«Non ho peccato e non ho nulla di cui rimproverarmi per questa ingiusta detenzione e, se in questa mia restrizione forzata, mi fosse concesso di poter guardare le stelle senza inferriate questo peso crudele, chiamato ergastolo, che porto dentro si alleggerirebbe a tal punto da non sentirmi più prigioniero, ma libero di poter sognare.»
Questo diceva un uomo e le sue affermazioni sono state riportate
in un articolo del tre di maggio del 2022 su un periodico.
Quest'uomo è religioso oppure no?
Sicuramente crede
nel peccato.
Sappiate anche che la lupara bianca sarebbe
un omicidio di criminalità organizzata italiana che prevederebbe
l'occultamento o la distruzione del corpo della vittima,
come scrive
l'enciclopedia in rete Wikipedia in italiano.
Di lupara bianca avevo letto
in un articolo del giornalista Angelo Ruoppolo,
che parlava e scriveva anche di un imprenditore di Favara,
che si chiamava Antonio Costanza,
e che, appunto,
fu vittima e preda della lupara bianca il venticinque di giugno del 1995.
Dopo altre frasi [...] si legge su quella pagina di Teleacras, una delle tv di Agrigento, «Il collaboratore di Porto Empedocle, Luigi Putrone, ha raccontato: “Antonio Costanza avrebbe tramato contro il clan Fragapane di Santa Elisabetta. Abbiamo attirato con un pretesto e un appuntamento a Costanza, poi Leonardo Fragapane di Santa Elisabetta gli ha sparato, poi abbiamo tentato di strangolarlo e poi Giuseppe Gambacorta di Porto Empedocle gli ha sparato il colpo di grazia alla testa.»
Sappiate che in italiano corretto e giusto si scrive «Abbiamo attirato con un pretesto e un appuntamento» più complemento oggetto,
non più complemento di termine introdotto
dalla preposizione «a».
Alcuni condannati all'ergastolo ostativo,
detenuti al carcere di Rebibbia,
avevano scritto
a papa Francesco,
non soltanto Giuseppe Gambacorta,
ma anche Giuseppe Perrone, Filippo Rigano, Marco De Rosa, Umberto Colella,
in una lettera che sarebbe stata pubblicata
il tredici di settembre del 2016,
in un giorno,
in un mese,
che per CMTempoLibero è importantissimo,
sarebbe stata pubblicata
sul quotidiano di informazione politica e giudiziaria «Il Dubbio»,
una lettera ripubblicata
in un pdf sull'ergastolo,
della «Rassegna carcere 2016»
di «Altra città coop»:
«"Vorremmo suicidarci, ma da cristiani sappiamo che se lo facessimo sarebbe un peccato. La vita che Dio ci ha donato non la possiamo disdegnare a tal punto. [...]
La vendetta non è del giusto, ma del malvagio, di chi non ha timore a trattare i suoi simili come bestie, carne da macello. Invece, siamo uomini che hanno peccato e che peccano, ma che hanno bisogno di qualcuno che dia la loro Speranza. Sì Padre! La speranza cristiana: quella virtù che assieme alla Fede e alla Carità è trina rappresentanza del Nostro Dio. Ci aiuti!»
Fanno benissimo a non suicidarsi.
Possibile che Dio li ascolti da sempre?
Sulla pagina su «Patti Smith»
di Wikipedia in lingua italiana si legge:
Sul finire degli anni '70, Patti Smith, diviene esponente di punta di un
rock intelligente e nuovo, ammaliando i critici e riuscendo a mantenere
credibilità anche nei passaggi più spericolati, come quando nelle note
al quarto album, Wave, inserisce una foto di papa Luciani e la scritta "la musica è riconciliazione con Dio".
Ne avevo scritto anche qua.
Il giudice Rosario Livatino aveva affermato,
con una frase diventata famosissima:
«Quando moriremo, nessuno ci verrà a chiedere quanto siamo stati credenti, ma credibili».
Papa Luciani era stato papa Giovanni Paolo I.
Dopo "la musica è riconciliazione con Dio"
c'è un link e collegamento a «PATTI SMITH/Ho pregato perché il nuovo Papa scegliesse il nome Francesco»
su «Il sussidiario».
«Wave»
è un album discografico pubblicato
il diciassette di maggio del 1979.
In quei giorni,
o lo stesso giorno oppure il giorno successivo o nei giorni successivi,
avevo visto
la pubblicità di un negozio «nato sul mare»,
al porto di Porto Empedocle (Ag - provincia di Agrigento),
di «incontro della Sicilia con il mondo»,
una pubblicità di borse che ha a che fare con la parola «onda»
in inglese,
in lingua inglese,
la avevo vista proprio andando una domenica pomeriggio in automobile proprio oltre il porto di Porto Empedocle,
a Marinella,
a Porto Empedocle,
nella Marinella di Andrea Camilleri a pranzare.
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