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martedì 12 agosto 2025

1. Le favole contro l'autismo in una Villa romana antica dei miei dintorni o, anni fa, «di cioccolata» 2. Trascritta dai fratelli Grimm «Il principe ranocchio o Enrico di ferro» in cui quest'ultimo è fedele, disperato, con 3 cerchi di ferro attorno al cuore contro gli scoppi d'angoscia - Viene salvato tramite la coppia «libertà e felicità» (CMLibri scriverà la bozza di un nuovo racconto?) 3. Non per i bimbi, ma diretto agli adulti quanto segue: mi ricorda molto tranquillamente la storia di un omosessuale, di un uomo bisessuale sposato, che ha tradito almeno due volte la moglie, le nasconde ancora la verità (scoperta già una volta) riguardante anche una relazione segreta con un Giuseppe di Sicilia (possiamo sperare nella riappacificazione fra i tre grazie alla solidarietà?) - Il coniuge vuole reprimere gli istinti e la tendenza omosessuale - La soluzione forse più probabile e «sicura» a favore di una pace serena molto duratura? Superare i fastidi con il «gaio» - fondamentalmente buono e pro-unione eterna - con i propri tempi, dire molto lentamente non soltanto a lui, ma anche alla famiglia oramai adulta quanto accaduto, avvalendosi in maniera riservatissima dell'aiuto di religiosi e veri amici; magari tramite i figli convincere attraverso i fidatissimi la consorte ad amare nel modo più immenso dell'universo accettando la natura del compagno di vita senza gelosia - aprendo la vita familiare all'altro, che nel frattempo cambierà la sua vita, come nelle triadi o nelle coppie gay che modificano la propria esistenza - Jung, l'inconscio, il vero amore che, come una casa costruita sulla roccia, nasce lentamente dalla conoscenza e, poi, dall'amicizia

Riassunto del tezo punto in questo mio blog e diario in rete, 
 
 
 
fra numerose righe la versione più lunga: 
 
 
 
mi ricorda molto tranquillamente la storia di un omosessuale paterno e comprensivo, 
 
 
 
di un uomo bisessuale sposato, 
 
 
 
che ha tradito almeno due volte la moglie, 
 
 
 
e chissà se ancora la tradisce, 
 
 
 
le nascondeva e, probabilmente, nasconde ancora la verità (scoperta già una volta) 
 
 
 
riguardante anche una relazione segreta con un Giuseppe di Sicilia (possiamo sperare nella riappacificazione fra i tre grazie alla solidarietà?) 
 
 
 
Il coniuge vuole reprimere gli istinti e la tendenza omosessuale. 
 
 
 
La soluzione forse più probabile e «sicura» 
 
 
 
per evitare situazioni da laboratorio inumane, addii ed a favore di una pace serena molto duratura? 
 
 
 
Superare i fastidi con il «gaio» 
 
 
 
- fondamentalmente buono e pro-unione eterna - 
 
 
 
con i propri tempi, 
 
 
 
dire molto lentamente non soltanto a lui, 
 
 
 
ma anche alla famiglia oramai adulta, 
 
 
 
quanto accaduto, 
 
 
 
anche il più difficile da spiegare, 
 
 
 
avvalendosi in maniera riservatissima dell'aiuto di religiosi e veri amici (uno, purtroppo, è già deceduto); 
 
 
 
magari tramite i figli convincere attraverso i fidatissimi la consorte ad amare nel modo più immenso dell'universo accettando la natura del compagno di vita senza gelosia - su cui eventualmente lavoreranno con calma e senza fretta - 
 
 
 
aprendo la vita familiare all'altro, 
 
 
 
che nel frattempo cambierà la sua vita, 
 
 
 
come nelle triadi o nelle coppie gay che modificano la propria esistenza.
 
 
 

CMLibri scriverà 

 
 
 
la bozza di un nuovo racconto sulle versioni contemporanee del principe ranocchio, 
 
 
 
di Enrico di ferro,
 
 
 
di altri personaggi, 
 
 
 
sulle protagoniste femminili, 
 
 
 
sulle donne secondarie di questa favola e fiaba tedesca di cui scrivo fra alcune righe?
 
