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martedì 26 settembre 2023

Quando vedrò il sarcofago con ornamenti del Villaggio Peruzzo - di numerosi secoli prima di Cristo - ed il relitto della nave di scoglio Bottazza - del Seicento?

Ottimo che, nella mia Agrigento
 
 
 
 
 
 
sia stato scoperto un sarcofago con ornamenti. 
 
 
 
Buon lavoro al laboratorio di restauro della Soprintendenza di Agrigento. 
 
 
 
E chissà quali altri reperti archeologici ci sono ad Agrigento che risalirebbero al quarto secolo prima di Cristo. 
 
 
 
Ed aspetto, da parte della Soprintendenza di Agrigento,
 
 
 
l’esposizione di reperti archeologici,
 
 
 
la mostra di reperti archeologici.
 
 
 
Ed il relitto di una nave armata risalente presumibilmente al XVII secolo dopo Cristo - al Seicento - 
 
 
 
e naufragata nei pressi di San Leone
 
 
 
qui ad Agrigento, 
 
 
 
noto come relitto di Scoglio Bottazza (chissà dove è questo scoglio), 
 
 
 
verrà recuperato e conservato in un museo - si potrebbe dire in italiano anche musealizzato - 
 
 
 
grazie a un intervento di un milione di euro affidato alla Sovrintendenza del mare della Regione Sicilia. 
 
 
 
Non so se sia poco o molto.
 
 
 
La nave, che è stata rinvenuta nel luglio del 2010, 
 
 
 
ed è già passato il tempo, dunque,
 
 
 
si trova nelle acque davanti la foce del fiume Akragas nei pressi di San Leone, 
 
 
 
e ci vado raramente, 
 
 
 
a mille e duecento metri dalla costa e a 2,5 miglia dal porticciolo di San Leone - anche là vado molto poco; 
 
 
 
un luogo, quello del cosiddetto Scoglio Bottazza, 
 
 
 
colpito da naufragi causati da un rilievo roccioso presente a tre metri di profondità che ha anche dato nome alla zona.
 
 
 
Zona di questo scoglio molto sconosciuta a molti, credo.



Tra i reperti di grande interesse ci sono due cannoni della lunghezza di 2,20 metri,
 
 
 
e mi chiedo se uno dei due sia stato già esposto,
 
 
 
vari elementi metallici - probabilmente armi da fuoco - 
 
 
 
e un cosiddetto «pane di zolfo»
 
 
 
- anche titolo di un libro dello scrittore siciliano Vincenzo Consolo -  
 
 
 
che, vista la rilevante quantità di questo minerale ancora presente sul fondo e l'ubicazione geografica del relitto, 
 
 
 
sembra essere riconducibile al carico della nave che verosimilmente si sarà approvvigionato nelle vicine cave di estrazione:
 
 
 
io avevo già scritto qua di due, 
 
 
 
ma anche su questa pagina di altre due. 
 
 
 
E sarà ora la Sovrintendenza del mare ad attivare 
 
 
 
le procedure di gara necessarie alla realizzazione dei lavori che riguarderanno il rilievo, 
 
 
 
lo scavo e il recupero del relitto, 
 
 
 
la successiva cosiddetta musealizzazione,
 
 
 
l'esposizione in un museo. 
 
 
 
E buon lavoro all'assessore regionale ai Beni culturali ed all'identità siciliana,
 
 
 
alla Soprintendenza del mare della Regione Sicilia, 
 
 
 
diretta da Valeria Livigni. 



L’intervento rientra nella programmazione del «Fondo di sviluppo e coesione 2014 - 2020»
 
 
 

«Patto per la Sicilia».

 

 

 

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giovedì 3 agosto 2023

Quanto vorrei vedere esposti i cannoni e l'ancora in ferro del relitto «archeologico» di scoglio Bottazza dal mare della mia città accanto alla foce di un fiume

Ottimo che siano stati recuperati nella mia Agrigento

 

 

 

dai fondali di San Leone (vi faccio il bagno di tanto in tanto),

 

 

 

i primi cannoni (quando gli altri?) e un’ancora in ferro del relitto di Scoglio Bottazza - non so dove sia precisamente.

 

 

 

Vorrei tanto vederli in esposizione.

 

 

 

I resti di una nave commerciale armata, 

 

 

 

presumibilmente di epoca tardo rinascimentale, 

 

 

 

giacente a circa quindici metri a ridosso della secca omonima presso la foce del fiume Naro - chissà se potranno recuperare anche questi resti o se è molto difficile e quasi impossibile o impossibile. 

 

 

 

E più o meno ho capito dove.

 

 

 

Il recupero è stata effettuato in maniera congiunta dalla Soprintendenza del mare della Regione Siciliana, 

 

 

 

dalla Guardia costiera di Porto Empedocle e dal Nucleo tutela patrimonio culturale dei Carabinieri di Porto Empedocle

 

 

 

Il progetto è stato finanziato con risorse del Fondo per la coesione e lo sviluppo 2014-2020 e sono soldi che vengono spesi benissimo per la cultura. 

 

 

 

I reperti, che si aggiungono a quelli già recuperati nel 2007 - di cui, forse, ricordo qualcosa, 

 

 

 

e custoditi nella Soprintendenza del mare, 

 

 

 

saranno restaurati nei laboratori del Parco archeologico della Valle dei Templi di Agrigento.

 

 

 

 

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