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venerdì 19 aprile 2024

Il gioco di ruolo Empaville nella mia regione e centro città, con due Comuni - di cui uno «familiare» - E spero che replichino presto fra un anno o più

Chissà se riuscirò a giocare ad Empaville, 

 

 

 

un gioco di ruolo progettato per far emergere i conflitti tipici tra le generazioni, 

 

 

 

tra le culture, 

 

 

 

tra gli status differenti,

 

 

 

tra le condizioni differenti. 

 

 

 

E non ho trovato ulteriori informazioni su Empaville a Catania

 

 

 

Sulla prima tappa di Empaville in Sicilia, 

 

 

 

e neanche su questo gioco di ruolo europeo né ad Paternò (Ct - provincia di Catania), 

 

 

 

la terza tappa prevista,

 

 

 

né ad Avola (Sr - provincia di Siracusa), 

 

 

 

la quarta tappa programmata,

 

 

 

neanche a Partinico (Pa - provincia di Palermo), 

 

 

 

il quinto appuntamento in programma,

 

 

 

e neppure a Sant'Agata di Militello (Me - provincia di Messina), 

 

 

 

l'ultima cittadina di destinazione,

 

 

 

ma più o meno so come e dove andrà il tour qui, 

 

 

 

nel mio centro di Agrigento,

 

 

 

e, se volete visitarlo,

 

 

 

insieme al mio blog CMTempoLibero,

 

 

 

da tutte queste città e dall'intero mondo 

 

 

 

scrivetemelo su CMGiochi su Facebook (pagina qui),

 

 

 

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se non cambierò le impostazioni grafiche,



il che è teoricamente possibile,


  

ma improbabile?

 

 

 

Devono essere stati ottimi momenti perché durante il gioco, 

 

 

 

i partecipanti venivano divisi per tavoli 

 

 

 

e, magari faccenda più idealistica e meno realistica,

 

 

 

erano invitati a discutere ed elaborare proposte per migliorare una città immaginaria, 

 

 

 

assumendo il ruolo, 

 

 

 

il comportamento, 

 

 

 

le caratteristiche di un abitante-tipo 

 

 

 

- magari quest'ultimo aspetto sembra essere più pratico e realistico. 

 

 

 

Interessante anche che, 

 

 

 

soltanto se guidate bene, 

 

 

 

le proposte elaborate venivano presentate e discusse in una assemblea plenaria, 

 

 

 

infine votate da tutti i partecipanti per stabilire quale o quali progetti venivano realizzati con il budget disponibile.

 

 

 

In fondo è la democrazia del consenso e dell'amministrazione realistica, 

 

 

 

se davvero realistica e connessa all'economia,

 

 

 

non alla propaganda economico-politica,

 

 

 

alla finzione che nasconde,

 

 

 

agli sprechi,

 

 

 

al dispendio teorico e non pratico.

 

 

 

Buon lavoro, dunque, anche a chi si occupa dell’iniziativa del progetto «Spendiamoli insieme»,

 

 

 

di cui non sapevo nulla fino a giorni fa,

 

 

 

realizzato da Parliament Watch Italia, 

 

 

 

mi sono sconosciuti,

 

 

 

con soci e partner locali agrigentini Agorà Mundi

 

 

 

noti in città,

 

 

 

ma non conosco quasi nessuno di loro,




soltanto un loro professore e docente,




e l'associazione Acuarinto

 

 

 

conosco uno di loro;

 

 

 

e poi c'è la collaborazione del mio Comune per il quale voto, 

 

 

 

del Comune di Agrigento

 

 

 

Ma anche del Comune di Porto Empedocle

 

 

 

E del Comune di Realmonte

 

 

 

tutti che lavorano al bando «Realizziamo il cambiamento con il Sud»

 

 

 

con il sostegno della Fondazione «Realizza il cambiamento»

 

 

 

non mi è nota,

 

 

 

della Fondazione «Con il Sud»

 

 

 

un po' conosciuta qua sul territorio,

 

 

 

con ActionAid International Italia ETS,

 

 

 

il noto gruppo ActionAid.

 

 

 

Credo che per me, 

 

 

 

se non ci fosse stata questa comunicazione prolissa,

 

 

 

se la comunicazione fosse stata più essenziale, 

 

 

 

più stringata, 




più riassuntiva,

 

 

 

questo Empaville, 

 

 

 

sarebbe stato un gioco magari non essenziale ed importantissimo, 

 

 

 

ma, comunque, da provare,

 

 

 

un’occasione di divertimento, 

 

 

 

e, soprattutto, capire cos’è un bilancio partecipativo nei suoi elementi più importanti,

 

 

 

il che non è centrale nella mia vita,

 

 

 

ma mi sarebbe piaciuto approfondire,

 

 

 

se non ci fossero state troppe parole di presentazione.

