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sabato 8 agosto 2026

Quando strade o luoghi di Agrigento intitolati a Carmelo Baio e Calogero Reale, chissà se a Montaperto o altrove, secondo la necessità ed un'attentissima analisi della situazione esistente relativa ai luoghi cittadini ed alla storia del disastro minerario di Marcinelle, si chiede CMViaggiStoria? Ed a Sebastiano Campisi, Gaetano Indorato, Salvatore Piluso? Lo permette già la legge? Una colonna sonora tv di Bacalov e CMMusica

Quando strade o luoghi di Agrigento intitolati a Carmelo Baio e Calogero Reale, chissà se nel borgo cittadino di Montaperto, 

 

 

 

dove vivevano prima di emigrare, 

 

 

 

o altrove, 

 

 

 

secondo la necessità ed un'attentissima analisi della situazione esistente relativa ai luoghi cittadini ed alla storia del disastro minerario di Marcinelle, 

 

 

 

si chiede CMViaggiStoria, CMViaggi

 

 

 

Ed a Sebastiano Campisi, 

 

 

 

a Gaetano Indorato, 

 

 

 

a Salvatore Piluso? 

 

 

 

Lo permette già la legge?

 

 

 

Il ventitre di giugno del 1946 era stato sottoscritto e firmato

 

 

 

il cosiddetto Protocollo italo - belga che stabiliva e decideva e prevedeva

 

 

 

l'invio di cinquantamila lavoratori in cambio di carbone.

 

 

 

Una delle vittime, Willy Gonet, 

 

 

 

era stato assunto dal tre di luglio del 1956, 

 

 

 

il fratello Michel Gonet dal quattro di luglio del 1956.




Un contratto d'assicurazione con un consorzio di tre società assicurative era stato sottoscritto 

 

 

 

il diciannove di luglio del 1956, 

 

 

 

soltanto diciannove giorni prima della catastrofe mineraria.

 

 

 

L'otto di agosto del 1956 accade 

 

 

 

il disastro minerario di Marcinelle, 

 

 

 

in Belgio.

 

 

 

Il tredici di agosto del 1956 furono seppellite

 

 

 

le prime vittime. 

 

 

 

Il venticinque di agosto del 1956 il ministro dell'Economia del governo del Belgio di quel tempo, Jean Rey, 

 

 

 

aveva istituito e creato 

 

 

 

una commissione d'inchiesta alla quale avevano partecipato

 

 

 

due ingegneri italiani dai cognomi Caltagirone e Gallina,

 

 

 

del cosiddetto Corpo delle miniere italiane.

 

 

 

Il processo giudiziario di primo grado si era tenuto e svolto 

 

 

 

dal sei di maggio del 1959 al primo di ottobre del 1959, 

 

 

 

a quell'uno di ottobre.

 

 

 

La conclusione, 

 

 

 

la fine,

 

 

 

di quella vicenda giudiziaria belga accadde 

 

 

 

il ventisette di aprile del 1964 con un accordo tra le parti, 

 

 

 

Nella sua testimonianza del due di gennaio del 1958 Jean Bochkoltz, 

 

 

 

il direttore della Centrale di soccorso, 

 

 

 

aveva stimato a duecento e venti metri cubi la quantità d'acqua da loro utilizzata fra l'inizio del loro intervento intorno alle undici del mattimo e l'arrivo dei pompieri di Charleroi all'incirca alle dodici e dieci della mattinata,

 

 

 

del pomeriggio estivo.

 

 

 

Il ventisette di agosto del 1956, 

 

 

 

in una nota ai suoi superiori, 

 

 

 

un uomo di cognome Logelain, 

 

 

 

un ingegnere all'Administrations des mines, 

 

 

 

aveva suggerito 

 

 

 

di disporre nei pozzi asciutti (come a Marcinelle) 

 

 

 

un sistema di annaffiatura automatica in caso d'incendio.

 

 

 

La miniserie televisiva «Marcinelle»

 

 

 

era stata trasmessa in Italia, 

 

 

in Svizzera,

 

 

 

il ventitre di novembre del 2003 con la prima puntata televisiva, 

 

 

 

il ventiquattro di novembre del 2003 con la seconda puntata tv, 

 

 

 

con la colonna sonora televisiva di Luis Bacalov, 

 

 

 

vi scrivono CMColonneSonore e CMMusica.




