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lunedì 23 marzo 2026

«Mai più canzoni [...] in greco» in «Il battito» di Fossati, nato il 21 settembre 1951, ed «I treni di Tozeur» di Battiato, venuto al mondo il 23 marzo 1945 - Gino Negri, «La Tancia» ed il primo degli «Indovinelli» di Michelangelo Buonarroti il giovane, il «Molto rumore per nulla» scespiriano con Leonato, il governatore di Messina, ed il riferimento a don Pedro principe di Aragona, la lettera, la notte - Paolo Poli, «È l'amore», Logiri e Lamorgese, Sgalambro

Sono CMMusica su You Tube e potete seguirmi lì per guardare 
 
 
 
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sui cantautori italiani ed anche siciliani. 
 
 
 
Parole e suoni battiateschi e altro. 
 
 
 
Volete fare un tour da Agrigento, 
 
 
 
la mia città,
 
 
 
a Milo (Ct - provincia di Catania) 
 
 
 
e Catania nella Sicilia di Franco Battiato, 
 
 
 
nato 
 
 
 
il ventitre di marzo del 1945, 
 
 
 
morto 
 
 
 
il diciotto di maggio del 2021? 
 
 
 
«Mai più canzoni [...] in greco» 
 
 
 
nelle canzoni «Il battito» 
 
 
 
di Ivano Fossati, 
 
 
 
venuto al mondo il ventuno di settembre del 1951, 
 
 
 
ed «I treni di Tozeur» 
 
 
 
di Franco Battiato.
 
 
 
A Milano, 
 
 
 
al Cab64, Franco Battiato aveva conosciuto 
 
 
 
il compositore Gino Negri, 
 
 
 
nato e venuto al mondo
 
 
 
il venticinque di maggio del 1919,
 
 
 
deceduto 
 
 
 
il diciannove di luglio del 1991,
 
 
 
che gli aveva proposto 
 
 
 
di lavorare 
 
 
 
in teatro cantando brani musicali scritti e composti 
 
 
 
da lui, 
 
 
 
dallo stesso Battiato, 
 
 
 
in spettacoli teatrali come «La Tancia» 
 
 
 
di Michelangelo Buonarroti il giovane, 
 
 
 
morto
 
 
 
l'undici di gennaio del 1646,
 
 
 
e la tragicommedia «Molto rumore per nulla» 
 
 
 
(«Much Ado About Nothing»
 
 
 
o «Much Adoe About Nothing»),
 
 
 
del 1598 - 1599,
 
 
 
registrato nello «Stationers' Register» 
 
 
 
 
il quattro di agosto del 1600,



il ventitre di agosto del 1600,
 
 
 
in prima pubblicazione nel 1600,
 
 
 
di William Shakespeare.



La «Stationers»
 
 
 
dovrebbe 
 
 
 
essere
 
 
 
la Corporazione dei librai,
 
 
 
con ufficio di tutela dei diritti d'autore;
 
 
 
lo «stationer»
 
 
 
è il cartolaio.
 
 
  

I.

 
Mi nutrisco per le rene:
     Vo vestita di catene:
     Verso il sangue e non ho vene:
     Vivo sotterra tra ferite e pene;
     E spenta, all’aria torno, e quivi ho bene.

La botte.

 

 

 

Eccovi

 

 

 

il primo degli «Indovinelli»,

 

 

 

del Seicento,

 

 

 

del XVII secolo,

 

 

 

di Michelangelo Buonarroti il giovane.

 

 

 

Much adoe about Nothing.


Actus primus, Scena prima.


Enter Leonato Gouernour of Messina, Innogen his wife, Hero his daughter, and Beatrice his Neece, with a messenger.



Leonato.
I learne in this Letter, that Don Peter of Arragon, comes this night to Messina.
 
 
 

Chi è Leonato?
 
 
 
Il governatore di Messina;
 
 
 
il principe di Aragona è Don Pedro.
 
 
 

MOLTO STREPITO

PER NULLA



ATTO PRIMO


SCENA I.

Dinanzi alla casa di Leonato.

Entrano Leonato, Ero, Beatrice ed altri con un Messaggiere.

Leon. Questa lettera mi annuncia che don Pedro di Aragona verrà questa notte a Messina. 

 

 

 

Queste le prime parole della traduzione dall'inglese, 

 

 

 

del 1859,

 

 

 

di Carlo Rusconi.