 
 
Magari la bozza di racconto potrebbe cominciare 
 
 
 
con 
 
 
 
«Nei tempi contemporanei, quando ancora e sempre desiderare ha un senso almeno per due uomini, c'è un infermiere, il re nel suo campo, che ha molte figlie, tutte bellissime ed almeno una brutta, ma la più grande era talmente bella che, persino il sole, che di cose ed esseri umani ne aveva viste e visti numerose e tanti, se ne stupiva quando un suo raggio ne attraversava il volto.»
 
 
   
«Il principe ranocchio o Enrico di ferro»,
 
 
 
trascritta dai fratelli Grimm, 
 
 
 
è una favola e fiaba in cui quest'ultimo è fedele, disperato, 
 
 
 
con tre cerchi di ferro attorno al cuore contro gli scoppi d'angoscia.
 
 
 
Viene salvato tramite la coppia «libertà e felicità»,
 
 
 
la libertà del principe, 
 
 
 
non più ranocchio,
 
 
 
gli dà felicità. 
 
 
 
Sezione del testo 
soltanto per adulti e maturi 
e non per bimbi, 
fanciulli e ragazzi
 
 
 
Premessa: 
 
 
 
falso che le fiabe e le favole nella storia siano state scritte e trascritte soltanto per i bambini,
 
 
 
alcune sono per adulti.
 
 
 
Inutile scandalizzarsi.
 
 
 
Che ne pensate del titolo «La fanciulla senza mani»,
 
 
 
ugualmente trascritta da due dei quattro fratelli Grimm,
 
 
 
da Jakob Grimm,
 
 
 
da Wilhelm Grimm?
 
 
 
Non per i bimbi, 
 
 
 
ma diretto ai più grandi: 
 
 
 
questa parte della favola 
 
 
 
mi fa pensare 
 
 
 
molto pacatamente e tranquillamente 
 
 
 
alla storia di un tradimento amoroso, 
 
 
 
di un uomo bisessuale sposato che ha tradito 
 
 
 
almeno due volte la moglie, 
 
 
 
e chissà se ancora la tradisce, 
 
 
 
le nascondeva e, probabilmente, 
 
 
 
nasconde ancora la verità, 
 
 
 
scoperta già una volta, 
 
 
 
riguardante una relazione segreta con un Giuseppe di Sicilia.
 
 
 
Mi chiedo 
 
 
 
quando questo Giuseppe,
 
 
 
il marito,
 
 
 
la moglie,
 
 
 
si riappacificheranno,
 
 
 
raggiungeranno la pace fra di loro,
 
 
 
grazie all'aiuto ed alla solidarietà;
 
 
 
io, 
 
 
 
ad esempio, 
 
 
 
ho già scritto un messaggio Whatsapp ad un mio amico
 
 
 
per proporre la riappacificazione direttamente a Giuseppe.
 
 
 
Ma continuo la storia: 
 
 
 
il marito e coniuge anni dopo, 
 
 
 
attualmente,
 
 
 
vuole e vorrebbe reprimere gli istinti e la tendenza omosessuale. 
 
 
 
O ci riuscirà e sarà infelice
 
 
 
e soffrirò moltissimo da lontano soprattutto per la donna che non è stata capace di amare immensamente l'uomo,
 
 
 
come avrebbe dovuto,
 
 
 
facendogli reprimere quella tendenza omosessuale che, 
 
 
 
magari,
 
 
 
per qualcuno,
 
 
 
comincia già a dodici - tredici anni,
 
 
 
non so se ereditaria,
 
 
 
sicuramente intima ed insita nel ragazzo, 
 
 
 
nell'adolescente,   
 
 
 
poi nell'uomo.
 
 
  
Credo e suppongo 
 
 
 
che lo stesso
 
 
 
valga 
 
 
 
per i bisessuali.
 
 
 
Sappia e sappiano 
 
 
 
che ne possono parlare 
 
 
 
e discutere
 
 
 
con l'omosessuale quando vogliono,
 
 
 
anche tre o quattro anni dopo,
 
 
 
anche dieci o più anni dopo,
 
 
 
anche con una situazione differente,
 
 
 
ma sempre aperta alla speranza di non sentire più di repressioni.
 
 
 
Ma soffrirò 
 
 
 
anche per l'uomo,
 
 
 
anche nel silenzio, 
 
 
 
magari più completo o quasi completo oramai raggiunto fra il marito e l'omosessuale,



perché è diventato un amore immenso anche nella lontananza e nel silenzio.
 