 

 

 

Ed auguro a Stefano Stortone di BiPart - cos'è? - 

 

 

 

una proficua attività.

 

 

 

Ottimo che ci sia stata la discussione, 

 

 

 

la progettazione, 

 

 

 

la votazione su come migliorare la vita della propria comunità,

 

 

 

alla quale non credo molto,

 

 

 

perché, partendo dal saggio «L'umorismo»

 

 

 

di Luigi Pirandello,

 

 

 

credo fortemente e moltissimo nella presenza dell'altra faccia della medaglia.

 

 

 

E buon sorriso a tutti ed a tutte, 

 

 

 

soprattutto quando non è falso,

 

 

 

con le modalità tipiche del gioco, 

 

 

 

anche con un tema ostico e poco conosciuto come la democrazia partecipata, 

 

 

 

suppongo sia la democrazia alla quale partecipano i cittadini.

 

 

 

Sappiate anche che Parliament Watch Italia è l'associazione ideatrice del progetto «Spendiamoli insieme»

 

 

 

Buone assemblee pubbliche ed incontri informativi a loro 

 

 

 

e chissà quali siano i loro territori-pilota,

 

 

 

presumo che siano questa grande città etnea,

 

 

 

queste città e questi paesi siciliani. 

 

 

 

Buona attività di sensibilizzazione e di sperimentazione a loro, dunque, 

 

 

 

anche con una partita all'Empaville europeo.

 

 

 

Per sperimentare, 

 

 

 

giocando, 

 

 

 

con il gioco,

 

 

 

le dinamiche sociali alla base del successo o dell’insuccesso dei processi di partecipazione. 

 

 

 

Io non ho partecipato, purtroppo,

 

 

 

per troppa comunicazione di un'attività non essenziale.

 

 

 

Buon lavoro agli studenti, 

 

 

 

io per fortuna non lo sono più;

 

 

 

alle cittadine, 

 

 

 

ai cittadini, 

 

 

 

e spero che ritornino per scoprire qualcosa in più, 

 

 

 

quando riciclerò questo testo già scritto,

 

 

 

per divertirmi, 

 

 

 

sulla democrazia partecipata europea;

 

 

 

se non ritornano,

 

 

 

pazienza, 

 

 

 

per me ci sono anche priorità più importanti.

 

 

 

Grazie al sito d'informazione agrigentina Scrivo libero.




L’appuntamento non è stato questa volta per me questo venerdì diciannove di aprile del 2024,

 

 

 

forse potrebbe anche andare bene alle sedici, 

 

 

 

alle quattro del pomeriggio primaverile,

 

 

 

ma replicato un'altra volta,

 

 

 

dato che ci sono troppe iniziative e troppa iniziativa culturale,

 

 

 

altrimenti,

 

 

 

se non lo fanno più,

 

 

 

come, probabilmente,

 

 

 

sono pronto a scommettere, 

 

 

 

accadrà,

 

 

 

alla Biblioteca comunale Franco La Rocca di piazzale Aldo Moro,

 

 

 

ad Agrigento, 

 

 

 

per una partita a cui avrebbero, 

 

 

 

forse, sembra, 

 

 

 

preso parte i cittadini, 

 

 

 

gli studenti in mediazione culturale, 

 

 

 

selezionati insieme ad Agorà Mundi Onlus, 

 

 

 

e persone straniere che vivono nell’Agrigentino, 

 

 

 

coinvolte dall’associazione Acuarinto. 




E chissà cosa significa, 




 in termini molto pratici e concreti,

 

 

 

avviare il percorso per l’attivazione del processo di democrazia partecipata 2024. 

 

 

 

In coclusione, il mio augurio di una proficua e buona attività a Marco Vullo

 

 

 

all'assessore alle politiche sociali del Comune di Agrigento.

 

 

 

E da tre - quattro giorni fa, dal diciotto al ventiquattro di aprile del 2024, 

 

 

 

ancora per cinque giorni,

 

 

 

ed. ovviamente, non viaggerò mai e poi mai per un tale progetto,

 

 

 

perché non ne vale assolutamente il tragitto e lo spostamento ed i costi,

 

 

 

il tour in sei tappe «Facciamo una partita a Empaville! Il gioco di ruolo della democrazia partecipata».

giovedì 18 aprile 2024

La leggenda di Colapesce in Sicilia - anche «sireno» allo «Scogliu d' 'u Russeddru», con un «arginteri» e «scocca di sangu» - «Storia dei paladini di Francia» di Lo Dico, «L'umorismo» pirandelliano ed il libro, anche sulla stanchezza, di Alan David Scifo

