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giovedì 2 aprile 2026

L'incipit del «Richiamo all'obbligo» pirandelliano con la farmacia, Lovico e lo sgabello - La risposta di Totò a Rosaria in «L'uomo, la bestia e la virtù» - «L'almanacco di CMLibri» e la morte di Sergio Leone - «Clitennestra, il processo» a «Teatri di pietra» ad Eraclea Minoa - Kubrick, quel 7 marzo 1999

Questa volta ho scelto un film

 

 

 

con crticihe di stravolgimento, 

 

 

 

da parte della famiglia di Luigi Pirandello,

 

 

 

poco tempo dopo l'uscita nelle sale cinematografiche, 

 

 

 

dell'opera teatrale «L'uomo, la bestia e la virtù», 

 

 

 

rappresentata per la prima volta,

 

 

 

al Teatro Olimpia di Milano,

 

 

 

vivevo nella città di Milano e mi risulta che non esista più,

 

 

 

il due di maggio del 1919,

 

 

 

dalla Compagnia di Antonio Ganduscio,

 

 

 

a sua volta tratta da una novella pirandelliana,




«Richiamo all'obbligo»,

 

 

 

del 1906,

 

 

 

dalla raccolta «Novelle per un anno».

 

 

 

Nel cui film e commedia cinematografica «L'uomo, la bestia e la virtù»,

 

 

 

del 1953,

 

 

 

il giovane Sergio Leone aveva un ruolo.  

 

 

 

Era, infatti, segretario di edizione del film.

 

 

 

Tutto ciò per ricordare la morte di Sergio Leone il trenta di aprile del 1989.

 

 

 

Comincio dall'incipit della novella pirandelliana:

 

 

 

«Paolino Lovico si buttò per morto su uno sgabello davanti la farmacia Pulejo in piazza Marina.»

 

 

 

Nella scena prima dell'atto primo dell'apologo in tre atti «L'uomo, la bestia e la virtù» pirandelliano, 

 

 

 

della quale vi comincio l'analisi, 

 

 

 

la donna che per prima parla è il personaggio teatrale «Rosaria, governante del signor Paolino»;

 

 

 

l'uomo che parla per primo è subito dopo «Il signor Totò, farmacista, suo fratello».

  

 

 

L'azione è ambientata «In una città di mare, non importa quale. Oggi.»

 

 

 

Precisamente «Stanza modesta da studio e da ricevere in casa del signor Paolino. Scrivania, scaffali di libri, canapè, poltrone, ecc. La comune è a sinistra. A destra, un uscio; un altro in fondo, che dà in uno sgabuzzino quasi bujo»;

 

 

 

dunque una stanza da studio e per ricevere, 

 

 

 

una scrivania,

 

 

 

gli scaffali di libri,

 

 

 

il canapè,

 

 

 

le poltrone, 




gli usci, 

 

 

 

lo sgabuzzino quasi bujo e la comune dovrebbe essere,

 

 

 

me lo auguro,

 

 

 

la stanza comune.

 

 

 

Sul palco teatrale non è presente Rosaria - ed apparirà con la cuffia sulla testa, 

 

 

 

sul capo, 

 

 

 

con i bigodini,

 

 

 

e non c'è neanche il signor Totò,

 

 

 

che entrerà in scena con il cappello.

 

 

 

Si aggiungono le seggiole capovolte: 

 

 

 

«Al levarsi della tela, la stanza è in disordine. Parecchie seggiole in mezzo alla scena, le une sulle altre, capovolte; le poltrone fuori di posto, ecc. Entra dalla comune Rosaria con la cuffia in capo e ancora i diavolini attorti tra i capelli ritinti d'una quasi rosea orribile manteca. Ha l'aspetto e l'aria stupida e petulante d'una vecchia gallina. La segue il signor Totò col cappello in capo, collo torto da prete, aspetto e aria da volpe contrita. Si stropiccia di continuo le mani sotto il mento, quasi per lavarsele alla fontana della sua dolciastra grazia melensa.»

 

 

 

Cosa sono i diavolini?

 

 

 

Appunto i bigodini, 

 

 

 

e grazie ad un'enciclopedia in rete,

 

 

 

in internet,

 

 

 

ad un vocabolario ugualmente sulla rete mondiale,

 

 

 

ad un sito web.

 

 

 

E cos'è la manteca?

 

 

 

Grazie a questo vocabolario on-line ho scoperto che è la sostanza grassa, 

 

 

 

la sostanza profumata,

 

 

 

come una crema o una pomata,

 

 

 

con la quale si ungevano i capelli.

 

 

  

Le prime parole sono di Rosaria:




«Ma scusi, ma perché vuole entrarmi in casa ogni mattina? Non vede che è ancora in disordine?»

 

 

 

Quindi la risposta e la motivazione di Totò:

 

 

 

«E che fa? Oh, per me, cara Rosaria...»

 

 

 

«Clitennestra, il processo», invece, 

 

 

 

a «Teatri di pietra» 

 

 

 

ad Eraclea Minoa,

 

 

 

ci sono stato numerose volte,

 

 

 

a Cattolica Eraclea (Ag - provincia di Agrigento),

 

 

 

anche l' numerose volte.

 

 

 

Il venti di agosto del 2023 chissà. 




E si ricorderebbe il primo di giugno del 1984, 

 

 

 

l'uno di giugno, 

 

 

 

per «C'era una volta in America».