 
 
Oppure, 
 
 
 
in teoria, 
 
 
 
molto più probabilmente il marito cattolico non ci riuscirà a tenere a bada l'istinto omosessuale,



la tendenza omosessuale insita nella sua bisessualità,
 
 
 
che «scoppierà»,
 
 
 
perché prima o poi verrà di nuovo fuori la voglia 
 
 
 
e potrebbe ricominciare la ricerca di un uomo per tutta la vita,
 
 
 
magari il terzo o l'ennesimo oppure l'«usato sicuro»
 
 
 
dell'omosessuale.
 
 
 
Invito il marito alla forza ed al coraggio,
 
 
 
alla prudenza,
 
 
 
augurandogli di raggiungere finalmente la felicità.
 
 
 
Da notare e su cui riflettere:
 
 
 
ho incontrato soltanto due volte il marito,
 
 
 
soltanto per alcune ore.
 
 
 
Pochissimo.
 
 
 
Forse sarebbe necessaria più vita reale.
 
 
 
La soluzione forse più probabile e «sicura»,
 
 
 
individuata dall'omosessuale dopo una crisi,
 
 
 
per evitare situazioni da laboratorio inumane, addii ed a favore di una pace serena molto duratura,
 
 
 
senza cancellazioni di messaggi perché il marito è molto insicuro,
 
 
 
ha moltissime e numerosissime paure,
 
 
 
lui e l'uomo omosessuale hanno numerosissimi pensieri nella testa,
 
 
 
forse il gay ed omosessuale alcuni in meno,
 
 
 
forse molti in meno? 
 
 
 
La prima parte della soluzione è: 
 
 
 
superare i fastidi con il «gaio» - fondamentalmente paterno e comprensivo, accomodante, 
 
 
 
ma intransigente, buono ed a favore di un'unione matrimoniale eterna,
 
 
 
- superare questi fastidi con i propri tempi, 
 
 
 
perché ognuno oltrepassa e supera l'essere infastidito con i propri tempi,
 
 
 
chi in alcune settimane,
 
 
 
chi in un mese,
 
 
 
chi in un anno,
 
 
 
chi in più tempo.
 
 
 
Seconda parte della soluzione: 
 
 
 
dire molto lentamente all'omosessuale ed alla famiglia oramai adulta la verità sui numerosi anni di vita omosessuale, 
 
 
 
senza tanti fronzoli, 
 
 
 
dire quanto accaduto, 
 
 
 
anche ciò che è più difficile da spiegare, 
 
 
 
con sentimento,
 
 
 
con il cuore,
 
 
 
avvalendosi in maniera riservatissima dell'aiuto e della solidarietà di religiosi e veri amici (uno, purtroppo, è già deceduto),
 
 
 
raccontare 
 
 
 
la vera «altra» storia, 
 
 
 
eventualmente fin dall'adolescenza,
 
 
 
conoscersi,
 
 
 
aprirsi agli altri ed alle altre; 
 
 
 
magari tramite i figli convincere attraverso i fidatissimi la consorte ad amare nel modo più immenso al mondo accettando la natura del compagno di vita senza gelosia - su cui eventualmente lavoreranno con calma e senza fretta - 
 
 
 
aprendo la vita familiare all'altro, 
 
 
 
che nel frattempo cambierà la sua vita, 
 
 
 
come accade nelle triadi omosessuali, 
 
 
 
soprattutto americane,
 
 
 
dove non necessariamente tutti vivono nella stessa casa
 
 
 
oppure tutti e tutte fanno l'amore insieme.
 
 
 
Come nelle coppie gay che modificano la propria vita,
 
 
 
si aprono all'altro o all'altra, 
 
 
 
a volte persino per salvare le proprie relazioni.



Perché il marito non può essere diversamente fedele,
 
 
 
magari persino più di Enrico di ferro,
 
 
 
senza catene e cerchi di ferro o cilici virtuali,
 
 
 
senza paura e con pensieri migliori e più tranquilli,
 
 
 
senza fare finta di essere felice,


con un cuore amorosamente libero?



Quando smetterà di fumare?
 
 
 
Abbastanza per adulti: 
Jung, 
la trasformazione ed il cambiamento 
ed il vero amore
 
 
 
Leggete qualche passaggio estrapolato e tolto da Wikipedia:
 
 
 
La fiaba rappresenta un ottimo esempio per l'analisi letteraria jungiana. Secondo Carl Gustav Jung, essa rappresenta il processo d'iniziazione della psiche di una giovane donna. 
 
