fisarmonica.
Ho scoperto la canzone ed il brano musicale «Playa»,
cantato
dalla cantante Baby K,
con chissà quale voce maschile,
questo singolo musicale era stato pubblicato
il trentuno di maggio del 2019.
Poi la stupenda cazone italiana «Il tempo non torna più»,
scritta
da Piero Fabrizi,
nato
il dodici di dicembre del 1957,
da Enrico Ruggeri,
venuto al mondo il cinque di giugno del 1957,
cantata
da Fiorella Mannoia.
La musica, anche elettronica,
della colonna sonora cinematografica composta
da Leandro Picarella.
Il karaoke con la canzone «La rondine»,
pubblicata
il tre di maggio del 2002,
di Mango,
per «CMCantautori al cinema»,
per CMCantautori,
ed il brano musicale «Perdere l'amore»,
scritto e composto
da Giampiero Artegiani,
nato
il quattordici di maggio del 1955,
morto
il quattro di febbraio del 2019,
da Marcello Marocchi,
di cui non sapevo nulla fino a pochi minuti fa,
nonostante i classici musicali che ha realizzato,
venuto al mondo il sedici di luglio del 1941,
«Perdere l'amore»
cantato
da Massimo Ranieri.
Grazie
al «Portale Musica»,
al «Portale Reggae»,
dell'enciclopedia in rete Wikipedia in italiano.
Sto vedendo
questo film siciliano nella Sala blu del Cinema Ciak della mia Agrigento,
questo mercoledì ventidue di aprile del 2026,
dopo le diciotto,
le sei della sera primaverile.
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