Vorrei scrivervi del brano musicale «Una miniera»,

 

 

 

pubblicato come singolo il sei di ottobre del 1969,

 

 

 

dei New Trolls,

 

 

 

con testo di Giorgio D'Adamo,

 

 

 

il bassista del gruppo musicale,

 

 

 

nato

 

 

 

a Torino il quattordici di giugno del 1948,

 

 

 

morto

 

 

 

a Genova il venti di ottobre del 2015;

 

 

 

con musica 1. di Vittorio De Scalzi,

 

 

 

la voce,

 

 

 

il cantante,

 

 

 

la chitarra,

 

 

 

il chitarrista, 

 

 

 

del gruppo musicale italiano,

 

 

 

venuto al mondo a Genova il quattro di novembre del 1949,

 

 

 

deceduto

 

 

 

ad Imperia il ventiquattro di luglio del 2022,

 

 

 

2. di Nico Di Palo,

 

 

 

l'altra voce,

 

 

 

l'altro chitarrista del gruppo,

 

 

 

il suo luogo di nascita è Genova,

 

 

 

la sua data di nascita è

 

 

 

il quattro di dicembre del 1947,

 

 

 

3. del produttore discografico Gian Piero Reverberi,

 

 

 

i suoi natali a Genova il ventinove di luglio del 1939.

 

 

 

Grazie 




ad Agrigento ieri e oggi,




a Wikipedia in italiano.

domenica 19 aprile 2026

«Il piacere dell'onestà» da 8,5 su 10, con «una pura formalità», l'astrazione, per «CMLibri a teatro» nel suo centro città, le «buone lenti per la mia filosofia», di Angelo Baldovino -- Il codice dei Borgognoni e Filippo II l'Ardito -- Tornatore, Gullotta ed una sceneggiatura di Quignard, nato un 23 aprile -- Luigi d'Orléans, secondo le dicerie l'amante della regina Isabella di Baviera - Chaplin ed un'immagine con il suo volto vista in una bottega, con sua citazione sull'apparenza, sull'essere davvero, forse quando avevo conosciuto un Nino del mio luogo di nascita - Il matrimonio di facciata, proprio la bordata riferitami indirettamente e lanciata contro un signore che conoscevo, ma io non ci credo per niente ed affatto per quanto riguarda lui ed esseri umani che dovrebbero cercare la pace, ma sembra che io non possa forse aiutarli moltissimo, potrebbero far da sé - Il «S’accomodi. Vado ad annunziarla subito» -- «Tirocinio» con Carlino Sgro, il Corso, via Nazionale, il «galoppo», quasi come fosse a cavallo, l'«enorme mammifero in gonnella» - Shakespeare, la storia ed altro

S’accomodi. Vado ad annunziarla subito.

 

 

 

sono le prime parole, 

 

 

 

In una città dell’Italia centrale

 

 

 

con questa descrizione della scena teatrale

 

 

 

Elegante salotto in casa Renni. Uscio laterale a destra. Finestre a sinistra.

 



dell'«Atto primo», 

 

 

 

«Scena prima»,

 

 

 

con Maurizio Setti, 

 

 

 

la cameriera, 

 

 

 

che pronuncia queste parole,

 

 

 

poi la signora Maddalena,

 

 

 

con quest'ulteriore descrizione della scena




Al levarsi della tela la scena è mota. S’apre l’uscio di fondo, entra la cameriera e dà passo a Maurizio Setti. 

 

 

 

della commedia teatrale «Il piacere dell'onestà»,

 

 

 

dell'aprile - maggio del 1917,

 

 

 

di Luigi Pirandello, 

 

 

 

con le attrici teatrali Debora Bernardi, Anastasia Caputo, Francesca Ferro, 

 

 

 

che interpreta 

 

 

 

il personaggio teatrale di Agata;




con gli attori teatrali Riccardo Maria Tarci, Giampaolo Romania (lui anche regista teatrale collaboratore), Aldo Toscano, Giuseppe Parisi;




con la regia teatrale di Guglielmo Ferro;




con le scene teatrali di Salvo Manciagli;




con i costumi teatrali della Sartoria Pipi di Palermo;



con il direttore di scena teatrale Franco Sardo;




con l'addetto alle luci e datore di luci Santi Rapisarda;




con la sarta teatrale Isabella Sturniolo;




con la produzione teatrale dell'associazione culturale Progetto Teatrando;




con «una pura formalità»

 

 

 

l'astrazione, 

 

 

 

per «CMLibri a teatro», 

 

 

 

per CMLibri,

 

 

 

le «buone lenti per la mia filosofia», 

 

 

 

di Angelo Baldovino. 

 

 

 

Avete pensato anche voi al film «Una pura formalità»

 

 

 

del 1994,

 

 

 

di Giuseppe Tornatore,

 

 

 

con sceneggiatura cinematografica anche di Pascal Quignard,

 

 

 

nato

 

 

 

il ventitre di aprile del 1948,

 

 

 

con il doppiaggio cinematografico di Leo Gullotta del personaggio del commissario,

 

 

 

interpretato 

 

 

 

dall'attore cinematografico Roman Polański,

 

 

 

nato

 

 

 

il diciotto di agosto del 1933?