 
 
Ed anche di un uomo, 
 
 
 
aggiunge CMLibri?
 
 
 
Continuo con l'analisi di Jung:
 
 
 
L'ego è la principessa; in quanto vergine, essa percepisce i compagni maschili come animali. [...] Mentre la donna cerca il proprio sé incontra l'uomo/rana. La rana desidera l'intimità con la donna (che nelle diverse varianti è rappresentata dal fatto di bere dal suo bicchiere e mangiare dal suo piatto, dormire sul suo cuscino, o baciarla). Inizialmente disgustata, la vergine arriva a riconoscere inconsciamente la mascolinità e questa scoperta la porta a percepire la rana come un uomo desiderabile. La principessa ora è una donna matura pronta per il matrimonio. 
 
 
 
O anche un uomo maturo e pronto per il matrimonio,
 
 
 
per l'unione civile,
 
 
 
per una relazione per tutta la vita,
 
 
 
semplicemente per un anello d'unione?



Ancora Wikipedia:



In genere, la trasformazione da ranocchio a principe viene paragonata al cambiamento di una persona che scopre il vero amore.
 
 
 
CMSaggistica commenta:



il vero amore, 
 
 
 
come una casa costruita sulla roccia, 
 
 
 
non sulla sabbia,
 
 
 
nasce molto lentamente dalla conoscenza e, poi, dall'amicizia?



Le favole contro l'autismo
 
 
 
Credo di concordare e stavo anche andando a vedere 
 
 
 
«Oltre lo spettro»
 
 
 
sulle favole per raccontare l'autismo,
 
 
 
ma non ci sono riuscito.
 
 
 
Ho conosciuto ragazzi autistici nella mia vita.
 
 
 
«Oltre lo spettro»
 
 
 
si era tenuto alla Villa romana antica di Durrueli, 
 
 
 
di Realmonte (Ag - provincia di Agrigento). 

 

 

 

«Favole di cioccolata»

 

 

 

L’«Istituto comprensivo Agrigento Centro» 
 
 
 
aveva donato anni fa, 
 
 
 
ai tempi del Covid, 
 
 
 
numerose copie del libro «Favole di cioccolata» 
 
 
 
alla «Biblioteca Gaspare Ambrosini»,
 
 
 
in cui CMRicette e CMLibri erano stati alcune volte,
 
 
 
davvero bella,



del Libero consorzio comunale di Agrigento. 
 
 
 
La consegna dei libri era avvenuta durante un incontro tra l'ex dirigente scolastica della scuola, Anna Gangarossa, 
 
 
 
ora alla scuola di Porto Empedocle (Ag - provincia di Agrigento),
 
 
 
in cui studiano o giocano i miei nipoti,
 
 
 
la mia nipotina,
 
 
 
il mio nipotino;
 
 
 
il commissario straordinario del Libero consorzio, Alberto Girolamo Di Pisa, 
 
 
 
non c'è più là, 
 
 
 
ora dirige il presidente di questo consorzio, Giuseppe Pendolino;
 
 
 
ed il segretario/direttore generale di questo consorzio all'epoca, 
 
 
 
chissà se è ancora là, Caterina Moricca.



Le copie donate sono messe a disposizione degli utenti della Biblioteca provinciale Gaspare Ambrosini per la consultazione 
 
 
 
e vi invito a leggerlo.  



«Favole di cioccolata»

 

 

 

edito da Gemma Editore, 

 

 

 

è una raccolta di sessanta favole scritte dagli alunni dell’Istituto comprensivo Agrigento Centro. 

 

 

 

Ottimo che gli studenti 

 

 

 

abbiano effettuato

 

 

 

un'attività pratica 

 

 

 

scrivendo le favole di un libro.

 

 

 

Il libro racconta mondi nuovi 

 

 

 

descritti da coloro che erano i giovani alunni delle quinte classi delle scuole primarie Lauricella e Garibaldi di Agrigento e dai giovani delle prime classi della scuola secondaria di primo grado Pirandello e Garibaldi, 

 

 

 

di queste scuole medie,

 

 

 

ugualmente e sempre di Agrigento. 