 
 
 
In questo locale milanese Cab64,
 
 
 
come comunicato
 
 
 
da Battiato,
 
 
 
c'era anche il dichiaratamente omosessuale Paolo Poli,
 
 
 
nato
 
 
 
il ventitre di maggio del 1929,
 
 
 
morto
 
 
 
il venticinque di marzo del 2016.
 
 
 
Alcuni brani dell'intero album musicale che il cantante Franco Battiato aveva registrato
 
 
 
nel 1969,
 
 
 
su iniziativa musicale di un certo Maso Biggero,
 
 
 
per la casa editrice musicale Philips,
 
 
 
ma questa casa discografica scelse
 
 
 
di non pubblicarlo,
 
 
 
alcuni brani musicali furono pubblicati 
 
 
 
nel 1982 nell'antologia musicale «Franco Battiato» 
 
 
 
della Armando Curcio Editore,
 
 
 
su concessione dell'etichetta musicale PolyGram.
 
    

Il primo brano musicale del lato A ha 



il titolo musicale «È l'amore»,
 
 
 
con testo della canzone di Franco Battiato,
 
 
 
con musica di Giorgio Logiri,
 
 
 
del 1946,
 
 
 
di Guido Lamorgese.
 
 
 
Battiato aveva collaborato 
 
 
 
con il filosofo Manlio Sgalambro,
 
 
 
nato
 
 
 
il nove di dicembre del 1924,
 
 
 
morto
 
 
 
il sei di marzo del 2014.
 
 
 
Grazie al «Portale Rock», 
 
 
 
al «Portale Musica», 
 
 
 
al «Portale Letteratura»,
 
 
 
al «Portale Teatro»,
 
 
 
al «Portale Lgbt»,
 
 
 
dell'enciclopedia in rete Wikipedia in italiano;
 
 
 
alla biblioteca in rete ed internet WikiSource in italiano;
 
 
 
alla biblioteca web WikiSource in inglese.

sabato 28 febbraio 2026

«Il ritratto di signora» di Henry James, con il partecipare al tè o no - Lo berreste insieme a CMRicetteBevande? La lettera del 19 luglio 1899 dalla Lamb House di Rye, comprata quell'anno, ad Hendrik C. Andersen -«Taccuini» vale l'acquisto?

Di Henry James,

 

 

 

morto 

 

 

 

il ventotto di febbraio del 1916,

 

 

 

la lettera del diciannove di luglio del 1899, 

 

 

 

scritta 

 

 

 

alla Lamb House,

 

 

 

a Rye,

 

 

 

nel Sussex,

 

 

 

affittata da Henry James nel 1898,




acquistata




nel 1899,




una lettera indirizzata 

 

 

 

ad Hendrik Christian Andersen,

 

 

 

nato

 

 

 

il diciassette di aprile del 1872, 

 

 

 

deceduto e morto 

 

 

 

il diciannove di dicembre del 1940.

 

 

 

Questa lettera è di pubblico dominio oppure ancora no?

 

 

 

Dopo avere comprato

 

 

 

il libro «Amato ragazzo»,

 

 

 

a cura di Rosella Mamoli Zorzi,

 

 

 

potrei 

 

 

 

comprare anche il libro «Taccuini»

 

 

 

di Henry James,

 

 

 

dato che le biblioteche di Agrigento,

 

 

 

di Porto Empedocle,

 

 

 

di Siculiana (Ag - provincia di Agrigento),

 

 

 

non lo hanno,

 

 

 

secondo una mia ricerca sul sito dell'Opac di Agrigento.




E da Londra,




da questa città in cui è morto Henry James,




da Rye,




dal Sussex,




volete




frequentare 




un corso a pagamento in italiano,




in lingua italiana,




su queste lettere di Henry James,

 

 

 

bere un tè letterario a pagamento insieme a CMTempoLibero?




Scrivetemelo, 

 

 

 

se volete,

 

 

 

su CMLibri

 

 

 

su CMRicette,

 

 

 

sulle reti sociali,




per questo corso e tè letterario a pagamento,




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leggete




moltissimo altro




tramite alcuni dei tag ed alcune delle etichette qui sotto a fine testo.




Dopo l'incipit letterario qui del romanzo, 

 

 

 

del romanzo di formazione, 

 

 

 

«Il ritratto di signora» 

 

 

 

di Henry James,

 

 

 

eccovi 

 

 

 

la seconda frase:

 

 

 

There are circumstances in which, whether you partake of the tea or not - some people of course never do - the situation is in itself delightful.