  

 

 

L'attore teatrale Leo Gullotta era stato 

 

 

 

il protagonista di una messa in scena e rappresentazione di questa commedia teatrale pirandelliana,  

 

 

 

«Il piacere dell'onestà»,

 

 

 

quella volta con la regia teatrale del suo compagno di vita,

 

 

 

di Fabio Grossi,

 

 

 

nel 2008.

 

 

 

Il codice dei Borgognoni nell'«Atto secondo».




I Borgognoni, 




la casata di Borgogna,

 

 

 

un duca di Borgogna, Giovanni di Borgogna, Giovanni senza Paura, 

 

 

 

nato

 

 

 

il ventotto di maggio del 1371,

 

 

 

morto

 

 

 

il dieci di settembre del 1419,

 

 

 

ma anche il duca Filippo II l'Ardito di Borgogna,

 

 

 

venuto al mondo il diciassette di gennaio del 1342,

 

 

 

deceduto 

 

 

 

il ventisette di aprile del 1404;  

 

 

 

il fratello del re, Luigi I di Valois-Orléans, Luigi d'Orléans, 

 

 

 

secondo la voce e diceria dei cronisti di parte borgognona sembrava fosse diventato 

 

 

 

l'amante della regina,

 

 

 

nato e venuto al mondo 

 

 

 

il tredici di marzo del 1372,

 

 

 

morto e deceduto

 

 

 

il ventitre di novembre del 1407.




La regina è Isabella di Baviera,




morta




il ventiquattro di settembre del 1435.




La regione storica della Guienna, 

 

 

 

in Francia, 

 

 

 

e la città di Calais,

 

 

 

nel nord della Francia.




La vedova di Luigi I di Valois-Orléans, Valentina Visconti, 

 

 

 

deceduta e morta

 

 

 

il quattro di dicembre del 1408.

 

 

 

Il successore di Luigi I di Valois-Orléans, Carlo di Valois-Orléans,

 

 

 

nato 

 

 

 

il ventiquattro di novembre del 1394,

 

 

 

morto

 

 

 

il cinque di gennaio del 1465;

 

 

 

la figlia Bona d'Armagnac del conte Bernardo VII d'Armagnac, 

 

 

 

morto

 

 

 

il dodici di giugno del 1418;

 

 

 

il duca Filippo III di Borgogna il Buono,

 

 

 

nato

 

 

 

il trentuno di luglio del 1396,

 

 

 

morto

 

 

 

il quindici di giugno del 1467,

 

 

 

che si fece riconoscere l'indipendenza dal re Carlo VII di Francia,

 

 

 

nato

 

 

 

il ventidue di febbraio del 1403,

 

 

 

morto

 

 

 

il ventidue di luglio del 1461;

 

 

 

il duca Carlo I di Borgogna il Temerario,

 

 

 

nato

 

 

 

il dieci di novembre del 1433;

 

 

 

morto

 

 

 

il cinque di gennaio del 1477;

 

 

 

il re Luigi XI di Francia,

 

 

 

nato

 

 

 

il tre di luglio del 1423,

 

 

 

morto

 

 

 

il trenta di agosto del 1483;

 

 

 

il vescovo cattolico francese Pierre Cauchon,

 

 

 

morto

 

 

 

il diciotto di dicembre del 1442.

 

 

 

Il partito dei Borgognoni era alleato

 

 

 

con il regno d'Inghilterra:

 

 

 

fra i comandanti della guerra civile contro gli Armagnacchi ci furono

 

 

 

il re Enrico IV d'Inghilterra,

 

 

 

nato

 

 

 

il tre di aprile del 1367,

 

 

 

morto

 

 

 

il venti di marzo del 1413;

 

 

 

il re Enrico V d'Inghilterra,

 

 


nato o il nove di agosto del 1387 oppure il sedici di settembre del 1387 oppure nell'estate del 1386,

 

 

 

morto

 

 

 

il trentuno di agosto del 1422,

 

 

 

eternato nel dramma storico «Enrico V»

 

 

 

(«Henry V»)

 

 

 

di William Shakespeare,

 

 

 

questo re Enrico V stipulò 

 

 

 

con l'imperatore Sigismondo di Lussemburgo,

 

 

 

nato

 

 

 

il quindici di febbraio del 1368,

 

 

 

morto

 

 

 

il nove di dicembre del 1437,

 

 

 

il trattato di Canterbury;

 

 

 

infine il comandante e re Enrico VI d'Inghilterra,

 

 

 

nato 

 

 

 

il sei di dicembre del 1421,

 

 

 

morto

 

 

 

il ventuno di maggio del 1471,

 

 

 

il protagonista della trilogia di drammi storici «Enrico VI, parte I»

 

 

 

King Henry VI, Part I»),

 

 

 

«Enrico VI, parte II»

 

 

 

King Henry VI, Part II»),

 

 

 

«Enrico VI, parte III»

 

 

 

King Henry VI, Part III»),

 

 

 

del drammaturgo William Shakespeare.

