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mercoledì 29 marzo 2023

Gli aranceti di Francofonte in «La roba» da Verga secondo Guglielmo Ferro - E «Nedda», «Rosso Malpelo» e «Jeli il pastore»

E «uliveti sconfinati» in «La roba» 

 

 

 

da Giovanni Verga secondo Guglielmo Ferro - e «Nedda»

 

 

 

«Rosso Malpelo» e «Jeli il pastore».




Quattro «olivuzza».



Il «Vallone» oltre gli uliveti.



I pascoli del «Passaneto».



Gli aratri al rientro dal maggese.



Le cicale che ronzano.



La storia della comare di Vizzini (Ct - provincia di Catania).



Jeli che ancora non si vede.



La minestra, il brodino, la musica «tambureggiante» e... «Ma dov'è Nedda?», l'ultima a mangiare.



Jeli finalmente arriva con Mazzarò/Enrico Guarneri.



La puledra.



Vendere il puledro «Lo stellato» e «Il morellino».



Ad Alfonsino piacciono le cose di «i fimmineddi». 
 
 
 
Ed anche la scuola.



Mazzaró: «Qua in campagna è sempre notte già da un po'». 
 
 
 
«I mezzagri che si lamentano». 
 
 
 
E la morte: «E ora anche la morte, lo sento che si avvicina».



Piove molto. 
 
 
 
«Gesù Cristo, sempre sia lodato».



La raccolta delle olive e delle mandorle



Jeli e Mara. 



San Giovanni sotto l'olmo. 



Mara, forse a Jeli che «resta con i puledri»: «Andiamo a Marineo». 



I razzi sopra i monti della Ganziria o Ganzirria. 



E le nuvole: «Le nuvole si distaccano dal mare laggiù».




Nedda, Jano, Mazzarò, la Rocca di Vizzini e le medicine. 
 
 
 
Lo Stellato è caduto nel burrone.



Nedda parte, forse, per la Roccella.



Mazzarò: «Medicine, tutte invenzioni del diavolo». 
 
 
 
Le piante infestanti.



L'incartatura delle arance.



Dodici tarì.



La neve e la lupa hanno mangiato tutte le fave.



La raccolta delle arance in inverno. 



Una donna: «Speriamo che Jano mariti Nedda prima che nasca la creatura».



Jano vuole andare al Bongiardo nonostante la febbre.



Il prezzo del vino che aumenta a Vizzini.



Alfonsino, il tordo o Cornadoro.




Jano caduto dalla cima dell'albero.



Jeli che ammazza Alfonsino.



Un ducato d'argento per non seppellire Alfonsino in maniera dignitosa, ma nessuno e nessuna accetta.
 
 
 

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martedì 28 marzo 2023

«La Roba» - e «Nedda» e Rosso Malpelo tutto assieme - da Verga per la regia di Guglielmo Ferro con Enrico Guarneri, Giampaolo Romania, Alessandra Falci e Maria Chiara Pappalardo

«La roba» 

 

 

 

da Giovanni Verga per la regia teatrale di Guglielmo Ferro

 

 

 

con in scena Enrico Guarneri che torna a misurarsi con l’opera verghiana 

 

 

 

dopo «I Malavoglia» e «Mastro don Gesualdo».

 

 

 

Con lui ci saranno Giampaolo Romania

 

 

 

Nadia De Luca, Francesca Ferro, Rosario Marco Amato, 

 

 

 

Elisa Franco, Alessandra Falci, Gianni Fontanarosa, 

 

 

 

Giuseppe Parisi e Maria Chiara Pappalardo.

 

 

 

“La roba” è prodotta dall’associazione Progetto teatrando – Ata Carlentini che da anni promuove 

 

 

 

il patrimonio culturale della letteratura siciliana

 

 

 

attraverso un lavoro di riscrittura drammaturgica dei nostri classici.

 

 

 

Il nuovo progetto per questa stagione teatrale è 

 

 

 

la messinscena teatrale di alcune delle novella più esemplificative 

 

 

 

delle raccolte «Vita dei campi» e “Novelle rusticane” di Giovanni Verga, il preludio verista che ha portato l’autore catanese e siciliano 

 

 

 

all’approdo al ciclo dei vinti 

 

 

 

del romanzo «I Malavoglia»

 

 

 

In «Nedda», «Rosso Malpelo» e «La roba» Verga affronta problematiche, precisamente problematiche socioeconomiche dei più umili.  




E la Sicilia alla fine dell'Ottocento, l'ancora di salvezza e l'epoca, i protagonisti non sono vincitori

 

 

 

ma anche gli spettatori

 

 

 

gli spettatori teatrali

 

 

 

«Sono i vinti della Sicilia alla fine dell’Ottocento – aveva spiegato Guglielmo Ferro nelle sue note di regia – che, travolti dalla “fiumana del progresso”, non possono fare altro che sopravvivere aggrappandosi ai beni materiali. La ‘roba’ in Verga diventa àncora di salvezza per tutti i derelitti della società, per coloro che lottano a costo della vita pur di non soccombere al ‘darwinismo sociale’ dell’epoca. 

 

 

 

Nessun vincitore tra i protagonisti delle novelle, solo vinti. Nessuna vera speranza di riscatto ma solo la crudezza della loro miserabile esistenza. Nessun giudizio morale a rassicurare lo spettatore».

 

 

 

E si continua con il pubblico, un'analisi e la terra, il frumento:

 

 

 

«Il pubblico – anticipa l’attore catanese – vedrà uno spaccato di quella Sicilia dell’Ottocento che viene fuori dalla penna straordinaria di Verga, con la sua attenta vivisezione e analisi delle problematiche patologiche di certi uomini. In questo caso, c’è l’attaccamento malato di don Mazzarò alla ’roba’, che a quei tempi erano gli agrumeti, la terra, le bestie, il frumento, le galline».

 

 

 

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Grazie ad AgrigentoOggi ed alla pagina «Eventi» 

 

 

 

di «Cosa fare in città»

 

 

 

di Agrigento Notizie.



Purtroppo non sono riuscito ad andare il martedì ventotto di marzo di questo 2023 e spero di trovare 

 

 

 

il biglietto per il Teatro Pirandello nel centro di Agrigento per il mercoledì ventinove.