 

 

 

Avevo studiato 

 

 

 

alla scuola media Garibaldi di Agrigento,

 

 

 

che ricordi!

 

 

 

Non sempre positivi,

 

 

 

a volte anche di tentativi di bullismo,

 

 

 

ma ho ancora bei ricordi,

 

 

 

forse dovrei incontrare nuovamente i compagni della scuola media.




Grazie a Grandangolo.

domenica 4 maggio 2025

La habanera «L'amour est un oiseau rebelle» di Bizet, «El arreglito» di Yradier, il tango «Cara sucia» di Alcorta, la favola «L'acciarino magico» di Andersen, ma anche Borges, «Blanca e le niñas viejas» di Patrizia Rinaldi

La habanera «El arreglito», 

 

 

 

circa del 1850,

 

 

 

di Sebastián Yradier,

 

 

 

di cui scrivo anche qua




La habanera «L'amour est un oiseau rebelle» 

 

 

 

dall'opera «Carmen», 

 

 

 

del 1875,

 

 

 

di Georges Bizet. 




 Il tango «Cara sucia» 

 

 

 

composto da Casimiro Alcorta, 

 

 

 

deceduto e morto nel 1913,




suonato dalla Francisco Canaro Orquestra, 

 

 

 

cantato da Lola Membrives, 

 

 

 

registrato nel 1919. 




Non è ancora tempo per me,



e chissà se lo sarà mai,



per le parole dello scrittore argentino Jorge Luis Borges sul ballo del tango riportate nel romanzo giallo «Blanca e le niñas viejas»



della scrittrice napoletana Patrizia Rinaldi,



con protagonista principale femminile Blanca Occhiuzzi.



Sicuramente prima,



tuttavia,



vorrei leggere il saggio «Il tango»



di Jorge Luis Borges,



a cura di Martín Hadas,



nelll'edizione italiana a cura di Tommaso Scarano,



libro pubblicato nella «Collana Piccola biblioteca»,



della casa editrice italiana Adelphi,



nel 2019,



con le parole borgesiane di queste sue quattro conferenze.



Dato che Patrizia Rinaldi aveva vinto un «Premio Andersen Miglior scrittore», 
 
 
 
dello scrittore di favole e fiabe Hans Christian Andersen vi pubblico l'incipit della novella, 
 
 
 
della fiaba, 
 
 
 
«L'acciarino» 
 
 
 
o «L'acciarino magico», 
 
 
 
dal libro in italiano «Quaranta novelle».



Nella serie letteraria su questo personaggio femminile creato da Patrizia Rinaldi



è compreso



anche il romanzo «Blanca»,



del 2009,



pubblicato nella collana editoriale «Gialloteca»



di Dario Flaccovio Editore.



Grazie alla app Blogger Pro,



al «Portale Letteratura»,


dell'enciclopedia in rete Wikipedia in italiano, 
 
 
 
a WikiSource in italiano.

mercoledì 16 agosto 2023

C'è oggi su CMLibri... «Cenerentola» dei fratelli Grimm diventa uomo e perde la scarpa antiscivolo in plastica in mare a Capo Bianco in Sicilia, non in un lago tedesco, e senza principe azzurro o castello

Avete letto la fiaba «Cenerentola»



dei fratelli Grimm?



Là Cenerentola perde



la scarpetta di cristallo.



Almeno nel film Disney.



Oggi Cenerentola é diventata uomo,



un Cenerentolo,



me...



Ed ho perso la scarpa antiscivolo in plastica in mare.



Le onde la hanno trasportata chissà dove,



quasi a riva.



La stavo pulendo dalle roccioline.




E non c'è alcun principe azzurro.



Nessun castello.



Nessuna sala da ballo.



Nessuna festa a corte.



È accaduto alla spiaggia di Capo Bianco,



a Cattolica Eraclea (Ag - provincia di Agrigento).



E volete visitare Capo Bianco insieme al mio blog CMTempoLibero?



