sul mar Tirreno,
quindi in mare,
il quattro di marzo del 1861,
nella seconda metà dell'Ottocento:
sarei andato
allo spettacolo teatrale gratuito «Ippolito Nievo: processo all’Unità d’Italia»,
sull'unificazione dell'Italia,
su un palco teatrale estivo all'aperto di via Panoramica dei templi,
ci vado qualche volta,
quest'estate non ancora,
in una valle della mia città,
ma c'è altro altrove.
Spero lo replichino nuovamente gratuitamente, chissà quando, chissà cos'è.
Nel romanzo «Il prato in fondo al mare»,
del 1974,
poco prima che CMRomanzi nascesse,
questo romanzo era stato
il Premio Campiello del 1975,
di Stanislao Nievo,
nato
a Milano,
in una città in cui ho vissuto,
lui era venuto al mondo il trenta di giugno del 1928,
deceduto
a Roma,
in un'altra città in cui sono stato più volte,
il tredici di luglio del 2006,
in questo romanzo italiano il naufragio sul mare Tirreno viene rappresentato e delineato e ritratto
con parole,
secondo Cesare Garboli,
che era stato in vacanza a Siculiana (Ag - provincia di Agrigento),
nella sua prefazione a questo romanzo storico,
come «una sospetta strage di Stato italiana, maturata dalla Destra e decisa dal per liquidare la Sinistra garibaldina: "strage" con la quale si sarebbe aperta la storia dell'Italia unita».
la Valle dei templi della mia Agrigento,
la Siculiana in cui era stato in vacanza Cesare Garboli?
Grazie a Wikipedia in italiano.
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