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venerdì 23 febbraio 2024

«Vestire gli ignudi» di Pirandello in un circolo del mio centro città - probabilmente con Laspiga, forse con il «grande scaffale di libri», le finestre, la casaccia vecchia ed il cappellino

Probabilmente con il personaggio Franco Laspiga,
 
 
 
un ex tenente di vascello,
 
 
 

«già tenente di vascello»,

 

 

 

come scriveva l'autore teatrale, Luigi Pirandello,

 

 

 
chissà se stasera vedrò - ne dubito moltissimo - 
 
 
 
la commedia in tre atti «Vestire gli ignudi», 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
di piazza San Giuseppe 9,

 

 

 
qui nel mio centro di Agrigento,  
 
 
 
con Maria Grazia Castellana, 
 
 
 
ma anche Giuseppe Cavaleri, 
 
 
 
e poi Maria Fantauzzo, 
 
 
 
ed inoltre Alfonso Marchica, 
 
 
 
in aggiunta Lillo D’Aleo e Giuseppe - detto Giugiù - Gramaglia.   
 
 
 
Ed Ersilia Drei sul mio blog
 
 
 
 
 
 

Dopo lo scrittoio ed i vecchi mobili, 

 

 

 

dei quali vi avevo scritto su questa pagina,

 

 

 

nell'atto primo,

 

 

 

«un grande scaffale di libri».

 

 

 

«Nella parete di fondo».

 

 

 

Precisamente:

 

 

 

«Nella parete di fondo, un grande scaffale di libri».

 

 

 

Le prime parole del primo atto di «Vestire gli ignudi»

 

 

 

sono del vecchio romanziere Ludovico Nota:

 

 

 

«Eccomi qua! Comoda, comoda... Dio mio, queste finestre (si precipita a chiuderle) sono una vera dannazione! Ma se per poco non tengo aperto, si rifà qua dentro un tanfo così acre di rinchiuso... Casacce vecchie. Si levi, si levi il cappellino!»

 

 

 

In questo spettacolo che non ho visto l'adattamento e la regia teatrale sono stati, come al solito, di Mario Gaziano. 

 

 

 

Hanno collaborato Alfonso Mossuto, Salvatore Cucchiara, Enzo Fallea, Lillo Rizzuto e Lillo Inguanta.

 

 

 

La regia televisiva, in maniera usuale ed abituale, di Diego Romeo.

 

 

 

E volete visitare, insieme al mio blog CMTempoLibero, 

 

 

 

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- se non cambierò le impostazioni grafiche,

 

 

 

il che è, comunque, molto improbabile,

 

 

 

anche se possibile.

 
 
 
Grazie al libro «Maschere nude» 
 
 
 
di Luigi Pirandello per «I Mammut Gold» 
 
 
 
della Newton Compton Editori, 
 
 
 
a cura di Sergio Campailla, 
 
 
 
ed alla pagina «Teatri» 
 
 
 
di «Eventi» 
 
 
 
su «Cosa fare in città» 
 
 
 
su Agrigento Notizie. 
 
 
 
Il «Vestire gli ignudi» pirandelliano con Maria Grazia Castellana stasera, venerdì ventitre di febbraio di questo 2024,
 
 
 
per me molto dopo le diciotto e quindici, 
 
 
 
le sei ed un quarto della sera invernale.

domenica 21 maggio 2023

#AlmanaccoTeatrale La prima di «Liolà» in napoletano il ventuno di maggio del 1935 - Ma anche la campagna agrigentina con i fichidindia, i mandorli e gli ulivi - che diventa costiera amalfitana

«Campagna agrigentina, oggi» scriveva Luigi Pirandello sul copione.




«'Nfunnu, campagna cu ficudinnia, mènnuli, olivi» nel «Prim' attu» della versione in agrigentino, in siciliano. 




E, poi, Pirandello precisava nell'atto primo del «Liolà» in italiano, aggiungendo anche il particolare dei fichidindia

 

 

 

dei mandorli e di una varietà specifica 

 

 

 

di ulivi: «In fondo, campagna con ceppi di fichidindia, mandorli e olivi saraceni».

 

 

 

L'almanacco letterario e teatrale, invece, con Peppino De Filippo

 

 

 

già nella riduzione della «commedia campestre in tre atti», della commedia teatrale «Liolà»

 

 

 

adattata da lui,

 

 

 

dalla novella

 

 

 

dalla novella pirandelliana,

 

 

 

trasposta in lingua napoletana e in scena il ventuno di maggio del 1935 a Milano al Teatro Odeon (esiste ancora e poco tempo fa era il Cinema Teatro Odeon, in via Santa Radegonda in centro vicino al Duomo, ma ora sarebbe diventato soltanto un cinema, per quanto so, e sarebbe stato «spazzato via» il teatro). 

 

 

 

Con Eduardo De Filippo (don Emilio che, qui, prenderebbe il posto del don Simone pirandelliano), 

 

 

 

ma anche con Peppino De Filippo (Liolà) e Titina De Filippo (Tuzza). 


 

 

La campagna agrigentina è sostituita dalla costiera amalfitana e purtroppo non sono riuscito finora a trovare il testo dell'adattamento e riduzione di Peppino De Filippo.

 

 

 

E da Milano, da Napoli e dalla costiera amalfitana 

 

 

 

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mercoledì 29 luglio 2020

Lo Monaco, Emma Dante, Camilleri, «La morsa» e «La paura» di Luigi Pirandello

Non soltanto Emma Dante ha frequentato l'Accademia D'Amico, ma anche l'attore Lo Monaco

Su una enciclopedia in rete, in seguito ad un clic su un motore di ricerca, ho letto peraltro che l'ex studentessa della Accademia teatrale Silvio D'Amico di Roma, Emma Dante, ha conosciuto Andrea Camilleri ad un seminario e ha prodotto con lui uno spettacolo ispirato alla commedia «La morsa» di Luigi Pirandello, «epilogo in un atto» tratto dalla novella «La paura». Ottimo!

E, se volete, posso creare su misura insieme a voi tour letterari su  «La morsa»  e «La paura» di Luigi Pirandello nella città natale pirandelliana oppure sulla Palermo di Emma Dante, ma partendo da Agrigento, la città di nascita di Pirandello. Vi basta scrivermelo contattandomi sulle reti sociali cercando il profilo CMLibri e cercheremo di metterci d'accordo.