Grazie all'enciclopedia in rete Wikipedia in italiano,




alla biblioteca in rete WikiSource in inglese.

venerdì 19 luglio 2024

La frana ad Agrigento del Sessantasei, la relazione Martuscelli - Saragat, Aldo Moro, Giacomo Mancini, Angelo Cinquemani

Anche per «L'almanacco storico agrigentino di CMViaggi»,

 

 

 

per «L'almanacco storico di CMViaggi»,

 

 

 

ricorre il cinquantottesimo anniversario della disastrosa frana ad Agrigento del 1966

 

 

 

del luglio 1966,

 

 

 

del diciannove luglio del Sessantasei

 

 

 

E finora non avevo letto le conclusioni della cosiddetta relazione Martuscelli dell’epoca, 

 

 

 

sulle responsabilità della classe politica del tempo, 

 

 

 

ma ho trovato un estratto dal testo:

 

 

 

«Gli uomini, in Agrigento, hanno errato, fortemente e pervicacemente, sotto il profilo della condotta amministrativa e delle prestazioni tecniche, nella veste di responsabili della cosa pubblica e come privati operatori. Il danno di questa condotta, intessuta di colpe coscientemente volute, di atti di prevaricazione compiuti e subiti, di arrogante esercizio del potere discrezionale, di spregio della condotta democratica, è incalcolabile per la città di Agrigento. Enorme nella sua stessa consistenza fisica e ben difficilmente valutabile in termini economici, diventa incommensurabile sotto l'aspetto sociale, civile ed umano.»

 

 

 

La situazione di Agrigento viene connessa a quella di tutta Italia:

 

 

 

nella lettera di trasmissione della Relazione Martuscelli tema è

 

 

 

«la gravità della situazione urbanistico-edilizia del paese, che ha trovato in Agrigento la sua espressione limite”,

 



con l’augurio

 

 

 

«che da questa analisi concreta parta un serio stimolo nel porre un arresto - deciso ed irreversibile - al processo di disgregazione e di saccheggio urbanistico».

 

 

 

 Il problema, 

 

 

 

secondo la conclusione della Commissione Martuscelli,

 

 

 

«non può ovviamente, essere risolto che con una nuova legge urbanistica - la cui emanazione non dovrebbe essere ulteriormente rinviata - ; ma in attesa che tale legge entri in vigore e dispieghi i suoi effetti positivi e rinnovatori, appare indispensabile ed urgente l'adozione - eventualmente anche nella forma del decreto-legge - di alcune essenziali ed incisive norme di immediata operatività atte ad affrettare la formazione dei piani, ad eliminare nei piani e nei regolamenti le più gravi storture relative ad indici aberranti e a troppo estese facoltà di deroga e ad impedire i più vistosi fenomeni di evasione e di speculazione.»

 

 

 

Ringrazio, peraltro, anche e soprattutto Angelo Cinquemani che, 

 

 

 

sul suo testo su un blog,

 

 

 

nato da una rivista agrigentina,

 

 

 

fa riferimento al presidente della Repubblica italiana dell'epoca, 

 

 

 

a Giuseppe Saragat,

 

 

 

al presidente del Consiglio in Italia all'epoca,

 

 

 

ad Aldo Moro,

 

 

 

al ministro dei Lavori pubblici di quel tempo,

 

 

 

a Giacomo Mancini.

 

 

 

E sono stato alla commemorazione dell’anniversario , 

 

 

 

partecipando alla deposizione dei fiori poco dopo le sei della sera estiva, 

 

 

 

poco dopo le diciotto,

 

 

 

di oggi pomeriggio, 

 

 

 

davanti all’ingresso di Villa del Sole, 

 

 

 

innanzi a quest'ingresso,

 

 

 

e concordo in parte sul fatto che sia simbolo attuale di devastazione urbana. 

 

 

 

Buon lavoro al Codacons di Agrigento, 

 

 

 

che era presente con Giuseppe Di Rosa,

 

 

 

il circolo del Partito democratico di Agrigento, 

 

 

 

le associazioni Agrigento Punto e a capo, 

 

 

 

al centro di questa manifestazione,

 

 

 

«Mani Libere», 

 

 

 

il Cepasa, 

 

 

 

che era rappresentato da Paolo Cilona,

 

 

 

«Mareamico», 

 

 

 

rappresentata da Claudio Lombardo,

 

 

 

«Agrigento Kum! Alzati!». 

