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Visualizzazione post con etichetta David Maria Turoldo. Mostra tutti i post
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sabato 5 agosto 2023

Ermes Ronchi, il Vangelo di Matteo, la faccia ed il sole, le tende e il «non fare parola»

Il Vangelo secondo Matteo 17, 1 - 9 (Matteo, 17, 1 - 9) su Avvenire secondo Ermes Ronchi nella rubrica 

 
 
 
 
 
 

di Avvenire: 

 

 

 

con la faccia di Gesù trasfigurato «splendida come il sole» e l'ordine dello stesso Gesù di non fare parola della visione, «finché il Figlio dell'uomo non sarà risorto da morte». 





 

«Il suo volto brillò come il sole»  (17,2).

 

 

 

E volete visitare il convento di frate Ermes Ronchi, 

 

 

 

partendo da Agrigento e dalla Sicilia, insieme al mio blog CMTempoLibero?

 

 

 

Vi basta scrivermelo su CMLibri su Twitter (profilo qui), 






 
 
 
seguirmi sia lì sia qui su Blogger/Blogspot 
 
 
 
e leggere moltissimo altro tramite i tag qui sotto a fine articolo (come CMSaggistica) 
 
 
 
e attraverso tutte le etichette alla fine della colonna destra di questo blog.

 

 

 

Ed «un fiore di luce nel nostro deserto» (David Maria Turoldo).

 

 

 

Hans Urs von Balthasar: «far slittare il significato di tutta la catechesi, di tutta la morale, di tutta la fede: smetterla di dire che la fede è cosa giusta, vera, santa, doverosa (e mortalmente noiosa aggiungono molti) e annunciare invece la parola del Tabor: Dio è bellissimo». 

 

 

 

Ed un'altra lettura è il Salmo 96.

lunedì 31 agosto 2020

Il Salmo 62, Ermes Ronchi e «Salmodia della speranza» di Turoldo

Versetto 26 del passo di Matteo di cui scrivo quasi alla fine del mio articolo: «che giovamento avrà l'uomo se, avendo conquistato tutto il mondo, è danneggiato poi nella sua vita?» 

Martin Buber, F. Fiorillo e «Salmodia della speranza» di David Maria Turoldo citati da Ermes Ronchi nel commento al Vangelo «Quell'invito impegnativo di Gesù a seguirlo» su Avvenire e Ermes Ronchi #CMLibri su Mix.

E la croce «che segna vette dei monti» e campanili, «suicidio per amore» per il regista Alain Resnais.

Riferimento anche al fuoco del profeta Geremia e a Geremia, 20, 7 - 9, una delle letture.

Le altre sono il Salmo 62; la Lettera ai Romani di San Paolo (Romani 12, 1 - 2) ed il Vangelo di Matteo (Matteo 16, 21 - 27). 

E volete visitare il convento di Isola Vicentina in cui vive padre Ermes Ronchi? Se sì potete contattarmi sui miei profili sociali CMLibri su Twitter, Facebook, Instagram, Tumblr, Pinterest, You Tube, eccetera e seguirmi lì o anche qui su Blogger/Blogspot. 

Grazie ad Ecosia ed al Corriere dello spettacolo per le informazioni sul lavoro teatrale «Salmodia».

Commento pubblicato sul giornale dei vescovi italiani oggi, giovedì ventisette agosto 2020.

Il regista Resnais, il Vangelo di Matteo, Ermes Ronchi e «Salmodia della speranza» di Turoldo

Il Vangelo di Matteo (Matteo 16, 21 - 27) al centro del commento al Vangelo di Ermes Ronchi «Quell'invito impegnativo di Gesù a seguirlo» su Avvenire e Ermes Ronchi #CMLibri su Mix.



In Geremia 20, 7 - 9, invece, la seduzione del Signore e Geremia che cede alla sua seduzione.


 

Il Signore Dio che forza su Geremia. Riferimento nel testo ronchiano alla croce «che segna vette dei monti» e campanili, «suicidio per amore» per il regista Alain Resnais.

Grazie ad Ecosia ed al Corriere dello spettacolo per le informazioni sul lavoro teatrale «Salmodia della speranza» di David Maria Turoldo citata da padre Ronchi.


sabato 4 aprile 2020

Il «respiro del mattino», la «salvezza dalla malattia, dalla morte» e i cristiani «isolati nelle loro case» - Bonhoeffer, Twardowski, Turoldo, la Bibbia ed Ermes Ronchi

La morte: «Tutti gli uomini vanno a Dio nella loro sofferenza, piangono per aiuto, chiedono felicità e pane, salvezza dalla malattia, dalla morte» (Bonhoeffer nella citazione ronchiana).  
 
 
 
E riferimento a padre David Maria Turoldo.  
 
 
 
Ma anche queste letture in «La Croce è l'innesto del cielo nella terra» di Ermes Ronchi: Isaia 50, 4 – 7.



 

 
Con l'orecchio.


 
E la lingua.
 



 
 
Le guance.

 
La barba.



 

 
E gli sputi in faccia. 
 
 
 
Il Salmo 21.
 
Voti. 
 
Preghiere.
 



 
 
E la Lettera ai Filippesi di San Paolo con i versetti 2, 6 – 11; il vangelo di Matteo 26, 14 – 27, 66.
 
 



Ronchi, la vita e l'amore: «Anche isolati nelle loro case, i cristiani stanno vicino, sono in empatia vicini alla sofferenza di quanti chiedono vita, salute, pane, conforto; vicini come rabdomanti di dolore e di amore. E dove respirano meglio è la croce».  
 
 
 
Potete leggere il suo commento al vangelo sulla collezione Ermes Ronchi #CMLibri su CMLibri su Mix oppure su Avvenire. 
 