 

 

 

Questo «Il piacere dell'onestà»

 

 

 

con le contraddizioni dell'animo umano,

 

 

 

con le maschere teatrali della società borghese,

 

 

 

con il repertorio teatrale pirandelliano, 

 

 

 

di Luigi Pirandello,

 

 

 

con le convenzioni sociali,

 

 

 

con le ipocrisie,

 

 

 

con i compromessi,

 

 

 

con le vicende dei protagonisti teatrali,




sul valore dell'integrità morale,




sull'uomo disilluso ed ai margini della società Angelo Baldovino,




sul suo rigore morale,




sul ribaltamento delle convenzioni borghesi,




sulla reputazione di Agata,




su una sfida morale,




su quest'uomo disincantato,




sull'onestà,




sui rapporti di potere,




con un linguaggio teatrale davvero sobrio,




con un linguaggio classicamente contemporaneo,




una rappresentazione da otto e mezzo su dieci,

 

 

 

che inscena l'attualità del testo pirandelliano,

 

 

 

la forza del testo pirandelliano per decenni e decenni,

 

 

 

sul matrimonio di facciata, 

 

 

 

proprio la bordata riferitami indirettamente e lanciata contro un signore che conoscevo, 

 

 

 

ma io non ci credo per niente ed affatto per quanto riguarda lui ed esseri umani che dovrebbero cercare la pace, 

 

 

 

ma sembra 

 

 

 

che io non possa forse aiutarli,

 

 

 

potrebbero e dovrebbero far da sé;




con l'equilibrio tra verità ed apparenza,

 

 

 

sulla tensione fra ciò che mostriamo agli altri e ciò che siamo davvero,

 

 

 

che mi fanno pensare 

 

 

 

a Charlie Chaplin,

 

 

 

ad un'immagine con il suo volto vista in una bottega,

 

 

 

nella bottega dei fratelli Gino e Pietro Feliciani nel centro di Agrigento,

 

 

 

circa a settembre dello scorso anno,

 

 

 

con sua citazione di Charlie Chaplin sull'apparenza,

 

 

 

sull'essere,

 

 

 

forse quando avevo conosciuto un Nino di Agrigento, 

 

 

 

del mio luogo di nascita. 

 

 

 

Quest'immagine c'è ancora in questa bottega.

 

 

 

«Il piacere dell'onestà»

 

 

 

è stato ispirato dalla novella «Tirocinio»,

 

 

 

del 1905,

 

 

 

di Luigi Pirandello,

 

 

 

pubblicata

 

 

 

nel volume «La giara»

 

 

 

di «Novelle per un anno»,

 

 

 

una novella con queste prime parole,

 

 

 

con questo incipit letterario:

  

 

 

Da una settimana vedevamo Carlino Sgro per il Corso, per Via Nazionale, per Via Ludovisi, passare in botte, di galoppo, accanto a un enorme mammifero in gonnella.

 

 

 

Grazie 

 

 

 

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alla categoria «Testi di Luigi Pirandello»

 

 

 

della biblioteca in rete WikiSource in italiano. 

 

 

 

Ho visto  




«Il piacere dell'onestà»

 

 

 

con Pippo Pattavina,

 

 

 

con la regia di Guglielmo Ferro,

 

 

 

questo sabato diciotto di aprile del 2026,

 

 

 

dalle ventuno,

 

 

 

dalle nove della sera primaverile.

giovedì 22 gennaio 2026

Gramsci, nato il 22 gennaio 1891, morto il 27 aprile 1937, e Stefano Milioto su «Liolà» e i «Sei personaggi in cerca d'autore» di Pirandello

E da Roma, 

 

 

 

il luogo in cui era morto Antonio Gramsci,

 

 

 

da Ales, 

 

 

 

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Riferimento anche a «Liolà» 

 

 

 

di Luigi Pirandello secondo Antonio Gramsci da parte dello studioso Stefano Milioto in una serata «Sei personaggi in cerca d'autore» 

 

 

 

di Luigi Pirandello in uno speciale della trasmissione televisiva «Punto fermo» 

 

 

 

di Mario Gaziano su Teleacras che ha ripreso 

 

 

 

un'altra trasmissione tv di Gaziano, «Punto fermo Day».

 

 

 

E l'almanacco letterario ricorda 

 

 

 

la morte di Gramsci il ventisette di aprile del 1937,

 

 

 

la nascita di Antonio Gramsci il ventidue di gennaio del 1891.  

 

 

 

Grazie alle righe «Scomparsi oggi»,

 

 

 

«Celebrità nate in questo giorno»,

 

 

 

dell'almanacco chiamato edenominato 

 

 

 

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del sito d'informazione agrigentina Scrivo libero

 

 

 

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