La fiaba «La sirenetta»
dello scrittore Hans Christian Andersen,
perseguitato
dai compagni di lavoro a Copenhagen per i modi effeminati,
era stata pubblicata per la prima volta il sette di aprile del 1837.
Vorrei occuparmi nei prossimi anni anche delle lettere con l'amico Charles Dickens,
ma non riesco
a trovarle.
If you will come down, we can take you all in, on your way north; that is to say, we shall have that ample verge and room enough, until about the eighth; when Hans Christian Andersen (who has been "coming" for about three years) will come for a fortnight's stay in England.
Ho letto questo nella lettera del ventidue di maggio di Charles Dickens a James White,
anche su Andersen.
Il «venire»
per circa tre anni,
al present perfect continuous,
il futuro soggiorno in Inghilterra,
con il «will».
Mi piacerebbe confrontarmi con l'ispirazione per questa fiaba,
«La sirenetta»,
dal racconto «Undine»,
del 1811,
di Friedrich de la Motte Fouqué,
nato
il dodici di febbraio del 1777,
morto
il ventitre di gennaio del 1843.
Eccovi l'inizio della «Zueignung»
alla seconda edizione del 1814:
Zueignung zur zweiten Auflage [1814]
Undine, liebes Bildchen du,
Seit ich zuerst aus alten Kunden
Dein seltsam Leuchten aufgefunden,
Wie sangst du oft mein Herz in Ruh!
La «cara immaginetta»,
i «vecchi clienti»,
il cantare il cuore in tranquillità e serenità!
La Motte Fouqué nel «Discorso di Gualtiero Scott»,
del romanziere Walter Scott,
di questo autore di romanzi storici,
in «Racconti fantastici»
di E. T. A. Hoffmann:
Il giustiziere di R... è precisamente l’opposto di questo carattere; egli è bensì anch’esso un originale: ha le manie della vecchiaja e un poco del suo cattivo umore satirico; ma le sue qualità morali ne fanno, come dice giustamente La Motte Fouqué, un eroe degli antichi tempi che ha presa la veste da camera e le pantofole di un vecchio procuratore dei nostri giorni.
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