 
 
Potete leggere moltissimo altro tramite i tag qui sotto a fine articolo e attraverso tutte le etichette alla fine della colonna destra di questo blog (come CMSaggistica ed Amore).

domenica 2 febbraio 2020

Gibran, Simone Weil, Turoldo, i figli di Dio e non dei genitori ed Ermes Ronchi

Secondo voi «le cose più importanti del mondo non vanno cercate, vanno attese» (Simone Weil)?  
 
 
 
«Cristo, mia dolce rovina», come canta padre David Maria Turoldo? 
 
 
 
Vangelo di Luca (Luca 2, 22 - 40) in «Un figlio appartiene a Dio, non ai genitori» di Ermes Ronchi. 
 
 

 
 
 
L'azione in movimento della pagina evangelica a Gerusalemme.
 
 

 
 
 
Le tortore, Simeone ed Anna. 
 
 

 
 
 
Ma anche la figlia di Giairo e «talità kum». La citazione «i figli non sono nostri» di Kalil Gibran. 
 
 
 
Letture di Malachia 3, 1 - 4 (e anche 3, 19 - 20); 
 
 
 
 
 
 
della Lettera agli Ebrei di San Paolo (Ebrei 2, 14 - 18). 
 
 
 
Lettera agli Ebrei: 12, 1 - 4 e 11, 1 - 2 ed 8 - 19.

mercoledì 29 gennaio 2020

La generazione, Turoldo, Tommaso d'Aquino, l'agricoltura e il «polline», la Bibbia ed Ermes Ronchi

«Siamo davanti al messaggio generativo del Vangelo» scrive Ermes Ronchi in «Il Signore è qui, ma riusciamo a distrarci» 
 
 
 



 
 

Con citazioni di David Maria Turoldo, 
 
 
 
san Tommaso d'Aquino («L'amore è passione di unirsi all'amato») ed il Vangelo di Luca 8, 1 - 3.



  

 
In questa pagina evangelica i temi sono la buona novella, il Regno di Dio, i dodici apostoli, le donne guarite da  spiriti cattivi e da infermità, Maria di Magdala, Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna. 
 


 
 
Ronchi:



«Gesù cammina, ma non vuole farlo da solo, ha bisogno di uomini e anche di donne che gli siano vicini (Luca 8,1-3), che mostrino il volto bello, fiero e luminoso del regno e della sua forza di comunione. E li chiama ad osare, ad essere un po' folli, come lui».

 

 

 

 
 
 
Luca:



«Vi erano con lui i Dodici e anche alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Màgdala, dalla quale erano usciti sette demoni, Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre». 

 
 
Riferimenti ad Adamo ed Eva, a Cafarnao e Betsaida, alla «meticcia» Galilea, «quasi Siria, quasi Libano, regione quasi perduta per la fede» (io non so come sia questo territorio oggi e non ho competenze di studio sulla Galilea biblica). 
 
 
 
Ma anche alle colline ed al lago di Galilea, a Zabulon e Neftali, al Giordano.


 
Fra le letture il profeta Isaia (Is 8, 23 e 9, 3).
 
Caligine ed angoscia, la via del mare, al di là del Giordano, il distretto delle nazioni, un «popolo che camminava nelle tenebre», «una grande luce», gli «abitanti in paese tenebroso», la gioia, grande letizia, la mietitura, la preda, il giogo, la verga, il bastone, il sorvegliante, Madian.



 

 
Secondo me padre Ronchi sembra pensare alla luce, se non altro tramite il «mezzo opposto», le mezze tenebre delle stelle. 
 
 
 
O la «mezza luce» delle stelle...
 


«Dio è vicino, è qui, e non al di là delle stelle. C'è polline divino nel mondo». 

 
 
Ed il polline fa forse pensare alla mietitura. 
 
 
 
O no? 
 
 
 
Mi sbaglio oppure no?

 
E - ritornando alle nostre letture - c'è anche il Salmo 26.



 

 
Canto del ritorno, Canto delle ascensioni con i prigionieri di Sion, il sognare, la bocca ed il sorriso, la lingua, i canti di gioia, l'eravamo felici ed i «torrenti che scorrono nel Negheb», «Quelli che seminano nel pianto, mieteranno nella gioia».
 
«Va piangendo colui che porta il seme da gettare; mentre viene con gioia colui che porta i suoi covoni».
 
 

 
 
 
Scriverei che dopo la mietitura ed il giogo e il polline ci sono il seminare, il seme da gettare ed i covoni.


 

«Dio è all'opera, qui tra le colline e il lago, per le strade di Cafarnao e di Betsaida, per guarire la tristezza e il disamore del mondo». 

 
 
Così scrive il frate friulano, Ronchi. A cui corrispondono nel centoventiseiesimo Salmo



«Allora la nostra bocca si riempì di sorriso, 
la nostra lingua di canti di gioia»
e

«Grandi cose ha compiuto il Signore per noi: 
eravamo felici!»
 
 
 
e le citazioni di sopra sulla semina, il piangere, il mietere, l'allegria, la paglia e i seminatori.



Infine la Prima lettera ai Corinzi di San Paolo (1 Corinzi 1, 10 - 13 e 17) 
 
 
 
ed il Vangelo di Matteo 4, 12 - 23.
 
Si parla di Giovanni Battista, di Gesù, di Nazaret, Nèftali, del Giordano, di «Convertitevi», di Simon Pietro, dell'apostolo Andrea, dei pescatori di uomini, di reti da pesca, di Giacomo di Zebedeo, dell'apostolo Giovanni, di sinagoghe.
 
 

 
 
 
Commento di padre Ermes al Vangelo - che potete leggere sulla collezione« Ermes Ronchi #CMLibri» su CMLibri su Mix - pubblicato giovedì ventitre gennaio 2020.