Da Borgetto

 

 

 

da Termini Imerese (Pa - provincia di Palermo),

 

 

 

da Palermo,

 

 

 

da Messina,




da Roccalumera, 

 

 

 

da Milazzo (Me - provincia di Messina),




da Trapani,




da Mazara del Vallo (Tp - provincia di Trapani),




da Acate (Rg - provincia di Ragusa),




da Gela (Cl - provincia di Caltanissetta),




in quest'ultima città sono stato l'anno scorso,




da Augusta (Sr - provincia di Siracusa),




da Lampedusa,




insieme al mio blog CMTempoLibero,

 
 
 
volete visitare il mare di Siculiana (Ag- provincia di Agrigento)
 
 
 
della leggenda di Colapesce, 
 
 
 
di questa leggenda siciliana,




di cui scrive Giuseppe Pitrè
 
 
 
nel volume ventidue, 
 
 
 
«Studi di leggende popolari in Sicilia e nuova raccolta di leggende siciliane»,
 
 
 
del suo saggio «Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane»,
 
 
 
dello scoglio di Lido Russello a Realmonte,
 
 
 
nei dintorni, 
 
 
 
nel Libero consorzio di Agrigento?
 
 
 

Scrive:

 

 

 

«Con o senza la imprecazione, Cola partecipa dell'uomo e del pesce (S. Agata, Borgetto, Siculiana, Termini, Messina - Palermo, Trapani, Mazzata), ma se in Borgetto, Siculiana, Messina, Koccalumera, Trapani, Palermo, è mezzo uomo e mezzo pesce, una specie di sirena mascolina; in Borgetto ha la pelle come aragosta, in Termini (VI) di squadro (squalus squatina di L.); in S. Agata (IV) Trapani (XI), Mazzara (XIV) ha la gola come i pesci, in Palermo (Vili) come le rane; in Termini (VI) e Palermo (Vili) le dita di anitre ed in Trapani (XIII), identificandosi col bue marino, ha faccia di vitello senza corna, collo lungo e coda, conservando nel restante del corpo abito umano.»

 
 
  
Continua:
 
 
 

«La leggenda di Siculiana lo fa nuotare in quel mare: e in una malandata scommessa con un argentiere, lo dice annegato presso lo Scogliu d' 'u Russeddu, e, stando alle gocce di sangue che si videro dopo, probabilmente divorato da un mostro marino.»

 
 
 
L'argentiere,
 
 
 
a quanto mi risulta,
 
 
 
sarebbe il lavoratore dell'argento,
 
 
 
chi lavora l'argento per professione.
 
 
 
E, forse purtroppo, 
 
 
 
credo non esista più questa casetta - capanna svizzera, 
 
 
 
 
 
 
a Realmonte,
 
 
 
 
 
 

«Nella contrada Giallonardo in Siculiana, sotto la torre delle Pergole, è una casetta a pianterreno, a forma di capanna svizzera, nella cui facciata è raffigurato con cocci piccolissimi di tegole attaccati alla calce ed alla sabbia Cola Pesce, la metà superiore del corpo uomo, con le dita delle mani unite da pelle cartilaginea; la metà inferiore, pesce squamoso.»

 
 
 
Ed ecco la leggenda realmontina e siculianese di Colapesce sommozzatore:
 
 
 

«Chistu avia summuzzatu nni tutti li gurfì di lu munnu, e ddoppu avilli firriatu tutti, vinni a Siculiana. 

 
Ccà piglia amicizia e' un arginteri, e ddoppu 'na pochi di jorna misiru 'na scummissa, ca Cola avia a pigliati t'unnu nni lu gurfu di Siculiana. 
 
Cola accunsintiu e cci dissi accussì : — "lu scinnu ddà jusu; si ddoppu mezz' ura affaccia una scocca di sangu, ti nni va' pi l'affari to', cà i' nun vegnu cchiù". Je daccussì successi.
 
Lu puntu unni Cola Pisci murì è vicinu lu Scogliu et u Russeddu».
 


«Questo aveva fatto il sommozzatore in tutti i golfi del mondo e, dopo averli girati tutti, venne a Siculiana.

Qua fece amicizia con un argentiere e dopo pochi giorni fecero una scommessa, che Cola aveva da pigliare un tonno [o: andare in tondo] nel golfo di Siculiana.

Cola acconsentì e gli disse così: "Io scendo là sotto; se dopo mezz'ora affaccia una goccia di sangue, te ne vai a fare gli affari tuoi, ché io non vengo più". E così successe.

Il punto dove Cola Pesce morì è vicino allo scoglio del Russello».

