Grazie a «Scomparsi oggi»
dell'almanacco di Scrivo libero.
Il blog di Calogero Mira sul tempo libero (e i tempi liberi...), i viaggi, i libri, la cucina, la musica, i giochi e la salute. Lombardia, Piemonte e Sicilia. Le loro gastronomie. La letteratura siciliana ed italiana. Suoni siculi, europei e del mondo. I giochi da tavolo. #CMTempoLibero
La novella «Lo scaldino»,
di Luigi Pirandello,
in prima pubblicazione il dodici di marzo del 1905,
sull'«Avanti della Domenica»,
proprio quest'anno nel prossimo mese ricorrono i centoventi anni dal debutto nel mondo editoriale e culturale,
quindi la pubblicazione nel 1906 in «Erma bifronte»
della casa editrice Treves di Milano,
infine nel 1923 nella raccolta di novelle «La mosca»,
proprio del libro «Novelle per un anno»,
ha questo incipit,
queste prime parole:
«Quei lecci neri piantati in doppia fila intorno alla vasta piazza rettangolare, se d'estate per far ombra, d'inverno perché servivano?».
Dunque i lecci neri,
ovviamente di legno,
nel testo di una novella che ha il titolo «Lo scaldino»,
un oggetto concreto che brucia 🔥 materiale infiammabile che potrebbe anche essere legnoso.
E ci saranno successivamente i personaggi letterari del giornalaio - giornalajo nel linguaggio scritto letterario pirandelliano - Papa-re,
e del personaggio letterario femminile principale della canzonettista Rosalba Vignas,
di Cesare,
che era stato l'amore di Rosalba,
e chissà se lo sia ancora,
e di Mignon,
il cui nome mi ha fatto subito pensare alla Mignon del romanzo «Gli anni di apprendistato di Wilhelm Meister»
di JohannWolfgang von Goethe.
Sappiate anche che avevo già scritto sulla novella novella «Lo scaldino»
- e non soltanto sulla novella... -
e potete leggere l'altro mio testo
tramite il tag ed etichetta «Lo scaldino» qui sotto.
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Grazie all'interpretazione di Valter Zanardi della novella «Lo scaldino»
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Dall'adattamento della novella «La vecchia signora di Bayeux»,
pubblicata nel 1939,
di Georges Simenon,
l'episodio «Maigret e la dama di compagnia»
della serie televisiva «Il commissario Maigret»,
trasmesso per la prima volta il diciassette di gennaio del 2005,
e lo ho visto pochissimo tramite il ripetitore della Rupe Atenea,
nella mia Agrigento.
Ed Andrea Camilleri,
lo scrittore empedoclino,
di Porto Empedocle (Ag - provincia di Agrigento),
era stato autore di un'altra serie tv,
di una serie tv italiana,
con Maigret.
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(se non cambierò un giorno le impostazioni grafiche del mio blog sul tempo libero, sui libri, i viaggi ed altro,
il che è possibile,
ma improbabile).
Ed ho visto pochissimo di questo episodio televisivo,
praticamente alla fine,
su TOPcrime,
su TOPcrime Hd,
uno dei canali televisivi di Mediaset.
Mi risulta che l'incipit della raccolta di novelle,
della raccolta di racconti,
di racconti orientali «Le mille e una notte»,
circa del 900 d.C.,
del 900 dopo Cristo,
sia:
«Nelle cronache dei Sassanidi, antichi re di Persia, i quali avevano esteso il loro impero sin nelle Indie, alle grandi e piccole isole dipendenti, e ben oltre il Gange fino alla China, leggesi aver esistito altre volte un re di questa possente famiglia, il miglior principe de’ suoi tempi, non tanto amato dai sudditi per la saviezza e prudenza sua, quanto temuto dai vicini pel proprio valore, e la fama delle sue bellicose e ben disciplinate soldatesche.»
Dalla traduzione dall'arabo,
dalla lingua araba,
«Le mille ed una notti»
del X secolo,
del decimo secolo,
con una nuova traduzione aggiornata da Antonio Francesco Falconetti,
nel 1852.
Dunque un riferimento anche alla Cina.
Ed in episodi del cartone animato «Simsalagrimm»
anche «Aladino e la lampada meravigliosa»
da «Le mille e una notte»
e «L'allodola che canta e saltella»
dei fratelli Grimm,
dei fratelli Jacob Grimm e Wilhelm Grimm,
da «Le fiabe del focolare».
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