Scrivetemelo su CMLibri sulle reti sociali, 



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e leggete moltissimo altro 



tramite alcuni dei tag qui sotto a fine articolo 



oppure attraverso le etichette in conclusione della colonna destra di questo blog. 

domenica 22 agosto 2021

La fine del film «Il giardino incantato» con Gianni e Pinotto

Ho visto questo film del 1952 su Tvm, una televisione di Palermo, 

 

 

 

con Gianni e Pinotto,

 

 

 

tratto dalla favola «Jack e il fagiolo magico» 

 

 

 

con momenti da musical

 

 

 

Tramite tag come Tv e Tv siciliane potete leggere moltissimo altro.

sabato 20 marzo 2021

«La bella e la bestia» - quella dei fratelli Grimm - in tv

Molto differente rispetto a «La bella e la bestia» della Disney questa dei cartoni animati di «Simsalagrimm» 

 

 

 

su questo canale televisivo

 

 

 

proprietà di questo gruppo televisivo

 

 

 

puntata tratta dalla favola e fiaba dei fratelli Grimm.... 

 

 

 

Ma c'è il personaggio femminile di Bella. 




E volete visitare la mia Sicilia delle fiabe di Giufà, di Colapesce o di Giuseppe Pitrè con il mio blog CMTempoLibero? 

 

 

 

Vi basta scrivermelo su CMLibri sulle reti sociali, seguirmi sia lì sia qui su Blogger/Blogspot e leggere moltissimo altro tramite i tag qui sotto a fine articolo.

giovedì 23 luglio 2020

«Cappuccetto rosso» dei fratelli Grimm, il lupo cattivo, il mio buon amico Wolf, «La sirenetta» di Andersen e Hans

Favole e fiabe
 
 
 
Con il mio ottimo amico Wolf chattiamo su Whatsapp su Cappuccetto rosso dei fratelli Grimm - Jakob Grimm e Wilhelm Grimm - e sul lupo (Wolf in tedesco), sul lupo cattivo. 
 
 
 
Ed ho un conoscente Hans Andersen in Danimarca
 
 
 
Hans Christian Andersen e «La sirenetta». 

I romanzi d'avventura, le favole ed Ermes Ronchi

 
 
 
secondo Ermes Ronchi in «Nessun viaggio è lungo per chi ama», 
 
 
 
il suo commento al Vangelo su Avvenire ed anche su Ermes Ronchi#CMLibri su Mix:
 
 

Lo diresti un linguaggio da romanzi, da pirati e da avventure, da favole o da innamorati



Già, i romanzi... 
 
 
 
Il mio amatissimo genere letterario dei romanzi! 
 
 
 
I romanzi con i pirati mi fanno pensare a «Peter Pan» ed a James Matthew Barrie e a Capitan Uncino. 
 
 
 
Ed a voi? 






Accenni di Peter Pan - si apprende da Wikipedia - già nel romanzo «L'uccellino bianco» dello scozzese Barrie 
 
 
 
e successivamente a teatro «Peter Pan, o il ragazzo che non voleva crescere». 
 
 
 
Quindi il romanzo «Peter Pan nei giardini di Kensington» e «Peter e Wendy». 
 
 




Romanzo di avventure? 
 
 
 
«L'avventuroso Simplicius Simplicissimus» di Hans Jakob Christoffel von Grimmelshausen forse. 



Favole e fiabe
 
 
 
Numerose. 
 
 
 
Con il mio amico Wolf chattiamo su Whatsapp su Cappuccetto rosso e sul lupo cattivo, Wolf in tedesco. 
 
 
 
Ed ho un conoscente Hans Andersen in Danimarca. 
 
 
 
Hans Christian Andersen e «La sirenetta». 
 
 

Quindi uno dei linguaggi dell'amore, quello degli innamorati. 



Poi con frate Ermes passiamo alla citazione ronchiana non letterale di Giuseppe Ungaretti:  «il Cielo prepara oasi ai nomadi d'amore». 
 
 
 
Poesia «Il tramonto» dalla raccolta «L'allegria», sezione «Il porto sepolto». 
 
 
 
Grazie al sito Scuolissima ed a Letizia Saitta, una studentessa o ex studentessa del liceo classico Capizzi di Catania. 



Padre Ermes continua con «dov'è il tuo tesoro, là corre felice il tuo cuore», ancora Vangelo di Matteo (Mt 6, 21). 



Infine, fra le letture anche il Primo libro dei Re (1Re 3, 5 ed anche 7 - 12); 
 
 
 
il Salmo 118, uno dei Salmi;  
 
 
 
la Lettera ai Romani di San Paolo (Romani 8, 28 - 30). 



Questo commento al Vangelo ronchiano è stato pubblicato oggi, giovedì ventitre luglio 2020.