 

 

 

Grazie alle righe «Accadde oggi»

 

 

 

della rubrica «L'almanacco del giorno»

 

 

 

del sito d'informazione agrigentina Scrivo libero.

 

 

 

La rassegna «Teatri di pietra»

 

 

 

era tornata nell’area archeologica di Eraclea Minoa anche il sabato sei di agosto del 2022 e la domenica sette di agosto del 2022. 

 

 

 

Il sei «Di sabbia e di mare»

 

 

 

ed il sette «Plays Ennio Morricone». 

 

 

 

«Di Sabbia e di mare»

 

 

 

 sarebbe 

 

 

 

uno spettacolo diretto da Manuel Giliberti , 

 

 

 

non lo conosco,

 

 

 

non so chi sia,

 

 

 

con musiche di Antonio di Pofi, 

 

 

 

con movimenti di Serena Cartia. 

 

 

 

Protagonisti sarebbero stati Deborah Lentini, Simonetta Cartia, Giulia Valentini, Gabriele Crisafulli, Lorenzo Ficara, Claudia Bellia, Davide Sbrogiò.

 

 

 

«Plays Ennio Morricone»

 

 

 

 con Giuseppe Milici, 

 

 

 

con il suo quartetto, 

 

 

 

con la voce narrante di Sergio Vespertino, 

 

 

 

per rendere omaggio al «Maestro». 

 

 

 

Sul palco sarebbero saliti anche Valeria Busdraghi, Carlotta Bruni, Elisa Carta Carosi, Lucia Cinquegrana, Arianna Di Palma, Matteo Gentiluomo, Claudia Morello e Sebastiano Tringali. 

 

 

 

I biglietti li si poteva acquistare su Live ticket, 

 

 

 

credo di non averli mai comprati là,

 

 

 

neanche con l’app.

 

 

 

Le prenotazioni erano possibili su Whatsapp, 

 

 

 

ad un numero di telefonino 351.

 

 

 

L'uomo e l'artista: il musicista e compositore Premio Oscar da una parte, il padre, il marito e il giocatore di scacchi, dall'altra. 

 

 

 

La nuova performance ideata da Vito Meccio, 

 

 

 

il direttore artistico del Teatro Agricantus di Palermo, 

 

 

 

è dedicata

 

 

 

al maestro Ennio Morricone, 

 

 

 

al suo patrimonio umano e culturale musicale.

 

 

 

Lo spettacolo musicale aveva proposto 

 

 

 

alcune tra le più famose colonne sonore composte da Ennio Morricone, 

 

 

 

da «Gabriel’s Oboe»

 

 

 

(dal film «Mission», 

 

 

 

candidata all'Oscar come miglior colonna sonora nel 1986) 

 

 

 

a «Once Upon a Time in America»

 

 

 

(«C'era una volta in America»,

 

 

 

diretto da Sergio Leone) 

 

 

 

fino a «Cinema Paradiso»

 

 

 

per rendere omaggio, 

 

 

 

attraverso questo repertorio musicale,

 

 

 

ad uno dei più grandi compositori del nostro tempo, 

 

 

 

diventato leggenda musicale, 

 

 

 

diventato classico musicale, 

 

 

 

uno dei classici degli autori, 

 

 

 

dei compositori, 

 

 

 

delle colonne sonore cinematografiche nel panorama musicale internazionale.

 

 

 

Sul palco musicale, 

 

 

 

al fianco di Giuseppe Milici all’armonica, 

 

 

 

c'erano Nicola Pannarale alle tastiere, Filippo De Salvo al basso e Saverio Petruzzellis alla batteria. 

 

 

 

La voce narrante era stata, invece, 

 

 

 

quella di Sergio Vespertino, 

 

 

 

che aveva dato voce allo stesso Ennio Morricone, 

 

 

 

per raccontare la persona oltre che l’artista: 

 

 

 

il suo amore imperituro ed immortale per la Sicilia - suggellato 

 

 

 

nel 1956 dal matrimonio con la messinese Maria Travia, 

 

 

 

dunque di Messina - 

 

 

 

e dall’adozione artistica del suo Giuseppe «Peppuccio» Tornatore; 

 

 

 

la crescita artistica, 

 

 

 

la grande umiltà musicale, 

 

 

 

di quello che a livello universale è considerato un gigante della composizione,

 

 

 

anche della composizone di colonne sonore,

 

 

 

di colonne sonore cinematografiche.

 

 

 

Grazie ad una pagina «Cosa fare in città»

 

 

 

e, per avere scritto della stima che avrebbero mostrato registi cinematografici di Hollywood, 

 
 
 
come Stanley Kubrick, 
 
 
 
morto
 
 
 
il sette di marzo del 1999,
 
 
 
come Quentin Tarantino, 
 
 
 
come Martin Scorsese, 
 
 
 
come Clint Eastwood,
 
 
 
per colui che sarebbe stato definito il «padre»

 

 

 

degli spaghetti - western,
 
 
 
per Sergio Leone,
 
 
 
alle righe «Scomparsi oggi»
 
 
 
della rubrica «L'almanacco del giorno» 
 
 
 
del sito d'informazione agrigentina Scrivo libero




Grazie all'enciclopedia in rete Wikipedia in italiano,

 

 

 

al vocabolario in internet della Treccani,

 

 

 

al sito web Sapere.it della De Agostini.

 

 

 

Uno di questi spettacoli il sei di agosto del 2022.

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