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martedì 22 luglio 2025

L'incipit del «Libro primo» del poema «Le metamorfosi» di Ovidio: «narrare il mutare delle forme in corpi nuovi»

Non temete perché cercheremo di aiutarci il più possibile, 

 

 

 

eccovi l'incipit,




i primi versi, 

 

 

 

del poema epico - mitologico «Le metamorfosi»,

 

 

 

ultimato nell'8 d. C., 

 

 

 

nell'8 dopo Cristo,

 

 

 

poema di Publio Ovidio Nasone, 

 

 

 

sia il testo origianle in latino 

 

 

 

sia la traduzione in italiano:

 

 

 

In nova fert animus mutatas dicere formas
corpora; di, coeptis (nam vos mutastis et illas)
adspirate meis primaque ab origine mundi
ad mea perpetuum deducite tempora carmen!  




Il mio intento è quello di raccontare i mutamenti di forme in corpi nuovi: dèi, dal momento che anche questa è opera vostra, favorite la mia impresa e tessete un carme continuo dall’origine dell’universo fino a tempi recenti.

 

 

 

Oppure:

 

 

 

A narrare il mutare delle forme in corpi nuovi
mi spinge l'estro. O dei, se vostre sono queste metamorfosi,
ispirate il mio disegno, così che il canto dalle origini
del mondo si snodi ininterrotto sino ai miei giorni.

 

 

 

Il poeta si chiede se le metamorfosi siano divine,

 

 

 

degli dei.

 

 

 

Definisce la sua opera un disegno, 

 

 

 

CMLibri la potrebbe interpretare come disegno poetico. 




Ancora dal «Libro primo» 

 

 

 

del poema «Le metamorfosi» 

 

 

 

ovidiano:

 

 

 

Ne ’l mare havea col suo perpetuo grido
Fatto intorno à la terra il vario lido.

 

 

 

  Ma quel, che ha cura di tutte le cose,
La Natura migliore, e ’l vero Dio
Tutti quei corpi al suo luogo dispose
Secondo il proprio lor primo desio.

 

 

 

L’ultima parte, che resta, è de l’onda,
Che d’intorno il terren bagna, e circonda.

 

 

 

Onde il mondo veggiam sì bello, e adorno,
Et à far sì bei parti et infiniti,
Sol la disunion gli fece uniti.

 

 

 

Uno spettacolo teatrale, 

 

 

 

«Ovidio il poeta relegato. Metamorfosi dell’esilio»

 

 

 

di Luigi Raimo,

 

 

 

ben due volte nella mia Agrigento, 

 

 

 

al Teatro Panoramica dei templi al Parco dei Templi ed al Teatro dell'Efebo al Giardino botanico, 

 

 

 

entrambe le volte con Ugo Pagliai. 

 

 

 

Buon lavoro a Daniele Salvo,

 

 

 

a Tommaso Garrè.

 

 

 

Grazie alla pagina «Teatro»

 

 

 

di AgrigentoOggi;

 

 

 

a WikiSource in latino;

 

 

 

a Wikipedia in italiano;

 

 

 

ad Isabella Fantin su SoloLibri.

domenica 18 agosto 2024

Con «Ifigenia in Aulide» di Euripide con Tidona la prima alba per «CMLibri a teatro» davanti ad un tempio greco della sua città - Ricordando Paola Gassman con «Il ratto di Proserpina» e «Cassandra - Ilio in fiamme»

La stella che splende in cielo e la tragedia classica greca «Ifigenia in Aulide»




di Euripide,




con l'attore teatrale Andrea Tidona,




per la prima alba di «CMLibri a teatro»




davanti ad un tempio della sua città.




E volete visitare,




insieme al mio blog CMTempoLibero,




il tempio della Concordia,




tutta la Valle dei templi,




l'intera Agrigento?




Scrivetemelo su CMLibri su X,




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tramite alcuni dei tag qui sotto a fine testo




oppure attraverso le etichette in conclusione della colonna destra di questo diario in rete,




elettronico,




in internet,




di questo blog,




anche sulle albe,




sulla natura,




sulle tragedie greche classiche,




sul teatro greco classico,




sulla letteratura.