 

 

 

Sappiate anche che la leggenda siciliana di Colapesce ha origine nel XII secolo,




nel dodicesimo secolo del poeta franco-provenzale Raimon Jordan,

 

 

 

che avrebbe cantato di un Nichola de Bar che viveva come un pesce.




Ed, ugualmente con CMTempoLibero, 
 
 
 
volete godervi la Biblioteca Lucchesiana di via Duomo

 

 

 

nel mio centro storico di Agrigento
 
 
 
questa biblioteca con la sua tradizione storica,
 
 
 
luogo di un incontro culturale,
 
 
 
su un libro che ha protagonista un nuovo Colapesce contemporaneo,
 
 
 
con maggiori informazioni nelle prossime righe,
 
 
 
o studiare il siciliano?
 
 
 
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in internet,
 
 
 
se non cambierò un giorno impostazione grafica,
 
 
 
il che sarebbe teoricamente possibile,



anche se improbabile,
 
 
 
potete leggere moltissimo altro.
 
 
  
Io, invece, non ho ancora letto il romanzo,
 
 
 
il romanzo cavalleresco «Storia dei paladini di Francia»
 
 
 
di Giusto Lo Dico,
 
 
 
del 1858 - 1860,
 
 
 
dal Ciclo carolingio.
 
 
 
Ma passiamo all'incontro culturale agrigentino,
 
 
 
all'incontro culturale siciliano,
 
 
 
sul libro-inchiesta, 
 
 
 
sembra che sia questo,
 
 
 
«Se Colapesce si stancasse»
 
 
 
del giornalista Alan David Scifo,
 
 
 
sul viaggio «all'incontrario» 
 
 
 
in quella che apparirebbe come la Sicilia più inquinata,
 
 
 
sull'inquinamento dei poli petrolchimici della Sicilia,
 
 
 
sui poli petrolchimici siciliani,
 
 
 
sul potere,
 
 
 
sul denaro,
 
 
 
sulla salute,
 
 
 
sulla mancanza di salute,
 
 
 
sul regresso vestito da «progresso»,
 
 
 
sulla morte,
 
 
 
sulle morti,
 
 
 
sulle malattie.

 

 

 

Quindi sappiate che Colapesce non è soltanto l'essere mitologico che sosterrebbe una delle colonne che reggerebbero la Sicilia,

 

 

 

quel che ha dato la fama al Colapesce di Messina,

 

 

 

al Colapesce messinese.

 

 

 

Nelle pagine del libro, peraltro,




ci sarebbero anche le «dune di plastica»

 

 

 

di Acate,

 

 

 

nel Ragusano,

 

 

 

come vi avevo scritto sopra;

 

 

 

i poli petrolchimici di Gela,

 

 

 

nel Nisseno;

 

 

 

di Milazzo,

 

 

 

nel Messinese;

 

 

 

di Augusta,

 

 

 

nel Siracusano;

 

 

 

le fabbriche che non sarebbero mai state bonificate a Lampedusa,

 

 

 

nell'Agrigentino.




Secondo quanto ho capito,




il libro avrebbe un fine educativo-pratico,

 

 

 

probabilmente anche in quest'incontro culturale italiano:




formare paladini di Sicilia che vogliono aiutare l'eroe mitologico Colapesce 




- mentre Luigi Pirandello,

 

 

 

nel suo saggio «L'umorismo»

 

 

 

sosteneva che «L'umorista non riconosce eroi» -

 

 

 

affinché la mia isola e regione italiana non affondi definitivamente.

 

 

 

E buon lavoro a chi scrive sulla pagina «Incontri»

 

 

 

di «Eventi»

 
 
 
 
 
 

del sito d'informazione locale Agrigento Notizie

 

 

 

come il giornalista Andrea Cassaro;

 

 

  

a chi si occupa del «Portale Sicilia»

 

 

 

e del «Portale Mitologia»

 

 

 

dell'enciclopedia in rete Wikipedia;

 

 

 

alla casa editrice che ha pubblicato il libro e saggio, 

 

 

 

la Navarra Editore,




anche con altre presentazioni di questo volume,

 

 

 

dopo il giovedì diciotto di aprile del 2024 alla Biblioteca Lucchesiana agrigentina,

 

 

 

e successivamente all'uscita nelle librerie il ventisei di aprile:

 

 

 

anche, il dodici di maggio del 2024,

 

 

 

al Salone internazionale del libro di Torino,

 

 

 

a cui avevo partecipato anni fa in annate differenti,

 

 

 

sul quale avevo scritto molti anni fa su questa mia pagina;

 

 

 

ed il ventitre di aprile

 

 

 

ugualmente del 2024,

 

 

 

all'Università di Palermo,

 

 

 

nella quale avevo studiato,

 

 

 

al Master universitario in Giornalismo professionale.