Il blog di Calogero Mira sul tempo libero (e i tempi liberi...), i viaggi, i libri, la cucina, la musica, i giochi e la salute. Lombardia, Piemonte e Sicilia. Le loro gastronomie. La letteratura siciliana ed italiana. Suoni siculi, europei e del mondo. I giochi da tavolo. #CMTempoLibero
Lettori fissi
You Tube: CMMusica, CMLibri, CMViaggi e CMGiardinaggio!
Seguite CMViaggi su Pinterest
Spotify for Podcasters - CMViaggi, CMLibri, CMRicette, CMMusica e CMSalute
CMLibri su Tumblr
mercoledì 10 gennaio 2024
«CMViaggi al cinema» e... in «Wonka» non la Galleria Vittorio Emanuele di Milano? Sicuramente la salopette e l'abito tradizionale alla bavarese
lunedì 8 gennaio 2024
Da «La fabbrica di cioccolato» di Dahl «Wonka» per «CMLibri al cinema» con sceneggiatura di Paul King e Farnaby con Chalamet, Atkinson e l'Umpa Lumpa Hugh Grant - E per me niente bici stavolta
Dal romanzo,
dal romanzo per bambini,
dal romanzo per bimbi, a quanto pare,
«La fabbrica di cioccolato»
di Roald Dahl - di cui avevo già scritto
su questa pagina -
il film «Wonka».
Che deve moltissimo al «collega» film «Mary Poppins».
Soprattutto nella scena con Wonka e la ragazza sulle cupole e vetrate della galleria,
che devono abbastanza,
se non molto,
a quei momenti con Mary e Bert sui tetti di Londra.
Ma dall'ombrello marypoppinsiano si passa ai numerosi palloncini,
che rendono il concetto della leggerezza della pellicola.
E, più tardi, torneranno gli ombrelli...
Ed è molto piacevole
- anche se differente -
come il film «La fabbrica di cioccolato»,
del 2005,
di Tim Burton.
Simile per l'eccentricità del cioccolataio Willy Wonka.
Toni anche da film giallo in alcuni momenti,
al momento di una scoperta ed «indagine»
su un/una protagonista.
Mi ha un po' «deluso», invece, il quasi-finale del film - non risolutivo -
con un bene architettonico,
un castello molto bello,
quasi un po' «rovinato»
dalle immagini,
probabilmente elaborate al computer e/o con la tecnologia,
modernità un po' tanto e, forse, persino troppo «burine».
Ciò nonostante, credo che questo film «Wonka»
possa meritarsi un otto e mezzo,
un nove meno o un nove,
qui sulla «mezza recensione»
di «CMLibri al cinema».
E chissà se leggerò mai il romanzo di Dahl.
E quando nuovamente in televisione,
per me presumibilmente e probabilmente tramite il ripetitore televisivo della Rupe Atenea,
«Willy Wonka e la fabbrica del cioccolato»,
del 1971,
con Gene Wilder?
«Wonka», invece, con soggetto cinematografico di Paul King.
Che è il regista cinematografico.
E firma anche la sceneggiatura cinematografica insieme a Simon Farnaby.
Ed ho visto questo film ambientato in un mondo di fantasia,
purtroppo non essendoci andato in bicicletta,
anche perché stasera ha piovuto,
in via XXV aprile,
nella mia Agrigento,
al cinema,
con l'attore cinematografico Timothée Chalamet che è diventato Willy Wonka - Alex Polidori è
il doppiatore italiano.
Con Keegan-Michael Key nel ruolo del capo della polizia difficilmente corruttibile,
ma, comunque, corruttibile,
doppiato da Andrea Lavagnino.
E si presenta bene - chissà se anche in questa pellicola - Jim Carter (Abacus Crunch),
con un aspetto ed un'apparenza ed occhiali da vista abbastanza intellettuali.
L'attrice cinematografica Sally Hawkins è la madre di Willy Wonka,
che si è vista per poco tempo,
mentre Olivia Colman una signora Scrubbit, Mrs Scrubbit,
davvero molto affarista ed «attaccata al denaro»
ed alle scritte in piccolo dei contratti,
alla fine del film,
insieme a Bleacher,
quasi una Fiona verde con Shrek verde
(Tiziana Avarista la doppiatrice italiana),
e Calah Lane impersona una Noodle abbastanza «giovincella».
Doppiata da Margherita Rebeggiani.
E curioso e felice di vedere il notissimo Mr. Bean, Rowan Atkinson,
qui diventato, invece, padre Julius,
in un ruolo un po' più «classico»
mentre l'attore cinematografico nero Paterson Joseph è Arthur Slugworth,
e si presenta davvero molto bene recitando in maniera eccellente,
mentre nei panni di Prodnose - gioco di parole? - abbiamo Matt Lucas.
Ed un ulteriore gioco di parole per il Bleacher di Tom Davis,
energico e rudemente e selvaggiamente simpatico?
Nome tedesco per il suo personaggio cinematografico di Fickelgruber per Mathew Baynton.
Un'altra curiosità per me è stata, inoltre, scoprire com'è l'Umpa Lumpa del notissimo Hugh Grant.
Dimenticatevi gli Umpa Lumpa in quantità ed abbondanza del film burtoniano,
della versione cinematografica burtoniana.
E la fotografia,
la fotografia cinematografica di Chung Chung-hoon,
ha qualche preferenza per i colori scuri e le «sfumature» notturne.
Ed il montaggio di Mark Everson?
E gli effetti speciali di Hayley J. Williams,
subentrati non solo nelle scene cinematografiche con gli uomini volati ai «piani alti»
della galleria - leggete su questa galleria qui?
Gli effetti speciali cinematografici dominano a bizzeffe!
E la scenografia cinematografica di Nathan Crowley?
Ed i costumi cinematografici di Lindy Hemming?
Davvero piacevoli,
eleganti
oppure anche colorati.
Ed il trucco cinematografico di Sally Alcott?
E volete visitare, insieme al mio blog CMTempoLibero, la Agrigento dei libri e dei suoi luoghi cinematografici del passato?
su Hubhopper (audioprofilo),
su You Tube (link alla mia pagina e profilo),
Talbot per la colonna sonora del «Wonka» un po' musical ed Hannon per le canzoni - Ed il tip tap
La colonna sonora cinematografica di Joby Talbot per il film «Wonka».
Mentre Neil Hannon per le canzoni,
che mi sono piaciute,
in questa sorta - anche -
di musical cinematografico,
in cui si arriva, persino, ad un tip tap alla Fred Astaire e, se ricordo bene,
alla Ginger Rogers oppure alla «Mary Poppins».
Darei un voto di otto e mezzo oppure di nove o di nove e mezzo alle musiche di questo film,
con un voto più alto alle canzoni che alla colonna sonora.
E volete visitare, insieme al mio blog CMTempoLibero, la Agrigento della musica e dei suoi luoghi cinematografici - città in cui ho visto questo film?
Vi basta scrivermelo su CMMusica su Pinterest (anche qui CMMusicaBlog - con foto e, forse, video)
e sulle reti sociali,
su X,
già Twitter (sono CMMusicaBlog là),
su Hubhopper,
su Spotify for Podcasters (profilo),
su You Tube (profilo qui),
su Google Maps,
su Mix (raccolta di pagine),
su altri cosiddetti social network,
come Swarm e Foursquare,
come TikTok,
come Linkedin,