Ed altro su Euripide,


 

sulla Valle dei templi di Agrigento,




nelle prossime righe.




E commemoriamo e ricordiamo la scomparsa dell’attrice Paola Gassman.




Anni fa avevo scritto di un riferimento a Lentini (Sr - provincia di Siracusa),




ad Agrigento,




a Taormina (Me - provincia di Messina),




ad Erice (Tp - provincia di Trapani),




al grano,




alla «terra amara»,




ascoltato mentre stavo vedendo Ugo Pagliai e Paola Gassman,




mentre erano impegnati con il poemetto mitologico «Il ratto di Proserpina»,




un adattamento e regia di Daniele Salvo,




il regista teatrale:




il rapimento da parte del dio degli Inferi.




Con sottotitolo «L'inganno di Venere»,




una serata anni fa di letture da opere di Claudiano e dalle «Metamorfosi», V,




di Ovidio.




La lettura era stata curata da Daniele Salvo e vedeva la partecipazione straordinaria di Ugo Pagliai e Paola Gassman.



Con loro nel cast teatrale c'erano Melania Giglio, Selene Gandini, Barbara Capucci e Daniele Salvo.




I costumi erano di Daniele Gelsi,




le luci di Giuseppe Filipponio,




il suono di Francesco Arizzi.




Buon lavoro all’associazione culturale Kairos.




E quei testi dell'adattamento teatrale erano di Luigi Di Raimo.




Quella volta per me il biglietto intero a quindici euro,




non il biglietto ridotto, ovviamente,




dai tredici ai diciotto anni,




né ovviamente il biglietto gratuito per chi ha meno di dodici anni,




per gli under dodici.




E buone letture con «La terra percossa aprì la via verso il Tartaro e ingoiò giù nella voragine il carro».




Da Ovidio,




dalle «Metamorfosi», V.




E vi piace la musica di Wolfgang Amadeus Mozart,




che ha vissuto in una città che ho amato,




la sua Salisburgo,




in Austria,




dove ero studente Erasmus,




proprio in questa città? 




In realtà,




per la mancanza di una scenografia troppo semplice,




non stavo vivendo molto in questo spettacolo il mondo di Ade,




governato da Plutone,




il signore dei morti,




non ricordo più le Parche,




e Prometeo,




neanche Venere, Minerva, Cerere.




Forse ricordo ormai lontano il rapimento di Proserpina,




ma non ho ricordi sui riferimenti a Virgilio,




ai campi di Sicilia,




ho ricordo, invece, dei due antichi rapsodi,




che erano interpretati da Ugo Pagliai e Paola Gassman.




E chissà quando rivedrò «Le Baccanti»,




«Le Troiane».




Buon ricordo di Luca Ronconi.




Buona visione degli spettacoli con Elisabetta Pozzi,




pensando a Christa Wolf.




E grazie a...




Diego Romeo,




sul sito internet agrigentino Grandangolo,




chissà se ancora su Agrigento notizie gratis.




Grazie alla pagina Cultura ed a Gaetano Ravanà sulla tv agrigentina Teleacras.




E per me «Il ratto di Proserpina»




in quella serata di venerdì quindici di settembre dello scorso 2023,




meno di un anno fa. 




L'alba, invece, 




dalle quattro e trenta della notte di questa domenica diciotto di agosto del 2024.

venerdì 23 settembre 2022

Anche sul «Libro primo» «Ovidio, il poeta relegato» di Di Raimo sulle «Metamorfosi dell'esilio» con Pagliai, Paola Gassman e due attori locali? Con un'associazione culturale

Anche ispirazione dal «Libro primo» 

 

 

 

di «Le metamorfosi» 

 

 

 

di Ovidio, Publio Ovidio Nasone?

 

 

 

Per «Ovidio, il poeta relegato» con sottotitolo «Metamorfosi dell’esilio» di Luigi Di Raimo 

 

 

 

con Ugo Pagliai, Paola Gassman, Daniele Salvo e Barbara Capucci.




Con l'associazione culturale Kairos.

 

 

 

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se volete visitare il tempio di Giunone

 

 

 

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