 

 

 

Ed eccovi parte delle conclusioni del documento Martuscelli: 
 
 

 

«la commissione, nel rimettere gli atti, sente il dovere di segnalare […] la gravità della situazione urbanistico-edilizia del paese, che ha trovato in Agrigento la sua espressione limite. E non può, nel concludere, non auspicare che da questa analisi concreta parta un serio stimolo nel porre un arresto - deciso ed irreversibile – al processo di disgregazione e di saccheggio urbanistico. […] Se, da un serio esame della situazione di Agrigento potranno emergere, con l’ampliamento dell’orizzonte e con una precisa volontà operativa, atti concreti di progresso urbanistico, la frana di Agrigento non sarà soltanto ricordata come un evento calamitoso, che ha posto in luce gravi situazioni patologiche locali, ma potrà aprire un nuovo capitolo nella storia dell’intero paese».

 

 

 

Grazie ad Angelo Ruoppolo per avermi comunicato

 

 

 

di questo evento politico-culturale- sociale,

 

 

 

al Videogiornale della tv agrigentina Teleacras,

 

 

 

su una pagina del sito internet di questa televisione agrigentina e siciliana.

 

 

 

Ed io, parte della cittadinanza, ho partecipato,

 

 

 

questo venerdì diciannove di luglio del 2024.

sabato 13 luglio 2024

Alla padellata della Festa della Madonna del Carmine nella città dei miei parenti da parte di madre spero di partecipare, se non ci sarà molto altro di più interessante

Buona padellata a tutti e tutte ad una festa di cui vi avevo già scritto su questa pagina.

 

 

 

Ed, insieme al mio blog CMTempoLibero, 

 

 

 

volete godervi non soltanto la Festa della Madonna del Carmine, 

 

 

 

ma anche tutto il centro di Porto Empedocle (Ag - provincia di Agrigento)

 

 

 

passando nei dintorni di piazza Kennedy,

 

 

 

l'intera città?

 

 

 

Scrivetemelo su CMRicette su X




 
 
 
e sulle altre reti sociali,
 
 
 
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oppure attraverso tutte le etichette a conclusione della colonna destra di questo diario elettronico,



in rete,
 
 
 
in internet,
 
 
 
di questo blog, 
 
 
 
anche sulla cucina,
 
 
 
sulle padellate
 
 
 
(se non cambierò le impostazioni grafiche, 
 
 
 
il che è possibile,
 
 
 
ma altamente improbabile)! 



Grazie al sito d'informazione agrigentina Scrivo libero.



E chissà se ci sarà la padellata nel mio venerdì diciannove di luglio di questo 2024,



dalle otto della sera estiva,



dalle venti.

mercoledì 19 luglio 2023

#Audio Con un gatto «d'epoca» al Museo nazionale di Aleppo e le torri di Radkan e Kashmar il mio mercoledì del «Festival del cinema archeologico» in un museo della mia città - E le ancore «storiche» di Cannatello e la radio

Non conosco ancora Giuseppe Lepore, archeologo,




docente dell’Università di Bologna




e direttore degli scavi della Casa III M,




un’abitazione scoperta nel 2017




nel Quartiere ellenistico-romano,




alla Valle dei templi di Agrigento.




Ha parlato, probabilmente, al «Festival del cinema archeologico»

 

 

 

al chiostro del Museo archeologico regionale siciliano Pietro Griffo - Marag -




di contrada San Nicola,




prima di «The Oath of Cyriac», «Il giuramento di Ciriaco»,




con un riferimento a Ciriaco D'Ancona o Ciriaco De' Pizzicolli,




con la regia documentaristica di Olivier Bourgeois 

 

 

 

(Andorra, 2021, ben settantadue minuti, quasi un'ora e un quarto)

 

 


con un piccolo gruppo di archeologi e curatori museali




- fra cui Bashir Shabani,




anche in quel tredici di giugno o di luglio del 2015 -




che lotta per preservare il patrimonio di reperti archeologici del Museo nazionale di Aleppo durante il conflitto siriano




trasferendolo a Damasco.




Ed in questo patrimonio anche una statua decorativa archeologica con un gatto. 

 

 

 

Si sta andando idealmente in Siria dunque.




Sono riusciti a mettere in salvo cinquantamila manufatti in una città assediata?

 

 

 

C'è stato «il lieto fine di una fiaba»? 

 

 


E mi sta incuriosendo anche «The Radkan Tower», «La Torre Radkan»,




con la regia documentaristica di Ehsan Mollazadeh e Hojjat Heidari

 

 

 

(Iran, 2019, trenta minuti)




con una sorta di flauto, 




forse un flauto tradizionale iraniano, suonato all'inizio del documentario.

 

 

E ne ho scritto su Whatsapp ad un iraniano che vive in Italia e che conosco.

 

 


E sto vedendo, dunque, questa torre conica iraniana in mattoni, di venticinque metri, che è lì da secoli, 




abbastanza bella, 




ma nulla di speciale, 

 

 

 

uno strumento astronomico molto avanzato, 

 

 

 

costruito quasi ottocento anni fa, nel 660 del calendario iraniano (nel Trecento?) 

 

 

 

sotto la supervisione di Khawaja Nasir al-Din al-Tusi, 

 

 

 

che ha la capacità di determinare il momento esatto del cambio di ogni stagione, 

 

 

 

portando la lieta novella dell’arrivo della primavera, il Nowruz, il primo giorno di primavera in Iran, 




il Capodanno iraniano. 




Torre con giochi di luce che non sono nulla di speciale. 




E si vede anche la Torre di Kashmar, simile e sempre in Iran, forse più bella. 



Nel documentario anche un ingegnere - che credo si chiami Manouhcher Ahrian. 




Abbastanza bella la grafica d'animazione. 




E si fa riferimento alle iscrizioni di Dario. 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
ed Instagram (qui)
 
 
 
dovreste vedere, forse, dunque, da qui, 



da questo museo,
 
 
 
i miei video e, molto più difficilmente, le mie foto da questa abitualissima nuova edizione del «Festival del cinema archeologico» di Agrigento.
 
 
 

E volete visitare questo museo archeologico regionale siciliano Griffo, agrigentino, insieme al mio blog CMTempoLibero?

 

 

 

Potete scrivermelo - e seguirmi - anche su Pinterest (il mio profilo con foto e video e questo filmato),

 

 


 
 
 

su You Tube (videoprofilo),




su Google Maps e sulle altre reti sociali, 

 

 

 

come su Swarm e Foursquare,




ma anche su TikTok - ed, infine,



pure su Linkedin,



e qua su Blogger/Blogspot.
 
 
 

E, tramite alcuni dei tag qui sotto a fine articolo oppure attraverso le etichette in conclusione della colonna destra di questo blog, potete leggere moltissimo altro.

 
 
 
Le proiezioni stasera dovrebbero essere cominciate al solito orario. 
 

 

 

La giuria del solito e stupendo Premio Parco archeologico e paesaggistico della Valle è costituita 

 

 

 

anche da Antonio Barone (ben noto qui in territorio agrigentino), 

 

 

 

e Chiara Atalanta Ridolfi (non so chi sia).

 

 

 

E c'è anche il consueto premio del pubblico. 

 

 

 

Il coordinamento scientifico del Festival è di Valentina Caminneci e Maria Concetta Parello, archeologhe del Parco molto note qua.




Giuseppe Avenia è il responsabile solito ed usuale del Museo archeologico agrigentino
 

 

 

e Rosario Maniscalco (non so chi sia) il responsabile dell'Uo 02, l'Unità operativa 02 - chissà di cosa si occupa quest'ufficio, non lo so.




Documentari, programma e coordinamento a cura del Ram Film Festival (Rovereto Archeologia Memorie) - Fondazione Museo civico di Rovereto, 




in Trentino 




(passavo da questa cittadina in treno, ma non mi sono mai fermato).

 

 

 

Mercoledì del Festival del cinema archeologico per me ora, 

 

 

 

quest'oggi, diciannove di luglio del 2023,

 

 

 

non alle venti con il professore universitario Giuseppe Lepore sulla Casa III M,

 

 

 

perché non sono riuscito ad arrivare,

 

 

 

dato che erano già passate le venti e trenta,

 

 

 

ma dopo le ventuno,

 

 

 

le nove di sera,

 

 

 

con i filmati e documentari di questo mercoledì del Festival del cinema archeologico.




Ed ecco quanto mi chiedevo circa tre anni fa:
 
 
 
04.09.2020 Potranno essere esposte nel Museo archeologico Pietro Griffo di Agrigento 
 
 
 
le tre ancore in pietra e la grande ancora di bastimento rinvenute e scoperte nel mare agrigentino di Cannatello 
 
 
 
in seguito alle ultime immersioni effettuate tra la fine di luglio e di agosto?
 
 
 
Non credo che siano in questo museo, chissà.



Musica. Ed oggi il verso «Vieni in Riviera» - più o meno - di «Riviera» di Max Gazzè



con riferimento nel testo a Franco Battiato 



sulla frequenza fm di Rdc (Radio diocesana Concordia)



per la mattinata d'estate di Inblu2000, 



in replica la sera, 



per me prima di questo festival



Che piacere!